Si apre con un’interessante novità il 2019 di Nital che dal 2005 distribuisce in esclusiva sul territorio italiano i robot per le pulizie domestiche a marchio iRobot. I Roomba in particolare – più di 25 milioni di unità vendute in tutto il mondo dal 2002, anno in cui l’azienda americana presentò il suo primo modello – hanno il merito di aver introdotto anche nel nostro Paese un modo nuovo di pulire e, soprattutto, di concepire le pulizie domestiche. Affidare a un robot la pulizia del pavimento a vantaggio del nostro tempo, che può così essere impiegato per scopi più piacevoli e produttivi, è l’elemento chiave di un successo consolidato, ma che presenta ampi margini di crescita. 

Ce l’ha confermato Luca Conforti, che in Nital riveste il ruolo di Key Account per le soluzioni firmate iRobot, il quale, come potete leggere nell’intervista che ci ha concesso in occasione della presentazione ufficiale del nuovo Roomba i7 dello scorso 5 febbraio a Milano, auspica un 2019 di ulteriore crescita rispetto al 2018, che si è concluso in maniera molto positiva.

Le novità introdotte dal Roomba i7/i7+

Roomba i7 e i7+ (che rispetto al primo prevede la Clean Base Automatic Dirt Disposal) sono le novità con cui iRobot e Nital intendono rafforzare la loro posizione di leader tecnologici in questo particolare settore merceologico. Il robot aspirapolvere è in grado di sommare al sistema di navigazione intelligente più evoluto del momento (l’iAdapt 3.0), tre importanti novità: un motore di aspirazione 10 volte più potente di quello utilizzato dai Roomba serie 600; la possibilità di mappare e “apprendere” la casa che è chiamato a pulire (tecnologia Imprint Smart Mapping) distinguendo fra una stanza e l’altra; la capacità infine di svuotare automaticamente il cassetto della polvere trasferendo tutto lo sporco raccolto al suo interno nella speciale base di ricarica Clean Base Automatic Dirt Disposal, dotata a sua volta di un potente motore aspirante.

Il potente motore aspirante che si trova all’interno della Clean Base Automatic Dirt Disposal consente il trasferimento della polvere e dello sporco raccolti dal Roomba i7+ dal suo cassetto al sacco.

Un robot smart e totalmente autonomo

Oltre a funzionare alla sola pressione del tasto CLEAN – la massima semplicità d’uso resta invariata anche con i Roomba tecnologicamente più avanzati – l’i7 si interfaccia con lo smartphone sfruttando il modulo Wi-Fi integrato, rivelandosi a tutti gli effetti un robot smart, perfettamente inserito nel contesto dell’Internet of Things. 
Dopo aver pulito per la prima volta l’appartamento, restituisce all’utente la mappa degli ambienti trattati creata sfruttando la videocamera integrata e inclinata di 45°. L’utente può a quel punto assegnare i nomi alle varie stanze, per esempio cucinasalottocamera da lettobagno e via dicendo, e ordinare al Roomba i7, dalla pulizia successiva, di pulire ovunque o in un solo ambiente in particolare. Tutto questo avviando sullo smartphone l’app iRobot Homee toccando il nome della o delle stanze da pulire. 

Abbiamo avuto modo di osservare con quanta precisione il Roomba i7 raggiunge le stanze indicate, dopo aver lasciato la base di ricarica, per pulire solo in queste ultime. Al termine della pulizia, torna alla base, attraversando se serve tutta la casa, e si ricarica. In caso di spazi molto ampi, il robot ritorna nel punto in cui aveva interrotto, dopo essersi ricaricato, e riprende a pulire. 

Una intelligenza artificiale che, solo fino a qualche anno fa, sembrava di difficile sviluppo, ma che oggi rende il Roomba i7 il robot aspirapolvere più autonomo ed efficiente del mercato. Non solo, nella versione i7+, alla fine di ogni pulizia riversa nella Clean Base Automatic Dirt Disposal tutto lo sporco raccolto. Il sacco contenuto nella Clean Base ha una capacità pari a 30 volte quella del cassetto della polvere del Roomba (adesso anche lavabile), il che permette all’utente di non preoccuparsi di nulla per oltre un mese di tempo. 
Una volta che il sacco è pieno, basterà sfilarlo e sostituirlo con uno nuovo. L’utente non dovrà mai entrare in contatto con la polvere, con i peli degli animali e con i capelli umani che il robot ogni giorno instancabilmente rimuove dal pavimento. Un enorme contributo giunge in tal senso anche dalle spazzole in gomma multi-superficie, quindi prive di setole, che ruotando in verso opposto raccolgono tutto ciò che incontrano depositandolo nel cassetto, senza che peli e capelli si impiglino fra le setole creando fastidiose e antigieniche matasse da rimuovere manualmente.

Sempre più Roomba nelle nostre case

Il Roomba, sul punto vendita, è sempre più spesso proposto come valida alternativa o complemento dell’aspirapolvere a carrello tradizionale e della scopa elettrica ricaricabile. Ce lo conferma Luca Conforti, Key Account iRobot in Nital, nell’intervista che segue.

Luca Conforti, Key Account iRobot, Nital

Che anno è stato il 2018 per Nital e iRobot? E il 2019 come si preannuncia?

Il 2018 è stato un anno eccellente per iRobot grazie a una penetrazione nel mercato maggiore di quella ottenuta nel 2017. Un mercato che in Italia abbiamo costruito noi di Nitala partire dal 2005, anno in cui abbiamo deciso di credere in una categoria di prodotto, quella degli aspirapolvere robot, a quei tempi sconosciuta praticamente a tutti. C’è ancora tanto lavoro da fare e questo per noi è un bene, facendoci ben sperare per il 2019 appena iniziato.

Quanti Roomba sono stati venduti lo scorso anno in Italia?

Il mercato italiano nel suo complesso si è attestato su 170.000 pezzi di robot puliscipavimenti. Oltre il 70% di questi sono Roomba. Ciò significa che abbiamo superato i 115.000 Roomba venduti.

Come è cambiato l’approccio del venditore e del punto vendita nei confronti del Roomba?

Negli ultimi tempi in modo netto. Fino a non molto tempo fa, il punto vendita proponeva al consumatore finale il robot solo se quest’ultimo ne faceva espressamente richiesta. Oggi invece il Roomba è considerato tanto familiare da essere suggerito come alternativa o elettrodomestico complementare, anche a chi entra in negozio per acquistare un aspirapolvere a traino o una scopa elettrica ricaricabile.

Il nuovo Roomba i7 è davvero un robot autonomo?

Ci sono almeno tre motivi per considerare il Roomba i7, ancor di più l’i7+, un robot autonomo. 1. Pulisce tutti i giorni casa anche nei punti più difficili da raggiungere come sotto il letto e sotto i mobili, cosa che difficilmente il consumatore fa con un aspirapolvere tradizionale. 2.Grazie alle doppie spazzole in gomma, la manutenzione delle stesse è ridotta al minimo. 3.Con la versione i7+, abbiamo liberato l’utente anche dall’incombenza di svuotare il cassetto della polvere. c, alla fine di ogni ciclo di pulizia, un volume di polvere pari a 30 volte quello contenuto nel cassetto di raccolta del Roomba. Sul concetto di autonomia, inteso come autosufficienza, si è anche espresso di recente Colin Angle, padre fondatore di iRobot. Questi ha sottolineato come quasi 30 anni fa, quando iRobot è nata, la sua idea di robot domestico era quella di un dispositivo che l’utente non dovesse quasi mai toccare. Ecco, con l’i7+ siamo davvero a un passo da quel sogno.

Come si genera nel consumatore la voglia di affidarsi a un robot per le pulizia quotidiane del pavimento?

Dobbiamo comunicare la tecnologia a bordo dei nostri robot partendo dai bisogni di chi acquista. E far sì che i venditori favoriscano nei loro clienti un cambio di abitudini che li porti a considerare l’acquisto di un robot aspirapolvere. La pulizia del pavimento deve essere percepita quindi come qualcosa di meno faticoso rispetto a un tempo. iRobot, dal canto suo, ha creato con i Roomba una nuova categoria merceologica, quella dei robot aspirapolvere, finendo per identificarsi con essa.

Come far fronte ai prezzi bassi dei robot concorrenti?

I robot puliscipavimenti offerti da alcuni competitor a basso prezzo possono sicuramente destare interesse nei consumatori. Il nostro compito è guidare l’acquirente nella scelta del prodotto giusto per quelle che sono le sue esigenze. Fra i nostri punti forza vi e manifestazioni basandole sulla ormai nota casa connessa Nital.

A proposito di interazione con Google Assistant e Amazon Alexa…

Il Roomba i7 è compatibile con entrambi gli assistenti vocali. Questa feature all’inizio strizzerà l’occhio agli utenti più avanzati dal punto di vista tecnologico ma non deve distogliere l’attenzione dalla semplicità d’uso che caratterizza l’i7 e tutti gli altri Roomba. Non vogliamo che passi il messaggio che il Roomba sia utilizzabile solo all’interno sono l’assistenza tecnica e il call center adiacente al laboratorio in cui vengono assistiti i robot. Tutto questo genera ulteriore fiducia nei consumatori che apprezzano molto questo servizio.

Quali iniziative Nital prevede di assumere sul punto vendita per comunicare, nello specifico, i nuovi robot Roomba i7 e i7+?

L’idea è quella di creare cultura, di far comprende il valore, in termini di praticità e comodità, di un aspirapolvere robot rispetto a uno tradizionale. E che il primo può anche affiancare il secondo. Creeremo esposizioni a supporto del personale sul punto vendita. Forniremo inoltre a chi entra nei negozi installazioni esperienziali, in cui si possa realmente interagire con i robot e toccarne con mano i vantaggi, è un altro nostro obiettivo. Oggi infatti non è più sufficiente disporre una pedana, dentro il negozio, in cui far osservare il robot all’opera. Organizzeremo contest e situazioni in fiere di una casa connessa. Anche il Roomba più evoluto e complesso dal punto di vista progettuale è facile da usare per chiunque. Torno al concetto iniziale: basta premere il pulsante CLEAN e il robot fa tutto il resto, da solo.

Per finire, come sono percepiti i robot lavapavimenti Braava?

La loro percezione segue quella del Roomba. La necessità di lavare i pavimenti viene infatti dopo quella di rimuovere la polvere. Il Braava è quindi percepito, rispetto al Roomba, come il robot da acquistare in un secondo momento. Non sono però lontani i tempi in cui Roomba e Braava potranno lavorare insieme. Forse, già alla fine di quest’anno, i due robot saranno in grado di interagire, in automatico o attraverso lo smartphone. Potremo per esempio decidere che alle 9 di ogni mattina Roomba aspiri dal pavimento polvere e sporco, e che subito dopo Braava lo lavi con acqua e panno.