Huawei e ZTE nel mirino della Federal Communication Commission USA

La saga Stati Uniti vs Huawei aggiunge un nuovo capitolo a una storia sempre più complessa.

La mano questa volta è quella della Federal Communications Commission (Fcc) che ha bandito dal programma dei sussidi federali Huawei e Zte, tacciate di essere una “minaccia alla sicurezza nazionale“. Il voto è stato unanime e di fatto vieta agli operatori di servizi di telecomunicazione di impiegare la tecnologia delle due aziende all’interno di progetti finanziati dall’Universal Service Fund della FCC stessa, un fondo che vanta ben 8 miliardi di dollari e offre sussidi per erogare servizi nelle aree rurali o difficili da raggiungere, ma anche nelle scuole e nelle biblioteche. Huawei e ZTE avranno 30 giorni per contestare la decisione. Intanto, l’ordine finale per la rimozione delle attrezzature non è attesa fino al prossimo anno.

La risposta di Huawei non è stata morbida. L’azienda ha infatti definito “illegale” l’ordine e ha chiesto alla FCC di ripensare quella che di fatto ritiene essere una decisione sbagliata, basata su speculazioni irrazionali.

Uno dei commissari della FCC, il democratico Geoffrey Starks ha riferito che rimpiazzare le attrezzature tecnologiche nelle aree rurali degli Stati Uniti potrebbe costare anche fino a 2 miliardi di dollari.

Il presidente della FCC Ajit Pai aveva già proposto a marzo 2018 quello che poi di fatto è divenuto l’ordine definitivo di ieri, evitando di nominare Huawei e ZTE.

Tenuto conto delle minacce messe in campo da Huawei e ZTE nei confronti della sicurezza americana e del nostro futuro in termini di 5G, la FCC non starà ferma ad aspettare, sperando per il meglio”, ha detto ieri Pai, sottolineando come la questione non sia “un problema politico”.

La FCC ha dibattuto circa i legami delle due aziende con il governo cinese e l’apparato militare, evidenziando come le leggi cinesi richiedano a tali aziende di assistere il governo cinese attraverso attività di intelligence, ponendo un rischio nei confronti della sicurezza degli States.

Il Congresso ha anche considerato l’ipotesi di autorizzare un finanziamento fino a un miliardo per aiutare i provider a rimpiazzare le tecnologie delle compagnie cinese. La FCC potrebbe attingere al suo fondo per raggiungere lo stesso obiettivo, nel caso il Congresso non si decida ad agire.