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L’annuncio ufficiale sul blog di Google conferma che Fitbit ora è parte dell’universo di Big G. E l’azienda di Mountain View ha accolto con entusiasmo il via libera dell’Antitrust statunitense all’acquisizione di uno dei brand pioneristici nell’industria dei wearable e del fitness. Basti pensare che Fitbit può contare su una community di quasi 29 milioni di utenti attivi che sfruttano al massimo le doti di questi dispositivi per migliorare il benessere quotidiano.

Il completamento dell’acquisizione porta in Google un paniere di brevetti e tecnologie uniche nel suo genere. I wearable di Fitbit sono all’avanguardia nel segmento del fitness e sono equipaggiati con sensori così sofisticati che possono portare numerose declinazioni interessanti se combinate con il know-ho e le piattaforme di Google.

L’obiettivo è studiare il concetto di salute rendendolo un campo d’analisi dei big data: significherebbe incrementare il livello di studi e conoscenze in modo portentoso. Con in più un’estrema precisione di raccolta, perché i dati fanno riferimento a singole persone e con una moltitudine di casi rappresentativo dell’intera popolazione mondiale.

Tutto ciò, promette Google, senza interferire nella privacy delle persone. “Siamo impegnati a proteggere la vostra salute senza farvi perdere il controllo dei vostri dati”, si legge sul blog ufficiale di Google.

Infatti l’acquisizione è sempre stata centrata sui dispositivi, non sui dati, che saranno protetti in modo opportuno. Anzi di più, Big G ci tiene a precisare che nessuna delle informazioni raccolte attraverso i wearable di Fitbit sarà usato per scopi pubblicitari o andrà a incrementare il volume di informazioni aggregato e processato per l’advertising.

I fronti su cui sarà migliorato il comportamento di Fitbit riguardano l’integrazione con Android, la semplicità di sincronizzazione con i dati personali e l’estensione delle funzioni che saranno rese possibili dalle sinergie tra Fitbit e Google a livello hardware e software.