Google ha modificato le regole del Play Store di Android vietando le app che generano criptovalute negli smartphone. Restano disponibili i programmi che gestiscono il mining da server remoti come le piattaforme cloud.
Le restrizioni sul mining di Google arrivano più di un mese dopo che Apple ha bandito le app di mining di criptovalute dal suo App Store. Le extension del Browser Chrome avevano già bloccato il mining da mesi.
Le App di mining erano già segnalate dai programmi antivirus perchè anche se autorizzate dagli utenti spesso rallentavano e surriscaldavano smartphone, tablet e computer e sono state vietate anche da Facebook.
Le nuove regole del Play Store bloccano anche le App che vendono armi e quelle con contenuti ripetitivi, cioè App che copiano le funzionalità di altre App senza aggiungere nessuna nuova funzione. Sono anche vietate le App che pretendono di essere di altre organizzazioni, come il recente caso delle App di LibreOffice non prodotte dalla Fondazione Open Source e per giunta vendute, quando Libre Office è sempre stato gratuito.
E finalmente sono state proibite anche le App che in pratica non fanno altro che sparare pubblicità, un genere innocuo ma molto diffuso…