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Gli smartwatch potrebbero identificare se una persona ha contratto l’infezione da Covid-19. Finora utilizzati per condurre una vita più sana e monitorare performance sportive, gli smartwatch registrano regolarmente i cambiamenti nel battito cardiaco e nella frequenza respiratoria.

Con un’attività in simbiosi con quella quotidiana, i dati raccolti dagli smartwatch potrebbero essere impiegati per identificare l’infezione da Coronavirus prima della comparsa dei sintomi più comuni come tosse, febbre, perdita dell’olfatto. Questa è la speranza dei ricercatori che, se confermata, potrebbe significare la possibilità di esortare la persona a rimanere a casa e diminuire quindi le possibilità di contagio.

Ricercatori di Stanford e altri stanno infatti studiando se i device di Fitbit o gli Apple Watch possono fornire un preallarme. Uno studio ha già coinvolto 5000 persone e i dati degli smartwatch di 31 persone che sono risultate positivi al Covid.

L’80% di queste ha mostrato di avere informazioni sul proprio device che indicavano la presenza dell’infezione prima della comparsa dei sintomi. Nello specifico, gli smartwatch avevano individuato i segnali dell’infezione in un arco temporale di circa 3 giorni. Addirittura, in un caso uno smartwatch è riuscito a individuare i primi segnali di una potenziale infezione da Covid, 9 giorni prima della comparsa dei sintomi.  

Fitbit sta portando avanti una propria ricerca circa l’affidabilità degli smartwatch nell’individuare la presenza di Covid-19: uno studio che coinvolge 100000 persone tra Canada e Stati Uniti, di cui 900 cui è stato diagnosticato il Coronavirus.

Sotto la lente di ingrandimento anche gli atleti che usano fitness tracker personalizzati per controllare le loro performance e i segnali che questi possono anticipare circa l’insorgenza del Coronavirus.