sesso
emporia

Il fondatore e ceo di OnlyFans, Tim Stokely, ha spiegato che le banche erano dietro il recente divieto della piattaforma sui contenuti sessualmente espliciti. “È un cambiamento nelle policy, non avevamo scelta: la risposta breve sono le banche”, ha detto Stokely al Financial Times in un’intervista.

Stokely ha nominato tre grandi banche che hanno rifiutato il servizio a causa del “rischio reputazionale” associato al materiale sessuale di OnlyFans. Tutte con sede nel Regno Unito: Bank of New York Mellon, Metro Bank e JPMorgan Chase. Ha detto che BNY Mellon aveva specificamente “segnalato e rifiutato” ogni transazione che coinvolgeva OnlyFans, minacciando così la capacità della piattaforma di pagare i creator.

La scorsa settimana, Bloomberg ha riferito più in generale che “partner bancari e fornitori di servizi di pagamento” avevano fatto pressioni su OnlyFans – una piattaforma precedentemente nota come un paradiso per le lavoratrici del sesso – per vietare la promozione di materiale sessualmente esplicito a partire dal 1 ottobre. Il divieto interesserà tutto ciò che “mostra, promuove, pubblicizza o fa riferimento a sesso reale o simulato, masturbazione e fluidi corporei correlati al sesso”. Consentirà comunque la nudità, ma un’e-mail ai creator di OnlyFans ha suggerito che attività come lo zoom troppo vicino alle parti intime del corpo potrebbero violare le regole.

Ancora una volta i gestori delle carte di credito come MasterCard e Visa giocano il ruolo di collo di bottiglia nell’economia digitale. Di recente hanno bloccato l’uso delle loro carte per pagare contenuti sessuali, apparentemente per tagliare le piattaforme che consentono materiale pedopornografico e pornografia non consensuale, sebbene la repressione segua la pressione delle organizzazioni che si oppongono ampiamente al lavoro sessuale e alla pornografia.

I commenti di Stokely, tuttavia, individuano le banche come i principali responsabili del divieto. Afferma che JPMorgan Chase, per esempio, è “particolarmente aggressivo nel chiudere i conti delle prostitute” o di qualsiasi attività che le supporti. Allo stesso modo, ha affermato che Metro Bank aveva chiuso il conto di OnlyFans con breve preavviso nel 2019. Stokely ha dichiarato al Financial Times che non stava rivelando gli attuali partner bancari della società.

OnlyFans è solo la più recente di altre società web che si sono trovate a eliminare o limitare i contenuti sessuali negli ultimi anni, seguendo piattaforme come Tumblr, Patreon ed eBay . A cui si aggiungono le regolamentazioni, soprattutto negli Stati Uniti, che dall 2018 impediscono agli app store di Apple e Google di ospitare materiale sessualmente esplicito. Il giorno dell’annuncio del blocco di questi contenuti di OnlyFans, gli analisti di Axios hanno spiegato che la piattaforma ha lottato per raccogliere fondi dagli investitori, ma convenendo che il “problema del porno” è una delle cause principali che impediscono l’accesso alle risorse finanziarie. Peccato che, finora, le prostitute sono state fondamentali per la crescita economica del servizio e, nonostante il suo utilizzo da parte di alcune celebrità del cinema e della musica, il futuro di OnlyFans senza questa “zona rossa” è incerto.