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Paladone

La notizia è rimbalzata su numerosi quotidiani orientali e occidentali. E ha fatto subito scalpore. Il fondatore e Ceo di Huawei Ren Zhengfei ha chiesto di ripristinare le relazioni tra gli Stati Uniti e il brand, che si sono rivelate particolarmente tese e ostiche con la precedente dirigenza (leggasi Trump). Il Ceo ha rilasciato una serie di dichiarazioni in un incontro con diversi media internazionali: è stata la prima volta da più di un anno. E Ren non si è fatto sfuggire la ghiotta occasione, esprimendo con veemenza la volontà di parlare con Biden per sostenere l’idea di una “politica aperta” da parte della nuova amministrazione statunitense.

“Sarei particolarmente interessato a questo tipoo di telefonate: il messaggio riguarda lo sviluppo congiunto e il successo condiviso”, ha detto Ren in un commento interpretato ufficialmente riportato da Cnbc, Afp e South China Morning Post. Il ceo ha continuato: “Gli Stati Uniti mirano ad avere una crescita economica e anche la Cina vuole avere una crescita economica”.

Ma Ren parla a ruota libera, perché le questioni sul tavolo sono tante. A iniziare dalle voci sulla vendita di alcune linee di prodotto: la risposta è “mai”. Anzi: “Se la capacità di produzione di Huawei potesse essere ampliata, ciò significherebbe maggiori opportunità di fare business anche per le aziende statunitensi. Ritengo che ciò potrebbe essere reciprocamente vantaggioso. Ritengo anche che la nuova amministrazione terrà conto degli interessi commerciali in essere proprio ora che stanno decidendo il nuovo percorso politico. Speriamo ancora di poter acquistare grandi volumi di materiali, componenti e attrezzature americani in modo da poter beneficiare tutti della crescita della Cina “.

La entity list voluta da Trump, firmata dal Segretario del Dipartimento del Commercio citando i timori per la sicurezza nazionale, è ancora in vigore dunque Huawei non è attualmente in grado di fare affari con le società statunitensi. Come ben noto, per questo motivo gli smartphone sono animati da Android open source, ossia privi dei servizi di Google.

Dal 2020 al 2021, percorso a ostacoli per Huawei

Il protrarsi di questa situazione ha spinto Huawei a vendere l’ex-controllata Honor con l’obiettivo di proteggere il marchio e consentirle di continuare a produrre smartphone riallacciando i rapporti di business con le aziende statunitensi. Ren ha escluso categoricamente le voci secondo cui Huawei potrebbe fare lo stesso per la propria divisione smartphone. “Abbiamo deciso che non venderemo assolutamente i nostri dispositivi di consumo, il nostro business degli smartphone”, ha detto in riferimento alle voci che volevano uno spin-off delle gamme P e Mate.

Ren non ha elemosinato nemmeno lodi. E fa scalpore che siano rivolte ad Apple, dato che ha definito l’iPhone 12 “il miglior smartphone del mondo” e ha affermato che ha contribuito a sostenere le reti 5G di Huawei. “I clienti di fascia alta in Europa amano Apple”, ha affermato il ceo di Huawei. Che ha chiosato: “Dal momento che Huawei non ha più telefoni premium, i telefoni Apple ci hanno aiutato a dimostrare che la tecnologia 5G di Huawei è buona.”