Iliad: le Simbox italiane sono legali. Vi spieghiamo perché

Che Iliad potesse scatenare qualche ripercussione in un mercato così statico come quello italiano, era ipotizzabile. Tuttavia sembra che stia per iniziare una stagione di caccia alle streghe, in parte già evidente, in parte ancora piuttosto sotto traccia.

Al centro del mirino sono finite le Simbox. Si tratta di chioschi installati in Italia (qui la mappa) dove è possibile sottoscrivere e attivare l’offerta di Iliad. In sostanza, sono totem interattivi equipaggiati di touchscreen dove sostanzialmente si segue la medesima procedura di attivazione prevista online (che abbiamo descritto in dettaglio in questo articolo con anche gli errori da evitare e tutte le cose da sapere prima di iniziare).

Con un’unica grande differenza rispetto alla procedura online offerta dal sito Iliad.it: la Sim viene erogata immediatamente, in automatico dal distributore. Quindi al termine del percorso, è già possibile inserire la scheda telefonica nel telefono e non attendere che venga inviata dal corriere.

Cosa dice il Decreto Pisanu

La domanda di questi giorni è se queste Simbox siano congrue rispetto al Decreto Pisanu. Secondo il Decreto Legislativo 259/agosto 2003 (Codice delle Comunicazioni Elettroniche) si apprende che:

“Ogni impresa è tenuta a rendere disponibili, anche per via telematica, al centro di elaborazione dati del Ministero dell’interno gli elenchi di tutti i propri abbonati e di tutti gli acquirenti del traffico prepagato della telefonia mobile, che sono identificati prima dell’attivazione del servizio, al momento della consegna o messa a disposizione della occorrente scheda elettronica (S.I.M.). Le predette imprese adottano tutte le necessarie misure affinché venga garantita l’acquisizione dei dati anagrafici riportati su un documento di identità, nonché del tipo, del numero e della riproduzione del documento presentato dall’acquirente ed assicurano il corretto trattamento dei dati acquisiti. L’autorità giudiziaria ha facoltà di accedere per fini di giustizia ai predetti elenchi in possesso del centro di elaborazione dati del Ministero dell’interno.”

La modifica attuata nel 2012, con il Decreto Legge 179/ottobre 2012 si emenda quando segue: gli operatori telefonici limitatamente alle Sim che offrono solo traffico dati possono “identificare e registrare gli utenti anche in via indiretta”, ossia sfruttando “sistemi di riconoscimento via Sms e carte di pagamento nominative”.

Il Decreto Pisanu si fonda su due obblighi in capo agli operatori:

  • identificare gli abbonati e gli acquirenti del traffico prepagato prima dell’attivazione del servizio, al momento della consegna o messa a disposizione della scheda SIM necessaria per la fruizione dello stesso;
  • acquisire i dati anagrafici dei clienti, il tipo e il numero del documento d’identità sul quale essi sono riportati, nonché la riproduzione del documento presentato dai clienti stessi ai fini dell’identificazione.

Il caso di Iliad

Veniamo al caso delle Simbox di Iliad. Questo chiosco durante la procedura di iscrizione al servizio telefonico prevede due passaggi. Nel primo si richiede l’acquisizione del documento di riconoscimento valido (carta d’identità, passaporto o patente) in formato digitale utilizzando lo scanner integrato. In un passaggio successivo la telecamera chiede che venga registrato un video di presentazione che confermi la veridicità di quanto digitato e rappresentato dal documento. Infine, il contratto è perfezionato dalla firma digitale apportata sul touchscreen.

Queste informazioni sono validate in remoto da un operatore. Dunque, riprendendo le norme qui sopra riportate in forma integrale e sintetizzate, la procedura per quanto “fai da te” rispetta pienamente i requisiti della Legge italiana.

Esattamente come nei negozi, ne più ne meno. Semmai ciò che disorienta è la mancanza di un controllo da parte di un personale fisico presente di fronte a noi. Ma chi vi scrive ha testato la procedura nel Simbox in Milano nei pressi di Piazza Lodi e non è difforme da quanto avviene online e da ciò che è previsto dalle normative in essere.

In ogni caso la richiesta di conferma di aderenza delle Simbox al Decreto Pisanu è arrivata sul tavolo del Ministro dell’Interno Matteo Salvini su istanza di Tim, quindi si attende una dichiarazione ufficiale. Ciò deriva da quella che potremmo definire, almeno per ora, una leggenda metropolitana sull’esperimento attuato da un utente, che avrebbe aggirato il meccanismo del chiosco fornendo dati incongruenti. Va detto che Iliad ha disattivato l’utenza entro 10 ore dall’erogazione della scheda telefonica.

Una precisazione: è ancora tutta da verificare la fattispecie fattuale dell’episodio appena riportato. Un’altra precisazione: ma quante delle Sim attive in Italia sono effettivamente utilizzate dall’intestatario della stessa e non cedute in uso a parenti, amici, familiari?

La procedura online, infine, oltre alla verifica attraverso video prevede anche che sia il corriere che spedisce la Sim a verificare e recuperare copia del documento d’identità del destinatario. A ulteriore conferma che Iliad ha attuato meccanismi di rispetto del Decreto Pisanu. Abbiamo verificato anche questa procedura e confermiamo che il corriere che ci ha fornito la Sim ha preteso di verificare la nostra identità e di ricevere una copia firmata della carta d’identità.

Infine, anche nei negozi è possibile fornire un documento e una carta di credito intestate a persone differenti. Eppure uscire con la Sim attivata di un qualsiasi operatore…

La dichiarazione ufficiale di Iliad

Chiudiamo riportando di seguito la dichiarazione ufficiale di Iliad in merito alle Simbox, che sono del tutto differenti da quelle francesi per ottemperare alla legislazione del nostro Paese. Perché, alla resa dei conti, i polveroni alzati ad arte non fanno mai bene al mercato.

“Le Simbox iliad contemplano un processo di verifica tale da garantire il controllo efficace e completo dell’identità di ogni acquirente a cui viene rilasciata una SIM.

La fase di sottoscrizione dell’offerta e di richiesta della SIM iliad, prevede la raccolta di dati personali, documenti validi e la registrazione di un video dinamico per ogni singolo utente, che risultano pedissequamente verificati dagli operatori del Servizio Utenti iliad tramite un applicativo interno. Nei casi in cui i dati risultino errati, parziali o invalidi, nei casi in cui il documento di identità non risulti valido, sia danneggiato o di dubbia validità, quando inoltre, il video registrato pone dubbi sul riconoscimento di una persona, si procede al rigetto della richiesta.

L’attivazione della SIM viene effettuala da iliad solo in caso di conferma da parte dell’operatore del Servizio Utenti e successivamente a tale conferma. Questo processo è stato ideato e implementato per garantire la conformità con la normativa applicabile e la tutela della sicurezza delle comunicazioni elettroniche, e assicura un livello di controllo sulle identità degli utenti particolarmente elevato anche in considerazione della digitalizzazione della procedura.

L’ingresso nel mercato di iliad ha destato molto interesse. L’innovazione dei processi proposti piuttosto che destare continue contestazioni, dovrebbero essere benvenuti per la spinta innovativa di cui l’intero Paese e gli utenti potranno giovare.”