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“Siamo produttori di tecnologia di rete e di smartphone, ma oggi si parla di una Huawei capace di innovare nell’IT e nell’intelligenza artificiale con un processore di nuova generazione che segna una pietra miliare nello sviluppo di business dell’azienda cinese”. Con queste frasi si apre l’evento dedicato alla stampa in diretta da Shenzhen nel quale Eric Xu, Rotating Chairman di Huawei ha svelato le specifiche dell’Ascend 910, il processore dedicato espressamente alla IA, e ha parlato del Kirin 990, dedicato agli smartphone.

La strategia IA di Huawei si rafforza concretizzando un annuncio fatto a ottobre 2018: “Abbiamo fatto numerosi progressi da quando abbiamo annunciato la nostra strategia IA lo scorso anno. Avevamo promesso un ecosistema completo di soluzioni legate all’intelligenza artificiale. Il nostro intento è rendere la AI ancora più pervasiva e accessibile”. L’Ascend 910 arriva con una serie di modifiche e di cambiamenti per rendere l’utilizzo dell’intelligenza artificiale ancora più efficiente, corposa e flessibile al fine di svilupparne il vero potenziale in tutti i possibili scenari di utilizzo. Con la presentazione di Huawei si è inoltre colta l’occasione di fare il punto della situazione dei recenti progressi: un nuovo laboratorio di ricerca sulla IA (con focus sull’energia, sulla ricerca dei linguaggi, sull’evoluzione delle piattaforme) e un continuo sforzo di ampliare l’ecosistema aggregando sempre nuovi partner. La IA è anche parte di un processo di test che migliora la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni. Gli stack di sviluppo sono stati aggregati e sigillati, mentre Ascend 910 è l’evoluzione della piattaforma del 2018 con un occhio di riguardo alle prestazioni e alla duttilità di utilizzo, tanto che uno degli ambiti elettivi di utilizzo è quello dell’automotive (“stiamo costituendo una divisione di business dedicata al fine di collaborare con i costruttori”) e del cloud.

Si pensi che solo al cloud sono dedicate oltre 50 API per ottimizzare le soluzioni in remoto sulle caratteristiche specifiche del processore. Queste risorse sono dedicate al machine learning, allo streaming video, alla formazione in remoto e alla collaborazione.

Ascend 910 è il “più avanzato processore per la IA oggi disponibile”, spiega Eric Xu. I test proposti da Huawei segnano un netto passo in avanti rispetto alle specifiche che “avevamo promesso lo scorso anno”: più che duplicate le prestazioni, ridotto dal 20% al 30% il fabbisogno energetico (310 watt tipico, inferiore ai 350 watt previsti nelle specifiche iniziali). Secondo il Rotating Chairman si tratta del “processore AI più potente al mondo”, forte di 256 TeraFlops di potenza di elaborazione e 512 Tera Ops. La Cpu può operare su oltre 1.800 immagini al secondo, più del doppio rispetto alle soluzioni esistenti (mediamente più di 900 immagini al secondo).

Dal canto suo, MindSpore supporta non solo Ascend 910 ma anche le Cpu e le Gpu esistenti sul mercato. L’ambiente di sviluppo permette di sviluppare in una struttura già impostata sui criteri di IA, con un framework innovativo perché ottimizza già il codice sia per il processore a cui si appoggia, sia semantica e sintassi per adattarsi alle costruzioni di algoritmi dedicati all’intelligenza artificiale. La programmazione è inoltre ottimizzata perché MindSpore provvede a ottimizzare i flussi di dati al fine di evitare il sovraccarico del sistema (Cpu, Gpu e memoria) e i fenomeni di overhead nel trasferimento delle informazioni. MindSpore sarà open source nel primo trimestre del 2020.

Il ruolo di ecosistema

L’obiettivo di Huawei è promuovere e sollecitare lo sviluppo di una completa soluzione hardware e software per velocizzare l’adozione della IA tra i partner e sul mercato, proponendo un ecosistema completo sul quale gli sviluppatori possono operare in modo efficiente e rapido per trarre massimo vantaggio dall’intelligenza artificiale.

L’utilizzo della IA non è legato a un specifico ambito ma, anzi, può essere adottato da una vastissima gamma di aziende, enti, prodotti e soluzioni al fine di migliorarne i processi e i risultati, soprattutto se abbinato a un approccio cloud con soluzioni verticali e orizzontali. Secondo Huawei il limite non è dato dalla tecnologia, bensì sulla capacità di cogliere il reale potenziale di queste soluzioni e sulla predisposizione a portare concreti vantaggi alle persone. L’ecosistema rappresenta l’ingrediente fondamentale nella strategia di Huawei, perché solo così “possono essere sfruttate le potenzialità della nostra architettura e si sviluppano le soluzioni adatte a trarne il massimo vantaggio”, spiega Xu. Non a caso una piattaforma come MindScope ha il dichiarato obiettivo di semplificare al massimo il processo di creazione e sviluppo di soluzioni basate sulla IA: “l’adozione di questi algoritmi deve essere aperto a tutti, non solo a ingegneri specializzati, per fare in modo che i vantaggi siano percepibili da tutti con un’impostazione alla semplificazione più che alla specializzazione delle competenze”. Di più, con MindScope si cerca di deframmentare lo sviluppo di applicazioni AI fin troppo legate alle specificità delle piattaforme hardware e software.

La parte “critica” è continuare a svilupparlo e alimentarlo andando a soddisfare in modo puntuale le necessità degli sviluppatori e dei partner e, al contempo, costruendo un’offerta di strumenti hardware e software completa e versatile. Il segmento inerente alla IA è ancora un astro nascente nel mondo dell’informatica e dell’industria in generale ma “troverà un posto saldo e definitivo nel corso dei prossimi anni, non appena saranno diffusamente compresi i vantaggi enormi che offre l’intelligenza artificiale”.

Huawei Kirin 990 a Ifa

Kirin 990 sarà lanciato ufficialmente a Ifa 2019 da Richard Yu e sarà basato su un una versione migliorata e potenziata dell’architettura neurale, prendendo anche da alcune tecnologie impiegate nell’Ascend 910 al fine di permettere al più vasto pubblico possibile di ottenere vantaggi dalla piattaforma IA di Huawei. Mentre ai weareable sarà dedicato un processore denominato Ascend Nano. Sono queste le attese conferme di Eric Xu, Rotating Chairman di Huawei.

Una parola anche per Trump: “Il bando non ha in alcun modo impattato sullo svolgimento interno della nostra strategia IA. Tuttavia ci sono stati necessari cambiamenti esogeni che hanno causato una serie di modifiche nell’ecosistema che abbiamo costruito al fine di sigillare le operazioni. Ciò ci ha imposto di attuare una serie di correttivi, del tutto transitori rispetto agli obiettivi generali”. L’Ascend 910 non è chiuso agli Stati Uniti: “Non abbiamo ancora definito i piani ma è a disposizione dell’industria, delle case automobilistiche, degli enti di riferca, delle università, degli enti e delle aziende che vogliono trarre vantaggio dalla nostra piattaforma”.

Ascend 910 non sarà proposto come stand-alone ma come soluzione embedded per specifici ambiti e servizi. “Tuttavia siamo aperti a partnership virtuose con aziende specializzate nella IA. Ma Huawei non ha intenzione di creare una divisione o una unità di business dedicata ai chipset e ai processori”. Il prezzo sarà in linea con le altre soluzioni IA disponibili sul mercato: si tenga per esempio presente che le unità di Nvidia prevedono un investimento di circa 10mila dollari per core.

Huawei Connect 2019

Con la presentazione odierna, Huawei ha svelato tutti i componenti chiave del suo portafoglio AI full-stack e per tutti gli scenari. “Tutto procede secondo i piani. Abbiamo promesso un portafoglio AI completo per tutti gli scenari. E oggi lo abbiamo consegnato”, ha dichiarato Xu. Questo lancio è una nuova pietra miliare nella roadmap AI di Huawei; è anche un nuovo inizio.

Alla fine della presentazione, Xu ha aggiunto che Huawei farà il suo debutto con altri prodotti AI nella sua prossima conferenza, Huawei Connect 2019, che si terrà tra il 18 e il 20 settembre a Shanghai. Huawei sta lavorando a stretto contatto con i suoi partner per rendere l’AI più pervasiva e accessibile e contribuire a portare i vantaggi della tecnologia digitale a ogni persona, casa, veicolo e organizzazione.