emporia

All’evento Pixel Fall Launch, Google ha annunciato ufficialmente la nuova famiglia di smartphone Pixel: Pixel 6 e Pixel 6 Pro. Due modelli largamente anticipati fin nei piccoli dettagli nel corso delle passate settimane in termini di specifiche tecniche, tuttavia mancava comprendere il senso per Google di questa nuova famiglia di device. Ebbene, l’azienda di Mountain View ha definito il ruolo di questi due nuovi Pixel: elevare le possibilità della fotografia computazionale. Fin dal primo modello, i Pixel hanno avuto nella sezione fotografica un elemento di differenziazione e forza rispetto agli smartphone Android; tuttavia Google ha utilizzando lo stesso sensore Sony IMX363 da 12,2 megapixel dai Pixel 3 ai Pixel 5 e 5A, sfruttandolo al massimo ma non adeguandosi al mercato.

Ebbene, con le fotocamere principali di Pixel 6 e 6 Pro finalmente Google compie l’evoluzione necessaria ricorrendo al sensore da 50 megapixel, più grande dei suoi predecessori e dotato di tecnologia quad binning che produce immagini da 12,5 megapixel. Google afferma di poter catturare il 150% di luce in più rispetto al Pixel 5 grazie al suo sensore di immagine da 1/1,31″ e apertura f/1,85. Seguendo lo schema dell’iPhone, entrambi i Pixel 6 sono dotati di obiettivi ultrawide da 12 megapixel, mentre il 6 Pro aggiunge un terzo teleobiettivo con zoom ottico 4x accoppiato in virtù del sensore da 48 megapixel. La selfie cam del Pixel 6 è da 8 megapixel con un campo visivo di 84 gradi, mentre quella del 6 Pro è da 11,1 megapixel e 94 gradi per selfie di gruppo più facili.

Il Super Res Zoom di Pixel 6 Pro ora utilizza lo zoom ottico 4x del suo teleobiettivo.

La configurazione della fotocamera posteriore è abbastanza diversa dai precedenti Pixel, in cui l’hardware quasi omologato ha permesso a Google di concentrarsi direttamente sull’ottimizzazione del software. Alcune versioni di Pixel hanno mantenuto il sensore principale sostanzialmente invariato, abbinandolo a uno o due obiettivi aggiunti ma ciascuna si basava principalmente su funzionalità computazionali.

Questi sviluppi software hanno permesso di sviluppare nuove funzioni destinate a Pixel 6 e 6 Pro. Google afferma che la sua modalità Ritratto è stata riprogettata può una migliore resa delle diverse tonalità della pelle di gruppi di persone più ampi e diversificati, nominando la funzione Real Tone. 

Google si è coordinata con fotografi e cineasti per creare ritratti più precisi e caratterizzanti grazie a un insieme di dati di immagini su cui ha addestrato l’intelligenza artificiale che supportano le fotocamere. Google ha inoltre detto di essere arrivata al punto di correggere anche alcune aberrazioni che influiscono più duramente sulla resa dell’immagine di coloro con la pelle più scura, come l’implementazione di un nuovo algoritmo per ridurre la luce diffusa che tende a scurire l’incarnato. Google ha spiegato di essere impegnata a costruire un’esperienza di utilizzo più equa attraverso la sua fotocamera e le funzioni imaging, che dovrebbe compensare alcuni errori degli algoritmi finora impiegati.

Miglioramenti Real Tone di Google per le sue fotocamere Pixel.

Ciò che Google chiama Face Unblur promette di utilizzare le immagini multiple registrate con ogni pressione dell’otturatore per mantenere i volti nitidi, anche quando si fotografano soggetti in movimento. Il processo inizia prima che venga scattata effettivamente una foto, preparando la seconda fotocamera a scattare con una maggiore velocità dell’otturatore una volta che rileva un volto sfocato nell’inquadratura. Quindi abbina i pixel e combina le immagini per volti più nitidi.

Esempio di Face Unblur con le fotocamere Pixel 6.

La modalità movimento è progettata per catturare scatti d’azione e lunghe esposizioni per motivi estetici come le luci delle auto in fila su un paesaggio notturno o la panoramica con un soggetto in movimento per sfocare lo sfondo e restituire un senso di velocità. Google utilizza l’apprendimento automatico per rilevare il contenuto dell’inquadratura e sfocare lo sfondo dietro un soggetto in movimento anche mentre si muove o per mantenere l’inquadratura nitida nei ritratti, sfocando solo gli elementi chiave. Ancora una volta utilizza con velocità diverse gli otturatori dei diversi moduli della fotocamera e combina le immagini. Google ha mostrato esempi di una cascata che si confondeva in frange setose e un treno della metropolitana che si confondeva dietro una persona statica sulla piattaforma. Tutti questi sono scatti che richiedono convenzionalmente un treppiede o un’altra attrezzatura specializzata, anche se Google promette che è possibile farlo a mano libera con il Pixel 6.

Magic Eraser può rimuovere automaticamente i soggetti indesiderati dagli sfondi.

Infine, Magic Eraser tenterà di rimuovere gli oggetti non voluti dalle foto. Dopo aver scattato un’immagine, Google Foto potrebbe fornire suggerimenti per rimuovere automaticamente elementi indesiderati. Inoltre, gli utenti possono rivedere lo scatto e selezionare gli oggetti che distraggono nell’inquadratura e quindi rimuoverli. Poiché la funzione è integrata in Google Foto per Pixel, Google afferma che lo strumento gomma può essere utilizzato su tutte le foto scattate, comprese quelle in passato.

Google ha anche collaborato con Snap per creare Quick Tap to Snap nel Pixel 6. È sufficiente toccare due volte la parte posteriore del telefono per accedere direttamente all’app della fotocamera di Snapchat. Google otterrà filtri e transizioni AR esclusivi da Snap. Questa partnership potrebbe indicare una maggiore attenzione per Android da parte di Snapchat, che storicamente ha avuto un’esperienza meno sofisticata con sistemi operativi diversi da iOS. Ora Snap otterrà il supporto nativo dell’app della fotocamera di Google.

Le caratteristiche tecniche di Pixel 6 e Pixel 6 Pro

Passando alle altre caratteristiche tecniche dei nuovi smartphone di Google, Pixel 6 e 6 Pro hanno entrambi display Oled. Lo schermo del 6 misura 6,4 pollici in diagonale, ha una risoluzione di 1080p e ha refresh a 90Hz per un’esperienza di scorrimento più fluida. È uno schermo piatto e ha cornici leggermente più grandi tutt’intorno rispetto al 6 Pro, che utilizza i lati curvi sul suo schermo da 6,7 ​​pollici, 1440p per ridurre al minimo le cornici. Il 6 Pro adotta un pannello Oled con tecnologia Ltpo per variare la sua frequenza di aggiornamento da un minimo di 10Hz fino a 120Hz, a seconda dell’app. I display di entrambi i telefoni sono rivestiti con l’ultimo vetro Gorilla Glass Victus e supportano l’HDR.

Entrambi i telefoni supportano la connettività 5G, Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.2, sebbene solo il 6 Pro e una versione speciale del 6 per Verizon (che costa 100 dollari in più) supportino le mmWave. Anche le batterie sono grandi in entrambi i modelli: 4.614 mAh nel 6 e 5.004 mAh nel 6 Pro. 

Un altro elemento di rottura rispetto al passato dei nuovi Pixel è rappresentato dal processore, un SoC ARM (System on a Chip) progettato su misura che Google chiama Tensor. L’azienda sostiene che Tensor ha prestazioni competitive rispetto allo Snapdragon 888 di Qualcomm.

Il SoC Tensor integra l’unità Tpu (Tensor Processing Unit) per sfruttare l’intelligenza artificiale integrata direttamente in loco grazie alle pipeline di elaborazione ad alta specializzazione. Inoltre, ci sono due core applicativi ad alta potenza, due core di fascia media, quattro core a bassa potenza, un coprocessore dedicato per la sicurezza, un core di elaborazione privato e un core di elaborazione delle immagini. Il Pixel 6 abbina il nuovo chip a 8 GB di Ram (storage massimo di 256 GB), mentre il 6 Pro ha 12 GB (storage massimo di 512 GB). Il sistema operativo è Android 12.

I prezzi sono rispettivamente di 599 e 899 dollari. Secondo alcune voci, arriveranno in Italia nel corso del 2022.