emporia

Iliad suona la carica e muove l’artiglieria pesante. Stavolta la questione rovente riguarda le torri e le antenne. Dunque, l’operatore francese ha deciso di picchiare forte contro Inwit. Così, no riuscendo a completare la propria rete di antenne dei centri delle città al di sopra i 35 mila abitanti, quelle che intercettano la maggior parte del traffico, ha deciso di fare ricorso a Bruxelles e all’Unione Europea. Il caso non è affatto banale o trascurabile.

La strategia di Inwit

La storia racconta che due anni fa le torri per telecomunicazioni di Telecom conferite in Inwit sono volate a nozze con quelle di Vodafone: come a dire che ne è scaturito un colosso autentico, controllato in maniera equa dai due operatori.  Tuttavia, al fine di garantire parità di accesso a Iliad (stiamo parlando del quarto operatore italiano) l’Antitrust di Bruxelles aveva definito una vera e propria mappa delle antenne da liberare per un totale di 4.000 torri in otto anni. Allo stato attuale ne sono state “liberate” 800 in dieci mesi. E allora dov’è il nodo? Secondo Iliad, se formalmente c’è poco da eccepire, il punto è in sostanza poiché Inwit non consentirebbe all’operatore francese di costruire una sua rete capillare, senza dover viaggiare in roaming sulle antenne di altri, vale a dire di Wind, quando ha un buco da colmare. Iliad sostiene che delle suddette 800 torri disponibili, sia stato possibile occuparne soltanto 100. Le ragioni? Le altre sono collocate in zone periferiche o dove è presente e il roaming continua a essere decisivo. Tale dipendenza è un peso non di poco conto poiché si tratta di un costo variabile, mentre i ricavi sono legati a entrate “fisse”. 

Iliad cresce e non arretra

Del resto, Iliad in tre anni ha conquistato 7,8 milioni di clienti mobili e ha rilevato le frequenze 5G ma fatica ancora a farsi la propria rete. Ecco da cosa è scaturita la decisione di ricorrere a Bruxelles, nella speranza che entro la metà di settembre l’Unione Europea batta un colpo. Intanto l’azione legale ha prodotto una proposta da parte di Inwit che ha offerto 500 antenne in posti di pregio, e 700 nuove torri da costruire per bloccare il contenzioso. Ma ha ricevuto soltanto un secco no, dal momento che Iliad per le nuove torri si è legata a un contratto con Cellnex. L’estate delle telecomunicazioni in Italia, dunque, si fa più calda che mai. Le linee telefoniche fisse e mobili si stanno arroventando in vista del prossimo campionato con il debutto di Dazn/Tim. Ma la partita delle torri non è meno rilevante.