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Siamo passati per puro caso da Citylife, il centro commerciale nel cuore della vecchia fiera di Milano (fermata Tre Torri) e abbiamo fatto una scoperta: lo store di Huawei è apparentemente sparito.

Ora, non vogliamo arrivare a conclusioni ma ci limitiamo a fornirvi i fatti in base a ciò che abbiamo visto. Ossia che laddove una volta c’erano le vetrine illuminate del Huawei Experience Store a Milano, il primo in Europa, all’intero del Citylife Shopping District, oggi è stata tolta la scritta e il logo del brand, le vetrine sono oscurate con pannelli adesivi recanti la scritta “Work in progress”.

Null’altro. Abbiamo provato a chiedere e informarci, per vie traverse, ma non risultano informazioni disponibili in merito alla futura destinazione degli spazi.

L’apparenza è che il prestigioso negozio nato per essere un crocevia esperienziale di Huawei sia per il momento stato messo nel congelatore. O, magari, semplicemente è stato oggetto di un profondo restyling anche per quanto riguarda la disposizione del logo. Certo, siamo stati più volte nella superficie e abbiamo assistito all’inaugurazione: è sempre un peccato quando il canale fisico si impoverisce. In più, lo store di Huawei era curato, interattivo e all’avanguardia in molti aspetti per merito delle persone che hanno profuso sforzi per renderlo un punto di riferimento. Questa parte, quella delle persone, crea sempre dispiacere. Purtroppo le strategie e i tempi cambiano.

Un’ulteriore prova del fatto che, forse, in Huawei stanno ripensando alla strategia del canale diretto fisico è data dal centro di assistenza sempre a Milano all’incrocio tra Via Londonio e Via Prina. Nei pressi di dove abita chi vi scrive.

Ebbene, anche quello spazio è “fermo” ormai da qualche tempo con cartelli che indicano la sospensione momentanea dell’attività. Non siamo della scuola che la somma di indizi fanno una prova, certo però che Huawei in Italia senza poter contare su smartphone e prodotti con Google sta attraversando un periodo di forte cambiamento.

I dati di mercato in Cina e nel mondo di Huawei

Che si somma alla debolezza del mercato interno in Cina, vera fucina delle risorse monetarie che possono essere investite per supportare le strategie e l’approdo commerciali negli altri Paesi, tra cui l’Italia.

Stando ai dati di Counterpoint e Canalys, Huawei è sparita dalla classifica dei top brand in Cina e a livello mondiale (dati di spedizione, “sell-in shipment”). Counterpoint è la sola che ancora attribuisce a Huawei circa il 10% di market share in Cina: era il 32% nel 2020. Trump ha contribuito a indebolire l’azienda ma non è stata l’unica motivazione.

Nelle scorse ore, rispetto al momento in cui si scrive, è stato annunciata la tanto attesa nuova gamma di smartphone: Huawei P50, nelle due versioni standard e Pro. Quest’ultimo, immancabilmente, è stato premiato da Dxomark come migliore smartphone fotografico sul mercato.

I due modelli sono i primi a portare a battesimo Harmony OS sugli smartphone, anche per questo per il momento sono destinati al solo mercato cinese. Ma dimostrano che Huawei ha risolto i problemi di recupero delle componenti, dato che sono affidati ai SoC Kirin 9000 o, in alternativa, Qualcomm Snapdragon 888. In entrambi i casi sono assistiti da una Ram fino a 12 GB e da storage fino a 512 GB. Spicca il fatto che sono 4G, nella presentazione non si è parlato di 5G. Così come le altre caratteristiche tecniche, fotocamera a parte, sono premium ma non flagship. Come se Huawei stesse cercando nuovi punti di equilibrio tra posizionamento e dotazione per ricavare competitività esibendo punti di forza nella short list delle caratteristiche più apprezzate dai consumatori in Cina.