Huawei
Beko

L’accordo siglato tra Huawei e Qualcomm permetterà al brand cinese di sfruttare alcune licenze della controparte statunitense relative al 5G e potrebbe estendersi anche su piani di collaborazione più articolati. Ed è una buona notizia, perché permette a Huawei di respirare ossigeno dopo che il bando voluto da Trump gli sta impedendo di continuare la produzione di chip con Tsmc.

Lo scenario entro il quale si è raggiunta questa piattaforma d’intesa è tutt’altro che tranquillo. Sì, perché l’accordo è frutto della chiusura di un contenzioso in corso da diversi anni tra le due aziende in merito alla violazione di alcuni copyright e diritti sul 5G. Nel contesto raggiungimento del compromesso tra le parti, sono stati stabiliti i termini.

Termini che prevedono il versamento di 1,8 miliardi di dollari da Huawei a Qualcomm per risolvere il diverbio sulle licenze. E che stabilisce la possibilità del brand cinese di continuare a usare lecitamente queste tecnologie, oltre ad ampliare l’estensione su un più ampio territorio legato alla collaborazione tra le due parti.

Nel frattempo Qualcomm può beneficiare del riscontro positivo sul mercato: in virtù della chiusura del contenzioso, il titolo dell’azienda ha guadagnato circa il 12%. E ha progetti espansivi per tutto il 2020, soprattutto sul fronte del 5G.