iGizmo.it Il web magazine di consumer eletronics, mobile, lifestyle e costume 2019-05-24T16:24:34Z https://igizmo.it/feed/atom/ WordPress https://igizmo.it/wp-content/uploads/2019/05/cropped-icone-social-tondo-igizmo-32x32.png Sara.G <![CDATA[IGTV: arriva la possibilità di creare e vedere video in landscape]]> https://igizmo.it/?p=30874 2019-05-24T16:24:34Z 2019-05-24T13:58:36Z Instagram ha annunciato una nuova feature per IGTV: la possibilità di creare e vedere video anche in formato orizzontale oltre che verticale. Con un post che potete leggere integralmente qui, il social di proprietà di Mark Zuckerberg ha reso noto che questo nuovo sviluppo è conseguente a feedback ricevuti da creator e utenti, interessati a poter creare e usufruire […]

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Instagram ha annunciato una nuova feature per IGTV: la possibilità di creare e vedere video anche in formato orizzontale oltre che verticale.

Con un post che potete leggere integralmente qui, il social di proprietà di Mark Zuckerberg ha reso noto che questo nuovo sviluppo è conseguente a feedback ricevuti da creator e utenti, interessati a poter creare e usufruire dei contenuti anche in modalità landscape.

Nella nota si legge come Instagram sia un social molto attento alle necessità dei creator, con la mission di convogliare al suo interno contenuti di qualità sempre maggiore. Per questo, non conta come gli utenti sviluppino i propri progetti, conta solo che essi siano liberi di esprimersi al massimo delle loro potenzialità.

La possibilità di creare contenuti landscape andrà a rispondere anche alle esigenze di artisti e sportivi, che hanno spesso bisogno di più spazio per esprimersi al meglio. Per gli utenti, questo significa usufruire di contenuti in una modalità più naturale.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Nuovo locker di Amazon al Papeete Beach di Milano Marittima]]> https://igizmo.it/?p=30871 2019-05-24T08:31:49Z 2019-05-24T08:31:48Z Amazon annuncia oggi che, per la prima volta, i clienti possono ricevere i propri acquisti presso il Papeete Beach di Milano Marittima grazie ad un nuovo Amazon Locker installato nello stabilimento balneare. I clienti hanno la possibilità di ricevere tutto ciò di cui hanno bisogno, dalla crema solare al caricabatterie per il telefono, dal balsamo […]

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Amazon annuncia oggi che, per la prima volta, i clienti possono ricevere i propri acquisti presso il Papeete Beach di Milano Marittima grazie ad un nuovo Amazon Locker installato nello stabilimento balneare. I clienti hanno la possibilità di ricevere tutto ciò di cui hanno bisogno, dalla crema solare al caricabatterie per il telefono, dal balsamo per le labbra al ventilatore portatile, direttamente al Locker Papeete Beach, senza costi aggiuntivi per i clienti iscritti ad Amazon Prime.

Ricevere i propri acquisti presso un Amazon Locker è facile e sicuro. Durante il checkout, i clienti possono selezionare il Locker PapeeteBeach come indirizzo di spedizione. Una volta che il pacco è stato consegnato al Locker ed è pronto per il ritiro, i clienti ricevono un’e-mail di notifica insieme al codice univoco da utilizzare per il ritiro. Il Locker PapeeteBeach avrà uno spazio apposito all’interno dello stabilimento balneare e sarà disponibile per il ritiro degli ordini dalle 8:00 alle 21:00 tutti i giorni fino al 31 agosto.

Durante il processo di acquisto, i clienti possono selezionare il punto di ritiro, controllare gli orari di apertura e chiusura e scegliere il metodo di spedizione tra “Standard” o “1 giorno”. La spedizione in 1 giorno è gratuita per i clienti Amazon Prime.

I clienti di Amazon.it possono trovare più di 1.000 Locker in oltre 19 regioni d’Italia. Gli Amazon Locker sono punti di ritiro self-service che offrono la possibilità di ritirare le proprie spedizioni in completa autonomia così come Counter, una nuova rete di punti di ritiro che permette ai clienti di ricevere i propri ordini presso migliaia di punti vendita al dettaglio. I Locker e Counter sono due servizi offerti da Amazon Hub. Per ulteriori informazioni su Amazon Hub o per trovare il punto vendita più vicino: amazon.it/hub

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[FujiFilm GFX 100, scatena la potenza dell’alta risoluzione digitale]]> https://igizmo.it/?p=30856 2019-05-23T13:35:18Z 2019-05-23T13:33:02Z Fotografare e riprendere con la massima qualità professionale, da oggi è possibile grazie a FUJIFILM GFX 100 che stabilisce nuovi standard tecnologici nel mondo della fotografia. GFX 100 è dotata di un sensore 55mm diagonal length Large Format da 102MP, offrendo così la risoluzione più alta nella storia delle fotocamere digitali mirrorless. L’AF è veloce […]

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Fotografare e riprendere con la massima qualità professionale, da oggi è possibile grazie a FUJIFILM GFX 100 che stabilisce nuovi standard tecnologici nel mondo della fotografia. GFX 100 è dotata di un sensore 55mm diagonal length Large Format da 102MP, offrendo così la risoluzione più alta nella storia delle fotocamere digitali mirrorless. L’AF è veloce e preciso e, per la prima volta su questa tipologia di fotocamere, si possono avere rilevamento di fase, filmati 4K e stabilizzatore IBIS interno

FUJIFILM Corporation (Presidente: Kenji Sukeno) è lieta di presentare GFX 100, il modello di punta del sistema di fotocamere digitali mirrorless GFX, che ha ricevuto forti elogi da fotografi professionisti e appassionati di fotografia per l’uso di un sensore Large Format da 43.8mm x 32.9mm che è circa 1,7 volte più grande di un sensore “full frame” 35mm. GFX 100 è corredata del sensore 55mm diagonal length Large Format da 102 megapixel di recente sviluppo (GFX 50S e GFX 50R sfoggiano invece un sensore 55mm diagonal length Large Format da 51,4 megapixel).

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GFX 100 dispone di un “sensore retroilluminato con pixel di rilevamento di fase”, il primo del suo genere per sensori di immagine più grandi del formato full frame da 35mm. La velocità di messa a fuoco automatica è due volte più veloce rispetto ai modelli GFX precedenti (quando si utilizza l’obiettivo GF63mmF2.8), mentre offre anche Tracking AF su soggetti in movimento e un AF continuo più accurato.

Un altro primato raggiunto da GFX 100 è la stabilizzazione dell’immagine in-body (IBIS), che fornisce una “stabilizzazione dell’immagine a cinque assi” fino a 5,5 stop. Di conseguenza, la fotografia ad altissima risoluzione è ora possibile anche durante le riprese a mano libera.

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La capacità video è stata notevolmente migliorata rispetto agli attuali modelli GFX 50S e GFX 50R, il che le consente di essere la prima fotocamera digitale mirrorless al mondo, con un sensore di immagine di queste dimensioni, con registrazione video 4K30p (10 bit 4:2:2).

Con questi primati, GFX 100 offre innovazione e versatilità senza precedenti, per rispondere pienamente al suo obiettivo di “far catturare e registrare momenti preziosi e irripetibili con la massima qualità di immagine possibile in una fotocamera mirrorless”.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Samsung Customer Service, dove lo smartphone si ripara in un’ora]]> https://igizmo.it/?p=30845 2019-05-22T18:27:58Z 2019-05-22T18:27:57Z Trasparenza e qualità. Sono questi due i concetti che hanno caratterizzato la presentazione di Samsung dei due nuovi servizi post-vendita dedicati ai clienti finali ed erogati attraverso la rete dei centri assistenza Samsung Customer Service. “Sono nove gli spazi in Italia dedicati espressamente a ospitare il consumatore finale e a permettergli di entrare in contatto […]

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Trasparenza e qualità. Sono questi due i concetti che hanno caratterizzato la presentazione di Samsung dei due nuovi servizi post-vendita dedicati ai clienti finali ed erogati attraverso la rete dei centri assistenza Samsung Customer Service. “Sono nove gli spazi in Italia dedicati espressamente a ospitare il consumatore finale e a permettergli di entrare in contatto con la nostra azienda”, spiega Carlo Carollo, responsabile del business Mobile in Italia per Samsung. “Sono un’estensione diretta della sede principale italiana: entrare in un Customer Service è come valicare la porta di Samsung Italia” perché “si entra in contatto con l’universo di servizi che mettiamo a disposizione dei consumatori: un ecosistema integrato di dispositivi e accessori che integrano o aggiungono funzioni innovative allo smartphone, al fine di ampliarne l’esperienza d’utilizzo; un personale preparato a fornire informazioni e suggerimenti per usare meglio i nostri prodotti; uno spazio dove ottenere la riparazione dei danni e il ripristino delle funzioni ottimali del dispositivo”, spiega Carollo.

Alla resa dei conti, questi centri d’assistenza sono la concretizzazione del concetto di “Galaxy experience”, ossia “connotare in modo distintivo e chiaro l’elevata esperienza di utilizzo dei modelli di Samsung per mantenere alta la percezione degli utenti esistenti e per attirare l’attenzione di quelli nuovi”. Sì, perché il servizi post vendita è cruciale, come spiega ancora Carollo: “Si entra in contatto in un momento critico nella vita del prodotto, quindi è fondamentale che il cliente finale sperimenti una assistenza fondata su certezza, comdità e correttezza. A ciò si aggiunge la volontà di coinvolgere le persone con luoghi di contatto arredati per vedere i nostri modelli in un contesto di utilizzo che vada oltre il conosciuto. Nei Samsung Customer Service si può entrare anche solo per avere una consulenza o farsi spiegare una funzione”. Tanto che nei prossimi mesi e per tutto il 2019 saranno organizzati “corsi dedicati agli over 60 all’interno delle superfici di cinque dei nove Customer Service. Questo perché i dispositivi mobili sono testimoni inter generazionali, mettono in contatto gli utenti di varie età e quindi vanno usati nel modo migliore”, conclude Carollo.

I centri interessati sono quelli di Milano, Torino, Napoli, Bologna e Como che ospiteranno fino al 10 dicembre 2019 i corsi di SAVE for Seniors, il progetto di volontariato aziendale di Samsung, nato per offrire le competenze tecnologiche del team di Samsung Electronics Italia a favore dell’educazione digitale degli over 65, grazie a sessioni che spaziano dall’uso sicuro dello smartphone alla possibilità di sfruttare le potenzialità dei dispositivi connessi per migliorare la propria vita.

Promesse mantenute

La parola passa a Vito Fortunato, Head of Service Division di Samsung Electronics Italia. In Italia sono attivi circa 300 centri d’assistenza monobrand: 100 per le tre linee di prodotto in cui opera il brand. Nel corso dei prossimi mesi diventeranno progressivamente Customer Service. L’obiettivo è dare vita a una rete di “luoghi d’incontro con i clienti finali. Bisogna considerare che il 30% delle persone che si approcciano ai nostri banconi non hanno bisogno di assistenza ma solo di risposte e soluzioni pratiche. Dunque, dobbiamo comprendere bene le necessità dei consumatori e snaturare le eventuali riserve legate al recarsi in un centro d’assistenza, come la non certezza della riparazione o i tempi lunghi”. A questi Samsung risponde con certezze: “Ripariamo tutti i danni entro un’ora, è un nostro format proprietario e si affida a una gestione lungamente perfezionata della logistica e delle tempistiche interne. Il tutto con un’altissima qualità di servizio, che non deve mai essere penalizzata dalla velocità di reazione. Vogliamo mantenere le nostre promesse, sempre, e garantire la massima trasparenza sui prezzi”. Tra giungo e settembre saranno aperti altri sei Samsung Customer Service.

Smart Repair

Coerentemente a tutto ciò, Samsung annuncia Smart Repair, un nuovo servizio acquistabile online (https://www.samsung.com/it/services/smart-repair/) che include la riparazione degli smartphone della famiglia Galaxy in caso di danni non coperti da garanzia. È possibile fare riparare lo smartphone presso un centro di assistenza autorizzato Samsung ad un costo conveniente usufruendo del servizio di ritiro e riconsegna del device compreso nel prezzo.

Per poter avvalersi del servizio è sufficiente accedere al portale dei servizi Samsung, selezionare il modello (Galaxy S10e, Galaxy S10, Galaxy S10+, Galaxy Note9, Galaxy Note8, Galaxy S9, Galaxy S9+, Galaxy S8 , Galaxy S8+, Galaxy S7, Galaxy S7 Edge, Galaxy S6, Galaxy S6 Edge, Galaxy S6 Edge+, Galaxy A6, Galaxy A6+, Galaxy A7 (2018), Galaxy A9 (2018), Galaxy J4+, Galaxy J6, Galaxy J6+), indicare la tipologia di danno e acquistare il pacchetto di riparazione appropriato grazie al configuratore automatico: il dispositivo verrà ritirato, riparato e restituito comodamente dove si preferisce.

I vantaggi di Samsung Smart Repair sono molteplici: i danni non coperti dalla garanzia, come la rottura dello schermo o del vetro posteriore, possono essere riparati in maniera efficace, grazie a tecnici specializzati che utilizzano esclusivamente ricambi originali Samsung, veloce, attraverso il portale dedicato dove è possibile avviare la procedura di richiesta di riparazione, e comoda, tramite il ritiro e riconsegna in tutta Italia dello smartphone.

Ora Samsung

Uno dei servizi più innovativi è Ora Samsung, la riparazione veloce degli smartphone Samsung entro un’ora, anche prenotando la riparazione tramite call center è possibile programmare il giorno e l’orario dell’assistenza e riavere lo smartphone funzionante dopo appena un’ora. Il 90% delle riparazioni di smartphone Samsung nei Customer Service avviene in meno di 60 minuti.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Facebook organizza a Binario F un corso per comprendere il fenomeno delle fake news]]> https://igizmo.it/?p=30837 2019-05-23T13:39:38Z 2019-05-22T16:17:40Z Si è tenuto ieri, presso Binario F from Facebook a Roma, “Memedia: media literacy nel mondo dei meme”, il programma di formazione sviluppato da Walter Quattrociocchi – Coordinatore del Lab di Data Science e Complexity presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia – con l’obiettivo di aiutare a comprendere il fenomeno della diffusione di fake news su internet. Il corso, che rientra […]

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Si è tenuto ieri, presso Binario F from Facebook a Roma, “Memedia: media literacy nel mondo dei meme”, il programma di formazione sviluppato da Walter Quattrociocchi – Coordinatore del Lab di Data Science e Complexity presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia – con l’obiettivo di aiutare a comprendere il fenomeno della diffusione di fake news su internet.

Il corso, che rientra tra le attività promosse dal “Tavolo Tecnico per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell’informazione sulle piattaforme digitali” di AGCOM, ha visto la partecipazione di 40 studenti rappresentanti di altrettanti istituti scolastici romani, che avranno poi il compito di diventare ambassador della tematica nelle rispettive scuole.

Il progetto, inoltre, si inserisce tra le iniziative promosse da “Generazioni Connesse”, il Safer Internet Centre italiano coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione.

Il corso – che si è svolto in due diversi appuntamenti presso il nuovo spazio fisico di Facebook dedicato allo sviluppo delle competenze digitali – è stato ideato e realizzato da un docente d’eccezione, tra i principali esperti nel nostro Paese e in Europa del fenomeno della disinformazione online: Walter Quattrociocchi, Coordinatore del Lab di Data Science e Complexity presso l’Università Ca’ Foscari Di Venezia. Durante il corso i ragazzi hanno avuto la possibilità di prendere familiarità con il tema delle notizie false su internet, imparando quale ruolo giocano i pregiudizi nella nostra costruzione della realtà, nel modo di relazionarci con gli altri e nella viralità dell’informazione. Per comprendere al meglio il fenomeno, i ragazzi sono stati invitati a simulare in prima persona alcune dinamiche tipiche di internet, discutendo di tematiche attuali e controverse e scoprendo come avviene la formazione di fenomeni quali la polarizzazione delle idee e la loro amplificazione nelle echo-chamber.

Il corso ha affrontato, inoltre, il tema del linguaggio dei meme: un linguaggio che evolve velocemente e che non ha la veridicità come obiettivo primario. Sono stati, infine, presentati i risultati di alcune ricerche che hanno fatto luce su questi complessi fenomeni, che è stato possibile comprendere grazie a l’interdisciplinarietà tra l’informatica, la fisica, la matematica, la psicologia e la sociologia.

Ai ragazzi che hanno partecipato al corso è stato, inoltre, distribuito un kit informativo e formativo che potranno utilizzare per portare all’interno dei loro rispettivi Istituti le conoscenze acquisite durante il corso e allargare il più possibile l’impatto di questa attività di “educazione all’informazione”.

“L’avvento di internet e dei social network ha profondamente cambiato il nostro modo di comunicare e di informarci. È importante che tutti, e in particolar modo le generazioni più giovani, abbiano a disposizione gli strumenti necessari per comprendere e interpretare al meglio la realtà che li circonda. Siamo convinti che questo corso, grazie alle competenze di un esperto quale Walter Quattrociocchi, possa contribuire ad aiutare i ragazzi a sviluppare un senso critico e a destreggiarsi tra le notizie che trovano in rete” – ha dichiarato Laura Bononcini, Public Policy Director di Facebook per il Sud Europa

“Per non rimanere ancora a dicotomie sterili e accademismi vari dobbiamo aprire alla complessità e a come è cambiato il mondo dell’informazione. È un passo fondamentale per ricostruire la fiducia. Dobbiamo ripartire dalle scuole e proporre una visione più ampia, più integrata, meno spaventata dal mondo che cambia.” – ha affermato Walter Quattrociocchi, Coordinatore del Lab di Data Science e Complexity presso l’Università Ca’ Foscari Di Venezia.

“Memedia: media literacy nel mondo dei meme” è uno dei programmi di Binario F from Facebook, il progetto e lo spazio di formazione sulle competenze digitali lanciato da Facebook Italia lo scorso ottobre. L’obiettivo di Binario F è di formare, entro la fine del 2019, almeno 97.000 persone, attraverso programmi organizzati nello spazio fisico di Roma, ospitato presso l’Hub di LVenture Group e LUISS EnLabs alla Stazione Termini, corsi online e iniziative realizzate sul territorio nazionale. Le attività di formazione sono totalmente gratuite e si rivolgono a otto diverse categorie: istituzioni, accademici e scuole, genitori e studenti, editori e produttori di contenuti, istituzioni culturali, no profit e associazioni, imprese e startup. L’iniziativa è parte del costante impegno di Facebook per lo sviluppo e la diffusione delle competenze digitali, requisiti fondamentali per la crescita sociale ed economica.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Nice punta sul cloud computing di Microsoft]]> https://igizmo.it/?p=30834 2019-05-22T06:26:12Z 2019-05-22T06:25:31Z Microsoft e Nice, Home Security e Smart Home, annunciano una collaborazione nel segno del Cloud Computing: Nice adotta la piattaforma di Customer Relationship Management Dynamics 365 con l’obiettivo di sostenere la competitività del Gruppo a livello internazionale, ottimizzando l’efficienza dei processi di business e migliorando la Customer Experience e la soddisfazione dei clienti in Italia […]

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Microsoft e Nice, Home Security e Smart Home, annunciano una collaborazione nel segno del Cloud Computing: Nice adotta la piattaforma di Customer Relationship Management Dynamics 365 con l’obiettivo di sostenere la competitività del Gruppo a livello internazionale, ottimizzando l’efficienza dei processi di business e migliorando la Customer Experience e la soddisfazione dei clienti in Italia e all’estero. Grazie al supporto strategico di Microsoft e del partner EY, il progetto coinvolgerà nel prossimo biennio oltre 20 paesi e 500 utenti dell’area Vendite, Marketing, Servizi After Sales, con il vantaggio di poter fare affidamento su un sistema coordinato e omogeneo e di condividere facilmente dati strategici di vendita e marketing.

A partire da una migliore conoscenza e relazione con i clienti, l’ambizione di Nice è migliorare la customer satisfaction e incrementare le opportunità di business del 25%, consolidando la propria quota di mercato e sostenendo il rapido ritmo di crescita degli ultimi anni, anche grazie a un linguaggio comune e metriche condivise.

Nice ha scelto di adottare la piattaforma Microsoft Dynamics 365 in virtù della capacità di rispondere in modo personalizzato a differenti esigenze di business, della scalabilità a supporto di un percorso di crescita flessibile, della sicurezza garantita dal Cloud Computing di Microsoft e dei vantaggi offerti in termini di sinergia e integrazione con le altre soluzioni già in uso, come il sistema gestionale Dynamics AX on Azure e la suite di produttività cloud Office 365.

Sotto la guida del Marketing di Nice, il progetto di implementazione è già stato avviato con successo in Italia e nel Regno Unito e proseguirà nei prossimi mesi coinvolgendo le altre filiali Nice in tutto il mondo, grazie alla creazione di una task force interfunzionale che sta coinvolgendo più referenti per le diverse aree di business in modo da configurare il sistema in linea con le priorità del Gruppo e definire modelli coerenti e omogenei. Parte integrante di questo progetto di trasformazione digitale è l’attenzione alla formazione secondo un approccio Train the trainer, con cui Nice intende facilitare l’uso del nuovo CRM tra le diverse aree di business e nei diversi Paesi.

Dynamics 365 – in particolare con le componenti Dynamics for Sales per la gestione dei clienti, Dynamics 365 for Service per l’assistenza tecnica, e Dynamics 365 for Marketing per le attività marketing – consentirà a Nice di beneficiare di una vista a 360° su clienti attuali e potenziali, distributori e installatori, di gestire al meglio il servizio di assistenza e di sviluppare attività
di marketing e comunicazione più mirate, per esempio gestendo eventi e follow-up con maggiore possibilità di dialogo e raccolta feedback attraverso un tool per survey online. Nice punta così a migliorare il Customer Journey, anche grazie a una più precisa capacità di segmentazione e alle funzionalità di analisi offerte dall’integrazione della soluzione di business intelligence PowerBI, che consente di visualizzare in modo dinamico e intuitivo dati provenienti da diversi processi aziendali, dalla rete distributiva e dal mercato.

Il tutto garantendo ai team Vendite, Marketing, Post-Vendita & Servizi la possibilità di accedere alle applicazioni e ai dati utili con la massima flessibilità sul Cloud, anche oltre i confini dell’azienda e durante le attività quotidiane e i meeting fuori sede.

Nice è cresciuta rapidamente negli ultimi anni, basti pensare che le nostre soluzioni vengono vendute in più di 100 Paesi con un fatturato di oltre 368 milioni di Euro nel 2018 e in crescita 2019, grazie anche alle recenti acquisizioni.

In questo scenario è necessario puntare sull’innovazione e dotarsi di strumenti per una gestione efficiente e coordinata, che semplifichino la condivisione di informazioni strategiche tra le diverse aree di business e tra le diverse Country. Nell’ambito di un più ampio piano di trasformazione Digitale, abbiamo quindi scelto di puntare sul Cloud Computing adottando la piattaforma di CRM Dynamics 365, quale ulteriore alleato a supporto del nostro forte percorso di crescita, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza dei clienti diretti e indiretti, le opportunità di personalizzazione,
cross-selling e up-selling
, la capacità di convertire i contatti in business e di conseguenza di incrementare il fatturato e la quota di mercato a livello internazionale.

Potendo far leva su una vista a 360° su clienti e prospect e gestendo in modo più semplice e coordinato le attività di marketing, vendita e post-vendita, potremo sviluppare strategie e campagne sempre più mirate e contribuire alla diffusione in Italia e all’estero di una nuova concezione dell’abitare in una logica di Smart Home e Connected Living.

Questa è la nostra missione, ovvero migliorare la qualità della vita delle persone semplificando i movimenti di ogni giorno, e le nuove tecnologie come questa ci aiutano a concretizzarla”, ha dichiarato Massimo Riggio, Chief Marketing Officer del gruppo Nice.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Huawei: perché i vostri smartphone continueranno a funzionare]]> https://igizmo.it/?p=30821 2019-05-21T18:42:39Z 2019-05-21T18:42:38Z In queste ore si sono lette varie ipotesi e predizioni sul futuro di Huawei. Il chiasso è tanto più roboante in Italia, secondo Paese per importanza per il brand (dopo la Cina) perché la diffusione degli smartphone di Huawei ha sfiorato il 40% su base mensile. Le domande su cosa fare, come comportarsi e come […]

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In queste ore si sono lette varie ipotesi e predizioni sul futuro di Huawei. Il chiasso è tanto più roboante in Italia, secondo Paese per importanza per il brand (dopo la Cina) perché la diffusione degli smartphone di Huawei ha sfiorato il 40% su base mensile. Le domande su cosa fare, come comportarsi e come e se guardare con occhi nuovi il proprio dispositivo mobile hanno serpeggiato tra gli utenti. Vogliamo tranquillizzarvi: non avete nulla da temere e in questo approfondimento vi spieghiamo perché.

Modelli Huawei attivi

Google ha già chiarito in forma ufficiale che non sono messi in discussione il funzionamento dei servizi di Android e degli aggiornamenti futuri per gli smartphone e i tablet di Huawei già in vendita e per quelli attivi.

Il vostro dispositivo continuerà a ricevere gli aggiornamenti dal Play Store. In questa prima fase il bando di Huawei che lunedì ha bloccato i rapporti di collaborazione con Google è sospeso fino al 19 agosto. Almeno per i prossimi tre mesi non ci sono modifiche allo status quo attuale. E anche successivamente a tale data, potrebbe essere ulteriormente estesa con una firma del Segretario del Commercio degli Stati Uniti (nulla di complicato, insomma) è verosimile che agli utenti già attivi sarà concesso di continuare a ricevere gli update.

Delle applicazioni non v’è dubbio, del sistema operativo anche ma con qualche leggera modifica allo stato attuale. Sì, perché nel momento in cui entra in vigore il blocco dei rapporti tra Google e Huawei, di fatto quest’ultima ha accesso alla versione open source di Android, che però è sempre Android ma solo riceve le patch con una leggera latenza rispetto alla versione completa e sotto licenza per i brand. Se oggi è automatizzato l’invio delle patch al produttore o allo smartphone, domani Huawei dovrà premurarsi di compiere un percorso di validazione degli aggiornamenti dell’Os partendo dalla versione open source. Nulla di trascendentale: solo un po’ di lavoro in più per l’azienda cinese ma che non limita né pregiudica l’esperienza d’utilizzo dell’utente.

La conferma è ulteriormente offerta da Anya Nikoloska Zelenkov, Responsabile marketing e comunicazione di Honor Italia in occasione del lancio a Londra degli Honor 20: “Non ci saranno problemi con gli aggiornamenti del sistema operativo e gli eventuali ritardi delle patch di sicurezza dipenderanno dai tempi tecnici dei singoli mercati, non da Google”.

Modelli Huawei futuri

Il bando posto su Huawei incide sui dispositivi mobili ancora da presentare e immettere sul mercato, quelli privi della licenza in data antecedente al blocco (20 maggio). Ancora una volta la Zelenkov traccia una rotta: “La nostra speranza è sbloccare la situazione entro i prossimi tre mesi”, perché il confronto è più politico che commerciale e industriale. La manager non ha dubbi: “Fra un mese o poco più tutto quanto stiamo vivendo evaporerà come una nuvola di fumo”.

Ma è sul futuro che si concentra: “L’intenzione a lungo termine è continuare a lavorare su Android”. Che sia sotto licenza oppure open source, questa è una chiara indicazione su cosa accadrà. Peraltro parzialmente confermata da uno screenshot attribuito a Richard Yu, Ceo della divisione consumer di Huawei, che ritrae una conversazione di WeChat nella quale Yu sostiene che entro ottobre o al massimo primavera sarà presentato il sistema operativo proprietario del brand cinese.

Possiamo ipotizzare con ragionevole sicurezza che sarà basato sul core di Android, al fine di mantenere la compatibilità delle app, le potenzialità e l’ottimizzazione della Emui e la coerenza con l’ecosistema. Per Huawei si tratterà solo di dare vita a un app store alternativo a Google Play, ma ha sufficiente forza gravitazionale per attrarre i developer.

In realtà, vista in una prospettiva più strategica, il fatto di adottare in tutto il mondo una variante personalizzata di Android open source può potenzialmente ridurre la frammentazione del sistema operativo sui vari modelli di Huawei presenti nei vari Paesi. È bene ricordare che in Cina non ci sono né i servizi di Google, né Facebook o WhatsApp, sostituiti da app locali. In Europa, invece, arrivano modelli adattati per ospitare il panorama completo delle risorse di Google.

Tuttavia i dispositivi mobili commercializzati dopo il bando di Huawei saranno privi di Android a licenza e potranno installare solo quello open source (con tutti gli aggiornamenti come spiegato qui sopra), quindi sono esclusi di fatto dal supporto diretto di Google. Un segnale di Big G è sintomatico: il Mate 20 è stato escluso dalla preview di Android Q. Il punto di domanda è quindi sugli smartphone di domani, di oggi non ci sono questioni: siete ampiamente tutelati da Huawei e Google.

La questione Pc

Più complicato comprendere cosa succederà perché anche Intel, Qualcomm e Broadcom si sono aggiunti al bando. In teoria Huawei allo stato attuale non può attingere ai componenti per sviluppare nuovi modelli di computer, ma solo a quelli necessari per assistere i Pc esistenti e già venduti.

All’atto pratico Richard Yu ha già mandato segnali inequivocabili di non sottostimare le potenzialità di Huawei, che potrebbe tranquillamente costruirsi notebook centrati sulla sua piattaforma Kirin. È una eventualità.

L’altra è che, come detto sopra, il bando sia reso sempre più blando e la forza commerciale di Huawei sia tale da spingere le aizende made in Usa a forzare la mano al Segretario del Commercio per riallacciare i rapporti con il prestigioso partner cinese. Non c’è nessuna azienda che vuole rinunciare a cospicui fatturati per capricci geopolitici.

E poi meglio non dimenticare il ricco panorama di aziende cinesi pronte a fornire Huawei. Un punto non secondario che forse negli States hanno sottovalutato.

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Sara.G <![CDATA[Samsung, One UI: aggiornati Galaxy Watch, Gear Sport e Gear S3]]> https://igizmo.it/?p=30818 2019-05-21T16:13:36Z 2019-05-21T16:13:34Z Samsung ha annunciato oggi il lancio del nuovo aggiornamento software per Galaxy Watch, Gear Sport e Gear S3. L’aggiornamento[1]include l’avanzata interfaccia One UI di Samsung, progettata per una navigazione agevole e funzionale, con un layout ottimizzato per un’interfaccia chiara e intuitiva. L’ultimo aggiornamento, già disponibile, offre anche nuovi design del quadrante, una migliore ottimizzazione della batteria […]

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Samsung ha annunciato oggi il lancio del nuovo aggiornamento software per Galaxy Watch, Gear Sport e Gear S3. L’aggiornamento[1]include l’avanzata interfaccia One UI di Samsung, progettata per una navigazione agevole e funzionale, con un layout ottimizzato per un’interfaccia chiara e intuitiva. L’ultimo aggiornamento, già disponibile, offre anche nuovi design del quadrante, una migliore ottimizzazione della batteria e funzionalità più efficienti per il monitoraggio di salute e fitness con Samsung Health.

Design rinnovato 

One UI introduce un’interfaccia più pulita e semplificata, progettata per ottimizzare il layout ed eliminare le inutili distrazioni, in modo da migliorare la leggibilità, semplificare la navigazione e aumentare la facilità d’uso. La grafica aggiornata ora include vivaci animazioni mostrate quando si ottiene un risultato, per un’esperienza visivamente più coinvolgente. One UI sullo smartwatch offre un’interfaccia stilizzata che è sincronizzata con quella presente negli smartphone Galaxy, con colori e layout più armoniosi tra i dispositivi. 

L’aggiornamento introduce anche semplici impostazioni visive, che agevolano la personalizzazione e il controllo del dispositivo da parte degli utenti. L’interfaccia aggiornata presenta nuove impostazioni avanzate, tra cui l’abilitazione/disabilitazione dell’attivazione touch, il controllo della frequenza e della tempistica degli aggiornamenti del briefing giornaliero e l’attivazione/disattivazione della modalità Buonanotte a seconda delle abitudini personali dell’utente. 

Per personalizzare il proprio dispositivo, inoltre, è possibile scaricare dal Galaxy Store una vasta gamma di nuovi design del quadrante, precedentemente disponibili solo per Galaxy Watch Active. 

Migliori funzionalità per la salute e il fitness 

L’ultimo aggiornamento software rende più efficiente il monitoraggio quotidiano della salute e del fitness con le nuove funzionalità di Samsung Health disponibili in Galaxy Watch, Gear Sport o Gear S3. Le nuove funzionalità includono: 

  • Attività quotidiane. Al primo avvio dell’app, Samsung Health ora visualizza la schermata delle attività quotidiane, che presenta un riepilogo immediato dei conteggi giornalieri di calorie, movimenti e allenamenti dell’utente.
  • Monitoraggio semplificato degli allenamenti.Il monitoraggio degli allenamenti è ora più semplice e veloce da selezionare sia sul widget che nell’app Samsung Health, permettendo agli utenti di iniziare rapidamente l’attività. I dati sugli allenamenti vengono sincronizzati continuamente dal dispositivo indossabile allo smartphone associato, mantenendo una registrazione accurata degli esercizi su entrambi i dispositivi per facilitarne il tracciamento giornaliero. L’aggiornamento include anche un allenamento aggiuntivo per il monitoraggio del nuoto all’aperto[2]
  • Miglioramento del monitoraggio della salute e del benessere[3]. L’aggiornamento rende più efficace il monitoraggio della frequenza cardiaca con un avviso che segnala se la frequenza cardiaca supera un livello predeterminato. Il monitoraggio del sonno è più dettagliato, mostrando l’intervallo di sonno medio dell’utente rispetto all’intervallo tipico per la relativa fascia d’età, in modo da velocizzare l’analisi e il confronto.

Ottimizzazione della batteria

L’aggiornamento include una migliore ottimizzazione della batteria per aumentare le prestazioni e prolungare l’utilizzo, chiudendo automaticamente le app in background e modificando le impostazioni che potrebbero influire sulla durata della batteria. È anche possibile personalizzare le impostazioni per il risparmio energetico, come la regolazione della luminosità e le impostazioni per il timeout dello schermo, in modo da ottenere la massima durata della batteria senza compromettere l’esperienza utente. 


[1]La data di lancio del software per ogni prodotto (Galaxy Watch, Galaxy Sport, Gear S3) può variare in base all’area geografica.

[2]Disponibile solo su Galaxy Watch. 

[3]Disponibile solo su Galaxy Watch. 

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Honor 20 e 20 Pro: prezzi e caratteristiche tecniche ufficiali]]> https://igizmo.it/?p=30799 2019-05-21T13:35:55Z 2019-05-21T13:34:34Z Capture Wonder. In italiano si traduce in “cattura la magia” ed è la nuova filosofia di Honor (che abbiamo descritto in questo approfondimento) e il motto che accompagna la presentazione mondiale dei tre nuovi Honor 20. Londra è la città scelta per l’annuncio di una gamma, per la prima volta, intera di smartphone dedicati a […]

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Capture Wonder. In italiano si traduce in “cattura la magia” ed è la nuova filosofia di Honor (che abbiamo descritto in questo approfondimento) e il motto che accompagna la presentazione mondiale dei tre nuovi Honor 20. Londra è la città scelta per l’annuncio di una gamma, per la prima volta, intera di smartphone dedicati a rinnovare e popolare la serie N del brand cinese che afferisce all’universo Huawei.

E nella City si celebra un altro primato: Honor sta crescendo rapidamente e sta profondendo nei dispositivi mobili tecnologie da top di gamma, mantenendo posizionamenti di prezzo aggressivi. Partiamo dal dato che più colpisce l’attenzione dei consumatori. Il prezzo: Honor 20 e 20 Pro sono disponibili rispettivamente a 499 euro e 599 euro, mentre Honor 20 Lite a 299 euro.

“L’etica del brand rispecchia una volontà di costante miglioramento, che si applica a qualsiasi cosa facciamo”, dice George Zhao, Presidente di Honor. Che continua: “La famiglia N dà il benvenuto a questa sorprendente new entry: la serie Honor 20, che invita gli utenti a catturare la magia, grazie a un comparto fotografico professionale e allo stupendo design impreziosito da finiture olografiche dinamiche. Invitiamo gli utenti di tutto il mondo ad ammirare la nuova serie HONOR 20 sul nostro sito ufficiale HiHonor”.

Imaging a 48 Mpixel

Ogni dettaglio della nuova gamma Honor 20 sembra voler catturare l’attenzione degli occhi. Si parte dal dorso in vetro per arrivare al reparto imaging denominato “Quad Camera AI” a 48 Mpixel. Il sensore principale è l’ormai celebre Sony Imx 586 (Honor View 20 è stato il primo a farne uso a gennaio 2019) a cui si somma l’avanzata modalità AI Ultra Clarity e la Super Night Mode Ais. La quad camera è di serie sui modelli 20 e 20 Pro e si compone del sensore super grandangolare, del teleobiettivo e, inedita, dell’obiettivo per le macro. Il tutto assistito dallo stabilizzatore ottico.

Vediamo nel dettaglio come sono composti i due schemi ottici dei tre modelli.

Honor 20 Pro

  • sensore primario a 48 Mpixel (Sony Imx 586), f/1.4, filtro quad Bayer a 4 pixel, stabilizzazione ottica, digitale e assistita dalla IA, autofocus a rilevamento di fase (Pdaf) e con puntamento al laser;
  • sensore grandangolare da 117° a 16 Mpixel, f/2.2 con correzione della distorsione;
  • teleobiettivo da 8 Mpixel, f/2.4, effetto di zoom ottico 3x, ibrido 5x e ditigale 30, stabilizzazione ottica e autofocus Pdaf e laser;
  • macro da 2 Mpixel, f/2.4 e messa a fuoco a partire da 4 cm.

Honor 20

  • sensore primario a 48 Mpixel (Sony Imx 586), f/1.8, filtro quad Bayer a 4 pixel, stabilizzazione via AI;
  • sensore grandangolare da 117° a 16 Mpixel, f/2.2 con correzione della distorsione;
  • sensore di profondita da 2 Mpixel, f/2.4;
  • macro da 2 Mpixel, f/2.4 e messa a fuoco a partire da 4 cm.

Honor 20 Lite

  • fotocamera principale da 24 Mpixel, f/1.8 con stabilizzazione via AI;
  • grandangolo da 8 Mpixel, f/2.4, a 120°;
  • sensore di profondità da 2 Mpixel, f/2.4 con supproto per lo zoom 6x digitale.

Citiamo poi l’innovativa Super Night Mode AIS che si somma all’apertura f/1.4 del 20 Pro per garantire scatti di alta qualità in condizioni di scarsa luce ambientale o addirittura al buio. Grazie alla tecnologia di stabilizzazione multi-frame AI e a un avanzato algoritmo, questa funzione consente scatti notturni nitidi, luminosi, con un controllo del rumore ottimale e una fedele riproduzione del colore.

In abbinata al sensoree da 48 Mpixel c’è la rinnovata modalità AI Ultra Clarity, che ha debuttato felicemente sul View 20. I due 20 e 20 Pro possono anche contare sulle doti del Soc Kirin 980, corredato da doppio reparto Npu e doppio Isp per la gestione delle immagini così da sommare fra loro i dettagli di più scatti in sequenza e creare una sorta di “super foto” da 48 Mpx di qualità superiore. I dettagli e colori sono regolati in modo ottimale per garantire un risultato vivido.

La macro di Honor

La vera novità degli Honor 20 e 20 Pro è rappresentata dall’obiettivo macro da 2 Mpixel perché permette enfatizzare la creatività con “prospettive che non avrebbero mai potuto cogliere a occhio nudo”, spiega l’azieenda. La macro permette infatti di catturare dettagli incredibili a partire da 4 cm di distanza. Per contro, lo zoom ottico lossless da 3x, quello ibrido da 5x e quello digitale da 30x permettono agli utenti di scattare paesaggi e dettagli scenografici.

Design olografico

La serie Honor 20 sublima il concetto di design finora visto sui prodotti del brand perché sfoggia cover posteriore in vetro “olografico dinamico multidimensionale”. È stato ottenuto dall’inedita e innovativa tecnologia Triple 3D Mesh sviluppata da Honor. Si sostanzia in un processo costruttivo a due fasi: la prima in cui è creato uno strato di profondità, utilizzando la nanotecnologia per incidere milioni di prismi in miniatura; la seconda in cui si procede all’assemblaggio degli strati di vetro, colore e profondità.

Il processo avviene in un ambiente sottovuoto, mantenendo un controllo accurato della temperatura e della pressione. In virtù della complessità della procedura, solo 20 dei 100 strati posteriori sono in grado di soddisfare gli altissimi standard voluti da Honor. Risultato: quando la luce raggiunge i prismi e il sottostante strato di profondità, un gioco di rifrazioni e riflessi crea un risultato estetico davvero superlativo.

Le scocce sono disponibili nelle varianti Phantom Black e Phantom Blue per Honor 20 PRO, Midnight Black e Sapphire Blue per il 20.

Display by Honor

La serie 20 comprende tre modelli con dotazione e caratteristiche differenti. Il top di gamma Honor 20 Pro vanta un display all-view da 6,26” (1.080×2.340 pixel, 421 ppi), con rapporto corpo/schermo pari al 91,7%. La fotocamera a foro da 4,5 mm è destinata ai selfie da 32 Mpixel, f/2.0, mentre il Kirin 980 è assistito da 8 GB di Ram e 256 GB di storage. Interessante notare la posizione del sensore di impronte digitali: sul lato destro del frame di alluminio, al fine di favorire la naturale presa delle dita nel momento in cui si impugna il telefono. La disposizione asimmetrica a “L” dei quattro obiettivi ha permesso di integrare euna batteria da 4.000 mAh. Sempre curiosando sotto la scocca, si scopre che il 20 Pro è dotato di heatpipe in grafene per dissipare il calore prodotto in condizioni di pieno carico, per esempio nel mobile gaming.

Non a caso Honor 20 Pro porta a debutto la funzione Gpu Turbo 3.0, che offree agli utenti un’esperienza visiva e tattile migliorata durate il gioco. Quest modalità aumenta le prestazioni dello smartphone durante il gameplay e i miglioramenti sono frutto della collaborazione tra il brand e 25 produttori, tra cui Fortnite, PUBG Mobile e Arena of Valor.

Sempre sul P20 Pro troviamo un reparto sonoro curato in virtù del Virtual 9.1 Surround Sound alimentato da Histen 6.0. Supporta tutti i tipi di auricolare, wireless o standard, e offre un doppio microfono integrato, dotato di una funzione di riduzione del rumore di fondo, un sistema pensato ad hoc per le esigenze dei più ferventi audiofili e tecnofili.

Dal canto suo Honor 20 propone le medesime caratteristiche, solo con il reparto fotografico modificato come descritto qui sopra e Kirin 980 accoppiato alla configurazione 6+128 GB. La batteria è da 3.750 mAh. Entrambi gli smartphone supportano la SuperCharge da 22,5 watt che permette di ricaricre il 50% della capacità della batteria in circa 30 minuti. Altro tratto comune tra i due smartphone è il sistema operativo Magic UI 2.1 basato su Android 9 Pie.

Infine, Honor 20 Lite dispone di reparto a tre fotocamere come spiegato pocanzi, processore Kirin 710 con configurazione 4+128 GB (ha Gpu Turbo 2.0), batteria da 3.400 mAh e display da 6,21 pollici. Il sistema operativo Android 9 Pie è personalizzato con l’interfaccia Emui 9.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Capture Wonder, la filosofia alla base degli Honor 20]]> https://igizmo.it/?p=30794 2019-05-21T13:40:56Z 2019-05-21T13:30:35Z Con Capture Wonder (cattura la magia), Honor declina una nuova filosofia di prodotto che si ispira al concetto di miglioramento continuo. Spiega George Zhao, presidente dell’azienda: “La tecnologia Triple 3D Mesh è frutto di un processo di manifattura artigianale all’avanguardia. Il suo processo di assemblaggio è estremamente preciso e complesso ed è stato presentato per […]

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Con Capture Wonder (cattura la magia), Honor declina una nuova filosofia di prodotto che si ispira al concetto di miglioramento continuo. Spiega George Zhao, presidente dell’azienda: “La tecnologia Triple 3D Mesh è frutto di un processo di manifattura artigianale all’avanguardia. Il suo processo di assemblaggio è estremamente preciso e complesso ed è stato presentato per la prima volta a bordo della serie Honor 20. Basti pensare che solo il 20% degli strati prodotti per la parte posteriore soddisfano i nostri severi standard. Nonostante l’enorme sfida che questo comporta, siamo impegnati a creare una back cover in vetro con questa tecnica perché siamo motivati ad offrire il meglio ai nostri utenti”.

Wonder: dorso olografico

Definizione di Triple 3D Mesh: Un processo avanzato a due fasi che combina più strati, tra cui vetro, colore e profondità in un unico vetro curvo 3D. Questo consente agli Honor 20 di offrire giochi di luce per enfatizzare il design dello smartphone. Questo restituisce un effetto 3D “multidimensionale”. L’effetto ottico è reso possibile dal processo di assemblaggio a due fasi.

  • Fase 1 – Creazione dello strato di profondità. Lo strato di profondità è meticolosamente realizzato attraverso una tecnologia d’avanguardia del settore, utilizzando le nanotecnologie più avanzate per incidere milioni di prismi in miniatura che assomigliano a frammenti di diamanti. Rispetto all’incisione laser, la nanotecnologia può raggiungere la stessa uniformità in ogni prisma, contribuendo al miglior effetto di rifrazione. Mentre la luce attraversa i prismi nello strato di profondità, è riflessa e rifratta negli angoli esatti voluti in fase di design.
  • Fase 2 – Assemblaggio. Al termine di questo processo, si combina lo strato di profondità con le altre due superfici: il primo strato è il corpo in vetro, mentre il secondo strato è rivestito con i colori previsti per il dorso. Simile alla lavorazione artigianale dello strato di profondità, il processo di combinazione dei tre strati è una tecnica fondamentale per generare l’effetto che induce la profondità. Prima del processo di fusione dei tre strati, l’aggiunta del colore è vitale per evidenziare il senso di profondità. Gli strati di profondità, colore e vetro sono superfici curve, il che pone enormi sfide nel processo di assemblaggio, tanto che per riuscire a operare in modo ottimale è stato necessario ricorrere a una costruzione in condizioni di sottovuoto, fondendo i tre strati in questo ambiente per evitare la formazione di bolle d’aria sulla superficie.

Honor ha creato un braccio meccanico dedicato a supportare questa procedura di assemblaggio. Il braccio fissa la posizione del dorso di vetro e posa lo strato di profondità in orizzontale con un preciso controllo della temperatura. La profondità riscaldata e lo strato di colore sono quindi posizionati sopra il dorso di vetro sotto una pressione esatta. La sfida sta nel rigoroso controllo della temperatura e della pressione.

Capture: la macro secondo Honor

I nuovi top di gamma di Honor sono affidati allo schema a quadruplo sensore con il principale affidato al Sony Imx 586 da 48 Mpixel. I miglioramenti sono anche più profondi, perché a livello di software la serie Honor 20 è in grado di potenziare le funzionalità fotografiche grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che permette di scattare selfie senza perdere alcun dettaglio, di avere un look naturale sotto qualsiasi luce e di ottenere immagini a fuoco e nitide anche quando non c’è abbastanza luminosità. Tutte queste caratteristiche rappresentano un grande vantaggio per gli utenti, che possono godere di una tecnologia funzionale e di scatti pronti per la condivisione.

La modalità notturna “super definita Ais” assicura scatti notturni nitidi grazie alla tecnologia di stabilizzazione multi-frame, che si basa sull’apprendimento automatico. Anche negli attimi più concitati, questa tecnologia è in grado di analizzare i movimenti specifici della fotocamera, selezionando e combinando in modo intelligente svariate inquadrature e assicurando che il risultato sia il più a fuoco possibile. Si tratta di un’evoluzione della tecnologia Hdr che assembla diversi scatti e utilizza un avanzato algoritmo per ottenere un’immagine più chiara, un rumore ridotto e un grado di conservazione del colore migliore.

I quattro passaggi della modalità notturna di Honor:

Step 1: Rilevamento dell’inquadratura manuale tramite AI. Quando si scatta in contesti di luminosità scarsa, il primo passo è stabilire se chi sta scattando lo sta facendo manualmente. Il Kirin 980 si attiva nel momento di scatto e analizza le informazioni fornite dal sensore giroscopico, da quello di gravità, oltre che dalle preview degli scatti. Per garantire un risultato accurato, il team R&D di Honor ha raccolto decine di migliaia di dati, tra cui quelli relativi alle diverse abitudini di scatto degli utenti e le specifiche dei diversi modelli di treppiede, e ha condotto una serie di analisi e simulazioni, riuscendo infine a compiere le proprie rilevazioni in appena 0.2 secondi. Un metodo che, oltre a essere rapido, ha un grado di precisione di oltre il 98%. I nuovi 20 e 20 Pro sono in grado di stabilire le condizioni di scatto in meno di 0,2.

Step 2: Rilevazione delle luci tramite AI. Il sistema di rilevazione della luce dotato di AI è in grado di configurare automaticamente i parametri di esposizione e il numero di fotogrammi sulla base delle informazioni acquisite dal rilevatore intelligente di scenari. Queste includono: la luminosità della preview dell’immagine, la distribuzione della fonte di luce, e le oscillazioni manuali al momento dello scatto. Inoltre, i parametri di esposizione possono essere verificati automaticamente e adattati alle condizioni attuali. Quando la luce è maggiore e il movimento minimo, ci sarà un tempo di esposizione inferiore e un numero minore di fotogrammi, mentre scenari più bui e mossi risulteranno in una maggiore esposizione e quantità di fotogrammi. Il processo di rilevazione del tempo di esposizione e di illuminazione termina solo quando l’esposizione effettiva raggiunge i valori pre-settati, per garantire che lo scatto finale abbia catturato luce a sufficienza.

Step 3: Elaborazione delle immagini con AI, per foto sempre nitide. Non sempre si riesce a rimanere immobili, evitando fotografie mosse. Il sistema di elaborazione delle immagini dotato di AI procede in due fasi. Prima di tutto, le foto mosse sono scartate a seguito di una valutazione del loro grado di nitidezza. Poi, il sistema di selezione delle immagini combina più di dieci fotogrammi dello stesso soggetto in un unico scatto, assicurando un risultato il più possibile a fuoco. L’elaborazione delle immagini è un processo molto intenso: per esempio, l’allineamento di fotogrammi in un’immagine da 12 MPixel richiede più di 12 milioni di campionature. La doppia unità Npu del Kirin 980 esegue calcoli specifici ad alta specializzazione per rendere più efficienti queste operazioni.

Step 4: Composizione dell’immagine. Nel momento di composizione dell’immagine, la luminosità di ogni area viene valutata ed eventualmente perfezionata, grazie a un sofisticato algoritmo basato sull’intelligenza artificiale e reso possibile dal Kirin 980. È aumentata l’esposizione breve nell’area illuminata, per evitare la sovraesposizione, così come la luminosità nell’area relativamente scura. Le immagini sono inoltre analizzate pixel per pixel durante il processo di composizione, correggendo le differenze tra uno scatto e l’altro per garantire un risultato finale nitido e chiaro. Si va infine ad agire sulla riduzione del rumore, così da avere scatti notturni con il grado di luminosità perfetto.

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M.LN http://datapress.it <![CDATA[Trend Radar di Samsung svela gusti e tendenze dei millennial in fatto di smartphone]]> https://igizmo.it/?p=30781 2019-05-21T08:50:17Z 2019-05-21T08:33:31Z Dall’hipster allo yuccies, passando per lo yuppie, ogni millennial ha il suo stile. Ad accomunarli però è lo smartphone che da accessorio hi-tech è diventato un elemento che racconta le personalità del suo possessore. Dalla custodia, alla suoneria, dalla qualità delle foto e dei video, fino alla forma e al colore delle icone, nulla è lasciato […]

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Dall’hipster allo yuccies, passando per lo yuppie, ogni millennial ha il suo stile. Ad accomunarli però è lo smartphone che da accessorio hi-tech è diventato un elemento che racconta le personalità del suo possessore. Dalla custodia, alla suoneria, dalla qualità delle foto e dei video, fino alla forma e al colore delle icone, nulla è lasciato al caso.

E ogni scelta che riguarda lo smartphone racchiude in sé significati ben precisi che raccontano lo stile e il modo di vivere dei millennials. Ma i giovani, come lo scelgono e cosa rappresenta per loro? Un semplice accessorio, un simbolo di stile o un riflesso della loro personalità? Il Trend Radar di Samsung, attraverso uno studio condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su 1.500 giovani compresi tra i 20 e i 35 anni, ha voluto indagare il loro rapporto con l’oggetto tecnologico moderno per eccellenza, alla scoperta dei gusti e le abitudini di questa generazione.

Innanzitutto, lui, lo smartphone resta il device più amato per l’89% degli intervistati, tanto che i Millennials si rivelano sempre più smartphone – centrici: “non mi stacco mai!” è ormai diventato un vero e proprio leitmotiv (88%), per un giovane su due dimenticarlo a casa è fonte di ansia, perché è considerato un compagno di vita insostituibile (83%) o uno “scaccia-noia” (81%).

Lo studio di Samsung, un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community italiane, ha rivelato non solo che per i giovani si tratta del mezzo di comunicazione per eccellenza, perché consente di mantenere i contatti con il resto del mondo (92%), magari con amici o compagni di studio, ma anche che detta lo stile di una persona (41%), diventando il protagonista indiscusso dell’outfit (71%). Insomma, un vero e proprio trend setter.

Largo quindi alle personalizzazioni in vista dell’estate: come abbinare la borsa alla custodia o lo smalto allo screenserver? I millennials amano in primis giocare con lo schermo (28%), con le cover che cambiano a seconda dell’outfit (27%), con le suonerie personalizzate (21%), fino alla forma e al colore delle icone (13%). E se un ragazzo su 3 spende fino a un’ora al giorno alla cura della propria immagine, c’è da pensare che più del 50% del loro tempo venga dedicato alla cura del proprio smartphone.

Non solo: è considerato così importante da influenzare il giudizio che si ha di una persona. Per un giovane su tre, infatti, marca e modello bastano per giudicare, farsi un’idea su chi ci sta di fronte e che, magari, vediamo per la prima volta.

Si scopre, inoltre, che per i millennials lo smartphone riflette la personalità di una persona: gli appassionati di moda lo scelgono in base all’estetica (29%), i narcisi in base alla facilità di condividere foto e video (25%), chi è molto impegnato sul lavoro lo privilegia orientato al business (24%), i music lovers lo acquistano in base alla qualità del suono (17%).

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Ma quali sono le attività che i giovani preferiscono fare con il proprio smartphone? Sicuramente la condivisione di foto e video (82%), meglio se postate subito sui social (31%), altri preferiscono ritoccarle con app di fotoritocco dedicate (21%), per fare lo scatto “perfetto”. Addio alla stampa delle foto e ai classici quadretti appesi in casa, appannaggio solo del 6% degli intervistati. 

Cosa influenza la scelta di uno smartphone piuttosto che un altro? Sicuramente il modello, che deve rispecchiare le esigenze tecnologiche, insieme al confort e al design (45%), le dimensioni e lo spessore dello schermo (33%), il prezzo (28%), e la marca (23%). E a proposito di esigenze tecnologiche, è la capacità di realizzare foto e video di qualità tra il principale driver di acquisto per il 48% degli intervistati. I millennials amano in particolar modo fotografare cibo (32%), i paesaggi e animali (21%) e i propri outfit (16%). Sempre meno fotografati i monumenti (9%).

Ancora tradizionali nella scelta di acquisto, si fidano molto di amici e famigliari (43%). Raccolgono informazioni dai tech blog online (36%) e dagli influencer sui social network (18%), fanalino di coda le riviste specializzate (3%). Tra i servizi aggiuntivi che influenzano l’acquisto ci sono, tra i primi, la possibilità di collegare facilmente lo smartphone a uno schermo esterno (28%), la capacità di memoria superiore alla media (16%) e il risparmio energetico (15%). 

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Huawei Ban sospeso almeno fino al 19 agosto]]> https://igizmo.it/?p=30769 2019-05-21T06:23:29Z 2019-05-21T06:23:08Z Come era prevedibile, dopo poco più di un giorno di posizione ferrea gli Stati Uniti sono scesi a più mite consiglio e hanno rimandato il bando di Huawei di 90 giorni. Entrerà in vigore il prossimo 19 agosto, al fine di ridurre fastidi e problemi nei confronti dei consumatori. Il Dipartimento del Commercio statunitense permetterà […]

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Come era prevedibile, dopo poco più di un giorno di posizione ferrea gli Stati Uniti sono scesi a più mite consiglio e hanno rimandato il bando di Huawei di 90 giorni. Entrerà in vigore il prossimo 19 agosto, al fine di ridurre fastidi e problemi nei confronti dei consumatori.

Il Dipartimento del Commercio statunitense permetterà dunque a Huawei di acquistare componenti made in Usa allo scopo di non penalizzare la manutenzione degli apparecchi esistenti e lo sviluppo degli aggiornamenti software destinati agli smartphone.

Dunque il bando rimane per l’acquisto di materiali destinati alla produzione di nuovi modelli, per i quali è necessario ottenere le specifiche licenze nell’ambito dell’applicazione della Entity List che proibisce alle aziende Usa di vendere componenti critici a quelle cinesi. Questo bando deriva dalle preoccupazioni in termini di sicurezza nazionale del Governo statunitense verso Huawei.

Rimando di 90 giorni

Il procrastinamento del bando va inteso nell’ottica di permettere alle aziende e ai consumatori che si affidano ai prodotti di Huawei di poter continuare a operare senza interruzioni e discontinuità. Il Segretario del Commercio Wilbur Ross ha spiegato che “questa nuova licenza permetterrà di tutelare gli attuali utenti”.

A partire dal prossimo 19 agosto diventerà effettivo il bando, ma in questi tre mesi circa Huawei ha la possibilità di tutelare le proprie supply chain e di attrezzarsi per mantenere alto il livello di servizio anche a partire dal 20 agosto.

Huawei: “Ci sottovalutano”

Ren Zhengfei, founder di Huawei, ha detto nei giorni scorsi: “Il Governo US al momento sottostima le nostre capacità”, a lasciare intendere che nonostante tutto l’azienda ha la possibilità di reagire nonostante tutto.

Il Dipartimento del Commercio si è inoltre riservato la possibilità di estendere il periodo di sospensione oltre gli attuali 90 giorni. Nel momento in cui si scrive non ci sono ancora reazioni da parte delle aziende statunitensi che hanno aderito al bando, tra cui Google.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Wiko Y80: schermo da 5,99 pollici e batteria da 4.000 mAH]]> https://igizmo.it/?p=30761 2019-05-20T15:55:37Z 2019-05-20T15:55:36Z Wiko ha svelato un nuovo smartphone della fascia Y, dopo Y60 presentato qualche settimana fa. Si tratta del fratello maggiore Y80 e può contare su un generoso display HD+ da 5,99″ con formato widescreen 18:9 immersivo e bordi ridotti. Y80 racchiude le migliori feature a un prezzo che, ancora una volta, ribadisce il “lusso democratico” […]

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Wiko ha svelato un nuovo smartphone della fascia Y, dopo Y60 presentato qualche settimana fa. Si tratta del fratello maggiore Y80 e può contare su un generoso display HD+ da 5,99″ con formato widescreen 18:9 immersivo e bordi ridotti. Y80 racchiude le migliori feature a un prezzo che, ancora una volta, ribadisce il “lusso democratico” di Wiko.

Potenza e autonomia

Dotato di batteria da 4.000 mAh, Wiko Y80 è stato progettato per garantire un’autonomia di oltre una giornata di uso intensivo. Il processore octa-core da 1,6 GHz assicura tutta la potenza necessaria per guardare video e film preferiti o per il gaming. Grazie allo storage da 16 GB, Y80 consente di archiviare oltre 2.400 brani musicali, 2.400 foto o 60 app. È inoltre possibile inserire una memoria espandibile fino a 128 GB grazie allo slot per microSD.

Doppia fotocamera

La doppia fotocamera da 13MP + 2MP di Wiko Y80 consente di esprimere il proprio potenziale fotografico. La modalità AI-Artistic blur darà libero sfogo a tutta la creatività, mentre con la fotocamera frontale con flash da 5MP non ci sarà più limite ai selfie.

Y80 consente azioni rapide e sicure con il Face Unlock, la tecnologia di riconoscimento facciale. Grazie ad Android 9 Pie è possibile risparmiare batteria analizzando l’utilizzo del device e allocando di conseguenza le risorse. Se non bastasse, Wiko Y80 è un dispositivo all-in-one grazie al supporto dell’opzione Dual Sim.

Accessori Wiko

Per proteggere il nuovo Y80 sono disponibili gli eleganti accessori Wiko: Easy Folio con flip cover semitrasparente per tenere d’occhio le notifiche, custodia trasparente in materiale flessibile e vetro temperato ultra-resistente per proteggere il display.

Prezzo

Wiko Y80 è disponibile in 3 raffinati colori con finiture opache: Gradient Dark Blue, Gradient Bleen e Gold. Sarà in vendita a partire da fine maggio al prezzo di 99,99 euro.

Caratteristiche tecniche Wiko Y80

Y80
Connettività 4G LTE B1 (2100)/B3 (1800)/B5 (850)/B7 (2600)/B8 (900)/B20 (800) H+/3G+/3G HSPA+ 850/900/1900/2100 MHz GSM/GPRS/EDGE 850/900/1800/1900 MHz
Trasmissione dati FDD-LTE Categoria 4 DL 150 Mbps, UL 50 Mbps
Sistema operativo Android 9.0 (Pie)
Processore Unisoc SC9863A, Octa-Core 1.6 GHz
Scheda grafica – GPU IMG 8322
Display Touch screen
Scheda SIM 1 Micro SIM + 1 Nano SIM
Colori disponibili Gradient Dark Blue (Anthracite Blue), Gradient Bleen (Bleen), Gold
Dimensioni 160 x 76,5 x 8,55 mm
Peso 185 g
Batteria 4000 mAh Li-Po
Standby Fino a 286 ore
Autonomia in conversazione Fino a 38 ore (2G), 22 ore (3G)
ROM 16 GB
RAM 2 GB
Memoria espandibile Fino a 128 GB con Micro SD
Accelerometro
Bussola (Magnetometro)
Rilevatore di prossimità
Rilevatore di luce
SAR Testa: 0,49 W/kg, Corpo: 1,35 W/kg
Display
Dimensione 5.99
Tipo Tecnologia IPS, vetro 2.5D
Colori 16 milioni
Risoluzione HD+ (1440×720 pixel), densità di pixel: 269 PPI
Multitouch
Connettività
WI-FI 802.11 b/g/n
Condivisione connessione Internet USB, Bluetooth e Punto di Accesso WiFi
Bluetooth 4.2
USB OTGTM
PORTA USBTM 2.0
Sincronizzazione con il PC
Uscita audio Jack 3,5 mm
Fotocamera principale Doppia, 13+2 MP
Funzionalità Face Beauty, Night Mode, HDR, Live Filter, Time-Lapse, Live Portrait (front), Live Artistic
Blur (rear), AI mode, Professionnal mode
Flash LED
Fotocamera anteriore 5 Megapixel
Zoom digitale 4x
Messa a fuoco automatica
Editor di immagini
Bilanciamento del bianco Auto, Incandescenza, Luce solare, Fluorescenza, Nuvoloso
Registratore video 1080p@30fps
Formati audio supportati MP3, AMR, WAV, AAC
Formati di immagine supportati JPEG, GIF, PNG, BMP
Formati video supportati AVI, MP4, 3GP, H.264
GPS
A-GPS
Lingue Inglese, francese, italiano, tedesco, olandese, spagnolo, portoghese, russo, ceco, polacco, finlandese, ungherese, arabo, urdu, persiano, danese, norvegese, svedese, thailandese, indonesiano, vietnamita, turco, serbo cirillico, serbo latino, sloveno, macedone, croato, catalano, basco, rumeno, polacco, slovacco, ucraino, greco
Funzionalità Wiko Face Unlock, Wiko Launcher, Smart Assist, One-handed mode, Smart actions, Smart screenshot
Servizi Google

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Huawei Ban: le reazioni e l’impatto sugli utenti]]> https://igizmo.it/?p=30750 2019-05-20T14:58:11Z 2019-05-20T14:55:22Z In queste ore a tenere banco è la vicenda che contrappone le aziende statunitensi a Huawei. Il bando posto da Trump ha interrotto le forniture di componenti al brand cinese di calibri quali Intel, Qualcomm, Infineon e Google, che ha sospeso la collaborazione. Fatto che incide sulla possibilità degli smartphone di ricevere gli aggiornamenti del […]

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In queste ore a tenere banco è la vicenda che contrappone le aziende statunitensi a Huawei. Il bando posto da Trump ha interrotto le forniture di componenti al brand cinese di calibri quali Intel, Qualcomm, Infineon e Google, che ha sospeso la collaborazione. Fatto che incide sulla possibilità degli smartphone di ricevere gli aggiornamenti del sistema operativo e non solo. Abbiamo illustrato tutti gli scenari possibili in vari articoli, che trovate in questa sezione dedicata; in questo approfondimento vi riportiamo alcune reazioni del mercato e cosa succederà davvero sui vostri smartphone.

Codacons: “Possibile class action”

Codacons (Coordinameento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori) ha pubblicato un bollettino con la posizione ufficiale per tutelare i possssori di smartphone Huawei:

“La rottura tra Goole e Huawei potrebbe avere effetti devastanti per centinaia di migliaia di italiani che possiedono uno smartphone del colosso cinese. Conseguenze che potrebbero determinare effetti sul fronte commerciale e portare il Codacons ad intentare una class action a favore degli utenti per il risarcimento dei danni che scaturiranno da tale situazione.

La sospensione della licenza Android fornita da Google, infatti, potrebbe provocare un terremoto sui telefonini: dalla mancanza di alcuni servizi Google all’impossibilità di eseguire aggiornamenti di sicurezza sugli smartphone, fino alla limitazione delle funzionalità degli apparecchi. Effetti che danneggerebbero in modo evidente quanti hanno acquistato un cellulare Huawei convinti di poter utilizzare Android e tutti gli altri servizi forniti da Google, e che aprirebbero il fronte dei risarcimenti in favore dei consumatori.

Per tale motivo il Codacons si prepara a scendere in campo a tutela degli utenti italiani possessori di telefonini Huawei, e non esclude una possibile class action per far ottenere a tutti coloro che subiranno una eventuale limitazione delle funzionalità degli smartphone il rimborso loro dovuto in base al Codice del Consumo”.

Eolo: “Da sempre bannati”

Luca Spada, Ceo di Eolo, sul suo profilo pubblico di Facebook ha scritto quanto segue:

“In EOLO è da sempre che ho bannato l’ingresso di vendor tecnologici cinesi, principalmente per due motivi:
1) le aziende tecnologiche cinesi sono nate COPIANDO le idee e i prodotti europei e americani. Huawei, che agli inizi è nata copiando gli apparati dell’americana Cisco, aveva addirittura lo stesso identico linguaggio di programmazione degli apparati di rete.
E’ vero: oggi hanno i proprio lab di ricerca e sviluppo, ma hanno sfruttato per anni la mancanza di una legge a tutela del copyright in Cina. Questo è stato inaccettabile: sono nati e cresciuti sfruttando gli investimenti di R&D di altre aziende.
2) tutela e protezione del mercato italiano, in primis, ed europeo. In EOLO preferiamo lavorare con fornitori italiani o in subordine almeno europei.

Il fatto che ora Google e Intel li abbiano bannati, con danni economici per loro ENORMI (i costi dei loro smartphone aumenteranno senza contare tutti gli investimenti fatti con Huawei che andranno svalutati) significa che hanno prove concrete di implementazioni hardware e software “discutibili” sugli apparati Huawei…”

Avira: attenzione alla sicurezza

Il commento di Alexander Vukcevic, Direttore di Avira Protection Lab, in merito alla vicenda Huawei/Google pone l’accento sulla sicurezza: 

“Nel momento in cui gli utenti non avranno più la possibilità di accedere allo store di Google Play, inevitabilmente proveranno a scaricare le applicazioni più utilizzate da altre fonti e questo offrirà agli hacker nuove possibilità di attacco. Per questo motivo ci aspettiamo un incremento di app malevole che determineranno una seria minaccia per la sicurezza degli utenti Huawei. Per cui è  importante mantenere il telefono aggiornato con il sistema operativo più recente perché spesso gli aggiornamenti vengono rilasciati proprio per colmare eventuali bug o vulnerabilità sfruttate dagli hacker per attaccare il dispositivo. Più che offrire agli utenti le ultime novità in fatto di grafica ed emoticon, il vero valore di questi aggiornamenti è nel loro potenziale di protezione del dispositivo”.

Le conseguenze per i consumatori

A parte i toni accesi di queste ore, la sorpresa continua di nuove informazioni e il clamore cercato ad altre dell dichiarazioni, è tempo di ragionare in modo razionale e coerente su cosa potrebbe succedere agli utenti che hanno o avranno uno smartphone Huawei. A conti fatti, in questa prima fase, probabilmente nulla. Google potrebbe rivelarsi ben più morbida di quanto possa apparire, mettendo gli utenti al centro di un percorso di aggiornamento meno fitto ma comunque tale da preservare l’esperienza di utilizzo. Certo è impensabile, nello stato attuale delle cose, che gli smartphone riceveranno gli update con regolarità.

Android 9 Pie ha ormai raggiunto un buon livello e la patch più recente di Huawei porta la firma degli aggiornamenti di aprile 2019. L’update incrementale continuerà, sarà molto più laborioso, ma Android non è destinato a fermarsi, anzi. Così come tutte le app che trovano riscontro nel Google Play potranno continuare a ricevere gli aggiornamenti. Sempre dallo store si potranno continuare a scaricare le app accessorie. I componenti più a basso livello integrati da Google in Android, che esulano dalla licenza Aosp (quella open source), sono al momento bloccati ma l’impatto effettivo va misurato di volta in volta.

Un tweet ufficiale di Google è tranquillizzante:

“For Huawei users’ questions regarding our steps to comply w/ the recent US government actions: We assure you while we are complying with all US gov’t requirements, services like Google Play & security from Google Play Protect will keep functioning on your existing Huawei device”.

In italiano dice che Big G assicura che tutti i servizi afferenti a Google Play continueranno a funzionare sui dispositivi esistenti. La domanda è su quelli futuri, che non godranno del medesimo trattamento rispettoso verso gli utenti. Insomma, se avete uno smartphone di Huawei potete dormire sonni tranquilli, almeno per un bel po’. Le conseguenze del Ban si faranno sentire sulle prossime generazioni.

Evitare il danno d’immagine

Diversamente il fronte Pc, perché il bando posto da Intel e di gran parte dei fornitori di componenti elettronici potrebbe interferire non poco sui progetti del brand cinese. Il quale, in previsione, ha fatto sapere di avere sufficienti scorte per i prossimi tre mesi. La situazione sui notebook sembra più complessa, ma c’è sempre una soluzione: affidare l’elettronica al potente Soc Kirin 980 (e successivi), uno scenario già paventato prima delle discutibili azioni di Trump & Co. I Kirin si basano sull’architettura Arm, afferente all’omonima società nel Regno Unito: non è messa dunque in discussione la partnership tra le due aziende.

La questione non è attuale ma si sposta su un orizzonte futuro, con l’arrivo di Android Q, dei dispositivi flessibili e della declinazione di prodotto sulla roadmap prevista da Huawei. I telefoni nelle varie branch dell’azienda saranno a dir poco roventi. Perché non c’è nulla di ingestibile in questa situazione, tutto sommato risolvibile con una serie di accorgimenti e di interventi a livello di sviluppo dei dispositivi mobili. Ma la faccenda rischia di trasformarsi in un enorme danno d’immagine per l’errata percezione delle conseguenze effettive. Huawei è chiamata a rispondere in modo forte proprio per evitare di perdere quanto finora capitalizzato in termini di brand.

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Sara.G <![CDATA[Mi MIX 3 5G, il primo smartphone 5G ad essere venduto in Italia]]> https://igizmo.it/?p=30747 2019-05-20T11:59:18Z 2019-05-20T11:59:16Z Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, annuncia che Mi MIX 3 5G è finalmente disponibile in Italia, diventando così il primo smartphone 5G ufficialmente venduto sul mercato.  Il dispositivo nella colorazione Sapphire Blue e nella versione da 6GB+64GB sarà disponibile dal 23 maggio su Mi.com a 699 €. Annunciato quest’anno a Barcellona durante il Mobile World Congress, […]

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Xiaomi, leader mondiale nella tecnologia, annuncia che Mi MIX 3 5G è finalmente disponibile in Italia, diventando così il primo smartphone 5G ufficialmente venduto sul mercato. 

Il dispositivo nella colorazione Sapphire Blue e nella versione da 6GB+64GB sarà disponibile dal 23 maggio su Mi.com a 699 €.

Annunciato quest’anno a Barcellona durante il Mobile World Congress, Mi MIX 3 5G è uno dei primi smartphone con connettività 5G ad uso commerciale.

“Siamo onorati di essere la prima azienda a commercializzare un dispositivo 5G in Italia, una priorità nel nostro viaggio di espansione globale. Questo è un segnale del nostro continuo impegno verso i Mi Fan e tutti gli utenti italiani, con cui stiamo creando un legame sempre più forte”, ha dichiarato Ou Wen, Head of western Europe di Xiaomi. “Ci siamo impegnati per portare innovazione a tutti, e il più velocemente possibile. E credo che i nostri utenti vedranno grandi passi avanti nei prossimi mesi sulla nostra implementazione 5G”.

“Dopo anni di creazioni e sviluppo di tecnologie che rendono oggi il 5G una realtà, siamo orgogliosi di supportare Xiaomi nel lancio di Mi MIX 3 5G, uno dei primi dispositivi ad uso commerciale in Europa”, ha dichiarato Enrico Salvatori, President e Senior Vice President di QUALCOMM Europe/MEA, Inc. “Questo traguardo dimostra la stretta collaborazione tra le due aziende, che permetterà agli utenti di tutta l’Europa di godere dei benefici dei servizi 5G.”

Piattaforma mobile Snapdragon 855

Mi MIX 3 5G è alimentato dalla piattaforma mobile Qualcomm® Snapdragon 855 e dal modem X50 con transceiver integrato e soluzione RF front-end di Qualcomm Technologies. 

La CPU Qualcomm® Kryo™ 485 incorpora otto core per un ottimo equilibrio tra prestazioni ed efficienza energetica. Le prestazioni del singolo core sono fino al 45% più veloci, un grande salto di qualità rispetto alla generazione precedente. La GPU Qualcomm® Adreno™ 640 garantisce prestazioni superiori del 20%, rispetto alla generazione precedente. Il processore Qualcomm® Hexagon™ 690 raddoppia il numero dei processori vettoriali e inserisce un acceleratore tensor di ultima generazione, ottenendo prestazioni AI fino a tre volte più veloci con il motore Qualcomm® AI di quarta generazione.

Per supportare applicazioni che richiedono alti livelli di prestazioni del dispositivo per lunghi periodi di tempo, come i giochi multi-player avanzati, Xiaomi ha anche sviluppato un sistema di raffreddamento ibrido altamente avanzato per il Mi MIX 3 5G. Il materiale termico Rogers® HeatSORB™ crea un effetto di cambiamento di fase che cattura rapidamente il calore generato dal dispositivo in scenari impegnativi e ritarda gli aumenti di temperatura. Poi, un tubo di calore passivo composto da sei strati di grafite disperde il calore ad una velocità tre volte più veloce di una tipica lastra a doppia grafite.

La migliore fotografia 

Mi MIX 3 5G eredita la stessa doppia fotocamera AI da 12MP di Mi MIX 3, che ha ricevuto un punteggio fotografico DxOMark di 108, e presenta tutte le caratteristiche AI che gli utenti si aspettano dagli smartphone Xiaomi, incluse le funzionalità video al rallentatore da 960 fps. Per i selfie, Mi MIX 3 5G offre una configurazione a doppia fotocamera da 24MP + 2MP, che sfrutta al meglio il sensore IMX576 di Sony per catturare maggiori dettagli. La fotocamera è gestita da Qualcomm Spectra™ 380 ISP che fissa nuovi e brillanti standard per la fotografia cinematografica, nonché un’esperienza veloce ed efficiente che consente di effettuare più scatti consecutivi.

Il design scorrevole consente una migliore visualizzazione a schermo intero

Mi MIX 3 5G utilizza il meccanismo brevettato a scorrimento magnetico di Xiaomi, che offre una grande esperienza tattile e un’ampia gamma di personalizzazioni. Gli utenti possono impostare lo scorrimento per eseguire funzioni come rispondere alle chiamate o avviare l’applicazione della fotocamera. Grazie al design a scorrimento, le cornici sono estremamente sottili, ottenendo un rapporto schermo/corpo estremo. Quello che si nota è solo lo schermo, che è un display 6.39″ 2340 x 1080 FHD+ Samsung AMOLED con un rapporto di 19,5:9.

L‘impegno di Xiaomi verso il 5G

Xiaomi ha puntato su una soluzione 5G già nel maggio 2016, creando un team per lavorare sugli standard e iniziare la ricerca sul 5G. Essendo uno dei principali attori al lavoro sulle sperimentazioni del 5G organizzati dall’operatore China Mobile, Xiaomi ha testato con successo la connessione del segnale n78 nel settembre 2018, e ha completato il test del segnale mmWave (onda millimetrica) un mese dopo. A quel tempo, solo pochi produttori di smartphone in tutto il mondo avevano condotto con successo questi test.

Da sempre impegnata a portare le migliori innovazioni sul mercato, Xiaomi ha siglato numerose partnership strategiche in ambito 5G con i principali fornitori di servizi in tutto il mondo, quali 3, Sunrise, TIM, Vodafone e molti altri. Il passo successivo è stato quello di rendere i dispositivi 5G disponibili al maggiore numero possibile di consumatori, e per raggiungere questo obiettivo Xiaomi ha lavorato instancabilmente con alcuni di questi operatori fin dalle prime fasi di sviluppo del Mi MIX 3 5G. In maggio, Xiaomi, unendo le forze con l’operatore Sunrise, ha commercializzato il suo dispositivo Mi MIX 5G in Svizzera.

Wang Xiang, Senior Vice President di Xiaomi, già nella sua presentazione durante il MWC, ha affermato che la società ha “lavorato duramente per sviluppare un dispositivo e una soluzione per smartphone 5G” e continuerà a “collaborare con i nostri partner per rendere il 5G una realtà che può raggiungere sempre più utenti in tutto il mondo.”

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Intel, Qualcomm e altri pronti a bloccare le forniture a Huawei]]> https://igizmo.it/?p=30735 2019-05-20T11:47:20Z 2019-05-20T11:14:09Z Ieri Reuters, oggi Bloomberg. Il tono cambia poco: questa volta non solo Google ma anche Intel, Qualcomm, Xilix e Broadcom sono pronte a tagliare i ponti con Huawei. Sono tutte aziende specializzate nella produzione di chip e la decisione deriva dalla pubblicazione della Entity List, ossia la lista nera firmata da Trump che penalizza i […]

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Ieri Reuters, oggi Bloomberg. Il tono cambia poco: questa volta non solo Google ma anche Intel, Qualcomm, Xilix e Broadcom sono pronte a tagliare i ponti con Huawei. Sono tutte aziende specializzate nella produzione di chip e la decisione deriva dalla pubblicazione della Entity List, ossia la lista nera firmata da Trump che penalizza i rapporti tra le aziende statunitensi e quelle cinesi. L’amministrazione degli States vuole regolamentare rigidamente lo scambio di tecnologia con il pretesto della sicurezza nazionale ma andando a bloccare e disincentivare i rapporti commerciali tra i due Paesi, salvo non ci siano motivi eccezionali. Abbiamo spiegato ampiamente la portata della Entity List in questo articolo.

Tutti contro Huawei?

L’articolo di Bloomberg ha un taglio piuttosto deciso e spiega come le aziende produttrici di chip siano intenzionate a non fornire componentistica a Huawei allo stato attuale, in attesa di ulteriori informazioni future.

Anche in questo caso si tratta di un atto dovuto in seguito alle azioni intraprese dal Presidente Trump. I partner di Huawei coinvolti forniscono materiali necessari per la costruzione dei dispositivi, sia consumer sia dedicati alle infrastrutture di rete e alle soluzioni enterprise. Il bando sta toccando il brand cinese proprio nel momento di massimo splendore, dopo che è diventato il secondo produttore al mondo. Difficile che non venga il sospetto di una mossa puntuale, quasi ad orologeria.

Anche perché chi vi scrive ha sempre sentito parlare di coincidenze, ma non ne ha mai vista una dal vivo. Come dimostrano anche i fatti recenti e successivi alle posizioni esagerate di Trump. Le ripercussioni non si sono fatte mancare: anche Infineon ha comunicato di aver sospeso le forniture di componenti a Huawei, provocando una catena di oscillazioni azionarie che ha colpito anche STMicroelectronics. Anche Micron Technology potrebbe decidere di aderire.

Tutte aziende made in Usa che non potranno esimersi dal dover affrontare un rallentamento del business e una reazione dei mercati tutt’altro che piacevole. Alla resa dei conti, interrompendo i rapporti con Huawei andranno incontro a una perdita di valore delle azioni e a una riduzione del fatturato. L’industria dei semiconduttori, una delle più forti in Usa, non ha bisogno di questo tipo di criticità. Alla resa dei conti si potrebbe trasformare in una mossa boomerang.

La somma di tutte queste mosse non può che ritardare la costruzione delle reti 5G e rallentare lo sviluppo tecnologico. Huawei ha tenuto a sottolineare che le scorte di chip sono sufficienti per sostenere il business nei prossimi tre mesi. Non sono previsti shortage, di certo le aziende coinvolte in questa ulteriore mossa dovuta dopo il “bando Trump” potrebbero subire una situazione di eccesso di produzione, con conseguente riduzione dei pressi all’ingrosso.

Escalation

Non passa inosservata l’escalation di rigidità e tensione tra Washington e Pechino. Una guerra fredda tra le due principale economie mondiali che sta mietendo vittime sui consumatori, disorientandoli e creando situazioni di percezione non adeguate allo stato delle cose.

Penalizzare cosi pesantemente la Cina potrebbe rallentarne così tanto lo sviluppo tecnologico ed economico da congelarne le operazioni per diversi anni. E questa non sarebbe una mossa così dissimile da un atto di guerra sostanziale. Oltre a comportare una penalizzazione alle infrastrutture di connettività mondiali. È davvero questo scenario che gli Stati Uniti vogliono? Un ritorno al passato e non una evoluzione futura? Siamo sempre propensi ad accettare una sola spiegazione: che questa rigidità sia funzionale a intavolare una trattativa forte con la Cina, altrimenti per Trump è pura “pazzia” egemonica.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[La posizione ufficiale di Huawei su Google. Tre scenari futuri]]> https://igizmo.it/?p=30731 2019-05-20T11:47:34Z 2019-05-20T10:38:04Z A meno di dodici ore dalla notizia di Reuters, che abbiamo riportato in questo approfondimento, secondo cui Google si appresta a terminare la collaborazione di Huawei sul fronte Android, togliendo di fatto la possibilità agli smartphone cinesi di ricevere gli aggiornamenti, l’assistenza e la piattaforma di servizi di Big G, arriva la posizione ufficiale dell’azienda […]

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A meno di dodici ore dalla notizia di Reuters, che abbiamo riportato in questo approfondimento, secondo cui Google si appresta a terminare la collaborazione di Huawei sul fronte Android, togliendo di fatto la possibilità agli smartphone cinesi di ricevere gli aggiornamenti, l’assistenza e la piattaforma di servizi di Big G, arriva la posizione ufficiale dell’azienda con sede a Shenzen.

In prima battuta è stato inviato uno statement in inglese, che vi riportiamo nella sua forma integrale:

“Huawei has made substantial contributions to the development and growth of Android around the world. As one of Android’s key global partners, we have worked closely with their open-source platform to develop an ecosystem that has benefitted both users and the industry. Huawei will continue to provide security updates and after sales services to all existing Huawei and Honor smartphone and tablet products covering those have been sold or still in stock globally. We will continue to build a safe and sustainable software ecosystem, in order to provide the best experience for all users globally.”

Successivamente è arrivata la medesima posizione, questa volta in italiano:

“Huawei ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore.

Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo.

Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale”.

Huawei è già pronta

La posizione di Huawei è chiara, seppure vergata in parole di circostanza che non mirano a chiudere i dilaoghi con le controparti statunitensi ma di certo fanno intuire che si andrà avanti con o senza di loro. La prima garanzia che balza all’occhio è l’impegno a fornire “aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor”: questo è rassicurante nei confronti che hanno scelto e sceglieranno i prodotti dei brand cinesi.

Ma la parte fondamentale è quando Huawei dice di aver lavorato “sulla piattaforma open source”. In virtù della decisione di Google, il brand cinese non ha più accesso alla versione completa di Android ma solo a quella open source (Aosp, ossia Android open source project) scevra dei servizi e delle piattaforme esclusive di Big G, tra cui molte delle app fondanti. La frase di Huawei sottolinea “open source” lasciando intendere che può tranquillamente adeguarsi alla nuova realtà con tutto sommato poco sforzo e integrando opportunamente il sistema operativo. Come dire: siamo già pronti.

L’altra frase fondante è questa: “continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile”. Ossia, “andiamo avanti comunque”, puntando all’ecosistema e non al sistema operativo. Lasciando intendere che un “piano b” era già pronto. In ogni caso, Android open source permette tranquillamente di mantenere coerenza con il passato e di costruire un “ecosistema software” in perfetta sintonia con le esigenze dei consumatori.

I possibili scenari

Contestualizzando la dichiarazione di Huawei nel panorama più ampio delle posizioni aggressive di Trump (lo speciale con la cronistoria dei fatti in questo articolo) e delle reazioni di Google e non solo (in questo approfondimneto) si possono tracciare tre possibili scenari:

  • Ipotesi 1: Huawei continuerà moto proprio a usare Android ma in versione open source, rafforzando ulteriormente il proprio reparto di sviluppo per compensare una serie di automatismi mancanti da parte di Google. Questo darebbe vita sostanzialmente al cosiddetto “fork”, ossia a una versione proprietaria di Android basate sulle medesime fondamenta dell’Os ma con ampi spazi di intervento da parte del brand. Non sarebbe la prima volta che questo si verifica: molte versioni di Android per il mercato cinese sono di fatto dei fork perché l’Os al suo completo non è utilizzabile in Cina e così sono integrate funzioni e app che non trovano posto in Europa. Questo è anche uno dei motivi per cui molti brand cinesi che portano gli smartphone in Italia dichiarano un nome specifico per l’interfaccia: in Cina è un vero e proprio sistema operativo.
  • Ipotesi 2: Huawei concretizzerà il lancio di un suo sistema operativo proprietario, forse basato sul core di Android, ma fortemente connotato da strumenti, funzioni e dotazione diversa dall’Os di Google. I brand cinesi ci stanno pensando da diverso tempo e Huawei aveva già lasciato intendere che nei laboratori si stava lavorando a una piattaforma interna alternativa ad Android. Ora potrebbe uscire dalle camere bianche ed entrare nelle prossime generazioni degli smartphone. Le ripercussioni sono insite nella necessità di aggregare il panorama degli sviluppatori in un nuovo app store validato per questo sistema operativo ma Huawei ha la forza e la gravità necessarie per attirare questo universo di developer e convincerli ad adattare le loro app. In ogni caso, esistono già store alternativi al Play: basterebbe acquistarne uno, ottimizzarlo, perfezionarlo e il gioco sarebbe fatto.
  • Ipotesi 3: Huawei e Google torneranno a più miti consigli. L’attuale diatriba si inserisce in un contesto economico-politico molto più articolato e macro rispetto alle vicissitudini di due aziende che bisticciano via carta stampata come quasi ex. La realtà dei fatti è che Stati Uniti e Cina stanno portando la negoziazione a livelli “nucleari” (termine usato da alcuni analisti), vale a dire di dimensione tale che dietro a una mossa “piccola” come quella relativa alla competitività tecnologica ci sono interessi enormi in ballo. L’affaire Huawei/Google va inserito in questo contesto e guardato con lo spessore che ha, calcolando la dinamica Usa/Cina. A dire che la negoziazione tra i Paesi potrebbe ricadere su posizioni meno rigide da parte dei brand. La mossa di Google è un atto dovuto, tuttavia Huawei con i suoi oltre 230 milioni di smartphone distribuiti nel mondo è un tassello troppo importante per Android. E non si fa certo l’interesse di Big G a bloccare il brand cinese in un contesto dove le piattaforme per i dispositivi mobili e l’IoT sono il terreno economico, politico, industriale e commerciale attuale e futuro. Ancora meno si fa l’interesse di tutto l’ecosistema esteso se si considera che questo azzoppamento (per Huawei e soprattutto per Google) avviene all’alba dell’era 5G. Le posizioni sono destinate ad ammorbidirsi, ma con il tempo.

E quindi?

Quindi Huawei non rimarrà senza Android: Aosp è una versione di Android a tutti gli effetti. Solo un po’ monca, ma il brand cinese ha la possibilità di completarla efficacemente investendo in ricerca e sviluppo e rafforzando il team interno sul lato piattaforme.

Di certo la posizione dovuta, quasi forzata, di Google non aiuta i consumatori, ma questo è solo congiunturale come detto qui sopra, e nel medio periodo Huawei ristabilirà una condizione di servizio coerente con il comportamento finora tenuto. Spiace solo che partite giocate in altre stanze si ripercuotano in modo anti-competitivo e spregiudicato sulla percezione di un brand che non merita questo trattamento.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Google sospende con Huawei: stop agli update di Android]]> https://igizmo.it/?p=30725 2019-05-20T11:16:44Z 2019-05-19T21:54:34Z Il bando posto da Trump nei giorni scorsi, di cui vi abbiamo dato un’estesa notizia con tutte le spiegazioni del caso, ha già sortito i primi effetti per Huawei. E non sono purtroppo conseguenze positive. Google ha infatti deciso di interrompere alcuni rapporti di business con l’azienda cinese, la quale potrà accedere solo alle parti […]

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Il bando posto da Trump nei giorni scorsi, di cui vi abbiamo dato un’estesa notizia con tutte le spiegazioni del caso, ha già sortito i primi effetti per Huawei. E non sono purtroppo conseguenze positive. Google ha infatti deciso di interrompere alcuni rapporti di business con l’azienda cinese, la quale potrà accedere solo alle parti open source delle piattaforme di Big G. La notizia è stata riportata da Reuters ma ha fatto rapidamente il giro del mondo.

I risvolti sono immediati: nel momento in cui l’azione di Google sarà effettiva, Huawei perderà il diritto ad accedere agli aggiornamenti di Android. Questo vale per tutti gli smartphone già attivi. Sulla prossima generazione i modelli di Huawei non potranno avere accesso ai servizi e alle app di Google, tra cui Gmail e il Play Store.

Conseguenze enormi

Il dettaglio su quali e quanti servizi spariranno dagli smartphone di Huawei è ancora tutto da verificare. Nessuna delle due parti ha voluto commentare la notizia riportata da Reuters, che però è il classico fulmine a ciel sereno.

L’azione intimidatoria del Governo Trump sta generando una situazione di mercato fortemente anticompetitiva, per ora arginata a Huawei ma che potrebbe avere risvolti anche su altri fronti e, non è escluso, con altri brand.

Tra Google e Huawei

Detto questo, Huawei continuerà ad avere accesso alla versione open source del sistema operativo di Android, quello disponibile in forma gratuita per chiunque, scevra però delle ottimizzazioni, dei servizi proprietari di Google, di molte app e di una serie di strumenti più evoluti. Ciò non toglie che il brand potrà installare di per sè Play Services e le applicazioni che prefreisce, tuttavia dovrà rinunciare agli update di sicurezza.

Tra le altre conseguenze, citiamo il fatto che in seguito a questi fatti, Google terminerà anche il supporto tecnico e la collaborazione estesa in atto con Huawei, con effetto praticamente immediato secondo la fonte interpellata da Reuters.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Il reddito di cittadinanza includerà smartphone ed elettronica]]> https://igizmo.it/?p=30718 2019-05-19T10:33:23Z 2019-05-19T10:22:28Z Il Ministero del Lavoro ha fornito le prime indicazioni sull’estensione della portata delle spese autorizzate dal reddito di cittadinanza. Si attende l’ufficializzazione della nuova lita, che ora comprende anche l’elettronica di consumo, tra cui gli smartphone, ma possiamo già dire che la card emessa dalle Poste potrà essere presentata anche nei negozi di elettronica. Così […]

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Il Ministero del Lavoro ha fornito le prime indicazioni sull’estensione della portata delle spese autorizzate dal reddito di cittadinanza. Si attende l’ufficializzazione della nuova lita, che ora comprende anche l’elettronica di consumo, tra cui gli smartphone, ma possiamo già dire che la card emessa dalle Poste potrà essere presentata anche nei negozi di elettronica.

Così si potrà acquistare il cellulare, ma non sottoscrivere abbonamenti mensili di streaming e simili (leggasi Netflix, Spotify e così via). Si potranno però comperare libri, vestiti, mobili e giocattoli. E poi la notizia tanto attesa: piccoli e grandi elettrodomestici. Questo include frigoriferi, forni a microonde, lavastoglie, lavatrice e oggetti per la cucina. E non solo: anche gli smartphone.

Decreto attuativo per gli smartphone

La lista aggiornata sarà pubblicata nei prossimi giorni con un decreto attuativo da parte del Ministero e accoglie le pressioni fatte a Roma dalle associazioni di categoria a rappresentanza dei negozianti, tra cui l’Aires. Il cui Direttore generale Davide Rossi non ha dubbi: “Abbiamo vinto”, ci ha detto confidenzialmente.

Limitazioni

In attesa della legge effettiva, possiamo già anticipare che saranno posti in essere alcune limitazioni. L’elenco non è basato sull’ampliare il paniere ma escludendo da questo i prodotti che non rientrano tra quelli acquistabili con la card del reddito di cittadinanza. Finora gli smartphone erano tra i segni rossi.

Se a beneficiarne saranno le insegne della consumer electronics, va anche detto che tra le merci bandite figurano il gioco d’azzardo e l’acquisto di superalcolici, gioielli, accessori di lusso, antiquariato e pacchetti finanziari. Il limite sui prelievi non sarà modificato.

Nei giorni scorsi Aires aveva sollecitato il decreto per estendere il paniere di merci acquistabili con la card e chiesto alle insegne di non accettare la PostePay finché il Ministero non avesse fatto chiarezza. Il Direttore generale della Aires, Davide Rossi, ha dichiarato: “Si faccia presto; comprendiamo le difficoltà e il fatto che il primo mese sia stato considerato “di rodaggio” del sistema ma, in vista della erogazione della seconda mensilità, ogni ritardo nella definizione dei beni crea delusione negli aventi diritto, sconcerto nelle imprese e presta il fianco a fenomeni di abuso e malversazione delle risorse. Confermiamo la disponibilità già espressa a collaborare attivamente per la messa in opera di tutti i possibili sistemi preventivi atti ed evitare scorciatoie e furberie”.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Gli smartphone a tre fotocamere saranno lo standard nel 2021]]> https://igizmo.it/?p=30715 2019-05-19T09:58:41Z 2019-05-19T09:58:40Z La tripla fotocamera sugli smartphone è, a conti fatti, il trend tecnologico che si è sviluppato nel 2018. Ma fra un paio di anni sarà lo standard sui dispositivi mobili. Lo stabilisce la ricerca di Counterpoint che già nel 2016 aveva identificato lo sviluppo della cosiddetta “megapixel war” con la progressiva ascesa dei telefonini a […]

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La tripla fotocamera sugli smartphone è, a conti fatti, il trend tecnologico che si è sviluppato nel 2018. Ma fra un paio di anni sarà lo standard sui dispositivi mobili. Lo stabilisce la ricerca di Counterpoint che già nel 2016 aveva identificato lo sviluppo della cosiddetta “megapixel war” con la progressiva ascesa dei telefonini a doppia focale.

Nel 2019 la tripla fotocamera è il nuovo asset tecnologico per descrivere uno smartphone “innovativo”. Il 6% dei cellulari venduti a livello mondiale dispone di tre ottiche, o addirittura di più. Entro la fine del 2019 questo dato più che raddoppiera: 15%; sarà del 35% nel 2020. E così nel 2021 le tre ottiche saranno sul 50% dei modelli venduti a livello globale, praticamente lo standard.

Non solo fascia alta

Della quarantina di nuovi smartphone presentati finora nel 2019, più della metà hanno adottato uno schema imaging multi-obiettivo. Per la cronaca, la più grande concentrazione si è verificata nel primo trimestre di quest’anno.

Non fa scalpore scoprire che la maggiore concentrazione di questa tecnologia è presente nella fascia alta del mercato, tuttavia si stanno facendo strada smartphone dai costi più competitivi dotati almeno di due obiettivi.

Sul fronte tecnologico, sono tre gli elementi dominanti: zoom ottici sviluppati (10x o addirittura 50x ma digitale); intelligenza artificiale per assistere nello scatto; sensori di profondità dedicati (i cosiddetti ToF, cioè Time of Flight). Le funzioni di teleobiettivo, bokeh, ritratto e grandangolo sono diventate uno standard. La prossima sfida è migliorare la sinergia e la cooperazione tra i sensori per restituire un’esperienza più fluida e una ottimizzazione migliore degli effetti zoom.

Smartphone del futuro

L’evoluzione nel prossimo futuro, secondo Counterpoint, è legata alla diffusione di sensori da 64 Mpixel (secondo semestre del 2019), la penetrazione degli schemi imaging a tre ottiche anche nella fascia inferiore a 500 euro, l’uso di app sempre più efficienti nell’utilizzo dei tre obiettivi.

Il grande passo ora spetta a Google: con la prossima evoluzione dei Pixel potrebbe debuttare una impostazione fotografica a due sensori. Che porterebbe la già eccellente esperienza imaging a un livello ancora superiore. Apple, invece, con il prossimo iPhone potrebbe sancire definitivamente il trend qui descritto da Counterpoint.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Oppo abbraccia lo sport e diventa partner della Color Run]]> https://igizmo.it/?p=30711 2019-05-21T07:47:25Z 2019-05-18T10:49:01Z L’innovazione di Oppo incontra lo sport con passione, energia e colore. Il brand vanta già diverse partnership internazionali siglate con FC Barcellona, l’International Cricket Council (ICC), il Super Trofeo organizzato da Automobili Lamborghini, l’All England Lawn Tennis Club (AELTC) in qualità di primo partner smartphone ufficiale, nonché il primo partner asiatico del Torneo di Wimbledon […]

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L’innovazione di Oppo incontra lo sport con passione, energia e colore. Il brand vanta già diverse partnership internazionali siglate con FC Barcellona, l’International Cricket Council (ICC), il Super Trofeo organizzato da Automobili Lamborghini, l’All England Lawn Tennis Club (AELTC) in qualità di primo partner smartphone ufficiale, nonché il primo partner asiatico del Torneo di Wimbledon e, come annunciato qualche giorno fa, in qualità di Premium Partner e Partner Ufficiale smartphone di Roland-Garros e del Rolex Paris Masters per i prossimi tre anni (2019-2021) attestandosi come il primo partner cinese di Roland-Garros.

Calcio, cricket, racing, tennis e ora anche running: in Italia, Oppo può vantare la partnership con The Color Run, la fun race non competitiva che si svolge in un contesto ricco di colori, musica, festa e allegria che farà tappa con il suo “Love Tour” in alcune città italiane. Il brand sarà presente con tante iniziative speciali che stuzzicheranno la creatività di tutti i runners:

  • Scatta, condividi e ritira il gadget: basterà presentarsi all’interno del gonfiabile Oppo presente nell’area del village per testare il nuovo Oppo Reno. Un team dedicato scatterà a tutti i partecipanti una foto che una volta condivisa sui social network darà diritto ad un gadget speciale perfetto compagno della Color Run
  • OnStage Warm UP: prima e dopo la vera e propria gara sarà presen-te sul palco della manifestazione per la prima volta in assoluto la Ma-scotte ufficiale: Oppolino che intratterrà e sfiderà i runner con acrobatici e ritmati passi di danza, oltre a donare fantastici gadget brandizzati
  • Color Blast: il verde Oppo sarà protagonista di uno dei Color Blast dal palco dove la “green wave” prenderà il sopravvento insieme a tantissimi gadget brandizzate.

Oppo Reno alla Run

Poiché lo sport è prima di tutto passione e divertimento, Oppo Reno colorerà di Ocean Green e Jet Black – le due ricercate colorazioni della nuova linea OPPO Reno – la Color Run con postazioni dove sarà possibile pro-vare il nuovo smartphone che grazie alle sue funzioni, segna l’ingresso in una nuova era di interazione visiva, di fotografia e di intrattenimento.

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Sara.G <![CDATA[HP lancia il primo laptop dual-screen da gaming al mondo]]> https://igizmo.it/?p=30701 2019-05-21T07:53:21Z 2019-05-17T15:58:31Z HP ha annunciato oggi, nel corso dell’HP Gaming Festival di Pechino, un’importante serie di innovazioni delle famiglie di prodotti OMEN e HP Pavilion Gaming, destinate a portare a un nuovo livello le esperienze di gioco degli appassionati di videogiochi.  OMEN X 2S, il primo laptop dual-screen per il gaming al mondo1, offre un livello straordinario di […]

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HP ha annunciato oggi, nel corso dell’HP Gaming Festival di Pechino, un’importante serie di innovazioni delle famiglie di prodotti OMEN e HP Pavilion Gaming, destinate a portare a un nuovo livello le esperienze di gioco degli appassionati di videogiochi. 

OMEN X 2S, il primo laptop dual-screen per il gaming al mondo1, offre un livello straordinario di potenza e capacità multitasking. I nuovi laptop OMEN 15OMEN 17 assicurano prestazioni elevate nel formato più sottile mai realizzato finora da HP. Il laptop HP Pavilion Gaming 15 garantisce una versatilità e una mobilità straordinarie sia per i giocatori che per i professionisti della creatività. Inoltre, con i miglioramenti del software OMEN Command Center e i nuovi display e accessori OMEN e HP Pavilion Gaming, HP ha rafforzato un ecosistema di gioco tra i più importanti del settore, che offre tutto ciò di cui hanno bisogno i giocatori per migliorare e raggiungere i propri obiettivi. 

Una ricerca recente sui trend del settore mostra che l’82% dei giocatori utilizza il proprio smartphone per scambiare messaggi durante le sessioni di gioco, il 61% ascolta musica e il 49% guarda contenuti in streaming, video e siti Web correlati ai giochi2. Per rispondere a queste esigenze, HP ha introdotto un secondo schermo nel sistema OMEN X 2S, sotto forma di un intuitivo touchscreen 1080p da sei pollici, che permette di scambiare messaggi con gli amici in WeChat e WhatsApp, navigare in Spotify, guardare video su Twitch e YouTube e che può essere utilizzato perfino come hub per il software OMEN Command Center.

“Spingere sempre avanti i confini di ciò che è possibile, con prodotti rivoluzionari che cambiano le regole del gioco, rispecchia la filosofia alla base del modo in cui opera HP”, ha dichiarato Rossella Campaniello, Personal Systems Business Director di HP Italy.“Il brand OMEN è pensato per i videogiocatori che vogliono il meglio, e OMEN X 2S è un ottimo esempio di come stiamo definendo nuovi standard e cambiando il modo in cui viene utilizzato un laptop da gioco”.

Laptop progettati per il gaming di nuova generazioneCome primo laptop dual- screen per il gaming al mondo1OMEN X 2S rimette completamente in discussione le aspettative associate a un laptop da gioco, con incredibili capacità per il multitasking per eseguire diverse attività, anche grazie alla presenza di tasti personalizzabili. Non è più necessario premere ALT e TAB per guardare tutorial video durante il gioco, ascoltare la canzone giusta su Spotify mentre si affronta un MMO o mantenersi aggiornati su Twitch o Discord: grazie alla funzione di mirroring dello schermo in tempo reale, che consente di ritagliare e trasmettere sul secondo schermo parti della schermata principale (ad esempio, per riprodurre la mappa in un gioco di racing), OMEN X 2S assicura una visione centrata e favorisce il movimento della testa in verticale, piuttosto che in orizzontale.

Questo potente sistema, con uno spessore di 20 mm e un telaio completamente in metallo, è il primo laptop al mondo con una diagonale da 15 pollici a includere un sistema termico con un composto in metallo liquido Thermal Grizzly Conductonaut. Il risultato è una fenomenale dissipazione del calore grazie a una conducibilità termica 10 volte superiore a quella della pasta termica al silicone3, con un incremento del 28% delle prestazioni dei4 fotogrammi al secondo (FPS) rispetto alla pasta tradizionale durante i test con Apex Legends e un lead time più rapido dell’8,5%5 in un test con il benchmark Blender.

La ricerca di soluzioni tecnologiche e di design per sistemi più piccoli, potenti ed efficienti dal punto di vista termico caratterizza anche le ultime versioni dei laptop OMEN 15OMEN 17. Con una riduzione dello spessore del 20% e del 18% rispetto alle versioni precedenti, questi modelli hanno un’altezza di appena 20 mm e 27 mm. 

Tutti e tre i laptop dispongono di OMEN Tempest, una soluzione termica avanzata che utilizza una ventilazione su tre lati per produrre un flusso d’aria a cinque vie e consente una dissipazione ottimale del calore. Il supporto fino a NVIDIA® GeForce RTX™ 2080 per OMEN 17 e il design Max‑Q6per OMEN X 2S e OMEN 15 assicurano immagini assolutamente realistiche. Inoltre, il multitasking e i giochi che richiedono una grande quantità di risorse non sono mai stati più fluidi, grazie al processore7mobile ad alte prestazioni Intel® Core™ i9 di nona generazione, con fino a 8 core e 16 thread 5,0 GHz Turbo8e fino a 32 GB di RAM.

Tra le configurazioni disponibili nell’area EMEA sarà inoltre possibile trovare modelli con opzioni che includono la nuova memoria Intel® Optane™ H109 con archiviazione a stato solido10. Il nuovo standard Intel® Wi-Fi 6 (802.11ax) progettato per supportare connessioni Gigabit rende più stabile e divertente giocare in wireless con velocità di trasferimento dei file fino a tre volte superiori rispetto al formato Wi-Fi 5 (802.11ac)11. Presenti anche soluzioni opzionali come un display 1080p con una frequenza di aggiornamento12fino a 240 Hz (lo standard per gli eSport), che permette alle immagini di scorrere sullo schermo con una velocità fulminea, e la scheda NVIDIA® G-Sync® disponibile nel modello OMEN X 2S e in alcune configurazioni OMEN 15 e OMEN 17.

Aggiornamenti di OMEN Command Center

Fin dalla sua creazione, OMEN Command Center si è evoluto come soluzione software per la gestione e il miglioramento dell’hardware di gioco. L’evoluzione prosegue con due nuove funzionalità della piattaforma disponibili per tutti e tre i nuovi dispositivi OMEN. Performance Control aumenta i giri della ventola per massimizzare il raffreddamento o le prestazioni, in base all’impostazione scelta. La nuova funzione OMEN Dynamic Power gestisce la potenza della CPU e della GPU in base alle risorse richieste da un gioco in un determinato momento, per incrementare al massimo il numero di fotogrammi al secondo. In combinazione, queste potenti nuove funzionalità consentono di migliorare l’esperienza di gioco, aggiungendo un ulteriore livello di flessibilità.

Giocare alla velocità degli eSport

Meticolosamente realizzati per raggiungere il massimo degli FPS nei sistemi di fascia alta e con un design robusto pensato per gli eSport a livello professionistico, i displayOMEN X 25OMEN X 25f*13 presentano cornici micro-edge, tempi di risposta di un millisecondo e le tecnologie NVIDIA® G-SYNC® e AMD Radeon™ FreeSync™14 per sincronizzare con la GPU frequenze di aggiornamento12 fino a 240 Hz e mantenere le immagini a prova di imperfezione. OMEN X 25 è uno strumento eccezionale per giocare a livello professionale e sarà utilizzato dai giocatori della Overwatch Leagueper tutta la stagione 2019.

Eccezionali funzionalità wireless per il gaming.

Con OMEN Photon Wireless Mousel’impaccio dei cavi diventa un lontano ricordo. Con numerose opzioni di personalizzazione, tra cui supporti rimovibili e 11 pulsanti personalizzabili, è accuratamente progettato e comprende un sistema di bilanciamento del tensionamento, che assicura clic senza sforzo sui tasti opto‑meccanici del mouse per tutte le dita della mano. Per risolvere i problemi dilatenza, connettività e durata della batteria nei mouse wireless15, OMEN Photon disponedi tecnologia Proactive Wireless Technology a 2,4 GHz, un tempo di risposta dei clic di 0,2 ms, possibilità di ricarica su qualsiasi superficie abilitata per Qi e fino a 50 ore di durata della batteria16.

Progettato con capacità di ricarica wireless Qi, OMEN Outpost Mousepad può ricaricare completamente il mouse OMEN Photon in 2,5 ore, oltre a essere utilizzabile con tutti gli smartphone compatibili. Per una maggiore adattabilità, il tappetino – rigorosamente testato per evitare lo sfilacciamento – presenta opzioni con diversi livelli di attrito, che possono essere scelte semplicemente girando il tappetino sul lato desiderato. Una porta passthrough USB-A per un dongle wireless e l’illuminazione RGB a LED personalizzabile tramite OMEN Command Center completano le capacità di questo avanzato mousepad17.

Novità OMEN per il comfort

Progettata con un design che offre ampio spazio di seduta e uno schienale alto, per migliorare il comfort dei videogiocatori e favorire una postura sana con un completo supporto per la spina dorsale, la poltrona OMEN Citadel Gaming Chairè ideale per qualsiasi postazione di gioco e rappresenta il modo perfetto per mostrare la propria passione per i sistemi OMEN. 

Gaming versatile in movimento

Realizzato con un telaio più sottile che in passato, l’ultimo laptop HP Pavilion Gaming 15 presenta uno spessore ridotto dell’8% rispetto al modello precedente. Sono stati introdotti numerosi miglioramenti tecnologici, con opzioni fino alle ultime CPU7ad alte prestazioni Mobile Intel Core i5/i7 di nona generazione e la scheda annunciata di recente NVIDIA® GeForce® GTX 1660 Ti con design Max-Q6.

Sapientemente realizzato per garantire un puntamento e un movimento del cursore di precisione, e dotato di numerose opzioni di personalizzazione come gli effetti di illuminazione RGB e DPI in tempo reale, HP Pavilion Gaming Mouse 200offre agli utenti un’esperienza di gioco superba. Si abbina perfettamente con HP Pavilion Gaming Mousepad 400, che utilizza una superficie di tessuto finemente strutturata – ottimizzata per gli stili di gioco incentrati sia sulla velocità che sul controllo – che poggia su una base in gomma. 

Prezzi e disponibilità dei prodotti OMEN e HP Pavilion Gaming18

  • Il laptop OMEN X 2Ssarà disponibile in Italia da luglio a partire da €2.999
  • Il laptop OMEN 17sarà disponibile in Italia da luglio a partire da €1.799
  • Il nuovo laptopOMEN 15sarà disponibile in Italia da luglio a partire da €1.499
  • Il display OMEN X 25 sarà disponibile in Italia da luglio
  • Il display OMEN X 25fsarà disponibile in Italia da luglio
  • OMEN Photon Wireless Mousesarà disponibile in Italia da agosto
  • OMEN Outpost Mousepad sarà disponibile in Italia da agosto
  • OMEN Citadel Gaming Chair sarà disponibile in Italia da settembre
  • Il laptop HP Pavilion Gaming 15 sarà disponibile nell’area EMEA da luglio a partire da €999
  • HP Pavilion Gaming Mouse 200è disponibile in Italia a partire da €29,99

HP Pavilion Gaming Mousepad 400è disponibile in Italia a partire da €29,99.

  1. Dati basati sulle informazioni disponibili in data 15/4/2019 sulle vendite di computer portatili da gaming con doppio schermo integrato. I laptop da gaming sono definiti come laptop con modelli destinati specificamente ai giocatori. I laptop da gaming sono definiti come laptop con scheda grafica NVIDIA® GeForce® GTX 1060, NVIDIA® GeForce RTX™, AMD Radeon™ R9 o AMD Radeon™ RX 470 e superiori, esclusi i PC convertibili.
  2. Lightspeed – Gamer Mobile Screen Stacking Report, 31 ottobre 2018.
  3. Dati basati sulle specifiche di conducibilità termica di Thermal Grizzly Conductonaut rispetto alla specifica di conducibilità termica della pasta termica al silicone standard. Configurazione OMEN X con Intel i7-9750H, 16 GB di DDR4-2666, RTX2070 Max-Q. 
  4. Dati basati su test interni HP condotti utilizzando il numero di fotogrammi al secondo nel gioco Apex Legends e confrontando la soluzione termica standard con Thermal Grizzly Conductonaut 4/19. Configurazione OMEN X con Intel i7-9750H, 16 GB di DDR4-2666, RTX2070 Max-Q
  5. Dati basati su Blender Benchmark condotto confrontando la soluzione termica standard a base di silicone con Thermal Grizzly Conductonaut 4/19. Configurazione OMEN X con Intel i7-9750H, 16 GB di DDR4-2666, RTX2070 Max-Q. 
  6. NVIDIA® con design Max-Q consente di ridurre il calore del sistema e il rumore nei PC con fattore di forma più sottile. La progettazione del fattore di forma e lo spessore del sistema possono variare. Le prestazioni grafiche complessive possono risultare inferiori rispetto a soluzioni grafiche alternative che non utilizzano il design Max-Q. NVIDIA, GeForce, Surround e il logo NVIDIA sono marchi e/o marchi registrati di NVIDIA Corporation negli Stati Uniti e in altri paesi. MAXQ® è un marchio registrato di Maxim Integrated Products, Inc.
  7. .
  8. I GHz si riferiscono alla velocità di clock interna del processore. Altri fattori oltre alla velocità di clock possono influire sulle prestazioni del sistema e delle applicazioni.
  9. L’accelerazione del sistema tramite la memoria Intel® Optane™ non sostituisce né aumenta la DRAM nel sistema.
  10. Per le unità SSD (Solid State Drive), 1 GB = 1 miliardo di byte. TB = 1 trilione di byte. La capacità effettiva del disco formattato è inferiore. Fino a 35 GB di spazio su disco è occupato dal software di ripristino del sistema.
  11. Dati basati sui requisiti minimi di Wi-Fi 5 a 80 MHz e Wi-Fi 6 a 160 MHz per il trasferimento di file tra due dispositivi connessi allo stesso router. Richiede un router wireless, in vendita separatamente, che supporta 802.11ax (Wi-Fi 6). Disponibile solo nei paesi in cui è supportato lo standard 802.11ax.
  1. FreeSync è una tecnologia AMD abilitata nei monitor FHD che consente di eliminare le irregolarità e i problemi di visualizzazione durante la riproduzione di giochi e video associando la frequenza di aggiornamento di un monitor alla frequenza di aggiornamento della scheda grafica. Sono necessari un monitor, una scheda grafica AMD Radeon™ e/o un’APU AMD serie A compatibili con DisplayPort™ Adaptive-Sync. È necessario AMD Catalyst™ 15.2 Beta (o versioni successive). Le frequenze di aggiornamento adattive variano in base al monitor. 
  2. Informazioni sui clienti da uno studio sugli accessori di gioco consumer, febbraio 2018.
  3. La capacità effettiva della batteria diminuisce naturalmente con il tempo e l’utilizzo.
  4. L’illuminazione RGB a LED richiede una connessione USB-C. La ricarica wireless Qi è alimentata con una connessione USB-C o due porte USB 3.0 collegate. È incluso un dongle per la connessione di due porte USB 3.0.
  5. Prezzi di vendita consigliati. I prezzi effettivi possono essere soggetti a variazioni.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Huawei e Trump: cronistoria e perché il bando è molto grave]]> https://igizmo.it/?p=30687 2019-05-19T19:03:16Z 2019-05-17T14:15:11Z Tanto tuonò che piovve. Trump nei giorni scorsi ha sottoscritto il bando per i prodotti di Huawei mettendo il produttore cinese nella blacklist dei fornitori di tecnologia su suolo statunitense. La “pazzia”, come più volte è stata definita in queste pagine, del Presidente degli Stati Uniti si è declinata da inizio 2018 in vari annunci, […]

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Tanto tuonò che piovve. Trump nei giorni scorsi ha sottoscritto il bando per i prodotti di Huawei mettendo il produttore cinese nella blacklist dei fornitori di tecnologia su suolo statunitense. La “pazzia”, come più volte è stata definita in queste pagine, del Presidente degli Stati Uniti si è declinata da inizio 2018 in vari annunci, sfide (non solo verbali) e prese di posizione, spesso quasi teatrali, per bloccare la diffusione sia degli smartphone sia soprattutto delle infrastrutture di rete di Huawei in vista del 5G. L’accusa principale è sempre stata una, per quanto modulata in vari modi: l’azienda cinese ci spia; non ci sono mai state dimostrazioni inconfutabili ma solo certezze “ci spiano” oppure “ci spieranno”.

L’ultimo atto, ma solo in ordine di tempo, è andato in scena i giorni scorsi quando l’amministrazione di Trump ha attaccato duramente Huawei impedendo di fatto alle aziende statunitensi di vendere tecnologia “critica” alla controparte cinese, salvo che non siano state ottenute opportune licenze. La Casa Bianca e il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti hanno intrapreso azioni per bandire Huawei dalla vendita di tecnologia sul mercato americano, che si somma all’impossibilità di acquistare circuiti integrati da aziende statunitensi, tra cui Qualcomm.

Nell’ordine diramato da Donald Trump si usano toni accesi, tra cui si paventa una “emergenza nazionale” in relazione alle infrastrutture di comunicazione negli States, tanto che è in essere “la proibizione di transazioni che possano creare un rischio inacettabile” alla sicurezza degli Stati Uniti.

In questo nuovo maccartismo, nemmeno tanto strisciante, non poteva mancare la lista nera, strumento ampiamente collaudato anche in epoca recente nei democraticissimi Stati Uniti per bloccare persone e aziende in una continua lotta alle streghe. Perché dal Paese che più di tutti spia indebitamente il mondo (Snowden docet) con una piattaforma di intelligence senza limiti e confini, sentire di parlare di rischio nazionale correlato alle ipotesi di spionaggio è quantomeno kafkiano.

Dunque la lista: si chiama Entity List, contiene una settantina di nomi e bisogna essere iscritti per poter vendere tecnologia a Huawei. Molto delicato ed elegante il tweet di Tom Cotton, senatore repubblicano dell’Arkansas: “@Huawei 5G, Rip. Thanks for playing”. Nulla da aggiungere sull’effettiva portata delle azioni di questa parossistica amministrazione made by Trump.

Trump e l’Europa

Ora la domanda è come e se questo tentativo di scacco possa diramarsi sugli altri mercati. Secondo alcuni analisti “le reti in Europa, Africa e Asia che si affidano ai dispositivi di Huawei subirano un inevitabile impatto da questa decisione”. Alcuni lo hanno definita una mossa di portata quasi “nucleare”. La Entity List ha la possibilità di penalizzare lo sviluppo dei prodotti, oltre a potenzialmente creare nel breve e medio periodo uno shortage di componenti che impatterebbe anche sulle aziende statunitensi.

Siamo in una vera guerra combattuta sul terreno della tecnologia e delle forniture di componenti. Con ramificazioni impossibili da quantificare e definire allo stato attuale. Probabilmente l’attuale rigidità del Presidente è solo una mossa iniziale per attivare una negoziazione effettiva che porti a posizioni meno talebane da parte di Trump, in una politica di riconoscimento progressivo di alcune concessioni che circoscrivano un perimetro più ampio di quello imposto dalla Entity List. Secondo Dennis Wilder, ex capo della divisione Cina nella Cia, questo è solo l’inizio del “disaccoppiamento economico” tra i due Paesi. Aggiungiamo, non solo economico: il “decoupling” è principalmente tecnologico.

Il resto del mondo

L’azione decisa di Trump non può che avere effetti quasi immediati su altri mercati. Australia, Nuova Zelanda e Giappone hanno prontamente aderito al bando imposto dal Presidente a stelle e strisce; il quale sta facendo pressioni su Regno Unito e Germania affinché si allineino. Per la cronaca, la Germania, ancora molto incerta su come reagire, è il secondo Paese europeo per importanza per Huawei, subito dopo l’Italia. Nel Regno Unito sembra stia regnando una sorta di caos su come adeguarsi, anche solo parzialmente, alle richieste dell’ingombrante alleato.

La Premier Theresa May si sta trovando in una sorta di fuoco incrociato tra chi sostiene che permettere a Huawei di installare reti 5G in UK possa compromettere seriamente la sicurezza nazionale, e chi invece si rende conto che tutto sommato sono solo illazioni e che le relazioni commerciali con la Cina andrebbero preservate, per evitare di perdere eventuali vantaggi competitivi. La Francia potrebbe allinearsi alle richieste di Trump seppure non con un bando ma semplicemente sollecitando i leader europei a prendere una posizione comune contro il produttore cinese.

In linea generale l’Europa è più fredda e scettica rispetto alla linea molto decisa degli Stati Uniti. Il Vecchio Continente sembra orientato a una pluralità di partner per la costruzione delle reti 5G. Questo anche per non interrompere i rapporti con la Cina, anzi piuttosto di rilanciarli in un patto di fiducia reciproca basato su una strategia coerente a livello comunitario. In Italia a inizio anno un gruppo di politici aveva chiesto approfondimenti in merito all’affaire Huawei/5G e alcuni partner dell’azienda cinese hanno avviato procedure interne di ulteriore verifica e validazione. A dire che le dichiarazioni di Donald hanno fatto breccia, seppure sotto forma di “dubbio”.

Huawei e Trump

Huawei non ha fatto mistero del proprio disappunto: difficile non essere concordi su quanto l’azione di Trump sia anticompetitiva, fortemente non democratica e tutt’altro che intonata a un Paese che si definisce “patria della libertà”.

L’azienda cinese ha descritto la sua posizione in due dichiarazioni ufficiali. La prima è la seguente:

“Huawei è leader globale nello sviluppo e implementazione della tecnologia 5G. Siamo disponibili e pronti a collaborare con il governo degli Stati Uniti per identificare misure efficaci al fine di garantire la sicurezza dei prodotti. Limitare la possibilità per Huawei di operare negli Stati Uniti non renderà il Paese più sicuro né più forte. Al contrario, questa decisione costringerà gli Stati Uniti a usare prodotti di qualità inferiore e più costosi, relegando il Paese in una posizione di svantaggio nell’adozione delle reti di ultima generazione e, in ultima analisi, danneggerà gli interessi delle aziende e dei consumatori statunitensi. Inoltre restrizioni ingiustificate violeranno i diritti di Huawei e solleveranno ulteriori questioni legali”.

Dopo alcune ore, Huawei è stata nettamente più decisa e diretta ma comunque tale da aprire una porta verso un dialgo che potrebbe essere la soluzione ideale per tutti:

“Huawei si oppone alla decisione presa dal Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti. La decisione presa non è nell’interesse di nessuno. Comporterà un grave danno economico per le aziende americane con cui Huawei collabora, inciderà su decine di migliaia di posti di lavoro americani e interromperà la collaborazione e la fiducia reciproca che esiste attualmente nella catena di approvvigionamento globale. Huawei cercherà immediatamente rimedi e troverà una soluzione a questo problema. Cercheremo anche di intraprendere azioni proattive al fine di mitigare gli impatti che deriveranno da questo caso”.

Cronistoria

2018

2019

  • 3 gennaio: Un report suggerisce che il Presidente Trump sta meditando di emettere un ordine esecutivo per bandire Huawei e Zte.
  • 4 gennaio: I senatori pubblicano una nota di avvertimento sui dubbi relativi alle aziende cinesi.
  • 8 gennaio: Huawei deve lottare per rimanere negli Stati Uniti e mostrare i notebook e i tablet al Ces.
  • 11 gennaio: In Polonia un dipendente di Huawei è arrestato per essere sospettato di spiare. Tre giorni dopo Huawei licenzia il dipendente.
  • 18 gennaio: La Cina avverte il Canada che il blocco di Huawei sul 5G avrà “ripercussioni”.
  • 23 gennaio: Alla Cfo di Huawei viene inviato un documento per procedere all’estradizione negli Stati Uniti.
  • 24 gennaio: Huawei annuncia che vuole conquistare la prima posizione nel mercato degli smartphone entro il 2020.
  • 25 gennaio: I college statunitensi abbandonano i dispositivi di Huawei per adeguarsi alle richieste dell’amministrazione Trump.
  • 29 gennaio: Gli Stati Uniti attaccano Huawei con 23 accuse per aver favorito il furto di segreti e per frode.
  • 30 gennaio: Qualcomm e Huawei si accordano sui brevetti.
  • 6 febbraio: I dipartimenti degli States scoraggiano i Paesi europei dall’utilizzare apparecchi di Huawei per la costruzioni di reti 5G.
  • 17 febbraio: Il Regno Unito conclude che usare il 5G di Huawei è un rischio gestibile.
  • 19 febbraio: Il fondatore di Huawei Ren Zhengfei dice alla Bbc che “non ci sono mezzi con cui gli Stati Uniti ci possono eliminare”.
  • 20 febbraio: Ren dice che l’arresto della figlia Meng Wanzhou è stata “motivata a livello politico e gli Stati Uniti approcciano il 5G come se fosse tecnologia militare”.
  • 21 febbraio: Il Segretario di Stato US Mike Pompeo dice che usare la tecnologia di Huawei mette in pericolo gli Stati Uniti.
  • 22 febbraio: Alcuni politici italiani sollevano l’ipotesi di un blocco di Huawei nel 5G.
  • 25 febbraio: Huawei potrebbe essere esclusa dal mercato dell’energia solare negli Stati Uniti.
  • 26 febbraio: Samsung e Huawei chiudono la disputa sui brevetti che durava da due anni.
  • 1 marzo: La Cfo di Huawei è ascoltata dai giudici in Canada mentre gli Stati Uniti chiedono alle Filippine di non usare materiale Huawei per il 5G.
  • 5 marzo: Huawei invita a ragionare a livello globale in tema di cybersicurezza.
  • 7 marzo: Huawei fa causa al Governo US per il bando sulle apparecchiature.
  • 12 marzo: Gli Stati Uniti chiedono alla Germania di abbandonare Huawei oppure limiteranno la condivisione di informazioni di intelligence. Il Mate 20 supera i 10 milioni di unità spedite.
  • 14 marzo: Huawei sta sviluppando un sistema operativo alternativo ad Android, secondo un rapporto pubblicato online.
  • 15 marzo: Si scopre che il Cfo di Huawei stava per abbandonare l’azienda prima di essere arrestata.
  • 19 marzo: Angela Merkel rimanda al mittente le richieste degli Stati Uniti di escludere Huawei dal 5G.
  • 28 marzo: Esperti di sicurezza anglosassoni dicono che i prodotti di Huawei determinano un “significativo incremento del rischio”.
  • 29 marzo: Huawei rispondono agli Stati Uniti sostenendo che hanno una “attitudine perdente” perché non riescono a competere sul fronte della tecnologia.
  • 4 aprile: Huawei supera Apple e Samsung su base mensile.
  • 8 aprile: Huawei è disposta a vendere il chip 5G ad Apple, secondo un report.
  • 9 aprile: Gli Stati Uniti fanno decadere la richiesta di bando di Huawei in Germania.
  • 21 aprile: La Cia dice che Huawei è stata fondata dal dipartimento di sicurezza cinese.
  • 24 aprile: Il Regno Unito consente a Huawei solo un “limitato accesso alle infrastrutture 5G”. La Cina fa pressione su UK affinché Huawei possa essere parte importante dell’installazione del 5G. 30
  • 30 aprile: Si scopre che alcuni router prodotti da Huawei e destinati ai consumatori di Vodafone Italia avevano una backdoor non documentata. Questo avveniva tra il 2009 e il 2011.
  • 1 maggio: Huawei cresce del 50% nelle vendite di smartphone ed entro fine anno farà debuttare un Tv 8K con connettività 5G.
  • 3 maggio: Alcuni Paesi propongono una ipotesi di piattaforma di sicurezza per il 5G e gli Stati Uniti sottolineano ancora la pericolosità di Huawei.
  • 8 maggio: L’attivazione del 5G nel Regno Unito potrebbe subire ritardi a causa delle investigazioni su Huawei.
  • 15 maggio: Trump emette il bando nazionale sui prodotti cinesi, inclusa Huawei, per motivi di sicurezza nazionale. Nelle 24 ore precedenti le voci su questo blocco erano diventate molto insistenti.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Asus ZenFone 6 stupisce con l’innovativa Flip Camera]]> https://igizmo.it/?p=30675 2019-05-17T09:46:06Z 2019-05-17T09:38:43Z Con l’annuncio di Asus possiamo dire sia iniziata ufficialmente l’era dei telefoni motorizzati. La parte meccanica è impiegata sul fronte della fotocamera dei selfie per raggiungere uno scopo: eliminare il notch al fine di restituire all’utente un’esperienza davvero full screen, senza però rinunciare alla qualità fotografica e a un design che stupisce. Ecco dunque che […]

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Con l’annuncio di Asus possiamo dire sia iniziata ufficialmente l’era dei telefoni motorizzati. La parte meccanica è impiegata sul fronte della fotocamera dei selfie per raggiungere uno scopo: eliminare il notch al fine di restituire all’utente un’esperienza davvero full screen, senza però rinunciare alla qualità fotografica e a un design che stupisce. Ecco dunque che Asus propone una soluzione inedita e innovativa con ZenFone 6, il nuovo e potente smartphone dotato dell’esclusiva Flip Camera che, secondo il produttore, “inaugura una nuova era per la fotografia da smartphone. ZenFone 6 sfida l’ordinario, combinando prestazioni estreme e fotografia top level in un design compatto e immediatamente riconoscibile”.

Asus ZenFone Max Pro (M2) e Max (M2): 48 ore di autonomia e alte prestazioni

Senza notch

La Flip Camera è una soluzione innovativa che risolve contemporaneamente due problemi: la presenza del notch sul display e la bassa risoluzione delle fotocamere frontali. Il modulo motorizzato della Flip Camera contiene una fotocamera principale Sony IMX586 da 48 megapixel e una fotocamera secondaria da 13 megapixel (grandangolare da 125°), azionata da un motore passo-passo miniaturizzato di elevata precisione che capovolge il modulo di 180° per commutare le fotocamere dall’uso posteriore a quello anteriore. Il modulo può anche essere utilizzato in qualsiasi posizione intermedia, offrendo agli utenti la possibilità di effettuare scatti di livello professionale con qualsiasi angolazione.

ZenFone 6 ha un display NanoEdge privo di notch da 6,4 pollici per un’esperienza di visione super coinvolgente e Corning Gorilla Glass 6, per proteggere questo display con la tecnologia più resistente disponibile sul mercato. Alimentato da processore Qualcomm Snapdragon 855 Mobile Platform assistito da almeno 6 GB di Ram e uno storage che parte da 64 GB espandibile con microSD.

Fa scalpore la batteria “monstre” da 5000mAh, tra le più capaci sugli smartphone non solo top di gamma, che mira a garantire fino a due giorni di utilizzo non-stop.

Asus vara il NanoEdge

ZenFone 6 è dotato di un display NanoEdge da 6,4 pollici a tutto schermo con cornici ultra-sottili e un incredibile rapporto schermo-corpo del 92%. Il design privo di notch – reso possibile dall’esclusiva Flip Camera – rende ogni operazione visiva più piacevole, sia che si navighi in rete, che si mandino messaggi agli amici o si guardi un film.

Il touhscreen copre il gamut DCI-P3 al 100%, ossia pari a quello cinematografico, al fine di visualizzare colori intensi e realistici e una luminosità fino a 600nits che facilita la lettura di ciò che è presente sullo schermo, anche quando si è all’aperto. La superficie Gorilla Glass 6 è testata per resistere a diverse cadute da un metro di altezza, assicurando che ZenFone 6 possa facilmente sopravvivere agli urti.

La Flip Camera

ZenFone 6 introduce l’innovativa Flip Camera, un modulo motorizzato a doppia videocamera ribaltabile che funge da fotocamera anteriore e posteriore. Questa soluzione super avanzata rende inutile l’utilizzo del notch per garantire la presenza della fotocamera anteriore sullo smartphone. La Flip Camera, inoltre, assicura sempre foto ad alta risoluzione e le stesse capacità di ripresa, sia che venga utilizzata come fotocamera anteriore o posteriore.

La fotocamera principale di ZenFone 6 vanta l’ultimo sensore Sony IMX586 da 48 megapixel con obiettivo ad apertura focale f/1,79 e tecnologia Quad Bayer per un’incredibile fotografia diurna e notturna. Il sistema di autofocus PDAF OCL 2×1 offre le migliori prestazioni di messa a fuoco e anti-shake, mentre la fotocamera secondaria grandangolare (125°) da 13MP consente agli utenti di includere più scenario e soggetti all’interno dello stesso scatto, con correzione delle distorsioni in tempo reale.

Il modulo Flip Camera è realizzato in Liquid Metal (lega amorfa), un materiale molto avanzato che è il 20% più leggero dell’acciaio inox, ma con una resistenza quattro volte superiore. Per una maggiore protezione, un G-Sensor nel modulo rileva la velocità di accelerazione, consentendo alla Flip Camera di riportare automaticamente il modulo in una posizione sicura se il telefono dovesse cadere.

Un preciso motore passo-passo ruota il modulo della fotocamera fino a 180°, tra la posizione anteriore e posteriore. Nella straordinaria modalità Free Angle, Flip Camera può essere posizionata in qualsiasi angolazione, offrendo agli utenti la libertà di inquadrare i soggetti da qualunque prospettiva senza dover contorcersi in posizioni difficili o scomode. Sono disponibili diverse altre modalità di scatto, tra cui Auto Panorama per le riprese panoramiche assistite e Tracciatura Movimento, per il rilevamento automatico dei soggetti durante la registrazione di video. Le nuove modalità HDR + Enhanced e Super Night offrono la migliore esperienza di fotografia diurna e notturna.

Asus ZenUI 6

La nuova interfaccia utente ZenUI 6 offre maggiore fluidità e velocità, ed è semplice e facile da usare anche per chi dovesse acquistare per la prima volta uno ZenFone. Ha un aspetto più pulito e più lineare che fornisce solo l’essenziale, con una nuova combinazione di colori Dark Mode che aiuta a ridurre l’affaticamento della vista in ambienti scarsamente illuminati. L’interfaccia ridisegnata ha animazioni molto fluide ed è progettata per un uso più semplice, anche quando si utilizza una sola mano, con comandi e altre app ordinatamente disposte lungo i lati del display, a portata di mano del pollice dell’utente. 

OptiFlex accelera l’avvio e il refresh delle app e risparmia energia in modalità standby: questa tecnologia impara quali sono le app preferite dell’utente e fa sì che siano pre-caricate in memoria, quindi sempre pronte per l’uso. La nuova modalità Private Listening riproduce tutti i messaggi vocali e le interazioni di Google Assistant solo tramite l’auricolare, in modo tale che nessun messaggio venga letto ad alta voce quando si è in pubblico. 

La nuovaSmart Key, sul lato destro di ZenFone 6, può essere personalizzata per avviare comandi comuni, comprese le attività di Google Assistant. È possibile assegnare diversi comandi a seconda che la pressione sul tasto sia singola, doppia o prolungata. Gli auricolari premium ASUS ZenEar Pro, in dotazione con ZenFone 6, sono stati progettati dalla rinomata società specializzata in produzione di cuffie 1MORE, per garantire un suono eccellente e una miglior esperienza di ascolto. All’interno della confezione è, inoltre, inclusa anche una custodia bumper morbida trasparente.

Prezzi e disponibilità

In duplice colorazione – Midnight Black e Twilight Silver – ASUS ZenFone 6 (ZS630KL) è disponibile sul mercato italiano in diversi configurazione:

  • 6GB di RAM/64 GB di storage ad un prezzo consigliato al pubblico di 499 euro. 
  • 6GB di RAM/128 GB di storage ad un prezzo consigliato al pubblico di 559 euro.
  • 8 GB di RAM/256 GB di storage ad un prezzo consigliato al pubblico di 599 euro.

Già disponibile online su ASUS eShop, ZenFone 6 sarà, invece, disponibile nei negozi fisici a partire dal 25 maggio, presso gli ASUS Gold Store e – in anteprima retail – presso Unieuro.

SPECIFICHE TECNICHE
ASUS ZenFone 6 (ZS630KL)
ColoriMidnight Black, Twilight Silver
DesignGorilla Glass 3D-curvedRapporto schermo-corpo del 92%, 159,1×75,44×9,2mm, 190 grammi
DisplayDisplay a tutto schermo privo di notch con proporzioni 19.5: 9Display IPS NanoEdge da 6,4 FHD+ (2340 x 1080)Touchscreen capacitivo con multi-touch 10 punti (anche se si utilizzano i guanti)Luminosità di 600nits per la massima leggibilità, anche all’apertoAmpia gamma cromatica NTSC 96%, DCI-P3 del 100% e HDR10Corning Gorilla Glass 6
CPUQualcomm Snapdragon 855 Mobile Platform con processore Octa-core a 7nm, 64-bit
GPUQualcomm Adreno 640
RAM/ROMUFS 2.1, fino a 8 GB di RAM / 256 GB di storage
Fotocamera principaleSensore di immagine Sony IMX586 da 48MP – sensore di grandi dimensioni 1/2,0, dimensioni del pixel di 0,8 µmTecnologia Quad Bayer: 12MP e 1,6 µm di dimensioni effettive dei pixelApertura F1.7926mm di lunghezza focale equivalente a fotocamere da 35mmCampo visivo del 79°Autofocus laserFlash dual LEDModalità HDR+ enhanced e Super Night16 tipologie di scenarioCommutazione istantanea della Flip Camera
Fotocamera secondaria13MP, fotocamera grandangolare da 125°200% di spazio fotografico in piùCorrezione delle distorsioni in tempo reale11mm di lunghezza focale equivalente a fotocamere da 35mm
Registrazione videoVideo in risoluzione 4K UHD (3840 x 2160) a 30/60 fps per la fotocamera principale, a 30 fps per la fotocamera secondariaRegistrazione video 1080p FHD a 30/60 fpsRegistrazione video 720p HD a 30 fpsStabilizzazione elettronica delle immagini a 3 assiTime Lapse (video UHD 4K)Video Slow Motion (1080p a 240 fps / 720p a 480 fps)Modalità tracciatura movimento (1080p FHD a 60 fps)Cattura immagini durante la registrazione video
TecnologiaWirelessWi-Fi 5 (802.11ac dual-band 2×2), Bluetooth V 5.0 (EDR + A2DP), supporto aptX e aptX HDWi-Fi directNFC
Sensore di impronte digitaliSensore posteriore di impronte digitali, sblocco in soli 0.3s, supporto fino a 5 diverse impronte
ConnettivitàUSB Type-C (USB-C)
Schede SIMSlot triplo: Dual SIM Dual Standby (4G + 4G) e una scheda microSDSlot 1: 2G/3G/4G Nano SIM CardSlot 2: 2G/3G/4G Nano SIM CardSlot 3: supporta fino a  2TB di scheda microSD
NavigazioneSupporto GPS (Dual bands, L1+L5), GLONASS, BDSS, GALILEO (Dual bands, E1+E5a), QZSS (Dual bands, L1+L5)
Sistema operativoAndroid Pie con nuova ASUS ZenUI 6
Batteria5.000mAh (due giorni continui di utilizzo)
AudioDoppi altoparlanti stereo con doppio amplificatore smart NXP TFA9874Standard Audio Hi-Res 192kHz / 24-bit, 4 volte migliore rispetto a un CDDTS (Digital Theater System) Headphone: X 7.1 con supporto cuffie virtual surroundCODEC Audio QualcommAudioWizard con profilo di ascoltoRadio FMNuovi auricolari ASUS ZenEar Pro, realizzati da 1MORE Doppio microfono interno con tecnologia ASUS Noise Reduction

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Arriva in Italia Goin, l’app per risparmiare divertendosi]]> https://igizmo.it/?p=30665 2019-05-16T20:49:23Z 2019-05-16T20:49:21Z In Spagna, terra natia dell’azienda con sede a Barcellona e dei fondatori, l’applicazione Goin ha già conquistato oltre 130mila utenti, principalmente under 30, non tanto perché è gratuita ma quanto perché consente di attivare piani di risparmio di denaro in modo semplice, non impegnativo e soprattutto divertente, ponendosi degli obiettivi di breve, medio e lungo […]

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In Spagna, terra natia dell’azienda con sede a Barcellona e dei fondatori, l’applicazione Goin ha già conquistato oltre 130mila utenti, principalmente under 30, non tanto perché è gratuita ma quanto perché consente di attivare piani di risparmio di denaro in modo semplice, non impegnativo e soprattutto divertente, ponendosi degli obiettivi di breve, medio e lungo termine. Goin arriva in Italia a partire da oggi ed è dedicata ai millennial, ma non solo, per una gestione del denaro più intelligente e comoda, visto che qualsiasi operazione si attua dallo smartphone.

Fondata nel 2018 a Barcellona da tre giovanissimi imprenditori – David Riudor, Carlos Rodriguez e Gabriel Esteban – Goin ha raccolto 2,5 milioni di euro di investimenti nel primo anno di attività e ha raggiunto in pochissimo tempo il primo posto negli store. In Spagna, goin ha totalizzato oltre 200.000 download e conta più di 130.000 utenti, che hanno processato sull’app già oltre 100 milioni di euro.

Goin è semplice

La procedura di attivazione dell’app è quanto di più semplice ci sia. Si scarica in Android o iOS (sono esattamente identiche le due applicazioni, fatto che garantisce la piena compatibilità dei dati in caso di cambio del sistema operativo), si attiva l’account e si collega alla carta di credito o al conto bancario, gli utenti possono impostare parametri e obiettivi di risparmio personalizzati, in modo da mettere da parte il denaro quasi senza rendersene conto. In Spagna, l’83% degli utenti utilizza goin per risparmiare e poter viaggiare.

Abbiamo incontrato David Riudor, Ceo e co-founder di Goin, che ci ha spiegato come l’app è la soluzione migliore per “darsi obiettivi concreti che incitano ad accantonare piccoli risparmi ogni giorno, anche recuperando i pochi centesimi derivanti dall’arrotondamento delle spese fatte quotidianamente. Si possono mettere nel salvadanaio virtuale anche 10 o 20 centesimi. L’applicazione provvede a guidare l’utente nella gestione dell’accantonamento, indicando di volta in volta lo stato di avanzamento rispetto al traguardo che si è postim, per esempio l’acquisto di uno smartphone oppure un viaggio o una vacanza”

Golin ha debuttato in Spagna, ottenendo risultati eclatanti; il secondo Paese è l’Italia. Abbiamo chiesto a Riudor perché: oltre alla vicinanza culturale degli utenti, alla massiccia diffusione degli smartphone e al crescente utilizzo dei metodi di mobile payment, lo Stivale “rappresenta un mercato interessante, ha grandi potenzialità perché ancora molto legato al contante ma, al tempo stesso, dove ai giovani interessa poter gestire le proprie finanze in modo autonomo e soprattutto profittevole. Gli under 30 hanno difficoltà a risparmiare”. Questa difficoltà è frutto di numerose concause, da quelle culturali (la scuola, per esempio, non aiuta in questo senso) alla scarsa abitudine, passando per il ricambio generazionale.

L’utente ideale di Goin ha mediamente 24 anni e ha necessità di essere “incitato” a risparmiare per raggiungere migliore capacità di spesa. Nella realtà dei fatti gli utenti più attivi hanno tipicamente 28 anni, un reddito mensile interessante e la possibilità di attuare piani più corposi. Per la cronaca, l’app consente anche di eseguire pagamenti e opera con qualsiasi banca. Infine, offre anche diverse tipologie di investimento, a partire da quello basato su ETF (Exchange-Traded-Found) e sulle Criptovalute.

Come funziona in Italia

Nel nostro Paese si replica l’approccio a Waiting List. In Spagna al momento del lancio ha avuto due motivi: motivi tecnici – in maniera tale da poter sviluppare il prodotto in base ai feedback degli utenti – e di reputazione, per creare aspettativa ed engagement, poiché l’utente con il maggior numero di referral avrebbe vinto 2 biglietti Vip per un festival musicale molto ambito.

In Italia verrà riproposta la stessa modalità, ma la Waiting List verrà affidata a tre squadre capitanate da tre influencer – Papu Gomez, Ludovica Pagani e Klaus – che avranno il compito di condividere il proprio referral code con quanti più contatti possibili permettendo così agli utenti più attivi di accedere all’app per primi.

Come si risparmia

L’applicazione permette di impostare parametri e obiettivi di risparmio personalizzati. In questo momento, le opzioni a disposizione degli utenti sono:

  • Round-up: per ogni spesa effettuata, goin arrotonda l’importo e lo mette da parte (es. spendendo €1,30 per un cappuccino, €0,70 vengono accantonati)
  • Retention: goin mette da parte una percentuale fissa sulle entrate (es. accantonando ogni mese il 10% dello stipendio)
  • Auto Top-up: viene aggiunta al conto goin una quantità fissa di denaro con frequenza quotidiana, settimanale o mensile, in base alle preferenze dell’utente
  • Challenges: per migliorare il proprio stile di vita, eliminare le cattive abitudini e risparmiare denaro giorno dopo giorno
  • Quiz del giorno: per ogni domanda risposta correttamente, goin offre ai suoi utenti una piccola cifra da accantonare 

Come si investe

La domanda nasce spontanea: come si possono utilizzare i risparmi? Degli obiettivi abbiamo già detto, Riudor però ci risponde che c’è anche un modo più fruttifero per impiegare i propri averi: investirli. Senza uscire dall’app, si possono fare fruttare i soldi utilizzando alcune tipologie di investimento così strutturate:

  • Crowdlending: investimento di breve durata in piccole e media imprese con un rischio controllato e senza complicazioni
  • Crypto: per acquistare e vendere criptomonete in modo facile e in tempo reale a partire da soli 10 euro
  • ETF: per investire in fondi di tutto il mondo a partire da 50 euro e senza limiti di tempo

Il futuro di Goin

Dato che abbiamo potuto passare diversi minuti con Riudor, ne abbiamo approfittato per capire quali siano i piani futuri. Il primo è quello di continuare a spingere sulla diffusione dell’applicazione, perché “risponde a bisogni effettivamente sentiti da parte dei consumatori più giovani”. Questo permetterà anche di apprezzare le numerose funzioni di Goin, non solo limitate al risparmio ma soprattutto virate sui pagamenti. Questo è un aspetto di non poca importanza in quanto “deframmenta il panorama dei metodi di pagamento in mobilità e aiuta a rendere più semplice questo processo”. Infine, il prossimo passo sarà quello di attivare la modalità di risparmio in team. “Si potranno attuare pianificazioni in gruppo tra amici, parenti o familiari, oppure ricevere da altri utenti (i genitori, per esempio) versamenti. Oppure darsi obiettivi tra più persone per raggiungere più semplicemente la somma necessaria”, conferma Riudor.

Per la cronaca, tutti i risparmi accumulati su Goin possono essere riscattati o riportati su conto corrente in qualsiasi momento, senza commissioni o penali. Questo è un indubbio vantaggio, che convince da solo a testare la capacità dell’applicazione di produrre una mentalità volta al risparmio per ottenere benefici concreti: dall’acquisto di un prodotto o un servizio, alla pianificazione di un investimento.

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Sara.G <![CDATA[Amazon, ecco Fire 7: processore più veloce e spazio raddoppiato]]> https://igizmo.it/?p=30666 2019-05-16T15:01:37Z 2019-05-16T15:01:36Z Amazon annuncia oggi la nuova generazione del suo tablet più venduto, Fire 7, progettato interamente per il divertimento. Il nuovo Fire 7 dispone di un processore più veloce e uno spazio di archiviazione di 16 GB permettendo così ai clienti di godersi ancora più video, musica, giochi e libri, in qualunque momento. Fire 7 continua […]

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Amazon annuncia oggi la nuova generazione del suo tablet più venduto, Fire 7, progettato interamente per il divertimento. Il nuovo Fire 7 dispone di un processore più veloce e uno spazio di archiviazione di 16 GB permettendo così ai clienti di godersi ancora più video, musica, giochi e libri, in qualunque momento. Fire 7 continua a essere disponibile a soli 69,99€.

Fire 7 è il nostro tablet bestseller, con decine di milioni di unità vendute nel mondo” afferma Eric Saarnio, Director, Amazon Devices Europa. “Pur mantenendo un costo inferiore ai 70€, abbiamo apportato migliorie per i clienti grazie al processore più veloce e al doppio dello spazio di archiviazione, così i clienti possono godersi ancora di più i contenuti che apprezzano maggiormente sia a casa, sia in mobilità”.

Il nuovo Fire 7 include:

  • Processore più veloce – processore quad-core da 1,3 GHz, per passare in modo facile e immediato dall’utilizzo di una app alla riproduzione di un film o alla navigazione del web.
  • Spazio di archiviazione raddoppiato – Fire 7 è ora disponibile con uno spazio di archiviazione interno di 16 GB o 32 GB, espandibile fino a 512 GB grazie allo slot microSD.
  • Display brillante e nitido – Il tablet più leggero di Amazon include un display 7” IPS di alta qualità che garantisce una riproduzione dei colori efficace con ogni angolo di visione.
  • Resistenza – Come misurato nei test di caduta, Fire 7 è il doppio più resistente del più recente iPad mini ed è in grado di affrontare le cadute, i graffi e l’usura derivanti da un utilizzo quotidiano.
  • Durata della batteria – Fino a 7 ore di lettura, ascolto di musica, riproduzione di serie TV e film e navigazione del web.
  • Fotocamera frontale e posteriore – La fotocamera frontale con risoluzione HD 720p consente di effettuare videochiamate con la famiglia e gli amici. Inoltre, si possono scattare e condividere foto e salvarle gratuitamente grazie all’archiviazione illimitata su cloud.
  • Connessione Wi-Fi veloce – Grazie al supporto Wi-Fi dual band è possibile vedere video in streaming senza interruzioni.

Un’esperienza sempre migliore con Prime

Fire 7 offre ancora più funzionalità grazie all’abbonamento Prime. In Italia, i clienti Prime possono:

  • guardare film e serie TV pluri-premiate, incluse le Amazon Original comeTom Clancy’s Jack RyanHanna e La fantastica signora Maisel.
  • Ascoltare più di due milioni di canzoni e più di un migliaio di playlist curate da esperti e di Radio Prime con Prime Music.
  • Accedere a centinaia di libri con Prime Reading.
  • Conservare un numero illimitato di foto con Amazon Photos e avere a disposizione, in più, 5GB per archiviare video, documenti e altri file.
  • Con Twitch Prime, i clienti possono godersi videogiochi gratuiti, contenuti aggiuntivi per giochi e una esperienza speciale su Twitch che include un abbonamento mensile a un canale Twitch, e molto altro.

Per iscriversi ad Amazon Prime o iniziare un periodo d’uso gratuito di 30 giorni, visitare la pagina www.amazon.it/prime

Disponibilità

Il nuovo Fire 7 è disponibile con chassis nero a soli 69,99€. È possibile pre-ordinare Fire 7 a partire da oggi alla pagina www.amazon.it/fire7 e le spedizioni inizieranno il 6 giugno. Le custodie per Fire 7 sono disponibili a soli 24,99€ nei colori Nero, Verde Salvia, Malva, Blu-grigio, Ocra e possono essere posizionate sia in verticale sia in orizzontale.

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M.LN http://datapress.it <![CDATA[Violato Whatsapp da un software spia: cosa fare subito]]> https://igizmo.it/?p=30658 2019-05-16T15:28:48Z 2019-05-16T13:04:31Z Una vulnerabilità nell’applicazione di messaggistica WhatsApp di Facebook ha permesso a degli hacker di diffondere software di sorveglianza su iPhone e smartphone Android con una semplice telefonata, secondo quanto riportato dal Financial Times. Lo spyware è stato sviluppato dal gruppo israeliano NSO e può essere installato senza lasciare traccia semplicemente ricevendo una chiamata. Oltretutto non è […]

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Una vulnerabilità nell’applicazione di messaggistica WhatsApp di Facebook ha permesso a degli hacker di diffondere software di sorveglianza su iPhone e smartphone Android con una semplice telefonata, secondo quanto riportato dal Financial Times.

Lo spyware è stato sviluppato dal gruppo israeliano NSO e può essere installato senza lasciare traccia semplicemente ricevendo una chiamata. Oltretutto non è necessario rispondere alla chiamata stessa e una volta installato, il malware può attivare fotocamere e microfono del terminale, scansionare la lista delle e-mail e dei messaggi, e raccogliere i dati sulle posizioni raggiunte dall’utente.

Non è facile capire se si è stati colpiti, tuttavia, ci sono alcuni accorgimenti da mettere in atto subito per evitare che il proprio smartphone venga manipolato ad insaputa da qualche malintenzionato.

A parlarcene Serguei Beloussov, CEO di Acronis, leader globale della protezione informatica:


Chi è a rischio? Anche un normale utente di Whatsapp deve considerarsi in pericolo?

La vulnerabilità che è stata sfruttata nell’attacco è un cosiddetto “sfruttamento non interattivo”. Non è necessario fare clic sul collegamento o aprire un file inviato tramite messaggi. Questi tipi di vulnerabilità sono rari e gli hacker che riescono a rubare in questo modo i dati dell’utente li rivendono a caro prezzo sul mercato nero (circa 1 milione di dollari). Pertanto, tali modalità di cybercrime vengono utilizzate per attacchi mirati su obiettivi selezionati. Tuttavia, questa è un’altra conferma che le vulnerabilità Zero Day, qualsiasi vulnerabilità di sicurezza informatica non espressamente nota allo sviluppatore o alla casa che ha prodotto un determinato sistema informatico, sono un nuovo standard capace di diffondersi ad ampio spettro.

Come accaduto in passato con il ransomware NotPetya, possiamo aspettarci che nel giro di 24-48 ore saranno molti gli utenti a essere colpiti.

È fondamentale per WhatsApp risolvere la vulnerabilità e proteggere gli utenti dal malware, e crediamo stiano lavorando alla soluzione in tempo reale. La protezione dei propri utenti è fondamentale.


Cosa può fare un utente per minimizzare il rischio di essere colpito da questo malware?

Se il proprio account Whatsapp è attaccato, gli hacker saranno in grado di accedere alle conversazioni e ai dati privati (per usarli, modificarli e venderli). Possono persino bloccare il telefono da remoto e chiedere un riscatto.

whatsapp-update

Alcuni semplici consigli sulla protezione informatica potrebbero aiutare. Il modo migliore per proteggersi da questo tipo di attacchi è innanzitutto avere la versione più recente del sistema operativo e dell’applicazione installati. L’aggiornamento dell’applicazione non porta solo nuove caratteristiche ma anche patch di sicurezza più evoluto. Quindi l’update automatico delle app installate è una buona pratica da seguire. È inoltre essenziale disporre di uno strumento di backup installato per conservare i dati al sicuro nel caso in cui il tuo dispositivo non sia più accessibile, o qualcuno cancelli i tuoi dati. In caso di vulnerabilità di particolari applicazioni, come in questo caso Whatsapp, può avere senso anche restringere le regole di privacy per avere accesso ai contenuti (contatti, foto, video, calendario) – per limitare l’esposizione delle informazioni ai potenziali cybercriminali. L’unico modo per proteggere completamente un dispositivo è tenerlo spento. In caso contrario, se si desidera comunque utilizzarlo, è necessaria una soluzione che fornisca tutti e cinque i vettori di Cyber Protection: Sicurezza fisica, Accessibilità, Privacy, Autenticità e Sicurezza digitale. 


C’è un modo per capire se il nostro telefono è stato vittima di un cyber attacco? 

Se i dati sono stati rimossi o danneggiati, è facile da capire e se si dispone di un software di backup sul dispositivo, si è in grado di recuperare tutto che di cambiare rapidamente le password, bloccare gli accessi, notificare le banche o i servizi online circa la potenziale violazione dell’account. Purtroppo, non è facile verificare se e quali informazioni sono state rubate fino a quando non vengono utilizzate. Tuttavia, esiste un modo per assicurarsi che i dati non siano stati modificati: Acronis Notary certifica i file e consente di convalidare l’autenticità di un file potendo sempre ripristinare la sua versione originale. Tale possibilità sta diventando sempre di più importante. Immagina se qualcuno modificasse i tuoi documenti digitali o le te dichiarazioni bancarie, o, peggio ancora, le prescrizioni di farmaci… Nel mondo digitale è facile da fare, e se non si dispone di una soluzione come Acronis Notary non c’è modo di distinguere tra dati originali e dati modificati. Avere una copia di backup dei dati certificati può aiutare enormemente chi deve poi appurare l’uso improprio di tali dati e risparmia all’utente molti grattacapi. 

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Huawei Video cresce con i film di Paramout e Bim]]> https://igizmo.it/?p=30654 2019-05-16T10:24:00Z 2019-05-16T10:23:59Z Huawei ha annunciato l’accordo con Paramount Pictures e Bim con l’obiettivo di arricchire ulteriormente l’esperienza degli utenti che utilizzano Huawei Video. Lanciato lo scorso ottobre in Italia e Spagna, Video è il servizio che consente agli utenti dei smartphone del brand di usufruire di un’offerta video completa e costantemente aggiornata. Le produzioni Bim e Paramount Pictures […]

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Huawei ha annunciato l’accordo con Paramount Pictures e Bim con l’obiettivo di arricchire ulteriormente l’esperienza degli utenti che utilizzano Huawei Video. Lanciato lo scorso ottobre in Italia e Spagna, Video è il servizio che consente agli utenti dei smartphone del brand di usufruire di un’offerta video completa e costantemente aggiornata.

Le produzioni Bim e Paramount Pictures andranno quindi ad accrescere  ulteriormente il portfolio della piattaforma di streaming Huawei. In particolare tante le novità del catalogo Paramount Pictures in modalità TVOD, che prevede la possibilità di noleggiare solo i titoli desiderati e fruirne nelle 48 ore successive. Successi recenti come “Bumblebee”, “What Men Want”, “Istant Family” o grandi saghe come “Transformers”, “Mission Impossible” e “Star Trek” sono solo alcuni dei titoli disponibili. Inoltre, grazie anche al recente accordo firmato con BIM, saranno presto disponibili a noleggio a prezzi esclusivi o in modalità abbonamento ulteriori film come “The Old Man & The Gun”, “Studio 54”e “The Children Act”.

“Siamo orgogliosi di offrire ai nostri consumatori un catalogo sempre più ampio e di qualità. Il cinema è, senza dubbio, uno dei canali di intrattenimento più apprezzati e il nostro impegno è quello di continuare ad ampliare l’offerta editoriale di Huawei Video anche grazie a nuovi accordi come quelli appena siglati con Paramount Pictures e BIM” – ha affermato Jaime Gonzalo, VP Consumer Mobile Services di Huawei in Europa.

C’è anche il live streaming

Huawei Video continua ad arricchirsi anche di nuove funzionalità che renderanno il servizio sempre più versatile. Nelle prossime settimane verrà abilitata la funzionalità “Chromecast” per poter proiettare i contenuti dal proprio Smartphone/Tablet sulla tv, così come il già presente “download and play” che permette il download e la visione off line in modo da rendere più efficiente il consumo dei dati. Di recente Huawei Video ha lanciato anche il primo evento in “Live Streaming” in occasione della presentazione internazionale dei nuovi smartphone Huawei P30 e P30 Pro. Tale funzionalità permetterà agli utenti Huawei di accedere ad eventi importanti e occasioni di intrattenimento.

Huawei Video: prezzi e compatibilità

Huawei Video è preinstallata sui device che utilizzano la versione software EMUI 8.1 e successive, mentre per le versioni precedenti può essere scaricato da AppGallery o dal Play Store. La modalità premium del servizio prevede un abbonamento mensile di 4,99 euro che garantisce l’accesso a tutti i contenuti disponibili nel modello VIP.

Per i veri appassionati di cinema, è disponibile una sezione noleggio che permette di visionare titoli individuati per 48 ore a prezzi convenienti, oltre ad un’area gratuita con clip, news e mini documentari. Il tutto senza interruzioni né pubblicità e con possibilità di cancellazione dal servizio gratuita  in qualsiasi momento. Inoltre, tutti coloro che dal 15 maggio si iscriveranno al servizio, potranno usufruire di 2 mesi gratuiti di Huawei Video per la modalità abbonamento SVOD.

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Sara.G <![CDATA[Digital Detox: ecco come liberarsi dalle ‘cattive abitudini’ secondo Wiko]]> https://igizmo.it/?p=30651 2019-05-16T10:14:26Z 2019-05-16T10:14:25Z Controllare ripetutamente notifiche, messaggi e chiamate, svegliandosi anche in piena notte, così come essere attivi già cinque minuti dopo il risveglio sono sintomi di una sorta di ‘dipendenza tecnologica’.  Sempre più spesso si parla di digital detox, una tendenza mondiale dettata dall’esigenza di limitare l’uso eccessivo della tecnologia e trovare un nuovo equilibrio per convivere al […]

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Controllare ripetutamente notifiche, messaggi e chiamate, svegliandosi anche in piena notte, così come essere attivi già cinque minuti dopo il risveglio sono sintomi di una sorta di ‘dipendenza tecnologica’. 

Sempre più spesso si parla di digital detox, una tendenza mondiale dettata dall’esigenza di limitare l’uso eccessivo della tecnologia e trovare un nuovo equilibrio per convivere al meglio con i propri dispositivi. 

Per questo motivo, Wiko, brand di telefonia portavoce del “lusso democratico”,ha voluto stilare una pratica guida alla “remise en forme” digitale, ricca di spunti utili e, soprattutto alla portata di tutti. 

Per farlo, ha scelto di affidarsi ai consigli dell’Accademia della Felicità, società milanese di coaching e formazione, che ha redatto per l’occasione cinque pratici consigliper imparare ad utilizzare in modo più consapevole i propri device e di conseguenza migliorare il rapporto tra uomo e tecnologia.

Il principio alla base del digital detox è lo stesso che guida l’esigenza del riordino e del declutting: mettere ordine all’esterno per potersi sentire più concentrati sulle cose che contano davvero come gli affetti e gli obiettivi che vogliamo raggiungere”, spiega Francesca Zampone, life Coach dell’Accademia della Felicità. “Noi non consigliamo mai un approccio drastico, ma l’introduzione nella propria routine di micro-azioni detossinanti”.

Vediamo nel dettaglio i 5 consigli dell’Accademia della Felicità per il Digital Detox:

  1. Un passo alla volta. Meglio cominciare con un weekend al mese durante il quale spegnere tutto: niente telefono e niente computer, non controllate le email e non interagite sui social. E se non riuscite a resistere per un intero weekend, provate almeno a silenziare lo smartphone per 4 ore di fila.
  2. Per non sentire la mancanza dello smartphone, pianificate delle giornate all’aria aperta con gli amici o la famiglia, per evitare che la tentazione sia troppo forte. 
  3. Prima di andare a dormire lasciate lo smartphone in carica in un’altra stanza, e ricordatevi che esistono ancora le sveglie!
  4. In casa create dellezone “smartphone free”. Oltre alla camera da letto, vi sfidiamo a non utilizzare i vostri dispositivi in bagno. E se proprio non riuscite, almeno definite dei momenti no-tech durante la giornata.
  5. Quando siete in un locale, anche se avete con voi lo smartphone, tenetelo in borsa o in tasca, senza appoggiarlo sul tavolo. Concentratevi quindi sulla persona che avete di fronte, parlate con lei e se siete soli fate un po’ di “people watching”. 

Wiko, proprio in qualità di brand di telefonia, investe e continua a investire sul concetto di utilizzo consapevole della tecnologia. È innegabile: lo smartphone è un oggetto prezioso di comunicazione, relazione e interazione. Uno strumento che ha dato accesso a opportunità e informazioni in ogni latitudine. La regola però è padroneggiarlo con coscienza e non subirlo. Da piccoli accorgimenti come questi, sarà già possibile dare una sferzata virtuosa a un rapporto sbilanciato.

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M.LN http://datapress.it <![CDATA[Smartphone e famiglie superconnesse: i cinque consigli anti-dipendenza di Samsung]]> https://igizmo.it/?p=30640 2019-05-15T17:06:45Z 2019-05-15T17:03:59Z La tecnologia e il modo in cui i device connessi (smartphone, tablet, wearables) hanno cambiato il modo di comunicare, sia fuori che dentro le mura domestiche, è uno dei temi più discussi in qualsiasi ambito della vita contemporanea. Una rivoluzione nelle modalità di comunicazione, che sta impattando in maniera significativa anche il rapporto tra genitori […]

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La tecnologia e il modo in cui i device connessi (smartphone, tablet, wearables) hanno cambiato il modo di comunicare, sia fuori che dentro le mura domestiche, è uno dei temi più discussi in qualsiasi ambito della vita contemporanea. Una rivoluzione nelle modalità di comunicazione, che sta impattando in maniera significativa anche il rapporto tra genitori e figli, e che rischia di rendere tutti superconnessi, ma allo stesso tempo chiusi nel proprio ego.

Samsung, in occasione della Giornata Internazionale della famiglia, che si celebra oggi, pone l’attenzione sul problema della iperconnettività in famiglia, proponendo una serie di consigli su come guidare al meglio i ragazzi a un uso più consapevole della tecnologia.

Una delle più recenti ricerche commissionate da Samsung Italia, rileva che, ad esempio, 7 ragazzi su 10 considerano lo smartphone un insostituibile compagno di vita, e non immaginano come poter uscire senza (dati Samsung Trend Radar 2019).

A essere connessi giorno e notte, però, spesso non sono solo i figli, ma anche i genitori, per i quali la comunicazione virtuale è diventata importantissima; e in questo ambito i figli prendono i propri genitori come modello di comportamento.  Ma in che modo i genitori possono agire per mettere un freno a un’eccessiva invadenza del mondo digitale in famiglia?

I cinque consigli di Samsung creati in collaborazione con l’esperta, la psicologa – psicoanalista Raffaella Conconi, coordinatrice del Servizio Tutela Minori di Lecco e provincia, intendono porre una riflessione su come usare al meglio questi strumenti utilissimi, ma da adoperare con attenzione.

1. Dare il buon esempio

La tecnologia di per sé è da considerarsi un passaggio di testimonianza del progresso dell’uomo che può solo migliorare qualità della vita. È impensabile che i ragazzi non abbiano accesso alla tecnologia in un modo sempre più informatizzato; rimarrebbero dei primitivi in un mondo nuovo. Prima di tutto gli adolescenti usano i dispositivi come li usano i genitori: non serve giudicare un ragazzo che si fa moltissime foto, se la mamma fa lo stesso; oppure se la mamma passa molto tempo su Facebook, il ragazzino seguirà il suo esempio. Sono quindi prima di tutto i genitori a dover curare il proprio rapporto con la tecnologia.  

2. Stabilire delle regole condivise in famiglia

Quando si deve dare il telefonino al proprio figlio? Non prima che ci sia la necessità che si trovi nella situazione di dover contattare i propri genitori, perché lo strumento serve per questo. Non a due anni, al ristorante per “tenerlo buono”. L’ideale sarebbe quando il ragazzo inizia a passare tempo da solo e può avere necessità di comunicare con l’esterno, per esempio, nel periodo delle scuole medie. Lo smartphone deve essere utilizzato in momenti determinati della giornata, non durante i pasti, dopo le 22 è meglio spegnerlo, a scuola sì, ma in modalità silenziosa. Meglio evitare, in generale, tutti quei momenti in cui può rappresentare una forma di distrazione dai rapporti sociali.

3. Filtri, parental control e condivisione della posizione

Quando c’è molta libertà, si può accedere a qualsiasi tipo di contenuto. Per questo si può consigliare di installare filtri o parental control. La condivisione della posizione? Sì, se so che il figlio è andato in gita in montagna con amici, o fuori la sera. Altrimenti no, evitiamolo se è solo uscito a mangiarsi uno snack. È corretta la condivisione fino a quando può essere necessario rintracciarlo in caso di un incidente. Altrimenti si tratta di una mania persecutoria di quei genitori che pensano di controllare i propri ragazzi con questi metodi. Bensì, è necessario un controllo a monte.

4. Con lo smartphone si possono fare “altre cose”

Con lo smartphone in famiglia si possono fare tante cose, per esempio informarsi. Gli smartphone sono strumenti di informazione, di facilitazione anche dei rapporti sociali. Lo strumento, però, è in mano a qualcuno che può farne diversi usi in base a ciò che ha in mente e che ama o non ama fare: parliamo di genitori, insegnati di scuola, allenatori sportivi, insegnanti di catechismo, etc. Dipende dall’utilizzo e dalla cultura che sta dietro l’uso dello smartphone.

5. L’incontro virtuale non è sbagliato

Lo smartphone offre una vetrina ampia sul mondo. Questa finestra rende i ragazzi più veloci, più connessi, meno ingenui, più informati e più in contatto/connessione con il resto del mondo, più cittadini del mondo, più facilitati ai rapporti sociali. L’incontro virtuale non è sbagliato, anzi va promosso, ma certamente con consapevolezza.

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