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Brusca frenata a luglio per le vendite in Gdo (Grande distribuzione organizzata). Un effetto rimbalzo generato da diverse cause, come evidenziato dalle analisi dei dati Nielsen sui canali Iper, Super, Liberi Servizi, Discount e Specialisti Drug. Nel periodo compreso tra lunedì 29 giugno e domenica 26 luglio, la crescita delle vendite della Gdo si è arrestata, evidenziando una flessione del 3,2% a parità di negozi rispetto allo stesso periodo del 2019.  La fase di “post lockdown” sta ridisegnando la mappa dei comportamenti d’acquisto e dei consumi. Un dato su tutti. L’e-commerce ha confermato la sua forza. Il trend delle vendite di prodotti di largo consumo online ha portato a casa un rialzo dell’84,4%.

Gdo, rallentamento omogeneo per aree geografiche

Cosa sta succedendo? Quali le cause? In che modo stanno cambiando le abitudini dei consumatori? Ma, soprattutto, che cosa ci si deve attendere per il futuro? Per rispondere a questi interrogativi bisogna prima allineare alcuni indicatori. Il brutto risveglio per le vendite in Gdo è determinato da diverse ragioni e differenziato su altrettante regioni italiane. Seppur ben spalmato sulle quattro le aree geografiche (dal -2,7% nel Nord-Ovest al -. 4,4% nel Centro Italia), il calo denuncia picchi negativi evidenti nelle zone turistiche: Sicilia (-7,4%), Sardegna (-7,2%), Liguria (-5,3%), Toscana (-5,2%) e Lazio (-4,4%). A emergere c’è un fattore: il calo drastico di turisti stranieri (non solo nelle città d’arte) pesa e alla grande. Tuttavia, non è questa l’unica o principale ragione.

Gli effetti dello smart working

Il perdurare dello smart working ha prodotto due effetti. Anzi tre. Il primo è il tracollo dei consumi fuori casa, con bar e ristoranti che nella pausa pranzo pagano dazio.  La seconda: “costringere” tra le mura domestiche i lavoratori induce a consumare in modo differente, oltre che a organizzare in maniera “nuova” anche con più tempo a disposizione) il pranzo e/o la cena. La terza: operando in smart working, molti lavoratori hanno lasciato i luoghi di residenza abituali. C’è chi, ad esempio, ha fatto ritorno alle abitazioni di origine (lo hanno ribattezzato, e sia detto senza alcuna nota dispregiativa, “south working”), oppure si è trasferito dalle grandi città ai luoghi di villeggiatura nelle seconde case. Ebbene, il combinato disposto di queste tre situazioni ha scardinato regole e meccanismi.

Tra crisi e risparmio

C’è poi il capitolo più pesante (e in prospettiva preoccupante) legato al contesto economico generale. Si naviga a vista. I valori del Pil sono per niente confortanti. Gli italiani lo hanno ben compreso. E dimostrano di essere anche un popolo di risparmiatori. E nelle fasi più delicate hanno sempre dato dimostrazione di questa attitudine. Lo hanno fatto in modo preventivo, talvolta. Per popolo di risparmiatori si intende anche la capacità (o la necessità) di fare di conto e di tirare la cinghia. 

Gdo, i canali che soffrono

L’adozione di strategie di risparmio coincide inoltre con l’attenzione riservata ai canali d’acquisto. La rilevazione di Nielsen lo certifica in qualche modo. Nel mese di luglio gli Specialisti Drug si sono confermati il format più dinamico della fase post-lockdown, registrando una crescita del 6,9%. Leggera sofferenza per i discount (-0,8%), mentre le cadute più sensibili sono di Liberi Servizi (-5,5%), Ipermercati (5,4%) e Supermercati (-2,8%). Insomma, le grandi superfici accusano il colpo, complice lo svuotamento delle grandi aree urbane limitrofe agli stessi poli commerciali. A questo si deve aggiungere, al contempo, una riscoperta dei negozi di prossimità, per approcciare acquisti mirati, graduali e ripetuti nel tempo.

L’esame finestra di agosto

Visto così lo scenario per la Gdo appare solo tetro e cupo. In realtà, secondo i rilevamenti di Nielsen, su base annua (nel periodo compreso tra il dal 30 dicembre 2019 e il 26 luglio 2020) le vendite a valore continuano a segnare un andamento positivo: cioè in aumento 2,3%. Di fieno in cascina ce n’è ancora. Ma è chiaro a tuti che dopo le avvisaglie di giugno (chiuso con segno più ma solo di pochi decimali) il “warning” di luglio genera qualche apprensione. Il corrente mese di agosto sarà un importante banco di prova. Se il trend negativo troverà conferma appare difficile per la Gdo chiudere un secondo semestre 2020 in linea con quello dello scorso anno.

Gdo, le nuove abitudini da intercettare

Al di là di quello che poi potrà realmente accadere (anche per in chiave pandemica autunnale) sono possibili alcune considerazioni. L’emergenza Covid-19 ha talmente stravolto il contesto operativo che ci vorranno mesi e mesi per trovare un nuovo assetto. Dunque, servono pazienza e nervi saldi. Le nuove abitudini dei consumatori non possono essere soltanto fronteggiate (per non dire subite), ma meritano di essere intercettate. I flussi di spesa e consumo si stanno spostando. La scoperta di nuovi canali (vedi l’e-commerce, piuttosto che li servizi di consegna a domicilio) e la riscoperta del territorio impongono un probabile riassetto della rete commerciale e distributiva. La frenata del carrello è sempre un indicatore importante. Ma siamo in una nuova dimensione. Tutto è cambiato. 

Noi, consumatori maturi e consapevoli

Il calo delle vendite di prodotti di largo consumo non sempre coincide principalmente (o esclusivamente) con la crisi economica e delle disponibilità di spesa, che non possono essere trascurate. Uno stravolgimento delle abitudini come quello che abbiamo toccato con mano e che stiamo vivendo porta con sé nuovi percorsi da affrontare. Gli italiani hanno riscoperto (gioco forza) l’importanza della propria abitazione (per non parlare dell’ambiente cucina, elettrodomestici inclusi). Hanno sviluppato nuove sensibilità, ad esempio, e conosciuto servizi per molti anni poco considerati. La potenza delle nuove tecnologie e le nuove forme di intrattenimento, ad esempio, appaiono un punto fermo. Ma sempre in funzione del servizio, o meglio del vantaggio, che erogano e propongono. Se è vero (e lo è) che siamo tutti consumatori più maturi e consapevoli, forse, e sull’onda del lockdown, sono emerse differenti aspettative e si stanno affermando nuovi interessi.