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HarmonyOS è un crocevia fondamentale per Huawei. Non è solo il sistema operativo simbolo di un nuovo corso, post Trump e post due anni di purgatorio immeritato (durante il quale l’azienda non ha mai ceduto a livello hardware, anzi), ma è anche il mezzo attraverso cui aggregare l’ecosistema in modo più completo e coerente. Da quando il brand si è trovato a doversi “accontentare” di Android open source ha dovuto ricostruire lo store di app affidandosi alla piattaforma Hms (Huawei mobile services) alla base dei dispositivi mobili attuali. Su questa ha fatto germogliare applicazioni, servizi e anche il supporto agli accessori.

Ma Hms è una sovrastruttura di Android, così come lo è Gms (Google mobile services) solo che quest’ultimo è integrati in modo nativo da Google nel sistema operativo mentre Hms è appoggiato su un livello del framework dell’Os. Diciamo questo perché in HarmonyOS gli Hms sono parte nativa e integrante del nuovo sistema operativo che Huawei vuole vedere installato su 300 milioni di dispositivi entro il 2021.

Nei mesi passati HarmonyOS è stato dapprima pubblicato in versione beta per alcuni mercati, a iniziare dalla Cina, e nel frattempo sono stati “costruiti” i team di sviluppo e supporto a livello locale nei Paesi dove Huawei sta lavorando a stretto contatto con gli sviluppatori di app. Come per esempio in Italia, con investimenti e sforzi per aggregare la comunità di developer per fare il porting delle app in Hms.

HarmonyOS dispositivi e Huawei Appgallery

Ora HarmonyOS deve compiere il passo successivo: assurgere Hms a uno standard “di fatto” per deframmentare l’ecosistema che gravita intorno a Huawei. In altre parole, il sistema operativo è il linguaggio unificante per smartphone, tablet, pc e dispositivi IoT (wearable, smart speaker e accessori per la smart home). Deve perseguire questo obiettivo per consentire al brand di innovare ma su nuove fondamenta.

Che poi HarmonyOS sia un cosiddetto “fork“, cioè una versione derivata ma parallela di Android, oppure che abbiano usato alcuni livelli di Android open source e li abbiamo estesi, perfezionati e migliorati, tutto sommato poco importa. È interessante saperlo a livello tecnico ma è del tutto indifferente rispetto all’atto pratico perché ciò che conta è l’esperienza dell’utente finale.

L’utente vuole sfruttare al massimo il potente hardware che Huawei ha sempre profuso all’interno degli smartphone, senza dubbi, perplessità o noie derivanti dall’assenza di quella o di quell’altra app o dalla necessità di cercarla in store paralleli a quello ufficiale. HarmonyOS è la soluzione.

E lo sa bene Wang Chenglu, presidente del Consumer Department Software di Huawei. In occasione di un TedX ha tenuto la presentazione “Connettersi a una vita più semplice” (Connecting to a Simpler Life) durante la quale ha approfondito il ruolo e la direzione di HarmonyOS. Il concetto chiave è quello suddetto: il sistema operativo sarà un “linguaggio unificato” per l’interazione, l’interconnessione e la condivisione tra dispositivi differenti.

L’intento è incrementare la cifra “smart” come risultato della somma delle singole parti: HarmonyOS nasce per fare dialogare in modo nativo i device e non già gestirli in modo isolato, relegando la sincronizzazione all’app dedicata.

HarmonyOS 2021: uscita e download

Questo l’esempio portato da Wang Chenglu: “A casa si può utilizzare uno smartwatch per determinare se l’utente si è addormentato: l’apparecchiatura di illuminazione si spegnerà automaticamente, il condizionatore d’aria regolerà in automatico la temperatura per creare il miglior ambiente in cui dormire (…). Durante l’allenamento, si indosseranno diversi wearable collegati gli uni agli altri, fornendo agli utenti consigli scientifici sull’esercizio e un’analisi completa dei dati in tempo reale: ecco il nuovo personal trainer”.

Oggi, nello stato attuale, c’è un limite: “Poiché dispositivi diversi sono dotati di sistemi operativi diversi, è difficile collegarli ed è impossibile parlare di intelligenza. La vita interconnessa di tutte le cose ha bisogno di un linguaggio unificato che consenta ai dispositivi di comunicare tra loro”. Ed è su questo punto che HarmonyOS punta a fare la differenza.

Fin dal 2021, quando sarà messo nelle mani degli utenti attraverso almeno 300 milioni di dispositivi, di cui almeno 200 milioni smartphone. È il target di Huawei. D’altra parte HarmonyOS dovrebbe vedere la luce in una veste quasi definitiva nel corso di questo mese ed essere, dando peso ai rumors, alla base del prossimo flagship P50. Ma manca ancora la roadmap di sviluppo del sistema operativo: sarà quella a dipanare ogni dubbio.