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Forbes, il noto periodico economico statunitense, ha stilato la classifica 2020 dei 100 top brand mondiali. Nella classifica dei più famosi, lassù in cima, poco è cambiato. I primi cinque sono sempre loro, i colossi delle tecnologie: Apple, Google, Microsoft, Amazon e Facebook. Ma se la società di Mark Zuckenberg ha visto flettere il proprio appeal, o meglio il valore, ci sono state ascese e cadute, oltre a qualche new entry come nel caso di Nintendo.

Le sofferenze per i brand dell’automotive

Considerano i dati finanziari dell’anno fiscale precedente, a scalare le posizioni sono stati alcuni brand. Buone performance per Visa, giunta 18° posto dal 25°, per Adidas che ottiene dieci posizioni in più e raggiunge il 51° posto e per Netflix passata dal 38° al 26° posto. Nel mondo del lusso, invece, Chanel scala ben 27 posizioni e arriva al 52° posto, mentre e Cartier dal 64° scalino va al 56°. Nel settore auto alcune cadute pesanti. Mercedes perde sei posizioni (ora è diciassettesima), in ribasso anche Bmw (27° posto), mentre Nissan resiste sul gradino numero 81 della classifica di Forbes.

Forbes, le new entry della classifica

Come accennato ci sono però anche alcune interessanti new entry. Ogni riferimento è puramente voluto a Nintendo, Hennessy, Burger King e Axa. A lasciargli spazio e strada sono state storiche realtà che rispondono al nome di Philips, Hewlett Packard Enterprise e Kellogg che sono uscite dalla graduatoria. Così come non. Si può fare a meno di evidenziare le pesanti flessioni accusate da alcune legacy tech del calibro di GE, HP Inc. e IBM. Il loro valore secondo il ranking di Forbes è calato mediamente (prendendo in esame i dati di queste tre aziende) del 10%.

Il futuro dopo la pandemia

Ma al di là di questa fotografia, l’attenzione degli analisti è già riposta al futuro. Vale a dire alla classifica che verrà il prossimo anno. Del resto, l’elenco dei 100 top brand rischia di essere completamente stravolto, poiché le conseguenze della crisi da Covid-19 e della recessione economica continuano a colpire sia le società più grandi che le più piccole del mondo. Sia chiaro. La pandemia ha fatto diventare ricche molte aziende. In tal senso, i lockdown hanno indubbiamente generato vantaggi per brand come Amazon, Netflix e PayPal, avendo determinato il boom dell’e-commerce in tutto il mondo, e anche nei settori che apparivano più “resistenti”. Gli specialisti del settore, al pari di chi gestisce servizi finanziari, hanno staccato dividendi significativi. Si ripartirà da alcuni dati. Il valore totale dei primi 100 marchi, secondo Forbes, ammonta a 2,54 trilioni di dollari. Sono più di cinquanta le aziende con sede negli Stati. Per trovare una rappresentanza di paese apprezzabile, si deve poi guardare alla Germania con dieci brand, alla Francia con nove, al Giappone con sei e alla Svizzera con cinque.