I termini di servizio delle piattaforme social sono l’aspetto cui l’utente medio dedica probabilmente meno interesse e tempo in assoluto. Impegnati a scrivere un tweet, postare una foto o rispondere ad un messaggio, ben difficilmente ci soffermiamo a leggere con attenzione le regole che definiscono il nostro rapporto con Facebook, Twitter o Instagram. 

Eppure, anche non pensando a casi eclatanti come l’affaire Cambridge Analytica, una conoscenza più approfondita dei dati che i social network raccolgono su di noi rappresenta un’ottima base di partenza per un uso più consapevole di questi strumentiPanda Security li ha analizzati e ha redatto una serie di consigli su come mettersi al riparo da intrusioni poco gradite sui nostri profili.

La frase di Mikko Hypponen, fra i massimi esperti di sicurezza informatica a livello mondiale, è piuttosto nota – “(Facebook) potrebbe sapere addirittura prima di voi che la vostra storia d’amore sta finendo, comparando la mole di messaggi che si scambiano due persone”, e pur essendo una provocazione chiarisce bene come siano profonde le tracce che lasciamo attraverso le nostre attività sui social.

Per rendersi conto della mole di informazioni cui hanno accesso i nostri social, che possono condividere con soggetti terzi, basta considerare nello specifico quelle di Facebook:

  • Informazioni e contenuti forniti dall’utente (Post, messaggi, localizzazione di foto o post, data del post, informazioni sul profilo Facebook, informazioni di contatto)
  • Reti e connessioni (Informazioni sulle persone, le pagine, gli account, gli hashtag e i gruppi con cui siete connessi e come interagite con loro)
  • Il tuo utilizzo (come si utilizzano i prodotti Facebook, le funzioni utilizzate, le azioni intraprese, la frequenza e la durata delle attività)
  • Informazioni sulle transazioni effettuate (per tutte le transazioni finanziarie effettuate vengono registrati i dati di pagamento, di fatturazione, di spedizione e i dati di contatto)
  • Cose che gli altri fanno e le informazioni che forniscono su di voi (Monitoraggio e analisi di contenuti, comunicazioni e informazioni fornite da altre persone)
  • Attributi del device utilizzato (Hardware, versione software, livello della batteria, potenza del segnale, memoria disponibile, tipo di browser, plugin).
  • Attività del dispositivo (attività e comportamenti eseguiti come movimenti del mouse, posizione delle finestre).
  • Identificatori del dispositivo (ID dispositivo e identificatori dei giochi)
  • Segnali del dispositivo (Segnali Bluetooth e informazioni su Wi-Fi access point, beacons e ripetitori agganciati).
  • Rete e connessioni (nome dell’operatore di telefonia mobile o ISP, lingua, fuso orario. Numero di telefono cellulare, indirizzo IP, velocità di connessione e informazioni su altri dispositivi vicini sulla rete).
  • Dati dei cookie
  • Informazioni dai partner
  • Informazioni da parte di inserzionisti, sviluppatori di applicazioni o editori quando li collegate a Facebook.

Una quantità di dati impressionante, che possiamo rendere più “sicuri” attraverso pochi semplici passi, quelli che Panda Security mostra qui e che sono riassunte nell’infografica allegata.