Di recente Xiaomi ha conquistato una posizione nella classifica “Fortune Global 500” del 2019, a soli 9 anni dalla sua fondazione e suggellando così una maturità di prodotto e di brand raggiunga in modo veloce e solido. L’azienda ha sede a Pechino ed è la società più giovane nella suddetta classifica, posizionandosi al 468° posto con un fatturato di 26.443,50 milioni di dollari e un utile netto di 2.049,10 milioni di dollari nel precedente anno fiscale. L’azienda si posiziona inoltre al settimo posto nella categoria Servizi Internet e Vendita al dettaglio. L’azienda ha raggiunto la soglia di 10.000 milioni di RMB (circa 1.453,72 milioni di dollari) di fatturato nel 2012 e 100.000 milioni di RMB (circa 14.537,21 milioni di dollari) nel 2017.

Xiaomi e iGizmo

Sulla scia di questi risultati abbiamo incontrato Davide Lunardelli, Head of Marketing di Xiaomi in Italia per approfondire una serie di temi legati alla presenza dell’azienda nel nostro Paese: la community di fan, la rapida ascesa, il ruolo dei negozi, l’ecosistema e la segmentazione degli smartphone. E abbiamo appreso che il brand sta puntando sul modello di business “triathlon” e sulla strategia basata sul tandem “smartphone + AIoT”.

Secondo IDC, a marzo 2019 Xiaomi è diventato il quarto brand di smartphone al mondo in termini di volume di vendita delle spedizioni, registrando una crescita del 32,2% rispetto all’anno precedente. E per l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato Canalys, a marzo 2019, Xiaomi si è classificata tra le prime cinque aziende in più di 40 mercati in termini di spedizioni, ed è rimasta per sette trimestri consecutivi il più grande marchio di smartphone in India, con una quota di mercato del 31,4%.

L’azienda, a meno di due anni dal suo ingresso ufficiale in Europa Occidentale, ha mantenuto anche qui un alto tasso di crescita, classificandosi al quarto posto in termini di spedizioni di smartphone. Inoltre, sta facendo grandi passi avanti nei nuovi mercati dell’Africa e dell’America Latina.