Google Paper Phone: ecco lo smartphone di carta per la digital detox
Beko

Nella vita iperconnessa, dove lo smartphone più che un’estensione della nostra mano assomiglia sempre di più a un’estensione della nostra personalità, cominciano a farsi largo con insistenza crescente soluzioni cosiddette di “digital detox“, anche da parte di grandi aziende come Google.

Lasciare lo smartphone in un’altra stanza quando si va a dormire, ammucchiarli tutti in una pila distante dal tavolo quando si è a cena con amici. Ma anche ridurne il consumo giornaliero, cercare di evitare di sbirciare lo schermo ogni due minuti. Sono piccoli accorgimenti che sempre più spesso le persone sentono il bisogno di adottare per cercare di spezzare quel giogo che l’ansia da notifica ha posto più o meno sulla testa di tutti.

Google lancia Paper Phone

Con questo obiettivo, Google ha lanciato Paper Phone, uno smartphone che non scatta selfie e nemmeno fa chiamate o manda messaggi. Parte di un nuovo e nutrito pacchetto di esperimenti volti al benessere digitale, Paper Phone rende palpabile l’intenzione dell’azienda di offrire soluzioni concrete di digital detox agli utenti.

Paper Phone aiuta a staccarsi per qualche ora, magari per un giorno intero, dal proprio smartphone, e rimette in prospettiva quel concetto che lo ritiene essenziale e centrale nella vita quotidiana.

Tramite un’app è infatti possibile selezionare dati che riteniamo importanti per la giornata che si dovrà affrontare – contatti, mappe, promemoria – e quindi stampare un opuscolo che contiene tutte le informazioni essenziali per quel giorno.

C’è anche la possibilità di stampare una mappa della zona da visitare, o un frasario che vuole sopperire alla mancanza di Google Translate.

La strategia

E non è un caso che Paper Phone faccia la sua comparsa proprio nella stessa settimana in cui Google ha lanciato i suoi nuovi Pixel 4, che integrano una tecnologia che permette all’utente di controllare lo smartphone con i movimenti della mano.

Il Paper Phone è uno degli esperimenti open-source di Google, tra i quali rientrano anche un wallpaper che tiene il conto di quante volte una persona sblocca il suo smartphone durante il giorno e un programma chiamato “isola deserta” che consente l’accesso unicamente alle app più essenziali per 24 ore.

Tutti esperimenti che l’azienda spera “ispireranno gli sviluppatori e i designer a tenere bene a mente il benessere digitale nel momento in cui costruiscono tecnologia“, come ha sottolineato Emma Turpin, a capo del Google Creative Lab team.

Qualche piccola incoerenza però dobbiamo sottolinearla: ovviamente, per stampare il nostro Paper Phone, dovremo scaricare e usare un’app dedicata, quindi la necessità di avere uno smartphone a portata di mano è indubbia.

Inoltre, l’idea di dover quotidianamente stampare nuove informazioni mal si sposa si tentativi di sensibilizzazione e di diffusione di circoli virtuosi eco-friendly che si stanno cercando di promuovere a livello globale.