iGizmo meets Jaguar Land Rover: il luxury tra coerenza e innovazione

L’occasione per incontare Daniele Maver, Presidente di Jaguar Land Rover Italia, è offerta dall’evento che si è tenuto al The Mall, a Milano, per la presentazione in Italia della nuova Range Rover Evoque e varare, contestualmente, il progetto “Live for the City”. Il nuovo modello del Suv compatto di lusso somma in sé due messaggi: «Da una parte, il marchio storico dei fuoristrada si addentra in un contesto più urbano e lifestyle; dall’altra, il marchio Range Rover si abbina a una vettura più piccola, compatta ma sempre centrata sull’alta qualità e la cura costruttiva», spiega Maver. L’anno record per l’Italia è stato il 2016: 10mila Evoque vendute e più del 30% delle simulazioni di configurazione che si possono operare dal Web sono completate dall’Italia. Ora però il fuoristrada “compatto” cresce ed evolve. Spiega ancora il Presidente: «Anche i prodotti di successo devono evolversi negli anni.

Così succede alla nuova Evoque: passo maggiorato, più spazio interno e nel bagagliaio ma riprendendo e attualizzando il design, anche ispirandosi alla Velar. Mi rende orgoglioso sapere che il capo designer è Massimo Frascella». L’Evoque evolve per essere sempre più misura per le esigenze dei clienti («lasciamo ampio spazio di personalizzazione») e per adeguarsi alle nuove motorizzazioni, con una gamma completa spista da motori ibridi e con il plug-in in arrivo («avrà ricarica a corrente e circa 50 Km di autonomia»). Il concetto di sostenibilità si riflette anche nelle linee produttive, in virtù della nuova fabbrica di motori nel Regno Unito alimentata per il 30% da pannelli solari (la più grande installazione in UK). Senza dimenticare che la nuova Evoque riutilizza fino a 33 kg di materiali riciclati, in un’ottica di economia circolare.

Mobilità sostenibile

Nei ragionamenti con Maver non può mancare il concetto di sicurezza e mobilità in città. Da una parte la nuova Evoque vanta soluzioni tecnologiche avveniristiche: lo specchieto retrovisore è anche un display per utilizzare la telecamera integrata ed estendere lo spaizo visivo; la vettura ha il cofano trasparente, ossia la funzione Ground View che mostra sullo schermo della plancia la visuale di cosa sta davanti e sotto all’auto (utile per la guida in fuoristrada). Per andare oltre bisognerebbe trovare una «integrazione tra le varie forme di trasporto che abbia un senso per gli utenti e si poggi su una pianificazione strutturata. L’automobile gioca ancora un ruolo fondamentale nella mobilità urbana ed extraurbana e la gestione delle problematiche non può essere affidata all’urgenza dell’ultimo minuto». Certo, il punto di forza di un brand come Jaguar Land Rover verte sul concetto di luxury e, soprattutto, di coerenza di valori.

Caratteristiche ben percepibili entrando in auto, ma complessi da restituire anche attraverso il canale di vendita. Spiega Maver: «La grande sfida dei produttori cosiddetti premium è offrire al cliente non solo un prodotto di qualità, ma soprattutto un’esperienza unica sia di acquisto che di utilizzo: è il vero customer journey dove il ruolo chiave è rivestito dal concessionario. Il cliente si deve sentire “coccolato” dall’accoglienza in concessionaria tramite il Concierge e poi dalla presenza dell’Expert che possa guidare il cliente nella scelta soprattutto offrendo un test drive accurato della vettura di interesse. La prova dell’auto è un elemento determinante nella scelta. In occasione del lancio della nuova Jaguar I-Pace, la vettura 100% elettrica, è nata la figura denominata E-Angel. Si tratta di una persona dedicata per alleggerire il cliente dagli aspetti tecnico/burocratici nell’installazione di una wallbox domestica: dalla verifica delle condizioni per installazione, al supporto per richiesta di potenza al gestore di riferimento. Quindi la retail excellence è un elemento distintivo, cardine nel processo di acquisto delle nostre vetture».

Target ben preciso

La nuova Range Rover Evoque è «una raffinata evoluzione della versione originale che nel 2010 ha creato il segmento dei SUV compatti di lusso diventando un best seller a livello globale con 800.000 vetture vendute ed un grande successo italiano con più di 60.000 unità ad oggi. Le leve distintive sono senz’altro un design essenziale, minimalista ma di grande impatto negli esterni ed un lusso artigianale negli interni per una sensazione di benessere ed eleganza». Anche perché i due marchi Jaguar e Land Rover sono «entrambi pionieri nel settore automobilistico in Grand Bretagna, ma con un fascino ed una fama indiscussi in tutto il mondo. Sono, inoltre, sinonimo di design distintivo, unico, di innovazione, di tecnologia all’avanguardia, di cura artigianale e prestazioni eccellenti. Jaguar nasce nel 1935 per sommare “magistralmente” design, prestazioni e solennità, capace di suscitare emozioni. Land Rover fa il suo ingresso nel mondo dell’auto nel 1948 per sviluppare vetture dalle capacità eccezionali, capaci di affrontare qualsiasi terreno in qualsiasi condizione».

E proprio sulla scia di questo lignaggio Maver non ha dubbi in merito alla tassa sul CO2: «Vorrei sottolineare ciò che il Decreto non evidenzia: un parco circolante di 37 milioni di auto (uno dei più grandi di europa) di cui 10 milioni sono anteriori al 2001, dunque vettura del tutto inadeguate e non moderne. Le utilitarie appartenenti a questo insieme inquinano più di un’auto grande e sono molto meno sicure. Non basta dunque creare una tassa lasciando intoccata il parco circolante, oltretutto in un contesto diffuso di revisioni meno stringente rispetto all’estero. In ultima analisi, credo che la questione della sostenibilità debba passare non dalla “C=2 tax” bensì dall’affrontare il problema in modo strategico e a lungo termine».