I quattro brand cinesi Huawei, Oppo, Vivo e Xiaomi si sono alleati per unire le forze e creare una piattaforma dedicata agli sviluppatori che operano fuori dalla Cina al fine di creare una piattaforma alternativa, unificata (e forse concorrente) rispetto a Google Play Store.

Nel frattempo Xiaomi ha precisato: “La Global Developer Service Alliance serve esclusivamente a facilitare l’upload delle applicazioni da parte degli sviluppatori nei rispettivi app store di Xiaomi, Oppo e Vivo. Non vi è alcun intento competitivo tra questo servizio e Google Play Store“

L’alleanza prende la scia anche dall’impegno di Huawei (declinato in Italia con 10 milioni di dollari) di investire fino a un miliardo di dollari nello sviluppo di app ottimizzate per la piattaforma Hms. Le quattro aziende stanno sciogliendo i nodi su un progetto denominato Global Developer Service Alliance (Gdsa).

Questa piattaforma si fonda sul concetto di semplificare lo sviluppo e la distribuzione di giochi, musica, video e app, con particolare concentrazione per i mercati non cinesi. Questa Alliance sarà presentata ufficialmente probabilmente nel corso della primavera: i primi Paesi a vedere il prototipo saranno molto probabilmente Russia, India e Indonesia.

Alleanza a quattro

Se non stupisce che Oppo e Vivo si alleino, in quanto parte della stessa holding Bbk Electronics, a balzare all’occhio è la sintonia tra Xiaomi e Huawei. Il fattor comune tra i brand potrebbe essere proprio la necessità di iniziare a slegarsi da Google, forse in seguito alle azioni intraprese dell’Amministrazione Trump nel 2019 a discapito di Huawei. In Cina Google non è presente e anche per questo gli smartphone dei brand cinesi hanno un sistema operativo e una interfaccia fortemente personalizzati: servono per sorreggere i servizi aggiuntivi surrogati a quelli di Big G.

L’azienda con sede a Mountain View vanta un giro d’affari pari a 8,8 miliardi di dollari all’anno generato da Play Store (il dato si riferisce al 2019). Su libri, film, musica e app Google trattiene proventi pari al 30% del prezzo di vendita come commissione.

Il ruolo di Huawei

Nessuna delle aziende coinvolte in questa vicenda si sono cimentate in considerazioni e dichiarazioni ufficiali. Tuttavia formare una simile alleanza significa dare vita a un polo attrattivo non indifferente a livello globale. In numeri, i quattro brand possono rappresentare una magnitudo pari a oltre il 40% del mercato degli smartphone, sufficiente per convincere anche gli sviluppatori più reticenti a iniziare a sviluppare app adattate per la Gdsa.

A questo si aggiunge il sottoprodotto di ottenere un vantaggio competitivo e di negoziazione più forte rispetto a Google, che si vedrebbe decurtato di una quota considerevole di commissioni generate dai possessori di smartphone di Huawei, Vivo, Xiaomi e Oppo. Per Huawei in particolare sarebbe la scia necessaria per rompere definitivamente gli indugi e passare a Hms in modo indolore per gli utenti in vista di Harmony OS e delle scelte costruttive che saranno alla base dei prossimi smartphone.

Anche perché la Gdsa permetterà un adattamento rapido ed efficiente delle app e dei contenuti già compatibili con Android, oltre a proporre incentivi ai developer che abbracceranno il progetto.