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A pagina 25 de Il Sole 24 Ore di giovedì 13 gennaio è apparsa una lunga e interessante intervista a Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad per l’Italia. Nel titolo già le due informazioni fondamentali: che l’operatore telefonico è pronto a sbarcare nel fisso e che non si sottrae a eventuali occasioni di fusioni e acquisizioni di aziende (M&A).

Queste le parole di Levi: “È ormai imminente lo sbarco sul fisso. A breve saremo sul mercato con le nostre offerte”. L’a.d. non indica una data ma ciò non toglie che il tempo mancante al debutto si misura in giorni. A quel punto il quarto operatore italiano con infrastruttura propria di rete, quindi non virtuale, si cimenterà su un altro importante terreno di battaglia: quello della banda larga fissa.

I dati aggiornati pubblicati dal prestigioso quotidiano finanziario sono ragguardevoli: “La compagnia telefonica ha raggiunto 8,5 milioni di clienti a fine 2021 e nel 2020, stando all’ultimo bilancio depositato, ha realizzato ricavi da vendite per 667 milioni di euro (+58,1%) seppur con ultima riga del conto economico in rosso per 350,6 milioni. Alla fine del 2022, il giro d’affari si attesterà a quota 1 miliardo di euro”.

E finora si è tenuto conto solo dell’offerta consumer. Perché uno dei progetti di quest’anno è debuttare anche nel B2B con tariffe per imprese e professionisti, oltre ad aprire la rete mobile al wholesale, mettendola a disposizione di eventuali operatori virtuali: “Vedremo se si presenteranno occasioni”, spiega Levi.

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Iliad nel fisso con un approccio “mobile”

Benedetto Levi non ha dubbi: “Siamo pronti per arrivare sul mercato dell’ultrabroadband” con la “stessa operazione di trasparenza che è seguita al nostro arrivo in Italia nel mobile (…) Abbiamo capito da tempo che anche sul fisso c’è spazio, con il desiderio della gente di poter accedere a offerte finalmente trasparenti”.

Sì, perché il giovane manager è convinto quando spiega che la trasparenza è stata l’arma vincente: “Il mercato ci ha premiato (…) Al contrario di quello che è stato fatto da altri, con i loro second brand creati – quelli sì – solo per fare competizione sui prezzi”. Non ha tutti i torti quando Levi si riferisce chiaramente a Kena (Tim) e Ho. (Vodafone).

Dunque la rete fissa sarà in stile Iliad. “Senza voler entrare in dettagli, che leggerete al momento del lancio, dico che le nostre offerte saranno coerenti con i valori di semplicità, trasparenza e chiarezza di Iliad. Credo che le persone vogliano sapere per cosa stanno pagando. Il concetto di bundle va a rendere tutto meno chiaro”, dice sempre Benedetto Levi.

La domanda è spontanea: come avverrà concretamente il debutto? “Inizialmente ci appoggeremo sulla rete di Open Fiber, in particolare nelle aree nere, quelle più servite del Paese. Su Rete Fibercop arriveremo in un secondo momento”.

Iliad: tra acquisizioni, fusioni e l’investimento in Unieuro

Levi non entra in speculazioni derivanti dalla suddivisione in quote delle proprietà di queste infrastrutture e di quanto sta succedendo tra Kkr, Tim e gli equilibrismi tra Fastweb e Open Fiber. Anzi, dice in modo concreto: “Parliamo di speculazioni su questioni sulle quali va fatta ancora chiarezza. Io posso dire solo che dal lato nostro, come abbiamo sempre dimostrato, saremo pragmatici. Proseguiremo sulla nostra strategia. Poi, se uno dei tre principali operatori sarà in vendita, valuteremo tutte le opzioni anche in chiave M&A”.

Le acquisizioni e fusioni saranno finalizzate seguendo una chiave di lettura: “Se ci saranno società in vendita, totale o parziale, valuteremo senza preclusioni”. Tanto più che Iliad non è più quotata in Borsa e questo assicura all’azienda nella sua completezza una maggiore libertà d’azione e indipendenza. Dice Levi: “Questo per noi, a livello di gruppo, rappresenta un elemento di forza”.

Infine una parola sulla partnership con Unieuro: “La nostra partnership sta andando molto bene da tutti i punti di vista. Lo riteniamo, come abbiamo detto da subito, un ottimo investimento dal punto di vista finanziario. Ed è una società con la quale siamo accomunati dalla voglia di innovare”. Questo traccia una scia strategica bivalente Ilaid-Unieuro che si intona con la volontà del retailer di continuare a investire sull’innovazione in chiave 2022.