I nomignoli ispirati a dolci e dessert scelti da Google per identificare le varie release di Android erano divertenti, sì ma finché il sistema operativo doveva massificarsi e l’operazione “simpatia” derivata dal nickname poteva aiutare in questo senso. Ormai il sistema operativo di Big G non ha più bisogno di queste scorciatoie per piacere, eliminando il problema di trovare ogni volta un dolce a cui dedicare la più recente edizione. E così (finalmente, era ora) Android Q sarà solamente Android 10. Una semplificazione che aiuta inoltre a comprendere bene di quale versione si stia parlando.

Dopo Android 10 (Q) ci sarà l’11, il 12 e così via. Il decennale del sistema operativo si compie in una semplificazione totale del naming ma anche dei loghi e degli elementi stilistici che contraddistinguono il software di Google. A dire che il restyling è davvero profondo: un approccio “più moderno” dice Aude Gandon, Global Brand Director di Android. Non sparirà il robot verde (“lo rende più umano, divertente e intuitivo) tuttavia cambia il logo. Di seguito a confronto il vecchio e il nuovo logo:

Android 10

Abbandonata la lettera, Q in questo caso, Google riprende dai numeri e la release che vedrà la luce a ottobre sarà intitolata Android 10. “Stiamo avendo a che fare con scetticismo. Abbiamo nomi che suonano bene ma, ogni volta che ne scegliamo uno significa lasciare una parte del mondo fuori”, spiega Sameer Samat, VP del product management di Android. Questo succede perché i Paesi a lingua anglofona colgono le sfumature dei nomi di dolci scelte da Big G; gli altri Paesi (Italia inclusa) non ne colgono affatto la giocosità. Senza contare che alcuni di questi identificativi sono anche complicati da pronunciare o da comprendere se non si ha dimestichezza con l’inglese.

Semplificazione

Il processo adottato da Google si affida alla semplificazione dei nomi, dei loghi e degli elementi cromatici ed estetici. Ciò si riflette in soluzioni che Android 10 presenterà al fine di risultare più leggibile sui display più compatti. “Abbiamo fatto test approfonditi, soprattutto sui touchscreen più piccoli. L’attuale scelta di caratteri spesso è davvero sfidante da leggere”, spiega Gandon. Sparirà il verde dominante, sostituito dal nero e dai contrasti con il bianco. Questo assicurerà una leggibilità superiore in ogni contesto.

Il verde rimarrà in alcuni loghi ma con una tonalità differente, priva della componente gialla al fine di renderlo più “pulito” una volta visualizzato sui display degli smartphone. L’approccio complessivo sarà nero, sfumature di grigio e bianco. Un altro colore che sarà molto presente è il blu. La nuova scala cromatica di Android e delle app sarà questa: