android ios
Wiko

La felicità derivante dal nuovo smartphone appena scartato è mitigata dall’operazione più complessa e spesso noiosa congenita alla novità: trasferire i dati (tutti, o quantomeno il più possibile) dal vecchio modello. Così che il nuovo device sia una copia quanto più perfetta e precisa del dispositivo mobile che si sta abbandonando. La complessità del trasferimento delle informazioni deriva dal sistema operativo. È più complicato passare da Android a iOS, e viceversa, perché i due OS non sono compatibili su numerosi fronti (dagli acquisti in app al modo di salvare le chat) piuttosto che passare dal vecchio al nuovo modello all’interno della medesima piattaforma, garanzia di trasferimento pressoché totale dei dati. I quali possono essere suddivisi per priorità:

  • alta: rubrica, foto, messaggi (soprattutto WhatsApp)
  • media: app e abbonamenti
  • bassa: storico di utilizzo (dati di navigazione, delle chiamate e così via).

Questa guida pratica è suddivisa in tre parti. Nella prima vi spiegheremo come trasferire le chat di WhatsApp da Android a iOS, e viceversa, attraverso un’app accessoria a pagamento. Nella seconda parte vi spieghiamo come passare la playlist da una piattaforma di streaming all’altra (per esempio da Spotify ad Amazon Music), infine nella terza vi offriamo una guida completa per procedere passo a passa nel trasferimento dei dati personali dal vecchio al nuovo smartphone.

WhatsApp: come trasferire i dati tra Android e iOS

Uno dei passaggi più delicati quando si valica il confine tra Android e iOS è quello del passaggio del backup di Whatsapp tra i due mondi. Android effetto il backup su Google Drive, iOS su iCloud e già di per sé questa suona come un’incompatibilità di difficile risoluzione. 

Se sul popolare sistema di messaggistica si conservano chat tutto sommato “sacrificabili”, si può scegliere di optare per la classica alzata di spalle e, in buona sostanza, perdere tutto. Se invece si hanno dati che si preferirebbe conservare, occorre armarsi d’ingegno, pazienza ed essere disposti a spendere qualche euro. 

Sì perché online i software che effettuano il trasferimento di dati ci sono, sono disponibili per Windows e MacOS e sono reperibili senza troppe difficoltà. Sono software che fanno anche altro, ma la funzionalità per passare il backup Whatsapp da Android a iOS si paga – almeno sui dei software che abbiamo testato. 

Nello specifico, noi abbiamo provato Dr. Fone e MobileTrans (e abbiamo avuto successo con il primo), toolkit sviluppati da Wondershare che si occupano anche di altri tipi di backup e ripristino (screen 1). Il file di trasferimento che i software creano è multipiattaforma, dunque consente di far parlare insieme sistemi operativi diversi. La compatibilità non è un problema: i software supportano infatti migliaia di dispositivi. La procedura in sé, per quanto automatica in alcuni passaggi, richiede molta attenzione da parte dell’utente.  

Su MobileTrans, una volta scelto il Trasferimento di Whatsapp, si può optare per il trasferimento di messaggi da un dispositivo all’altro, il backup di messaggi e allegati sul dispositivo (file che sono quindi disponibili in un secondo momento, magari dopo una formattazione), oppure il ripristino di un file di backup sul dispositivo. Da questa schermata (screen 2), si può vedere come MobileTrans sia in grado di lavorare anche su altri sistemi di messaggistica, come Viber e WeChat. 

Anche Dr.Fone consente di accedere a diverse funzioni e su entrambi, per quanto riguarda il nostro focus, la prima cosa da fare è quella di collegare lo smartphone sorgente (quello da cui si estraggono i messaggi) e quello di destinazione al proprio computer. (Screen 3)

Da questo momento, in base alla nostra esperienza, si procede lungo due traiettorie. Da una parte dovremo acquistare la licenza, che in entrambi i casi per un dispositivo e per effettuare solo una volta il passaggio ha un costo medio di 30 euro, dall’altra dovremo seguire a menadito i passaggi che il software ci chiede di fare, tanto sul telefono sorgente quanto su quello di destinazione, andando ad agire su alcune impostazioni di Whatsapp. 

Non si tratta di collegare due smartphone e lasciare che il software lavori da sé: certo, per lunghi minuti il software viaggia in automatico, ma l’input per quasi tutti i passaggi deve fornirlo l’utente e deve farlo con attenzione. In diversi step è presente infatti il disclaimer che richiama all’attenzione e alla precisione, pena la perdita dei dati o il mancato trasferimento degli stessi. 

Resta poi alle valutazioni personali decidere se optare per un software a pagamento per effettuare quello che in parole povere è un passaggio di dati sia una scelta sensata o meno. Per chi vi scrive lo è stato, anche perché il software permette di passare le chat così come sono, mantenendo foto, video e file audio: un patrimonio importante che, in molti casi, sia per questioni di lavoro che affettive, non è facile lasciare dissolvere nell’etere con leggerezza.

Playlist musicale: come “copiarla” da Spotify ad Amazon Music

Se avete intenzione di cambiare piattaforma audio, come nel nostro caso, per passare da Spotify ad Amazon Music al fine, per esempio, per godere dei brani in HD e Ultra HD, c’è solo un vincolo da aggirare: trasportare la playlist dal vecchio al nuovo servizio musicale. Per eseguire questa operazione abbiamo scelto l’applicazione FreeYourMusic gratis per una manciata di canzoni ma a pagamento con abbonamento annuale a partire da 8,99 euro. Il vantaggio di questa applicazione è che funziona sia sui dispositivi mobili sia sui pc e permette di operare con tutte le piattaforme di streaming attive in Italia. Abbiamo trasferito la playlist “Luca’s Pick” (oltre 670 brani) usando un Apple iPhone 12 Pro.

FreeYourMusic è piuttosto semplice da usare: basta scegliere la piattaforma di sorgente e quella di destinazione, quindi digitare account e password per ciascuna di esse e individuare la playlist da trasferire. Poi però bisogna lasciare l’app aperta in primo piano sullo smartphone perché l’operazione non avviene in background (il trasferimento si blocca). Ecco perché per accelerare il tutto conviene passare da un computer.

Il comportamento dell’app è tanto semplice quanto efficace: legge la canzone della playlist sorgente, cerca l’equivalente nella piattaforma di destinazione e quindi crea una nuova playlist nell’account di destinazione (in questo caso Amazon Music) con le canzoni individuate nel catalogo. La semplicità di funzionamento è tanto il punto di forza quanto quello di debolezza, perché non sempre la corrispondenza è affidabile. L’incidenza di errori, nel nostro caso, non ha superato il 20%. A questo si aggiungano i brani che FreeYourMusic non riesce a trovare nella nuova piattaforma, non già perché non ci siano (vanno infatti cercati e inseriti a mano), quanto per difformità di identificazione dei brani all’interno delle piattaforme stesse (album diverso, titolo leggermente differente, autore denotato in modo dissimile e così via).

Nel complesso FreeYourMusic opera in modo soddisfacente, anche se, ripetiamo, bisogna mettere in conto un margine d’errore variabile tra il 20 e 30%. Ossia, dopo il trasferimento vi sarà necessario mettere mano alla nuova playlist e provvedere a completarla con le canzoni mancanti o non propriamente identiche a quelle che avevate nella lista originale.

Guida passo per passo al passaggio dal vecchio al nuovo smartphone