Xiaomi e Oppo starebbero testando Hongmeng, l'OS di Huawei

Nei giorni scorsi Reuters aveva fatto circolare una voce non confermata ma proveniente da “voci vicine all’amministrazione Trump” secondo cui la proroga di 90 giorni sul bando posto dal Presidente nei confronti di Huawei sarebbe stata estesa dopo la sua scadenza. Scadenza che è oggi 19 agosto. La notizia è stata riportata (forse incautamente o troppo frettolosamente) come certa da tanti siti, nella realtà si tratta di un progetto non affatto irreale ma ancora da verificare. Perché ieri Trump ha detto che non vuole che gli Stati Uniti intrattengano operazioni di business con Huawei. Ciò non equivale a dire che la sospensione al bando per ulteriori 90 giorni (che quindi scadrebbe intorno al 20 novembre) non è stata messa in pericolo, tuttavia sono state riportate in modo errato le notizie dai vari siti.

La situazione è presto spiegata. Le aziende statunitensi premono per continuare a generare fatturato con un partner solido e in costante crescita come Huawei. A iniziare da Google per passare dai fornitori di chip e componenti non solo per gli smartphone ma anche e soprattutto per le infrastrutture di rete. A una posizione strettamente commerciale che si fonda su concetti concreti di fatturati di miliardi di dollari, si contrappone una posizione del tutto pretestuosa e di orgoglio tenuta da Trump. Il quale ragiona in termini schiettamente politici per continuare a ribadire un ruolo di primaria importanza degli Stati Uniti, a qualsiasi costo, in un’ottica populista e puramente irrazionale. La tecnologia, lo abbiamo ribadito più volte, è un asset evolutivo dell’umainità. Se rientra in logiche di guerre geopolitiche o commerciali, allora anche i consumatori devono avere la loro parte: e non è detto che sia equivalente a quelle delle parti in gioco, troppo slegate dal mondo reale per capire le effettive esigenze delle persone.

Altri 90 giorni

“Al momento sembra più che non vogliamo intrattenere affari”, dice Trump. “Io non voglio avere alcun rapporto di business perché è una questione di sicurezza nazionale e credo fermamente che i media stiano fornendo informazioni leggermente differenti da questo”, conclude il Presidente degli Stati Uniti. Però la sospensione del bando all’indomani del famigerato 20 maggio è stata attuata in difesa dei consumatori per garantire il corretto funzionamento dei loro smartphone garantendo la continuità di servizio e di aggiornamento del sistema operativo e delle app.

Le parole di Trump congelano gli animi e sono discutibili ma ha impattato in alcun modo su una seconda proroga del bando per ulteriori 90 giorni, quantomeno a tutela della parte più danneggiata: i consumatori, che hanno il diritto di poter continuare a usare i loro prodotti senza alcuna penalizzazione e limitazione causata da fattori esogeni alla mera cifra tecnologica.

Nel frattempo Huawei si è attrezzata e non solo ha presentato un sistema operativo tutto suo, ma sta anche operando per diventare indipendente nell’approvvigionamento delle componenti per la costruzione dei prodotti.

Uscendo dalle logiche folli dell’amministrazione Trump, vogliamo riportare l’attenzione sui consumatori. I veri protagonisti. E con una frase: non avete nulla di cui preoccuparvi, i vostri smartphone continueranno a funzionare senza alcun problema. Riassumiamo qui di seguito i motivi e successivamente vi riportiamo gli approfondimenti di iGizmo.it.

Android

Google all’indomani del bando si è subito premurata nell’assicurare che gli aggiornamenti ad Android sarebbero stati garantiti a tutti gli smartphone in funzione o sul canale commerciale. La discriminante è il 20 maggio. Tutti gli smartphone in vendita, in magazzino, in distribuzione e attivi prima di quella data ricevono e continueranno a ricevere gli update, fino al termine della loro vita utile di prodotto (Google garantisce aggiornamenti nei due o tre anni successivi al lancio commerciale).

huawei

Dal canto suo Huawei ha precisato in una nota ufficiale: “Abbiamo apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale”.

Il vostro smartphone non ha nulla da temere. Gli unici modelli coinvolti sono quelli non ancora presentati o commercializzati. Vale a dire che tutti i prodotti di Huawei fino al Mate 20X 5G compreso hanno la garanzia certa di ricevere gli aggiornamenti ad Android, alle app e ai servizi di Google.

Whatsapp, Facebook e Instagram

Facebook ha deciso di non fare trovare più le app del social network, di Whatsapp e di Instagramm sulle generazioni di smartphone successive al Mate 20X 5G. Questo significa che andranno installate a mano, così come avviene con qualsiasi altra app.

Per tutti i modelli già in vendita o in funzione le app si trovano già installate e si aggiorneranno senza alcun problema e senza alcuna penalizzazione rispetto ad altri smartphone. Sono app di terze parti, compatibili con Google: il loro funzionamento non può essere messo in discussione per i modelli di Huawei, in alcun modo. Qualsiaisi informazione dissimile dalla “piena compatibilità e massimo supporto all’aggiornamento” è da considerarsi errata e falsa.

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Garanzia e assistenza

La garanzia di legge è un obbligo. Huawei garantisce la garanzia legale di due anni sui prodotti, così come previsto. Non sono attendibili informazioni diverse da queste.

Anche l’assistenza post vendita è stata al centro delle attenzioni di Huawei con un programma per migliorare la soddisfazione dei consumatori. E l’approccio si “moltiplica”: quattro i nuovi servizi specializzati che prendono il nome di Serve you More, Serve you Longer, Serve you Better, Serve you Closer. Per quanto riguarda il primo si segnala il Service Month, un mese interamente dedicato ai servizi di riparazione post-vendita che si è tenuto tra giugno e luglio. Ed era dedicato anche agli utenti che possiedono smartphone fuori garanzia, a cui è stata data la possibilità di ripararne schermo e retro eventualmente rotti o danneggiati a prezzi estremamente vantaggiosi nei due centri assistenza ASC-E di Roma e Catania e anche attraverso l’esclusivo servizio Hw-Care, raggiungibile dall’app Hicare. Con Serve you Longer si identifica i progetto per cui i call center di Huawei rispondono dall’Italia con un supporto ancora più focalizzato e puntuale, erogato telefonicamente, via mail, tramite chat online e sui social media. Per renderli ancora più efficienti e capaci di servire al meglio il consumatore, la durata del servizio è stata prolungata: l’assistenza è raggiungibile 7 giorni su 7, dal lunedì alla domenica dalle 8 alle 21, escluse le festività. Dal canto suo, con Serve you Better il primo e il terzo venerdì di ogni mese diventano i Huawei Service Day. In entrambi i centri ASC-E di Roma e Catania, gli utenti possono approfittare di una manutenzione gratuita del proprio smartphone Huawei e Honor con l’applicazione di una pellicola protettiva di ultima generazione e riceveranno uno sconto del 20% su tutti gli accessori. Infine, grazie a Serve you Closer l’azienda mira a offrire maggiore comodità al consumatore con il Servizio di ritiro e consegna a domicilio del dispositivo mobile.

Emui e Android Q

Di recente vi abbiamo dato notizia che la Emui 10 basata su Android Q arriverà a partire dall’autunno e già da settembre si potrà provare in versione beta su Huawei P30 e P30 Pro. La lista di aggiornamento della Emui 9.1 è invece la seguente:

  • Mate 20 X, luglio 2019
  • Porsche Design Mate 20 RS, luglio 2019
  • Mate 20, luglio 2019
  • Mate 20 Pro, luglio 2019
  • P20, luglio 2019
  • P20 Pro, luglio 2019
  • Porsche Design Mate RS, luglio 2019
  • Mate 10, luglio 2019
  • Mate 10 Pro, luglio 2019
  • Porsche Design Mate 10, luglio 2019
  • P10, agosto 2019
  • P10 Plus, agosto 2019
  • Porsche Design Mate 9, agosto 2019
  • Mate 9, agosto 2019
  • P Smart 2019, agosto 2019
  • P Smart+ 2019, agosto 2019
  • P Smart+, luglio 2019
  • Mate 20 lite, agosto 2019
  • P20 lite, giugno 2019
  • P Smart, giugno 2019
  • P30 lite, agosto 2019
  • Y6 2019, settembre 2019
  • Y5 2019, agosto 2019
  • P Smart Z, in fase di definizione

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