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Con il segno meno. Anche nel 2019. L’Home Entertainment in Italia riferiti al 2019, secondo i dati GFK Italia per Univideo (l’associazione di categoria che rappresenta gli editori audiovisivi su media digitali e online), ha registrato una contrazione dell’11,5% sul 2018. Arrivando ad attestarsi su un valore complessivo di 255,6 milioni di euro. L’anno scorso il fatturato derivante dalla vendita dei supporti fisici è stato pari a 154 milioni di euro. Di 101,7 milioni di euro è stato il fatturato derivante dalle transazioni digitali, che confermano il trend in forte crescita. Nel 2019 gli acquirenti di Dvd e Blu Ray sono stati 2,3 milioni con una propensione di spesa media pro-capite di quasi 50 euro, mentre il numero di fruitori digitali è stato pari a 21, 2 milioni. 

Home Entertainment: l’impatto del digitale

Di questi il 40% ha fruito di contenuti di intrattenimento sottoscrivendo un abbonamento mensile ad una piattaforma digitale (SVoD), il 12% ha acquistato contenuti video attraverso un sistema di telecomunicazione per la trasmissione e la ricezione di film (Digitale Transazionale). “Nel 2019 il mercato dell’audiovisivo ha mostrato una contrazione del prodotto fisico, rafforzando la qualità identitaria dei consumatori di Dvd e Blu-ray. Contestualmente si è rilevata una crescita continua del consumo digitale, in SVoD e Digitale Transazionale”, ha sottolineato Lorenzo Ferrari Ardicini, presidente di Univideo. “Una fotografia ancora più nitida analizzando il periodo di lockdown. Secondo i dati qualitativi di GfK, la popolazione italiana ha aumentato notevolmente il tempo medio speso sui media digitali. Ha fruito di tanti contenuti, tra cui anche molto intrattenimento. Questo trend ha evidenziato la confidenza della popolazione all’uso delle tecnologie e alla ricerca di contenuti di carattere informativo e di svago. Temi forti su cui il settore dell’audiovisivo deve puntare”. 

Gli acquisti e i target di consumatori

Si consolida sempre più, dal punto di vista della propensione all’acquisto di prodotti audiovisivi, una distinzione tra una nicchia di valore, che conferma affezione e attenzione rispetto al supporto fisico, Dvd e Blu-ray, e una parte di popolazione, (giovani e adulti), che si ritrovano nell’offerta digitale, fruendo principalmente di film e serie tv. Sia nella fase di accesso che di possesso, tra tutti i contenuti media, l’home entertainment rimane centrale in termini di preferenza, grazie ad una sempre maggiore qualità nella prestazione video e all’eccellenza autoriale dei cataloghi offerti.

Home Entertainment al tempo del lockdown

Ma non solo. Il Rapporto ha posto l’accento anche sul capitolo legato al lockdown. GfK Italia per conto di Univideo anche una rilevazione qualitativa del consumo di prodotti audiovisivi durante il periodo i mesi di “chiusura”. Dall’analisi è emersa una crescita sostanziale (+32% rispetto alla fase pre Covid) del tempo medio che le famiglie hanno dedicato alla fruizione di contenuti di intrattenimento. Nei mesi marzo, aprile e maggio 2020 si è registrato un +20% del tempo speso dalle persone attraverso il canale televisivo tradizionale e un +30% del tempo dedicato al consumo di contenuti attraverso il web. Un comportamento che ha tenuto anche durante la “Fase 2”. I film sono stati il genere on demand più visto durante il lockdown, superando anche le serie tv. La tendenza si è mantenuta anche al termine della quarantena. Non solo: ha allargato a nuove componenti della popolazione con una accelerazione verso la riduzione del divario generazionale nella fruizione dei media.