Le novità dei Pixel iniziano dal dorso, dalla fotocamera nel riquadro in alto a sinistra. La cornice rettangolare è rappresentativa di un design che si rinnova e che sta cercando nuovi stilemi per incorniciare il modulo imaging. I Pixel 4 rientrano perfettamente nella logica del computing “sempre disponibile, ovunque serva”. Per Google la connettività lega i dispositivi e non c’è alcun limite tra l’uno o l’altro dispositivo: i dati personali e lavorativi rimangono coerenti e l’unica determinate è rappresentate dalle preferenze e dalle necessità dell’utente. Google Assistant è il collante dell’esperienza di utilizzo omogenea tra i vari dispositivi connessi tra loro, offrendo un sistema di interazione più naturale e immediato. Omologato ovunque esso si presenta: smart speaker, smartphone, tablet, computer e wearable. I device sono allineati tra loro in modo silenzioso e immediato, operando come se fossero le unità di un sistema più ampio, complesso e uniforme.

Stadia sarà appartenente a questo ecosistema in tutto e per tutto, solo virato al mondo gaming. E arriverà a partire dal prossimo 19 novembre, permettendo di giocare sul Tv, sul computer e sui Pixel. L’insieme di questi dispositivi è un invito all’interazione permanente e pervasiva, un incentivo a non rinunciare a essere operativo e produttivo. Senza contare che gli auricolari dovranno assumere nuove funzioni relative all’Assistant: i Pixel Buds 2 saranno connessi allo smartphone ma permettono di interagire con la voce anche senza accedere al dispositivo mobile. Tanto che garantiranno un range operativo paragonabile a un campo da calcio (da football americano nella metafora scelta da Google) e assicurano un’elevata esperienza audio, senza rinunciare all’autonomia. La loro durata è di 5 ore di uso continuo e di 24 ore se ricaricate wireless con la custodia. Le Pixel Buds 2 sommano in sé design compatto, esperienza sonora di qualità e sistema di cancellazione del rumore che si adatta all’ambiente e al volume della voce. Saranno disponibile a primavera 2020 a 179 dollari.

L’etica di Google

La sicurezza dell’utente è tra gli obiettivi di Google. È un elemento cardine del sistema operativo: “ogni funzione è stata scritta tenendo in mente la privacy dell’utente”. Questo aspetto va di pari passo con la responsabilità sociale di Google che ha deciso di investire 150 milioni di dollari in forme e soluzioni rinnovabili di energia. Significa finanziare idee, costruire partnership e realizzare prodotti che siano funzionali a raggiungere questo obiettivo. La sostenibilità e la sicurezza fanno rima con utile per Google, che vuol dire attivare linee produttive nate dalla progettazione industriale dei prodotti che sia etica e sostenibile. Il design serve a risolvere problemi alle persone e per Big G questa filosofia è al centro della ricerca e dello sviluppo dei prodotti siano essi hardware o software.

“Bisogna conferire un senso più alto la tecnologia”, che ha la funzione di migliorare il mondo anche raggiungendo nuovi livelli di sostenibilità ambientale. Così un approccio circolare all’utilizzo dei materiali con cui sono realizzati i prodotti. Tutti quelli di Google proposti nel 2019 sono completamente riciclabili e usano plastiche derivanti dal riutilizzo, a iniziare dagli smart speaker di Assistant, senza abdicare alla qualità. Un altro esempio di sostenibilità è rappresentata dal fornire soluzioni che aiutano a ottenere un’efficienza superiore, come nel caso della gamma Nest. Oppure un altro esempio di sostenibilità è rappresentato da Stadia, che non obbliga ad aggiornare l’hardware o ad acquistare supporti fisici ogni anno per giocare perché tutto avviene in cloud e in streaming, riducendo al massimo gli sprechi nel gaming.

Il Pixelbook

Google rinnova Pixelbook ripartendo dalle effettive necessità dell’utente: più compatto ma dall’elevata autonomia. Ecco il Pixelbook Go, più leggero e sottile ma senza rinunciare di all’ampia tastiera ergonomica, alla batteria di lunga durata (una giornata di lavoro) e a finiture di pregio. È affidato a Chrome OS a garanzia di velocità ed efficienza. Il prezzo è di 649 dollari e la prima versione a essere disponibile sarà quella nera, poi arriverà anche la variante rosa.

Google Nest

Nella visione di Google il Nest è un sistema di computing per la smart home. Deve essere affidabile e raggiungere obiettivi concreti di efficienza energetica in casa, ossia lo spazio personale più privato. Se queste sono le ipotesi di Big G, l’esecuzione lascia a bocca aperta: il Nest è stato ripensato per essere ancora più sicuro e per supportare un maggior numero di scenari e prodotti. Oltre a guadagnare in semplicità di utilizzo, così da ampliare le possibilità di utilizzo anche sul fronte multimediale. Nest entra in simbiosi con la Chromecast, i Google Home e gli smartphone per lo streaming multimediale. Che, per esempio, ora può essere trasferito con i comandi vocali tra i vari dispositivi connessi. Nest si evolve e nasce Nest Mini: nuovi colori, nuovo design più compatto e plastica 100% riciclata. Nest Mini è la nuova edizione di Home Mini, con miglioramenti sul fronte audio e di ricezione del microfono per adattarsi ad ambienti rumorosi.

Nest Mini si affida a una piattaforma cloud con prestazioni da 1 TeraOps, vale a dire ottenere una interazione ancora più rapida e reattiva. Inoltre, Nest Mini permette di effettuare le chiamate all’interno della piattaforma di Google ovunque nel mondo. Questo è il primo mattone della nuova smart home di Big G. Il secondo è Nest Aware, la soluzione di videosorveglianza per la casa che ora è fornita come add-on di Nest sulla base di abbonamenti mensili a partire da 6 dollari. Nest Mini e Nest Hub sono così ampliati con le videocamere e dialogano in tempo reale con lo smartphone, oltre a fornire notifiche su problemi potenziali e di attivare immediatamente le chiamate ai numeri di emergenza. Il tutto è gestibile con i comandi vocali grazie ad Assistant. Ogni attività si affida alla rete Wi-Fi domestica: per Google è necessario un router che rispetti le aspettative prestazionali dei consumatori. Nascono così i modelli Nest Wi-Fi, la nuova serie di access point che ha velocità e area di copertura nettamente superiori rispetto a Google Wi-Fi. Nest Wi-Fi è semplice da usare (si configura dalla password in pochi passaggi), integra lo speaker per utilizzare Assistant ed è il fondamento della smart home in salsa Google.

Pixel 4

Pixel 4 è uno smartphone “completamente ridisegnato” rispetto al passato per portare il mobile computing verso un nuovo livello di perfezionamento. Le novità sono diffuse in ogni aspetto del dispositivo. Tanto per iniziare dall’interfaccia, che si affida a un radar per permettere di attivare il Motion Sense e per perfezionare il sistema di sblocco con il volto, ancora più veloce (e sicuro). Le gesture con le mani permettono di eseguire una serie di azioni: silenziare le chiamate, interagire con i menu e così via. Pixel 4 propone un modo di interagire con lo smartphone basato sul corpo, con gesti e azioni naturali, non solo swipe.

Il Motion Sense si può disattivare all’occorrenza. Parlando di interazione naturale, l’Assistant vanta ora una integrazione più profonda nel sistema operativo e supera il concetto del comando vocale per arrivare a un vero e proprio surrogato del touchscreen. Ogni azione, ogni app, ogni funzione è ora gestibile ricorrendo alla voce. Senza rinunciare alla sicurezza: tutti i comandi vocali raccolti possono essere cancellati in qualsiasi momento. Sempre in termini di voce, c’è un nuovo registratore vocale: consente non solo di registrare gli appunti vocali ma anche di tradurli in testo, pronto all’uso. E le note, siano esse vocali o testuali, sono navigabili nelle loro singole parti.

Pixel 4 vanta un display di nuova generazione: ha refresh rate di 90 Hz e una calibrazione dei colori accurata e realistica, tale da restituire una esperienza visiva di alta qualità. È affidato ad Android 10 e comprende tre mesi di abbonamento a Google One con 100 GB di spazio in cloud. Arriva in nero, white e arancione a partire da 799 euro dal 24 ottobre.

La fotografia made by Google

E l’imaging? Google arriva da tre generazioni di Pixel che hanno stabilito gli standard della fotografia su smartphone. Con il 4 “alziamo ulteriormente la barra”. Google ha portato a un nuovo livello il concetto di computational photography per enfatizzare le immagini scattate utilizzando algoritmi e funzioni di intelligenza artificiale che equalizzano e ottimizzano colori, contrasto, luce e grana delle immagini. Il software gioca un ruolo fondamentale nel trattare le foto per raggiungere risultati eclatanti: combinando tra loro nove scatti si riduce il rumore fotografico e si ottengono foto più definite anche nelle aree più scure. Gli obiettivi comprendono lo zoom ottico 2x perché “per noi l’elemento cruciale è rappresentato dal telephoto, non dal wide angle”. Il machine learning aiuta l’obiettivo a rappresentare l’immagine in Hdr+ in tempo reale come se fosse un viewfinder, al fine di aiutare il fotografo a visualizzare come sarà lo scatto effettivo.

Dallo schermo è possibile inoltre di regolare in post produzione alcuni elementi artistici, tra cui la luminosità e il colore; mentre la rinnovata regolazione del bianco permette di ottenere foto più realistiche e di evitare le dominanti di colore durante lo scatto. La funzione di ritratto è stata migliorata con l’uso combiato delle due fotocamere posteriori, così da ottenere un perimetro preciso soprattutto con soggetti più impegnativi, come i cani o i capelli delle persone.

Non manca nemmeno la modalità notturna che non si affida a “semplificazioni e false immagini” ma sull’informatica e la fisica, combinando tra loro più scatti e sfruttando il semantic segmentation al fine di separare i livelli dell’immagine (anteriore e posteriore, in primo piano e quelli successivi) al fine di trattare ciascun segmento nel modo migliore per esposizione, colore e resa e ottenere l’immagine migliore. L’obiettivo è la luna: nella presentazione Google ha mostrato immagini fatte alla luce del nostro satellite, mantenendo la luna in perfetto allineamento senza penalizzarla. L’astrofotografia è un chiaro target di Google e con i prossimi aggiornamenti del sistema operativo sono previsti non pochi miglioramenti in questo ambito.

Prezzi e disponibilità

In dettaglio disponibilità e prezzi dei prodotti presentati oggi: 

Pixel 4

·       Pre-order dal 15 ottobre (su Google Store a partire dalle ore 17 CEST)

·       Acquistabile dal 21 ottobre su Google Store (distribuzione a partire dal 24 ottobre)

Pixel 4 (Fullscreen 5.7”)

·       64 GB: € 759

·       128 GB: € 859

Pixel 4 XL (Fullscreen 6.3”)

·       64 GB: € 899 

·       128 GB: € 999

Google Nest Mini

·       Pre-order: dal 15 ottobre su Google Store 

·       Acquistabile dal 22 ottobre su Google Store e presso i punti vendita Unieuro e Mediaworld 

Il Pixel 4 descritto da Google

Con una fotocamera in grado di catturare dettagli che altre non riescono a cogliere, un display adattivo da 90 Hz incredibilmente vivido e fluido, un nuovo tipo di sensore di movimento e – in arrivo in Italia nel 2020 – un’esperienza rinnovata con l’Assistente Google, Pixel 4 racchiude tantissime nuove tecnologie in un design rinnovato e accattivante. E, cosa più importante, include l’ultima versione di Android e tutte le caratteristiche distintive del software di Google, che continua a migliorare ad ogni aggiornamento.


Foto incredibili con Pixel 4 

Pixel 4 presenta l’aggiornamento più rilevante di sempre della fotocamera di Pixel, che include miglioramenti all’HDR+, nuove funzionalità per la modalità Foto notturna e il nostro primo sistema a doppia fotocamera. Con il secondo obiettivo e con lo zoom ad alta definizione, offre una qualità d’immagine eccezionale, anche a distanza.

La modalità Foto notturna vi aiuta già a scattare bellissime foto in situazioni di oscurità. Quest’anno, però, puntiamo alle stelle. Potrete usare la modalità Foto notturna per scattare foto del cielo stellato e persino della Via Lattea, se la notte è limpida. Anche Pixel 3 e 3a otterranno una versione light di questa funzionalità con l’ultimo aggiornamento dell’app della fotocamera.

Con Pixel è stato possibile scattare foto High Dynamic Range (HDR) con l’introduzione dell’HDR+ sempre attivo nel modello precedente. Pixel 4 offre ora la flessibilità necessaria per regolare con precisione la luminosità e la quantità di HDR su richiesta, aiutandoti a bilanciare scatti difficili come i ritratti di famiglia al tramonto. Oggi introduciamo anche HDR+ in tempo reale nell’inquadratura per mostrarvi esattamente come sarà la vostra foto, anche quando usate i nuovi comandi in condizioni di illuminazione difficili.

Un telefono che percepisce cosa fare per voi

Pixel 4 dispone di Motion Sense, che utilizza un sensore radar in miniatura per aiutare il telefono a capire cosa sta succedendo intorno ad esso. Ad esempio, può sbloccare il dispositivo quando vi avvicinate al telefono e può spegnere lo schermo quando non siete nelle vicinanze. Motion Sense attiva anche i Gesti rapidi, che vi aiutano a gestire il telefono senza necessariamente toccarlo. Potete controllare la musica con un semplice gesto di scorrimento, indipendentemente dal fatto che stiate cucinando o correndo sul tapis roulant, mentre il display è spento o anche quando siete su un’altra applicazione. Basta muovere la mano sul telefono per posticipare la sveglia o silenziare la suoneria.

Sono solo alcune delle prime cose che Pixel riesce a fare grazie alla funzionalità Motion Sense. Stiamo lavorando anche ad altre funzioni, che saranno distribuite con i futuri aggiornamenti del software.

Un nuovo Assistente Google, in arrivo in Italia nel 2020

Grazie a una più profonda integrazione in Pixel 4, l’Assistente Google vi permetterà presto di svolgere più attività ancora più velocemente. Il potente hardware di Pixel 4 e i grandi passi avanti nell’elaborazione della voce fanno sì che sul vostro telefono possano accadere più cose in maniera istantanea senza dover inviare la richiesta al cloud. 

Con una semplice domanda sarete in grado di aprire rapidamente le applicazioni, fare ricerche sul telefono, condividere quanto c’è sullo schermo e molto altro ancora. L’Assistente prenderà in considerazione anche il contesto delle vostre query per rispondervi in maniera più pertinente. Potrete, così, chiedere all’Assistente Google “mostra le mie foto di New York” e proseguire con “quelle di Central Park”, per poi condividerle dicendo semplicemente “mandale alla mamma”.

Nuove applicazioni integrate

La nuova applicazione Registratore di Pixel porta la potenza della ricerca e dell’Intelligenza Artificiale alla registrazione audio. Per ora disponibile solo in lingua inglese, rende possibile registrare riunioni, lezioni e tutto ciò che si desidera salvare e riascoltare in seguito, per poi rendere possibile la trascrizione. Tutte le funzionalità di Registratore si trovano sul dispositivo, in modo che l’audio non lasci mai il telefono. Partiamo con la lingua inglese per la trascrizione e la ricerca, ma presto renderemo disponibili anche altre lingue.

Progettato per offrirti prestazioni e sicurezza

Con 6 GB di RAM e Pixel Neural Core, Pixel 4 è veloce e potente. Pixel Neural Core è l’elemento chiave per l’elaborazione su dispositivo, le funzionalità always-on e il machine learning, il che significa che sul dispositivo vengono svolte più attività in termini di prestazioni e privacy. Pixel 4 include anche il chip di sicurezza personalizzato Titan M di Google per proteggere i vostri dati più sensibili e garantire l’integrità del sistema operativo. Insieme all’ultima versione di Android 10, tre anni di aggiornamenti software e di sicurezza e l’accesso ai servizi di sicurezza avanzati di Google, Pixel 4 è stato progettato per mantenere i vostri dati al sicuro.

Prezzi e disponibilità

Pixel 4 e Pixel 4 XL saranno disponibili anche in Italia a partire dal 24 ottobre, nei colori bianco, nero e – in edizione limitata per Pixel 4 – nella nuova colorazione arancione. Potrete prenotarli a partire da oggi e acquistarli dal 21 ottobre su Google Store a partire da Euro 759 per Pixel 4 e da Euro 899 per Pixel 4 XL.