Siamo entrati in una smart home davvero unica: è quella realizzata da Tech Data Italia, presso la loro sede, per creare un ecosistema funzionante e interattivo costruito con i dispositivi distribuiti dall’azienda. Un viaggio in esclusiva assoluta che ci ha permesso di vedere all’opera i tanti prodotti IoT dedicati al benessere, alla gestione dell’energia, alla cura della casa, all’arredamento e perfino a creare un ambiente di smart office per innalzare la produttività personale.

La smart home di Tech Data ha un nome: si chiama Futura. Ad aprirci le porte in anteprima nazionale di questo spazio sono stati Antonella Baldassarre, Marketing & Communication Manager, e Josè Dias, Endpoint Solutions Manager. Durante questa visita abbiamo chiesto loro cosa sia la smart home oggi, quali siano le opportunità di sviluppo del mercato e come si possono intercettare gli utenti per portarli a provare e apprezzare le doti di ecosostenibilità ed efficienza energetica degli spazi domestici.

Lo spazio dedicato alla smart home è distribuito su due livelli: da una parte le soluzioni per la casa; dall’altra quelle per la vita professionale. Tutto è connesso, collegato e perfettamente funzionante. E raccoglie l’estesa gamma proposta dal distributore, che comprende l’IoT firmato da Google, Netgear, Huawei, D-Link, Western Digital, Nest, Arlo, Honeywell, Samsung, Startech, Microsoft, Logitech, Tado, Ligthwave, Apc, Philips, Lifx, Intel, Kensigton, HP, Jabra e Canon.

La smart home in Italia

L’idea di visitare la smart home secondo Tech Data è nata nel corso di queste settimane e abbiamo avuto l’occasione unica di calcare il pavimento e testare i prodotti in anteprima esclusiva. Tuttavia questo risultato recente fonda le sue radici nel Retail Channel Summit di Tech Data, durante il quale Fabrizio Marazzi, Lead Market Insights di GfK in Italia, aveva delineato il mercato smart home del nostro Paese.

Con la piacevole scoperta dei dati di crescita italiani: +24% a volume e +25% a valore rispetto nel 2018 rispetto al 2017; praticamente il dato più significativo tra i principali Paesi dell’Unione Europea (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna e Olanda). In Italia il mercato della smart home supera i 700 milioni di euro come giro d’affari annuo.

Le anime che compongono questo fatturato complessivo sono: smart entertainment 260 milioni di euro, connettività 20 milioni di euro, sicurezza 27 milioni di euro, elettrodomestici connessi 338 milioni di euro e ped “smart” 57 milioni di euro. A determinare la principale leva di adozione dei prodotti afferenti la smart home sono gli assistenti vocali, vero fulcro su cui si poggiano i contatori smart e gli altri dispositivi domestici.

Secondo Marazzi c’è una sola strada per permettere la diffusione massiva della smart home: la semplificazione nelle operazioni di configurazione e utilizzo dell’ecosistema. Solo azzerando la complessità e fornendo benefici concreti lo scenario IoT si può continuare a espandere lo scenari IoT. Non è un caso che le luci smart siano il principale punto di accesso alla domotica evoluta: il vantaggio di regolare consumo e intensità è evidente. Così a ruota seguono i termostati e i prodotti legati al fitness e al wellness.