Gli Incredibili 2: un super film dall’elevato peso specifico sociale

Di solito i sequel dei film di successo non riescono a replicare l’impatto del primo capitolo. Non è questo il caso di Gli Incredibili 2. Il nuovo capolavoro di Pixar, che ha anticipato di un anno la sua uscita (era prevista nel 2019, dopo Toy Story 4 ma poi Disney ha scelto l’avvicendamento per motivi di produzione), ha fatto centro.

Il film di animazione più lungo di tutti i tempi (118 minuti) scorre via liscio, divertendo, facendo pensare, piacendo subito. Mantiene sempre alto il ritmo, merito anche di una pregevole traduzione in italiano e di una costruzione scenografica spettacolare, meravigliosa, in alcuni passaggi da lasciare a bocca aperta. Ed è ricchissimo di citazioni, tutte da gustare.

Gli Incredibili 2 è una pellicola di qualità cristallina. Per gli argomenti trattati, per la leggerezza con cui si affrontano dinamiche sociali e famigliari tutt’altro che banali. La donna che diventa protagonista, l’uomo casalingo, l’attenzione non sul singolo ma sul team, la necessità di accettare che i bambini crescano e, dunque, non possono rimanere per sempre sotto una campana di vetro; il rapporto con il mondo esterno ristretto e allargato.

Bao

Come di consuetudine, prima del film principale, Disney lascia spazio a uno dei short prodotti in casa Pixar. Il titolo è Bao e sono minuti di pura dolcezza. La storia narra di una mamma che fatica ad accettare la crescita del proprio figlio. Un tema che si accompagna perfettamente alla dinamica che da lì a pochi minuti si scatena con i super-personaggi.

La storia riprende esattamente da dove avevamo lasciato la “normale famiglia di supereroi” nel 2004. Un piccolo ripasso: gli eroi sono ancora fuori legge nonostante abbiano difeso gli umani e la città, scena finale del primo capitolo, è divelta sia dal Minatore sia dall’intervento degli eroi mascherati. Una sorta di uomo-talpa a bordo di un marchingegno capace si pone l’obiettivo di scavare nel sottosuolo e di abbattere qualsiasi cosa trovi sulla sua strada.

Si riparte da qui, dalla difesa di Metroville e dalla necessità di scappare per non farsi catturare dalla polizia, perché i super hanno praticamente disintegrato i palazzi nel loro operato. Puntualmente accade che vengano catturati, in quanto Gli Incredibili sono fuorilegge. Senza andare troppo oltre, il viatico per un possibile riscatto sociale è offerto dall’immancabile società privata hi-tech padrona sia dei capitali sia della credibilità necessaria per sviluppare un progetto di legge che coinvolga i massimi esponenti politici mondiali e riporti alla piena libertà i “super”. La Devtech, questo il nome dell’azienda, è in mano a due fratelli alter ego l’uno dell’altro: lui (Winston) è un idealista quasi utopista che ritiene necessario cambiare “prospettiva” ai Super così che si evidenzi la loro capacità di proteggere e non già quella di distruggere; lei (Evelyn) è distopica, disincantata, perfida e geniale.

Per mettere ancora più scompiglio nella trama, il ruolo di paladino per riportare nell’alveo della legalità i Super è assegnato a una donna: Helen, alias Elastigirl, moglie di Robert Parr, Mr. Incredibile. Lei diventa protagonista mediatica di questo progetto in capo alla Devtech; la sua ascesa si contrappone alla carriera da perfetto massaio di Bob. Bellissima e articolata l’idea di invertire la parti distruggendo lo stereotipo, non a caso ha richiesto ben 15 anni di scrittura e riscritture di copione (come spiegato dall’autore e regista Brad Bird), dando vita a una nevrosi che rispecchia perfettamente la situazione attuale.

Poligono

Il bello de Gli Incredibili 2 è che i dissidi sono realistici e si svolgono su schemi esogeni ed endogeni. Ossia non interessano solo il triangolo moglie, marito e figli (questi ultimi crescono inesorabilmente e danno origine a criticità tipiche della loro età), ma espandono questo perimetro verso un poligono polimorfo. Ci sono le dinamiche con gli antagonisti dei super, che obbligano i bambini stessi a sfoderare le loro abilità, e poi la famiglia si allarga per ospitare gli amici e gli altri super che nel frattempo timidamente fanno capolino nel mondo mano a mano che Elastigirl li affranca dall’illegalità. E poi ci sono gli amici, quelli storici e quelli nuovi, che entrano nella dialettica famigliare e danno vita a nuovi angoli e lati di questo poligono in continua evoluzione. E così via, fino a diventare un cerchio (qui si cela un indizio per chi andrà a vederlo).

A tutto ciò si sommano alcune analisi sociali, in primis la pericolosità di affidarsi a schermi e display come principale strumento di dialogo e interazione. E su questo tema si innesta l’antagonista principale a cui dovranno fare fronte Gli Incredibili 2.

Perché andare a vederlo

Il film è dedicato ai bambini ma offre tante tracce di letture anche per gli adulti. Le quasi due ore di narrazione si dipanano in linee narrative che danno vita ad altrettanti spunti di ragionamento. Il tutto con una qualità altissima di rappresentazione.

Gli Incredibili 2 non fa rimpiangere il primo capitolo, anzi merita di essere visto e di essere “pensato”. Portate i vostri bambini e cogliete l’occasione di investire due ore per apprezzare con quanta attenzione e tatto siano affrontati temi tutt’altro che banali. Non derubricate la storia a mera animazione, perché è di una attualità pressante, urgente.

In questa pagina del sito di Disney è possibile verificare orari e prezzi dei biglietti di Gli Incredibili 2

Si ringrazia Tinaba per l’invito all’anteprima.