Beko

L’adorata action figure di Goldrake senza più la fondamentale alabarda spaziale. La Barbie tanto amata, che però ha perso un braccio. E, ancora: il modellino di Batmobile a cui manca una ruota o il Millenium Falcon privo di qualche componente della navicella spaziale. Ma anche lo sportellino delle batterie scomparso del proprio Game Boy o pedine e accessori di giochi in scatola come Trivial Pursuit o L’Allegro Chirurgo. Siamo in tanti ad aver conservato in casa uno dei nostri giocattoli dell’infanzia preferiti, ma ora buono solo a metà. Ricordi resi inutilizzabili a causa di un qualche incidente domestico, per via delle perdite di pezzi a seguito di un trasloco o per colpa dell’improvvido utilizzo da parte di un fratello minore o cuginetto non troppo delicato. Ma oggi, per i classici dell’infanzia, può esserci una seconda – nuova – vita. Il tutto grazie al progetto Toy Rescue firmato dalla start up francese Dagoma.

Oggi, per i giocattoli dell’infanzia, può esserci una seconda – nuova – vita grazie a Toy Rescue.
Oggi, per i classici dell’infanzia, può esserci una seconda – nuova – vita grazie a Toy Rescue.

Dagoma: chi sono i salvatori dei giocattoli

Dagoma è una giovane realtà basata a Roubaix, nel Nord della Francia. Un’azienda nata nel 2014 su iniziativa di due ingegneri: Gauthier Vignon e Matthieu Régnier. Una start up diventata grande in poco tempo: non solo, infatti, si occupa della progettazione, fabbricazione e commercializzazione di stampanti 3D, con l’obiettivo di renderle accessibili a tutti (oltre 25.000 pezzi venduti finora), ma già oggi, con le sue 400 macchine operative, è la più grande fabbrica in Europa focalizzata su questa tecnologia. Il sogno portato avanti dai due fondatori di Dagoma, infatti, è stato fin da principio quello di democratizzare questa soluzione innovativa capace di offrire a ciascuno la possibilità di riparare, adattare, personalizzare, inventare e produrre. Partendo proprio dai giocattoli, grazie al lancio del progetto Toy Rescue.

Toy Rescue, o la seconda vita dei giocattoli

L’intero sistema Toy Rescue per la riparazione dei giocattoli preferiti si basa su un processo decisamente intuitivo.
L’intero sistema Toy Rescue si basa su un processo decisamente intuitivo.

Il progetto Toy Rescue si pone l’obiettivo di ridurre gli sprechi, salvando i propri ricordi d’infanzia dalla pattumiera. Attraverso la tecnologia 3D, infatti, è possibile creare le componenti perse o danneggiate, così da riparare i giocattoli o sostituirne accessori e pedine. L’intero sistema si basa su un processo decisamente intuitivo: una volta scaricato dal sito dell’iniziativa il file che corrisponde al pezzo ricercato, si provvede a dare istruzioni per la realizzazione dello stesso attraverso un comune software di stampa 3D. Et voilà: una volta pronta la componente del giocattolo necessaria, si può procedere alla riparazione, ridando nuova vita a quel che prima era diventato inutilizzabile.

Il catalogo dei primi pezzi disponibili

Tanti i giocattoli che già oggi possono essere rimessi a nuovo.
Tanti i giocattoli che già oggi possono essere rimessi a nuovo.

Sono tanti i giocattoli che già oggi possono essere rimessi a nuovo grazie all’aiuto di Toy Rescue. Si parte con i principali modellini: dai Gi Joe alle Tartarughe Ninja, passando per i supereroi Marvel e i personaggi di Star Wars, fino ad arrivare agli omini del Lego, alcuni tra i robot anni ’80 più celebri o i Playmobil. Non possono, poi, mancare le bambole più diffuse: Barbie su tutte, ma anche Big Jim e Bratz. Si continua con i giochi in scatola: dalle pedine di scacchi e dama ad accessori e componenti di Monopoli, Trivial Pursuit o Forza 4. A chiudere, infine, le macchinine Hot Wheels e i modelli dei veicoli più noti di cinema e tv: da Cars a Batman.

E per chi non ha una stampante 3D sottomano?

Toy Rescue è un vero e proprio network capace di andare in soccorso anche di tutti coloro i quali non possiedono una stampante 3D e vogliono riparare il loro giocattolo preferito.
Toy Rescue è un vero e proprio network capace di andare in soccorso anche di tutti coloro i quali non possiedono una stampante 3D.

Il progetto Toy Rescue è solo all’inizio, ma col passare del tempo il catalogo si arricchirà di nuovi giochi e parti da poter utilizzare per le proprie riparazione homemade. Tutte le componenti al momento non ancora disponibili, infatti, possono essere richieste alla community di sviluppatori riuniti dietro all’iniziativa. Perché Toy Rescue si configura come una piattaforma eco-friendly di creativi, allo stesso tempo flessibile e collaborativa. Un vero e proprio network capace di andare in soccorso anche di tutti coloro i quali non possiedono una stampante 3D. A ciascuno, infatti, è dato tutto il supporto necessario per poter riparare i propri giocattoli, salvandoli dalla discarica e contribuendo a ridurre sprechi e inquinamento.

Curioso di sapere di più su Toy Rescue? Guarda il video di presentazione del progetto

SBS