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Il mercato degli smart glass decollerà entro il 2030 con un giro d’affari di circa 2,3 miliardi di dollari. A fare questa previsione è l’istituto GlobalData all’interno della sua più recente ricerca tematica intitolata proprio “Smart Glasses“.

Nel prossimo decennio il segmento è destinato a crescere con un ritmo annuale superiore al 18%. Il dato da cui parte GlobalData si riferisce al 2019, anno nel quale gli occhiali smart hanno generato un fatturato complessivo di 374 milioni di dollari. L’espansione del mercato sarà dovuta principalmente all’utilizzo di questi dispositivi all’intero delle aziende, a iniziare ad quelle di grandi dimensioni per poi colonizzare anche quelle di medie e piccole. In particolare gli smart occhiali porteranno vantaggi nella manifattura e nei processi produttivi ingegneristici e artigianali.

L’impatto sul fatturato del mondo consumer sarà più marginale. Per GlobalData l’incidenza dell’ambito aziendale si manterrà stabile intorno all’80% del fatturato complessivo annuo. A penalizzare l’adozione tra gli utenti finali saranno i costi elevati e la qualità e quantità delle funzioni disponibili. In ambito professionale l’utilizzo degli smart glass potrà contare su strumenti specifici che innalzeranno la produttività e l’efficienza lavorativa.

Secco il commento di Rupantar Guha, che ha curato la ricerca per GlobalData: “La percezione pubblica degli smart glass sta lentamente e faticosamente migliorando dopo il clamoroso fallimento dei Google Glass nel 2014. Tuttavia il recente debutto degli Amazon Echo Frames e dell’acquisizione di North da parte di Google gettano nuova luce sulle potenzialità di questo prodotto anche dal punto di vista consumer. Senza dimenticare che Apple e Facebook stanno programmando il loro debutto nel comparto di mercato. Queste condizioni di mercato profondono ottimismo per un rilancio nella diffusione B2C degli occhiali smart per i prossimi due anni”.

Tuttavia Guha è meno ottimista di quanto sembri: “Seppure la competizione si sta intensificando, la predisposizione degli utenti è ancora limitata. Questo perché i consumatori sono ancora restii a comprendere i reali vantaggi degli occhiali smart rispetto a ciò che possono ottenere dagli smartphone già in loro possesso. A questo si somma la percezione di una invasione della privacy quando si indossano gli smart glass. Dunque, nel 2020 le aspettative sono di un calo della domanda consumer per questo genere di prodotti, anche a causa della contrazione nel consumo generata dalla pandemia”.

Viceversa, Guha è convinto che gli smart glass hanno un orizzonte promettente in ambito lavorativo e professionale “grazie ai potenti strumenti che possono essere ideati sulla base di questi device. Proprio durante il Covid-19 molte aziende hanno iniziato a usare gli occhiali smart per calcolare la temperatura corporea delle persone e per aiutare in remoto gli addetti nelle strutture sanitarie. A bloccarne la diffusione in massa sono i costi ancora alti e una tecnologia immatura e perfettibile. Bisognerà attenere ancora circa tre anni affinché gli occhiali smart diventino un corredo di base in ambito professionale”.