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“Per capire il 5G bisogna comprendere quale cambiamenti tecnologici sono resi possibili con questa tecnologia”, esordisce così DJ Koh, Presidente e Ceo della divisione IT & Mobile Communications Business di Samsung. Lo abbiamo incontrato dal vivo in Corea del Sud, durante la visita al centro di sviluppo del produttore coreano a Suwon: un’intera città dedicata al brand dove nascono i prodotti mobile, Tv, IoT e dove sono sviluppate le nuove tecnologie, tra cui il 5G. Che cambierà tutto.

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“Nell’era di 4G/Lte gli smartphone sono stati al centro dell’attenzione e le app hanno garantito l’arricchimento dell’esperienza. Il 5G rappresenta un momento di discontinuità: sarà tutto diverso, perché si ragiona in termini di ecosistema IoT (Internet of Things). Dobbiamo capire inoltre il rapporto tra 5G e intelligenza artificiale (IA), i cui dati e le cui funzioni sono state accumulate nel corso dell’ultima decade ma ora è giunto il momento di modificare lo sviluppo dei dispositivi mobili, a iniziare dal processore. Dieci anni fa le Cpu erano dominanti; ora è indispensabile dare priorità alla sezione Gpu e ai nuclei ad alta specializzazione di elaborazione, comprese le Npu. Le Gpu sono fondamentali per la IA perché sono sviluppate per garantire un’elevato parallelismo di calcolo ad altissime prestazioni. Ma è solo il primo tassello di una piattaforma di elaborazione che sta cambiando. Il secondo componente è rappresentato dalle analisi dei big data: negli ultimi cinque anni l’hardware è stato migliorato enormemente dal punto di vista dell’efficienza, tanto che ha reso possibile ciò che fino a dieci anni fa era impossibile. Ecco perché la sezione Npu è destinata a incrementare ulteriormente la sua importanza sui processori per dispositivi mobili, insieme con le tecnologie di machine learning”.

“Ci saranno più innovazioni nei prossimi 3 o 4 anni
rispetto a quanto si è visto finora con la tecnologia Lte”

Come sarà l’hardware del futuro di Samsung?

L’era della IA è praticamente di fronte a noi. E questo è importante perché infonde nuovi significati e utilizzi dell’IoT, a partire dall’automotive. La bassa latenza del 5G e le sue elevate prestazioni permettono di creare nuovi ambiti di utilizzo della tecnologie esistenti per fare da ponte a quelle future. Siamo abituati a usare lo smartphone come centro di controllo delle nostre attività ma con la quinta generazione dell’infrastruttura di connettività diventerà ancora più importante il dialogo “machine-to-machine”, a tutti i livelli. Dai dispositivi domestici a quelli in ufficio, fino ai veicoli, ai palazzi e alle smart city. Più che pensare alla connettività sarà necessario comprendere e studiare i modi in cui i dispositivi sono connessi e come questi si comportano l’uno rispetto all’altro. Nei prossimi dieci anni piuttosto che concentrarci sugli smartphone si tratterà di estendere il concetto e ragionare in un’ottica di “smart device”. Il 2019 è l’anno della svolta: non perché si passa dal 4G al 5G, ma perché cambia il ruolo dell’ecosistema a casa, in ufficio, nelle città, negli impianti di produzione, nell’agricoltura, nella distribuzione, nella logistica e così via. Ci saranno più innovazioni nei prossimi 3 o 4 anni rispetto a quanto si è visto finora con la tecnologia Lte.

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In definitiva cosa diventerà lo smartphone?

Nell’era del 5G lo smartphone è una sorta di strumento di gateway. Con il 4G il cellulare è diventato centrale nella interazione con gli altri dispositivi. Con il 5G questo ecosistema si espanderà a ogni livello di connettività e nei prossimi tre anni l’evoluzione sarà più rapida e profonda degli ultimi dieci per via delle potenzialità offerte dall’IoT. L’altro dispositivo che può guadagnare un posto centrale in questo scenario sono i wearable, che diventeranno sempre più indipendenti e autonomi.

In Samsung come avete capito i problemi del Fold?

Quando abbiamo fornito in prova i primi sample del Galaxy Fold, ci siamo resi conto che alcuni toglievano lo strato superiore del display che è una parte della struttura dello smartphone. Abbiamo capito che dovevamo sistemare questa componente ancora prima di fornire i dispositivi per i test. Nelle ultime due settimane siamo riusciti a identificare tutte le criticità e siamo nella fase di validazione della produzione di massa delle unità. A tempo debito sarà ufficialmente annunciata la nuova data di vendita del Fold ma non ci vorrà molto tempo. Siamo già in fase di test delle linee produttive, quindi non manca molto. Lo annunceremo quando avremo collaudato correttamente le fabbriche.

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Quali sono state le criticità di produzione del Fold?

Se penso a come è stato creato questo nuovo formato di smartphone, trovo significativo che lo schermo è stato sviluppato nove anni fa ma i meccanismi interni al dispositivo hanno richiesto maggiore attenzione e tempo per evitare rotture e per fare in modo che funzionassero a dovere proteggendo il display. Questo per dire che nessun prodotto è perfetto al 100%, anche oggi lo smartphone può cadere e rompersi. Con i modelli foldable la complessità aumenta vertiginosamente e sono più fragili in alcuni casi di utilizzo non adeguato dell’oggetto. Nonostante questo, stiamo conducendo analisi approfondite per individuare tutti i possibili comportamenti anomali e per garantire un’elevata affidabilità. Anche nei test di fabbricazione a volume che stiamo compiendo in questo periodo stiamo includendo apposite verifiche a garanzia che l’esperienza di utilizzo sia all’altezza delle aspettative dei consumatori. Forse se avessimo aspettato ancora sei mesi avremmo potuto migliorare ulteriormente alcuni aspetti del dispositivo, ma il tempo vola e la tecnologia evolve velocemente. Basti pensare che oggi produciamo modelli resistenti all’acqua e alla polvere e per il Fold ci vorrà forse, nel migliore dei casi, almeno un anno per raggiungere questo risultato.

“Nessun prodotto è perfetto al 100%,
anche oggi lo smartphone può cadere e rompersi”

Avete avuto fretta o la concorrenza è stata reattiva?

Devo ammettere che l’annuncio del Galaxy Fold è stato precoce. E devo anche ammettere che la competizione ha giocato il suo ruolo. Ma quello che abbiamo mancato è non aver compreso perfettamente che qualche detrito potesse entrare nello smartphone. Questa è la ragione che ci ha portato a prenderci altro tempo e ad ascoltare le reazioni dei consumatori, che dovranno usare quotidianamente il Galaxy Fold. Abbiamo raccolto tutti i feedback e devo ammettere siamo stati piuttosto fortunati nel poterli avere prima dell’arrivo in commercio del prodotto. Abbiamo compreso come correggere e perfezionare lo smartphone, anche se ci è voluto del tempo. Ora non ci rimane che definire quando iniziare la commercializzazione.

Che relazione c’è tra Note 7 e Galaxy Fold?

Non vedo alcuna relazione tra il Note 7 e il Galaxy Fold. Quando si sono verificati i fatti del Note 7, abbiamo cambiato radicalmente i processi di verifica degli approvvigionamenti delle componenti. Con il Fold abbiamo modificato i metodi di verifica della qualità e dell’affidabilità. Dal punto di vista dello sviluppo, ciò ha permesso agli sviluppatori di ascoltare con più attenzione la voce degli utenti e del mercato, non solo per la progettazione hardware ma anche per quella software. Il Fold ci ha dunque insegnato una preziosa lezione.

Quali sono dunque le differenze tra le due vicende?

Quella del Note 7 è stata una triste storia ma ci ha insegnato molte cose, su come migliorarci e su come mantenere alto il livello di fedeltà dei consumatori. Ma il caso del Note 7 non ha nulla a che fare con quello del Fold: sono totalmente diversi. Il Note 7 è legato alla sicurezza degli utenti. Il Fold all’ergonomia e alla qualità. Quando sono accaduti i fatti nel 2016 ho avuto solo una reazione: di rabbia, mi sono chiesto perché è successo. Ho ragionato molto e ho cercato di affrontare la questione con calma, indagando sulle cause. E quando mi sono rivolto al team che ha curato lo sviluppo del Note 7, ho ottenuto crisi interne così forti da pregiudicare la collaborazione tra le persone. Per questo ho tenuto a precisare che non avrei licenziato nessuno e che la colpa era solo ed esclusivamente mia. Dopo questa presa di posizione, le persone hanno iniziato a collaborare fattivamente. Sulla base di questa vicenda ho stabilito alcuni principi: trasparenza, all’interno e all’esterno di Samsung; responsabilità, perché con il Note 7 sono state misurate perdite per oltre 6 miliardi di dollari ma li ho trasformati in un investimento per cementare il rapporto con i partner e i consumatori; credibilità, che si snoda nell’ascoltare e nel capire con attenzione le necessità degli interlocutori.

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Il foldable è il formato del futuro o solo un passaggio evolutivo?

Come detto abbiamo iniziato a sviluppare i primi schermi pieghevoli circa nove anni fa, per un semplice motivo: in mano si può tenere uno smartphone con display tra 6 e 7 pollici. Questo è il massimo in termini di ergonomia. Per offrire pannelli di dimensioni maggiori che offrano una esperienza ancora più immersiva di quanto sia oggi possibile è indispensabile orientarsi verso i display pieghevoli. Il form factor dei dispositivi foldable è dunque destinato a durare per un periodo medio/lungo. Ma dobbiamo guardare oltre, per esempio cogliendo l’opportunità di creare dispositivi indossabili con i display pieghevoli, oppure di migliorare la sicurezza e la privacy delle informazioni mostrate o ancora di pensare a tecnologie che permettano di rendere sempre più personali gli smartphone. A questo si aggiunga che questo genere di dispostivi mobili possono essere ospitati all’interno delle auto in una configurazione più coesa con il cruscotto, diventando parte della piattaforma di intrattenimento e gestione del veicolo. Ancora una volta, il paradigma del 2019 deve cambiare dal concetto di smartphone a quello di smart device. Il nostro impegno è focalizzarci su questo genere di prodotti per portare l’esperienza di utilizzo a un nuovo livello di perfezionamento.

“In Samsung vogliamo fare in modo che la tecnologia migliore sia disponibile dal più ampio segmento possibile di utenti”

L’innovazione di Samsung è solo dedicata ai flagship?

Negli ultimi anni il prezzo degli smartphone è stato determinato dai costi crescenti di processori, display, memorie e delle componentistiche interne, tra cui le antenne. Lo sviluppo si è parallelamente concentrato sull’aumentare costantemente le prestazioni e offrire un’esperienza di utilizzo coinvolgente, con conseguente sviluppo degli schermi. I prezzi sono aumentati considerevolmente. Questo ha condotto Samsung ad adottare un approccio a due binari: da una parte i modelli flagship della serie S, dove esibiamo tutte le più recenti tecnologie; dall’altra la famiglia A, che sono caratterizzati da un mix completo di funzioni e si indirizzano agli utenti più giovani, che prediligono il carattere e l’identità dello smartphone. Tanto che alcune funzioni premium sono proposte a partire dalla serie A, come nel caso della fotocamera rotante del Galaxy A80 oppure delle configurazioni multisensore, e con un posizionamento di prezzo accessibile. È il nostro sforzo primario, nonostante il costo delle componenti stia crescente. In Samsung vogliamo fare in modo che la tecnologia migliore sia disponibile dal più ampio segmento possibile di utenti.

Quanto è importante la sicurezza sugli smartphone?

La sicurezza è stata uno dei nostri focus degli ultimi anni. I nostri smartphone hanno funzioni specifiche per tutelare gli utenti. Stiamo poi operando con i gestori telefonici e i produttori di infrastrutture di rete per massimizzare la sicurezza senza pregiudicare le prestazioni di navigazione. Stiamo investendo pesantemente in queste aree: non c’è nessuna altra azienda impegnata sul fronte delle certificazioni di sicurezza degli smartphone come Samsung. Il nostro criterio di protezione dei dispositivi ha un approccio multilivello, quindi possiamo garantire con certezza che nessun dato può essere estrapolato o monitorato dall’esterno senza consenso dell’utente.

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Cosa pensa del caso Huawei?

Le vicende che coinvolgo Huawei sono conseguenza di una guerra commerciale giocata su altri tavoli. La nostra posizione è stata espressa in un messaggio che ho inviato ai nostri executive: non fare leva su questo tipo di situazione. Noi dobbiamo pensare ai nostri obiettivi e raggiungerli seguendo le nostre strategie. Dobbiamo pensare al nostro futuro, alla roadmap evolutiva che ci attende per i prossimi dieci anni. E poi dobbiamo prestare ancora maggiore attenzione a ciò che ci chiedono di nuovo i partner e i consumatori. Significa anche analizzare bene le richieste, con attenzione e coscienza, per mantenere salda la rotta sul nostro percorso. Certo, ci saranno conseguenze concrete nel prossimo futuro agli equilibri di mercato.

“Samsung deve accelerare sulla sua strategia
e raggiungere gli obiettivi prefissati, senza trarre volontariamente benefici da eventi esterni”

Quale è la posizione di Samsung?

Cerco sempre di stare lontano dalle questioni politiche e da tutto ciò che non riguarda il nostro mercato. Non capisco perché certe cose succedano. Il risultato è che in queste condizioni preferisco concentrarmi sul nostro modo di lavorare e sui nostri obiettivi, perché abbiamo talmente tante cose da fare davanti a noi che non c’è altro tempo. Ci aspettano le nuove generazioni di foldable, il nuovo Note, i nuovi Galaxy: ogni giorno ci sono tante cose da fare, siamo troppo occupati per concentrarci su politica e guerre di dazi. Samsung deve accelerare sulla sua strategia e raggiungere gli obiettivi prefissati, senza trarre volontariamente benefici da eventi esterni.

Ci saranno ripercussioni in ambito Android?

Google e Samsung hanno una stretta relazione, reciprocamente soddisfacente. Android è il sistema operativo per i dispositivi mobili; Tizen è impiegato su alcuni wearable e altri prodotti. Il nostro impegno è continuare a espandere l’ecosistema in cui stiamo operando, coinvolgendo il maggior numero di partner adottando un approccio aperto, a partire da Microsoft, Facebook e così via. Android rimane la nostra scelta perché crediamo sia quando di meglio possibile per i consumatori, i partner e gli sviluppatori. Non dobbiamo realizzare tutto in prima persona ma le relazioni con i partner servono anche per valorizzare i prodotti attraverso le migliori soluzioni possibili sul mercato. Per questo è importante mantenere partnership di alto profilo e mutualmente di valore, perché ci consente di realizzare prodotti di alta qualità frutto della collaborazione tra varie aziende pronte a innovare ciascuna nel suo ambito.