L’annuncio è stato fatto da TomTom: l’azienda olandese ha finalizzato un accordo con Huawei per installare sugli smartphone i servizi di mappatura digitale. E così si compone progressivamente il puzzle di app che completeranno il palinsesto di funzioni sulle prossime generazioni di dispositivi; i quali (conseguenza della lista nera voluta da Trump) avranno Android in edizione open source (come nel caso del Mate 30 Pro che abbiamo recensito in modo approfondito qui) oppure con il sistema operativo proprietario Harmony OS.

L’accordo con TomTom sarà un elemento cardine dei prossimi modelli di Huawei, perché consentirà di implementare servizi e app di cartografia digitale con le mappe di alta qualità del produttore basato ad Amsterdam. Questo si è reso necessario peché Google Maps è parte di Android con licenza ed è assente nella release open source. Si veda il caso del Mate 30 Pro: Google Maps è assente in quanto si affida al framework di Big G.

La partnership con TomTom è solo il primo esempio concreto del potenziale di attrazione che la piattaforma Hms (Huawei Mobile Service) può rappresentare verso gli sviluppatori di app. Nei prossimi smartphone del brand cinese ci saranno non solo la celebre app di TomTom ma anche le informazioni sul traffico, i punti di interesse geolocalizzati e il software di navigazione al completo.

Il portavoce di TomTom Remco Meerstra ha precisato che la partnership è stata siglata “tempo fa” ma è stata resa pubblica solo nei giorni scorsi. Non ci sono al momento ulteriori dettagli sulla materia, nemmeno il comunicato stampa o informazioni ufficiali sul sito di TomTom.

Sia TomTom sia Huawei stanno seguendo un percorso di sviluppo aziendale abbastanza speculare. Il marchio olandese ha di recente ceduto la parte più di piattaforma telematica alla giapponese Bridgestone per concentrarsi solo sui servizi geolocalizzati, con sui sta stringendo rapporti stretti di fornitura per i sistemi di infotainment con i brand automotive, tra cui Subaru, Hitachi (la divisione auto), Bosch e Alfa Romeo.

Dal canto suo Huawei sta reagendo a un 2019 spezzato a metà dal bando di Trump, che gli ha impedito di usare Android con i servizi di Google già sul Mate 30 Pro (qui tutti i dettagli per usarlo al suo top utilizzando store alternativi). Tanto che i modelli 2020 potrebbero davvero affidarsi ad Harmony OS, il sistema operativo di Huawei. Questo nuovo corso aziendale, agganciato a dispositivi in cui hardware e software proprietari, potrebbe essere foriero di novità dirompenti.