iGizmo.it Il web magazine italiano che parla di innovazione 2020-01-27T16:52:26Z https://igizmo.it/feed/atom/ WordPress https://igizmo.it/wp-content/uploads/2019/05/cropped-icone-social-tondo-igizmo-32x32.png Alice Realini <![CDATA[Monopattini elettrici: facciamo chiarezza]]> https://igizmo.it/?p=38445 2020-01-27T16:52:26Z 2020-01-27T15:51:54Z Il 2020 come l’inizio di una nuova era per la mobilità sostenibile e la micromobilità urbana? Sì, no, forse. L’anno è cominciato da meno di un mese e i monopattini elettrici sono già a un bivio: resterà in vigore la nuova legge, che li equipara alle biciclette, oppure si tornerà alle vecchie regole della sperimentazione […]

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Il 2020 come l’inizio di una nuova era per la mobilità sostenibile e la micromobilità urbana? Sì, no, forse. L’anno è cominciato da meno di un mese e i monopattini elettrici sono già a un bivio: resterà in vigore la nuova legge, che li equipara alle biciclette, oppure si tornerà alle vecchie regole della sperimentazione stabilite dal ministro dei Trasporti Danilo Toninelli? Il quadro, con l’approvazione delle norme che regolamentano la presenza in strada dei monopattini elettrici, sembrava infatti finalmente chiaro. Ma il governo ha fatto sapere che sta lavorando ad un nuovo decreto legge, che riporterebbe il calendario alle regole stabilite 2019. Vediamo com’è oggi la legge e cosa potrebbe cambiare. In attesa di una norma che sia definitiva. Per davvero. 

Monopattini elettrici su strada: cosa si può fare 

L’utilizzo dei monopattini elettrici è regolato da una norma contenuta nella legge di bilancio approvata a fine 2019 (articolo 1, comma 75), che in sintesi li equipara alle biciclette e consente di guidarli, anche in strada, senza bisogno di una specifica patente. Pochi i vincoli: oltre al rispetto delle norme del codice della strada, i mezzi non possono superare i 500 watt di potenza e una velocità massima di 20 chilometri orari. Attenzione, però: l’equiparazione alle bici vale per i monopattini elettrici mentre per hoverboard e monowheel continua la sperimentazione nelle aree individuate dai comuni.

E cosa non si può fare

Nonostante sia molto facile vederli, ai monopattini elettrici è vietato circolare sui marciapiedi, che sono destinati solo ai pedoni, proprio come alle biciclette. Sulla strada della micromobilità elettrica, oltre alle norme, c’è anche un altro nemico: il pavè. Nessuna norma vieta di utilizzarli sulle strade lastricate tipiche dei centri storici delle città, ma di sicuro è meglio evitarle, soprattutto quando sono bagnate. Meglio non trasgredire le regole: circolando in zone vietate si rischiano fino a 800 euro di multa e il ritiro del mezzo.

Si circola dentro e fuori dalla città

micromobilità in azione
Monopattini elettrici in città

Grazie a questa novità i monopattini elettrici si possono usare proprio come le bici: in città, sulle strade urbane e nelle aree pedonali, e anche fuori città, sulle principali arterie extraurbane, sempre rispettando il limite dei 20 km orari. 

Monopattini elettrici: e se si tornasse alla fase di sperimentazione? 

Nonostante l’entusiasmo dei fan del monopattino elettrico, compresi i tanti che lo hanno trovato sotto l’albero di Natale, il governo sembra intenzionato a rivedere ancora le regole per la micromobilità su strada. Facendo, di fatto, marcia indietro sull’equiparazione con le biciclette e tornando alle regole della sperimentazione comunale, in vigore nel 2019. Ma cosa accadrebbe se dovesse passare questa novità? I monopattini elettrici potrebbero tornare a circolare solo negli spazi appositamente previsti. E cioè: aree pedonali, percorsi ciclopedonali, piste ciclabili, zone 30 e strade urbane con limite massimo di velocità di 30 km/h. La potenza massima dovrebbe restare la stessa (0,50 kW), mentre la velocità non dovrà mai superare i 25 km/h, che scenderebbero a 6 km/h nelle aree pedonali.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Le abitudini di consumo degli acquirenti online]]> https://igizmo.it/?p=38443 2020-01-27T15:18:19Z 2020-01-27T15:18:18Z Supermercato24 ha presentato la prima edizione del report annuale, delineando trend e abitudini di consumo che hanno caratterizzato gli acquisti online (da sito e via app) degli italiani negli scorsi 12 mesi e le curiosità più interessanti tra le province in Italia. “Attraverso la nostra piattaforma abbiamo a disposizione un gran numero di dati che ci consentono di conoscere i […]

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Supermercato24 ha presentato la prima edizione del report annuale, delineando trend e abitudini di consumo che hanno caratterizzato gli acquisti online (da sito e via app) degli italiani negli scorsi 12 mesi e le curiosità più interessanti tra le province in Italia.

“Attraverso la nostra piattaforma abbiamo a disposizione un gran numero di dati che ci consentono di conoscere i nostri utenti, i loro gusti e le loro abitudini di consumo. Questo è per noi fondamentale per poter offrire un servizio sempre più innovativo e su misura, che consenta loro di effettuare la spesa online in ogni momento e ovunque si trovino. Il nostro Report Annuale, alla prima edizione quest’anno, nasce proprio con questo scopo,” dichiara Federico Sargenti, CEO di Supermercato24.

La spesa online degli italiani nel 2019

Secondo l’indagine condotta da Supermercato24 durante l’anno appena concluso, il podio dei prodotti più acquistati dagli italiani vede in testa la categoria formaggi, salumi e gastronomia, che registra il 13% degli ordini totali, seguita da frutta e verdura (12%) e al terzo posto acqua, bibite e alcolici (11,5%). Chiudono la top 5 carne e pesce (10%) e prodotti per la colazione, dolciumi e snack (8%). Nel carrello del Bel Paese sembra esserci ancora poco spazio per i piatti pronti, indice che in Italia nonostante i ritmi frenetici c’è ancora particolare attenzione alla freschezza dei prodotti portati a tavola.

Top 10 categorie di prodotti più acquistati nel 2019
1.       Formaggi, salumi e gastronomia6. Sughi, scatolame, condimenti
2.       Frutta e verdura7. Latte, burro e yogurt
3.       Acqua, bibite e alcolici8. Surgelati e gelati
4.       Carne e pesce9. Igiene e cura personale
5.       Colazione, dolciumi e snack10. Pulizia della casa

Gli acquisti degli italiani si sono concentrati soprattutto nella parte finale dell’anno: i mesi di novembre, ottobre e dicembre, sono infatti quelli dove si è registrato il volume di acquisti maggiore rispetto al resto dell’anno. Complice anche l’esodo estivo, agosto, è invece il mese in cui gli acquisti sono risultati minori, insieme a febbraio e aprile.

Grazie a soluzioni innovative che consentono di risparmiare tempo e svolgere online, in totale relax e comodità anche un’azione a volte scomoda come fare la spesa, gli italiani possono sempre più spesso dedicare il proprio tempo libero nel weekend ad altre attività. Lo confermano anche i dati di Supermercato24, secondo cui la mattina del lunedì si rivela il momento più gettonato dagli utenti dello Stivale per effettuare la spesa online, con un picco di ordini soprattutto tra le ore 10 e le 11. Rari, invece, gli ordini registrati sulla piattaforma il sabato e la domenica. Infine, oltre la metà degli italiani (58%) si affida all’app per la spesa on-the-go.

Le peculiarità di ogni categoria

Guardando più nel dettaglio i dati di Supermercato24 e confrontando le abitudini di acquisto online da nord a sud della Penisola, emergono interessanti curiosità sui gusti degli italiani. L’Emilia Romagna si aggiudica il primo posto come regione più sana dello Stivale con ben cinque città nella top 10 dei consumi della categoria frutta e verdura: Parma in vetta con il 14%, la più alta percentuale di spesa sul carrello complessivo, seguita da Modena e Bologna (13%). Seconda a parimerito Vicenza. 

Durante il 2019, il girone dei golosi si è riunito a Napoli. Nella città partenopea, infatti, il 10% della spesa media degli ultimi 12 mesi è stato dedicato alla categoria dolci. Chiudono il podio due città del nord Italia: Bergamo (9,5%) e Verona (9%). Vita difficile per i dentisti pisani: la città toscana è in trentesima posizione, con solo il 7% di spesa sul totale in questa categoria.

Podio dal sapore toscano nel consumo di carne e pesce: Livorno è al primo posto con il 12% della spesa complessiva annuale locale registrata in questa categoria, e terzo posto per Pisa (11%). Al secondo posto si inserisce invece l’outsider Modena, a pochi punti percentuali dal vertice. In alto i calici per la Lombardia: nel 2019 ben tre città lombarde rientrano nei primi 10 posti per l’acquisto di vino, birra e simili. Mantova in testa (6%) seguita da Como e Varese (5%). Segue a ruota la Liguria, con due province nel ranking: Genova e Savona, a pochi punti percentuali dal podio. Fanalino di coda per il Veneto, con la sola Venezia nella top 10 di Supermercato24 per questa categoria.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[I minori sul Web: il 50% dei genitori li ritiene “vulnerabili”]]> https://igizmo.it/?p=38438 2020-01-27T11:05:39Z 2020-01-27T11:03:47Z Il sondaggio sulla sicurezza dei minori online, condotto da Panda Security, parla chiaro: solo l’8,5% dei genitori intervistati (mille famiglie) non ritiene che i figli siano vulnerabili ai pericoli di Internet; il 50% li considera molto o completamente vulnerabili. Vi è dunque una presa di coscienza sempre maggiore dei rischi della rete. Appare chiaro come il […]

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Il sondaggio sulla sicurezza dei minori online, condotto da Panda Security, parla chiaro: solo l’8,5% dei genitori intervistati (mille famiglie) non ritiene che i figli siano vulnerabili ai pericoli di Internet; il 50% li considera molto o completamente vulnerabili. Vi è dunque una presa di coscienza sempre maggiore dei rischi della rete.

Appare chiaro come il pericolo trascenda il dispositivo e possa riflettersi sull’incolumità fisica e psicologica di un minore: il rischio che un bambino sia esposto a molestie più o meno importanti da parte dei propri coetanei o da altri è tangibile. Gli italiani convergono su quali siano i problemi principali per i minori online: pedofilia, contenuti inappropriati (porno, violenza), dipendenza e cyberbullismo sono segnalati nel 70-80% circa delle risposte al sondaggio.

Internet, un luogo pericoloso per i minori

Ecco i dati più importanti emersi dall’analisi dei sondaggi: il 45% degli intervistati ritiene che Internet sia un luogo pericolosissimo per i minori e il 32% crede che i suoi figli siano molto vulnerabili ai pericoli di Internet. Oltre l’81% degli intervistati considera Internet un luogo molto pericoloso o pericolosissimo per i minori. Solo il 3% circa dei genitori pensa che Internet non sia una minaccia per i propri figli.

Il livello di allerta è così alto perché i pericoli per i minori sono molti e potenzialmente molto gravi: un fatto è dover formattare l’hard disk a causa di un virus, e tutt’altra cosa è che un bambino sia esposto ad abusi sessuali o molestie continue da parte dei propri pari (cyberbullismo). Stiamo parlando dell’incolumità fisica e psicologica di un minore, e i genitori sono chiaramente consapevoli di quanto sia a rischio online.

Il Web come spunto di dialogo

L’istruzione al digitale è parte ormai integrante dell’educazione dei figli. Il 75% degli intervistati ha confermato di educare i figli all’utilizzo di internet.  Tuttavia, le percentuali indicano anche una tendenza meno evidente: il 46% degli intervistati utilizza almeno uno sistema di parental control (come quelli offerti da Panda). Ciò significa che quasi un genitore su due pensa che sia necessario controllare e limitare l’attività dei figli online. Questi dati ci fanno riflettere sul difficile equilibrio tra protezione e restrizione delle libertà online dei minori, nonché sul rispetto della loro privacy. 

La soluzione a questo problema proviene dai genitori stessi: il dialogo non deve mai venir meno per spiegare ai propri figli perché certi accorgimenti – come il blocco dei siti per adulti – siano necessari. Inoltre, la disponibilità di strumenti di parental control personalizzabili può sostituire condotte più controverse, come la lettura delle conversazioni dei figli da parte dei genitori (esercitata dal 16%), che possono creare conflitti familiari.

Panda ha sviluppato una suite di controllo genitoriale, Panda Dome Family, che offre le funzionalità più richieste dai genitori italiani, ovvero:

  • Rapporti sull’utilizzo delle app
  • Blocco di determinati giochi e app
  • Limiti del tempo di utilizzo
  • Cancellazione remota dei dati personali

Tuttavia, le percentuali indicano anche un’altra tendenza meno evidente ma forse ancora più importante: in media, il 46% degli intervistati utilizza almeno uno dei seguenti metodi di parental control (come quelli offerti da Panda Dome Family):

  • Controllo dell’attività online
  • Limitazione del tempo di connessione
  • Blocchi di siti e app

Ciò significa che quasi un genitore su due, oltre a educare i propri figli, pensa che sia necessario controllare e limitare la loro attività online.

Questi dati fanno riflettere sul difficile equilibrio tra protezione e restrizione delle libertà online dei minori, nonché sul rispetto della loro privacy. La soluzione a questo problema sembra provenire dai genitori stessi:

  1. Dialogo
  2. Software di parental control

Attraverso l’educazione attiva è possibile ridurre le limitazioni e spiegare ai propri figli perché certi strumenti – come il blocco dei siti per adulti – sono necessari. Inoltre, la disponibilità di strumenti di parental control personalizzabili può sostituire condotte più controverse, come la lettura delle conversazioni da parte dei genitori (16%), che possono creare conflitti familiari e peggiorare la comunicazione tra genitori e figli.

A proposito dell’educazione all’utilizzo, Unicef ha pubblicato una guida per i genitori su come parlare ai bambini di Internet, una lettura molto consigliata per trovare molte informazioni utili, per esempio la descrizione delle app più utilizzate dai minori.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[Streaming e solitudine: come la tecnologia ha cambiato la vita dell’uomo]]> https://igizmo.it/?p=38434 2020-01-27T10:30:13Z 2020-01-27T10:30:11Z Quello dello streaming è un mondo sempre più presente nella realtà quotidiana e figlio di quel progresso tecnologico che ha cambiato la vita delle persone. Basti pensare a Netflix, che ha letteralmente fatto da apripista, nel lontano 1997, al mondo dello streaming, destinato a cambiare il modo stesso di guardare un film e introducendo le […]

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Quello dello streaming è un mondo sempre più presente nella realtà quotidiana e figlio di quel progresso tecnologico che ha cambiato la vita delle persone. Basti pensare a Netflix, che ha letteralmente fatto da apripista, nel lontano 1997, al mondo dello streaming, destinato a cambiare il modo stesso di guardare un film e introducendo le novità, a cominciare dalle serie TV, per arrivare ad un miglioramento sempre maggiore e accresciuto di volta in volta per l’utenza che vive, così, una esperienza impressionante. Per gli utenti oramai non se ne può più fare a meno.

Ma è possibile pensare ad un connubio streaming-solitudine?

Ebbene sì. Uno studio pubblicato sul quotidiano online L’Indro ha sottolineato come lo streaming sia uno “sport” prettamente individuale, da solista. Su un campione di 300 intervistati, il 45% di essi, cioè circa 135, ha dichiarato di guardare film o serie in streaming in perfetta solitudine, mentre il 23% di condividere l’attività con amici, familiari, affetti. Tutto cambiato, rispetto a qualche anno fa: lontani sono infatti i tempi della tv guardata nel salotto, o a tavola, ad ora di cena e in compagnia dei genitori e fratelli. Una logica stravolta dai servizi streaming, che hanno completamente cambiando direzione. Riguardando, si badi bene, ogni tipo di esperienza. Anche Facebook fa streaming, chiunque fa streaming.

E lo streaming è diventato un tassello importante per un mondo di nicchia, come quello delle slot machine e dei casinò online. Ma non solo: il gioco della roulette ha trovato nuovo terreno su cui fiorire proprio nelle trasmissioni streaming in HD sui pc degli utenti e dei giocatori, con a disposizione opzioni extra riguardanti l’aspetto visivo, le opzioni di gioco e via dicendo. Un esempio è dato dalle room che ospitano roulette online con dealer dal vivo, sezioni che inglobano tutte le moderne tecnologie audiovisive applicate al gambling, le quali hanno migliorato il grado di engagement e fidelizzazione degli utenti con le diverse piattaforme e ridotto quella sensazione di solitudine che altri servizi streaming inducono nei consumatori.

La solitudine un problema multifattoriale

Tornando alla solitudine, i tassi rispetto all’inizio degli anni ’80 sono raddoppiati e questo sta diventando un vero e proprio dramma per i Millennials ma non di certo per a causa dei mezzi oggi a disposizione dell’utenza, anzi tutt’altro. La solitudine è un problema multifattoriale che ha le sue radici in più aspetti che si alimentano influenzati a loro volta da altri aspetti. D’altra parte, la tecnologia sta dando, ma già ha comunque dato, un grande contributo ai consumatori e alle imprese: ha insomma migliorato la società, quando utilizzata con correttezza e parsimonia. Ma in alcuni casi crea dipendenza, una dipendenza sana che sempre più consumatori stanno comprendendo, sia per la loro vita sociale e per la propria vita lavorativa. Ma combattere la solitudine è un po’ la sfida di tutti.

La sperimentazione dei servizi di film streaming con contenuti interattivi è un piccolo passo verso il coinvolgimento più attivo del pubblico. Ma per ottenere un cambiamento si dovrebbe riformulare l’operazione alla base delle relazioni umane, che oggi si costruiscono in maniera altra rispetto a dieci anni fa. O trovare altre soluzioni: cioè prolungare l’esperienza offline, creando community e opportunità per i fan di vivere il contatto live. Essendo aumentata la solitudine come “problema”, non è da escludere future svolte tecnologiche in questo senso, cercando di aumentare e ricreare connessioni reali e durature. Si tratterebbe, insomma, di nuove fasi di progresso tecnologico.

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Sara.G <![CDATA[Motorola scende in pista: annunciata la partnership con Ducati]]> https://igizmo.it/?p=38430 2020-01-27T08:55:31Z 2020-01-27T08:55:30Z Motorola annuncia la partnership della durata di un anno con Ducati, leader mondiale nell’innovazione motociclistica. Nell’ambito di questa partnership Ducati ha presentato la attesissima moto del 2020 con logo dell’azienda. I piloti Ducati avranno il logo del brand di telefonia sulle tute del team.  La partnership con Ducati si inserisce nella strategia di lungo periodo […]

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Motorola annuncia la partnership della durata di un anno con Ducati, leader mondiale nell’innovazione motociclistica. Nell’ambito di questa partnership Ducati ha presentato la attesissima moto del 2020 con logo dell’azienda. I piloti Ducati avranno il logo del brand di telefonia sulle tute del team. 

La partnership con Ducati si inserisce nella strategia di lungo periodo di elevare ulteriormente a livello globale la visibilità dei brand Lenovo e Motorola. 

Commentando la sponsorizzazione, il CMO di MotorolaFrancois LaFlamme, ha dichiarato: “Motorola grazie ai recenti lanci di prodotto ha ricevuto una crescente attenzione e un aumentato interesse generale; siamo entusiasti della nuova visibilità che questa partnership porterà al nostro brand“. 

Il direttore sportivo di Ducati CorsePaolo Ciabatti, ha aggiunto: “Siamo lieti di iniziare questa nuova e interessante collaborazione con Motorola, marchio storico che condivide molti valori importanti con Ducati: innovazione tecnologica, elevate performance e design“.

Il 2020 si prospetta anno entusiasmante sia per le due realtià. A questo proposito Francois LaFlamme ha aggiunto: “Riteniamo che la partnership sia il perfetto allineamento di due brand e non vediamo l’ora di vedere il logo Motorola protagonista di questo sport“.

Lenovo, nell’ambito della partnership pluriennale che ha in corso, continuerà a essere il partner tecnologico chiave per il team Ducati Corse, sia in pista sia fuori pista.

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Roberta R <![CDATA[Ferrari è il brand più forte al mondo. Amazon vale di più]]> https://igizmo.it/?p=38417 2020-01-26T19:27:15Z 2020-01-26T18:28:46Z La legge del più forte. Ancora una volta e per il secondo anno consecutivo. Italia in pole position sulla scia di Ferrari, la casa di Maranello, che si conferma il marchio più forte al mondo secondo il report di Brand Finance, la società indipendente leader mondiale nella valutazione economica dei brand. Con un indice di […]

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La legge del più forte. Ancora una volta e per il secondo anno consecutivo. Italia in pole position sulla scia di Ferrari, la casa di Maranello, che si conferma il marchio più forte al mondo secondo il report di Brand Finance, la società indipendente leader mondiale nella valutazione economica dei brand. Con un indice di 94,1 su 100, il Cavallino Rampante si posiziona al vertice dei 12 brand che hanno ricevuto il massimo rating AAA+. Presentata a Davos durante il World Economic Forum, l’edizione 2020 del Brand Finance Global 500  rileva un valore del brand Ferrari di oltre 9,1 miliardi di dollari in crescita del 9% grazie al positivo andamento delle vendite e alla forza complessiva del marchio. Alle sue spalle, addirittura Disney.

Top 10 brand

Il valore dei brand, Amazon al top

Top 10 brand 2020
Top 10 brand con valore

Sul versante dei marchi con il valore più alto, invece, a fare la strada è Amazon. Il colosso dell’e-commerce, sfondando i 200 miliardi di dollari, è il primo brand a superare questa quota mentre per il terzo anno consecutivo che vince il “titolo” di World’s most valuable brand.

Sul fronte del settore retail Lidl e Aldi risultano le società che crescono di più al mondo in questo ambito, dimostrando, secondo Brand Finance, che il commercio elettronico non è l’unica strada proficua per il successo del settore. Alle spalle di Amazon s’insediano Google (160 miliardi di dollari) e Apple (140 miliardi di bigliettoni verdi). A spezzare l’egemonia a stelle e strisce in questa classifica, che vede Microsoft al quarto posto, (valore di 117 miliardi ma in calo del -2,1% rispetto al 2019) ci pensa il colosso coreano Samsung a 94,49 miliardi e in aumento del +3,5% rispetto all’anno precedente. Alle sue spalle figura la cinese ICBC con 8,79 miliardi di valore avendo scalato ben due posizioni, mentre il settimo posto è mantenuto da Facebook nonostante la perdita di valore di oltre il 4%. Bene anche la catena di supermercati WalMart che guadagna tre piazze (a quota a 77,5 miliardi di dollari con una crescita di oltre 14% sul 2019), mentre chiude la top ten (avendo conquistato due posizioni rispetto all’ anno passato con un valore valutato a 65 miliardi di dollari.

Chi scende e chi entra

Una nota decisamente negativa fotografata dal Brand Finance Global 500 riguarda le società del settore telecomunicazioni, ben 4 su 5 delle migliori hanno perso di valore: tra queste il dazio più pesante è pagato da AT&T (-32%). Perde colpi e terreno Uber (sono forti le preoccupazioni per l’eventuale scoppio scoppio di una bolla sul titolo e a causa dei risultati non esaltanti della società) incalzata per non dire superata da Tesla che prende il dominio nel settore trasporti e cresce rapidamente.

Tra le new entry del report vale la pena segnalare la società petrolifera saudita Saudi Aramco

Nella classifica (dei brand) in base alla nazione di appartenenza, sul primo gradino del podio ci sono gli Stati Uniti con 3.204 miliardi di valore totale delle sue aziende più importanti (oltre 200), che rappresentano il 45,4% delle 500 analizzate dal Global Brand Finance 2020. Medaglia d’argento per la Cina e di bronzo per il Giappone. Al quarto posto la Germania – primo paese europeo – mentre è più staccata la Francia, seguita da quindi Gran Bretagna e Corea del Sud. 

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Sara.G <![CDATA[Samsung Customer Service: il centro assistenza arriva a Brescia]]> https://igizmo.it/?p=38413 2020-01-24T14:42:01Z 2020-01-24T14:41:59Z Dopo le aperture di Milano, Como, Pisa, Bologna, Torino, Messina, Napoli, Avellino, Venezia/Mestre, Varese e Roma, Samsung Italia ha inaugurato oggi a Brescia un nuovo Samsung Customer Service, il centro assistenza totalmente brandizzato Samsung, in Viale Cremona 16. Alla cerimonia di inaugurazione del centro, tenutasi nella giornata di oggi, hanno partecipato rappresentanti del top management Samsung, […]

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Dopo le aperture di Milano, Como, Pisa, Bologna, Torino, Messina, Napoli, Avellino, Venezia/Mestre, Varese e Roma, Samsung Italia ha inaugurato oggi a Brescia un nuovo Samsung Customer Service, il centro assistenza totalmente brandizzato Samsung, in Viale Cremona 16.

Alla cerimonia di inaugurazione del centro, tenutasi nella giornata di oggi, hanno partecipato rappresentanti del top management Samsung, il responsabile del centro assistenza, oltre a Valter Muchetti, assessore alla rigenerazione urbana, commercio, valorizzazione patrimonio immobiliare e protezione civile del Comune di Brescia. Il Samsung Customer Service si caratterizza per il suo concept innovativo nell’ambito dell’assistenza alla clientela, con un layout premium che mira ad offrire ai clienti Samsung la migliore customer experience e il migliore servizio post-vendita con alcuni servizi esclusivi quali: la riparazione veloce degli smartphone Samsung entro un’ora, la riparazione su prenotazione tramite call center, la vendita di accessori originali e la consulenza gratuita sui prodotti Samsung da parte degli addetti del nuovo centro.

Grazie al nuovo centro assistenza tutti i clienti Samsung potranno ora ricevere informazioni e formazione sull’utilizzo corretto e consapevole delle nuove tecnologie; dall’uso sicuro dello smartphone alla possibilità di sfruttare le potenzialità dei dispositivi connessi per migliorare la propria vita. Il personale che opera all’interno del Customer Service è, infatti, altamente specializzato e preparato sui prodotti (smartphone, tablet, wearable) e servizi mobile. 

Le nostre attività di relazione con il cliente nella fase di post vendita sono sempre più strategiche nel processo di fidelizzazione al brandSamsungPer questo motivo, abbiamo voluto creare dei centri che siano sempre più in linea con le aspettative dei nostri consumatori, ovvero ambienti che rispettino l’anima innovativa della nostra azienda, con procedure che riducano i tempi di attesa e permettano un’esperienza piacevole. Dall’altro lato, la nostra azienda coltiva, fin dalla sua fondazione, l’obiettivo ambizioso di accompagnare i cittadini italiani nel loro processo di digitalizzazione; per questo motivo, siamo orgogliosi di mettere a disposizione di tutti i bresciani l’elevata competenza dei nostri esperti, in modo che possano ricevere informazioni utili su come utilizzare il loro dispositivo mobile così da poter sfruttare al meglio tutte le potenzialità offerte dalle nostre ultime tecnologie”, afferma Vito Fortunato, Head of Customer Service di Samsung Electronics Italia.

In quest’ottica, il Samsung Customer Service di Brescia ospiterà il 18 febbraio, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, un appuntamento dell’edizione 2020 di SAVE for Seniors, progetto di Corporate Citizenship aziendale, nato per offrire le competenze tecnologiche del team di Samsung Electronics Italia a favore dell’educazione digitale degli over 55. I partecipanti saranno coinvolti in sessioni di training sui principi di tecnologia che possano facilitare la vita di tutti i giorni. L’attività si pone anche l’obiettivo di passare qualche ora in compagnia di persone senior, insegnando come coltivare le loro passioni attraverso la tecnologia: cercare ricette, fare video call con parenti lontani, scrivere messaggi e registrare videomessaggi ai nipoti.

Tutti i cittadini senior di Brescia interessati al programma, si possono iscrivere inviando un’email con la richiesta di registrazione a sei.citizenship@samsung.com

Il Samsung Customer Service Brescia di Viale Cremona 16 sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.00 e il sabato dalle 10.00 alle 18.00.

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Matteo Borré <![CDATA[Amazon: perché la prossima frontiera dell’e-commerce è il vino]]> https://igizmo.it/?p=38403 2020-01-24T09:31:20Z 2020-01-24T09:31:18Z Amazon e il vino: un rapporto d’amore e odio. La relazione tra il gigante di Seattle e il nettare di bacco è stata fino ad oggi quantomeno altalenante. Ma le cose potrebbero presto rapidamente cambiare. Vi spieghiamo il perché. Compass Road: la prima mossa di Amazon In occasione dell’ultimo Black Friday, Amazon ha deciso di lanciare sul […]

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Amazon e il vino: un rapporto d’amore e odio. La relazione tra il gigante di Seattle e il nettare di bacco è stata fino ad oggi quantomeno altalenante. Ma le cose potrebbero presto rapidamente cambiare. Vi spieghiamo il perché.

Compass Road: la prima mossa di Amazon

In occasione dell’ultimo Black Friday, Amazon ha deciso di lanciare sul mercato europeo una sua propria linea di vini a marchio Compass Road
In occasione dell’ultimo Black Friday, Amazon ha deciso di lanciare sul mercato europeo una sua propria linea di vini a marchio Compass Road

In occasione dell’ultimo Black Friday, Amazon ha deciso di lanciare sul mercato europeo una sua propria linea di vini a marchio Compass Road. Il debutto è avvenuto all’interno dello store tedesco del retailer online, ma oggi le etichette sono disponibili anche sul portale italiano. L’approccio da parte della creatura di Jeff Bezos al vino è stato all’insegna di un concetto basico: una selezione di referenze semplici, ma tipologie molto amate da wine lover e profani, proposte a prezzi convenienti (di media, in Germania, 19,99 euro per cassa da sei bottiglie). Un primo passo, un’audace sperimentazione, un tentativo per cominciare ad abituare il consumatore medio (soprattutto quello europeo) a non storcere il naso davanti all’associazione tra la parola vino e il nome Amazon? Sia quel che sia la linea Compass Road. Quel che c’è di certo è che Jeff Bezos non si lascerà scappare ancora a lungo una così ghiotta opportunità di business.

I precedenti: non solo Amazon Wine

A più riprese, nel corso degli anni, Amazon ha cercato di entrare nel business del vino, quasi sempre con risultati rivedibili. L’ultima sperimentazione, in ordine di tempo, si è conclusa con la saracinesca abbassata a fine 2017 su Amazon Wine. Marketplace operante negli Usa, la sua creazione aveva fatto seguito ai due precedenti tentativi fatti con Wineshopper.com. Quest’ultimo e precedente servizio, avviato nel 2000, era stato rilanciato nel 2009 prima della definitiva chiusura a seguito proprio dell’arrivo di Amazon Wine nel 2012.

A più riprese, nel corso degli anni, Amazon ha cercato di entrare nel business del vino, quasi sempre con risultati rivedibili.
A più riprese, nel corso degli anni, Amazon ha cercato di entrare nel business del vino, quasi sempre con risultati rivedibili.

Le difficolta sul mondo vino

I motivi che si celano dietro a quelli che sono stati i diversi passaggi a vuoto nel settore da parte del retailer online sono diversi: si spazia dalla complessità di un comparto, che continuano ad approfondirsi invece di diminuire, alle difficoltà legate alla formazione e fidelizzazione del cliente, passando per le specifiche dinamiche e regole commerciali cui è sottoposta l’industria del vino in giro per il mondo.

Nuovi orizzonti

Oggi, tuttavia, il comparto vino presenta un’offerta realmente infinita e con orizzonti che si espandono ben al di là del singolo contesto regionale. La globalizzazione e lo sviluppo dell’e-commerce ha condotto a possibilità quasi illimitate in relazione ai prodotti, per qualità e disponibilità. E domani gli scenari potrebbero ulteriormente ampliarsi. Come, è presto spiegato: proprio grazie al definitivo e reale avvento del colosso Amazon.

La forza di Amazon

Conosci i tuoi consumatori: questo è il fondamento di ogni business di successo. E quanti, oggi, più di Amazon hanno gli strumenti e la potenza per andare al fondo nell’analisi di ogni comparto o contesto d’affari?
Conosci i tuoi consumatori: questo è il fondamento di ogni business di successo. E quanti, oggi, più di Amazon hanno gli strumenti e la potenza per andare al fondo nell’analisi di ogni comparto o contesto d’affari?

Conosci i tuoi consumatori: questo è il fondamento di ogni business di successo. E quanti, oggi, più di Amazon hanno gli strumenti e la potenza per andare al fondo nell’analisi di ogni comparto o contesto d’affari? Negli States, ad esempio, il gigante del retail online di Seattle vanta una vetrina unica e invidiabile: gli oltre 400 store della catena Whole Foods Market, acquisita nel 2017. Un presidio che rappresenterà in futuro la facciata di un sistema ben più articolato che potrà essere dedicato al vino e capace di garantire servizi assolutamente impensabili per chiunque: che siano cantine o gli altri distributori.

Scacco matto

A ribadire che le pedine sono già in movimento, nonché che lo scacco matto sta venendo minuziosamente predisposto, sono diversi altri elementi. Su tutti spicca quello di ordine logistico, che fa riferimento alla massiccia e strutturata crescita della rete di centri distributivi dell’e-tailer in giro per il mondo, programmata fin da principio così da rendere il processo di consegna degli acquisti online veloce, economico e funzionale alle esigenze dei propri clienti. Quello tra Amazon e il vino, in definitiva, è un matrimonio che “s’ha da fare”. 

Scopri tutti i retroscena sulla vicenda e ulteriori dettagli sul rapporto tra Amazon e il vino, nell’approfondimento del nostro sito partner Wine Couture.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Pagamenti a rate su Amazon: la guida completa per capire le condizioni applicate]]> https://igizmo.it/?p=38399 2020-01-24T09:03:26Z 2020-01-23T18:27:05Z In questi giorni, ma solo per un numero selezionato di utenti, è possibile attivare il pagamento a rate all’atto del perfezionamento dell’acquisto su Amazon. Come segnalato per primi dai colleghi e amici di HDblog.it si può attivare il pagamento a rate per alcuni prodotti, tra cui lo smartphone Realme X2 che è venduto e spedito […]

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In questi giorni, ma solo per un numero selezionato di utenti, è possibile attivare il pagamento a rate all’atto del perfezionamento dell’acquisto su Amazon. Come segnalato per primi dai colleghi e amici di HDblog.it si può attivare il pagamento a rate per alcuni prodotti, tra cui lo smartphone Realme X2 che è venduto e spedito direttamente dal sito di e-commerce.

La procedura per attivare le rate è semplice: nel pannello laterale del pagamento è sufficiente selezionare tra le voci: pagamento in un unica soluzione (329,90 euro) oppure cinque rate mensili da 65,98 euro/mese (interessi effettivi pari a zero). La condizione necessaria e sufficiente è appoggiare l’addebito delle rate sulla carta di credito, che è di fatto il garante per l’effettivo rimborso del finanziamento.

Abbiamo dunque letto per esteso i termini e le condizioni applicate da Amazon per il pagamento a rate. Tanto per iniziare il metodo di pagamento si applica solo ai prodotti nuovi e ai dispositivi Amazon nuovi e ricondizionati certificati, venduti e spediti da Amazon.it, dove l’opzione “rate mensili” è disponibile come metodo di pagamento nella pagina di dettaglio del prodotto. Non in altri contesti: deve essere attiva l’opzione nell’apposita sezione di acquisto.

Requisiti fondamentali richiesti da Amazon

Il suddetto metodo di pagamento si applica ad un solo prodotto idoneo di ciascuna categoria o famiglia di dispositivi stabilita da Amazon (a seconda dei casi) presente nel carrello al momento dell’acquisto. Una volta effettuato l’acquisto, sarà possibile acquistare un ulteriore prodotto o dispositivo della stessa categoria o famiglia beneficiando del pagamento a rate mensili solo qualora tutte le rate del precedente piano di pagamento siano state saldate. Per “Famiglia di Dispositivi Amazon” si intende ciascuna categoria di device, per esempio tablet Fire, e-reader Kindle, Fire TV o modelli abilitati per Alexa. Per “Categoria di Prodotti” si intende ciascuna categoria di prodotti come ad esempio la categoria elettronica o informatica.

Per essere idonei a utilizzare questo metodo di pagamento bisogna essere residenti in Italia e l’account Amazon deve essere attivo da almeno un anno, oltre a essere memorizzata una carta di credito o di debito valida associata al profilo Amazon.it (non pre-pagata e con scadenza non prima di 20 giorni dopo la data di scadenza dell’ultima rata) ed è necessario presentare una buona cronologia di pagamenti. Questo metodo di pagamento non è disponibile laddove non visualizzato nella pagina di dettaglio dell’articolo.

Sarà addebitato l’intero prezzo (Iva inclusa) dell’articolo idoneo selezionato in cinque rate mensili uguali (a condizione che, se il prezzo intero non è equamente divisibile in cinque rate, l’importo dell’ultima rata potrebbe essere inferiore). A questo metodo di pagamento non si applicano interessi o oneri finanziari.

Rateizzazione e addebiti

Potrebbero comunque essere applicati eventuali interessi, oneri finanziari o commissioni se previsti dall’istituto di credito emittente il metodo di pagamento su cui sono addebitate le rate mensili. Qualsiasi commissione relativa all’ordine (come spese di spedizione e/o regalo) sarà dovuta e addebitata integralmente come parte della prima rata mensile al momento della conclusione dell’ordine. L’Iva applicabile verrà ripartita nelle cinque rate mensili.

Le rate mensili saranno addebitate come segue:

Pagamento in rate mensiliData di addebito della rata mensile
Prima rata mensileData di spedizione
Seconda rata mensile30 giorni dopo data di spedizione
Terza rata mensile60 giorni dopo data di spedizione
Quarta rata mensile90 giorni dopo data di spedizione
Quinta rata mensile120 giorni dopo data di spedizione

Mancato addebito:
il prodotto di Amazon si blocca

Con la sottoscrizione della rateizzazione, si autorizza Amazon ad addebitare ciascuna rata mensile sul metodo di pagamento utilizzato per effettuare l’acquisto. Se non sarà possibile completare un addebito utilizzando il metodo di pagamento selezionato, è implicita l’autorizzazione ad addebitare il pagamento della rata mensile su qualsiasi altra carta di credito o di debito (non pre-pagata) registrata su Amazon.it. Significa che c’è l’obbligo, formale, di avere registrata almeno una carta di credito o debito valida (non pre-pagata e con scadenza non prima di 20 giorni dopo la data di scadenza dell’ultima rata).

In qualsiasi momento è possibile azzerare le rate effettuando il saldo anticipato dell’importo della rata successiva o l’intero saldo residuo per l’acquisto del prodotto o del dispositivo effettuando il relativo pagamento all’indirizzo: www.amazon.it/manage-monthly-payments.

Qualora, in relazione al pagamento a rate mensili di un dispositivo, Amazon non fosse in grado di addebitare alcun importo sul metodo di pagamento registrato nell’account Amazon.it e non venisse effettuato il pagamento delle rate mensili in sospeso entro 10 giorni dalla ricezione dell’apposita e-mail, il sito di e-commerce si riserva il diritto di annullare la registrazione del dispositivo e disabilitare la possibilità di accedere ai relativi contenuti. Questa funzione è chiaramente intesa soprattutto per tutti i prodotti a marchio Amazon.

L’eventuale restituzione del prodotto acquistato tramite il pagamento a rate, e l’importo di qualsiasi rimborso relativo a tale acquisto, saranno soggetti alle politiche di reso standard di Amazon. L’importo rimanente dovuto per l’acquisto sarà detratto da qualsiasi rimborso. Tuttavia, il pagamento a rate mensili non prevede la possibilità di effettuare il cambio di un articolo. Se si riceve un prodotto sostitutivo nell’ambito del servizio di garanzia legale, il consumatore rimane comunque responsabile del pagamento dell’importo dovuto.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[La MotoGP sbarca su Dazn: come vederla in streaming]]> https://igizmo.it/?p=38396 2020-01-23T17:53:07Z 2020-01-23T17:53:06Z A partire dal prossimo marzo Dazn trasmetterà le gare di Moto 2, Moto 3 e MotoGP per le stagioni 2020 e 2021. Per la piattaforma di streaming quest’anno non sarà solo il grande calcio a tenere alta l’attenzione, ma si va componendo un’offerta multisport completa che vede nella MotoGP l’ulteriore conferma della volontà di Dazn di essere il punto di […]

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A partire dal prossimo marzo Dazn trasmetterà le gare di Moto 2, Moto 3 e MotoGP per le stagioni 2020 e 2021. Per la piattaforma di streaming quest’anno non sarà solo il grande calcio a tenere alta l’attenzione, ma si va componendo un’offerta multisport completa che vede nella MotoGP l’ulteriore conferma della volontà di Dazn di essere il punto di riferimento di tutte le passioni sportive degli italiani.

Spiega Veronica Diquattro, Executive Vice President Southern Europe di Dazn: “Non possiamo che essere felici ed orgogliosi di questo ulteriore successo e conferma l’impegno a diventare il punto di riferimento degli eventi sportivi per tutti i tifosi italiani. Le competizioni di MotoGP sono adrenalina pura, emozione e coraggio e noi le racconteremo con il nostro solito linguaggio diretto e immediato che porterà il tifoso al centro della scena”.

L’offerta completa di Dazn

L’abbonamento alla piattaforma di Dazn non subisce variazioni: il prezzo è di 9,99 euro al mese. Con l’ingresso delle competizioni Moto 2, Moto 3, MotoGP, l’offerta sportiva è cosi composta da: tre partite per ogni giornata di Serie A Tim e da tutti i match della Serie Bkt; da alcune tra le migliori competizioni europee – La Liga, Ligue 1, FA Cup, EFL League Cup, Eredivisie e Championship – e sudamericane – Copa Libertadores e Copa Sudamericana –, oltre che da altri campionati internazionali – Major League Soccer (MLS), la J1 League giapponese e la Chinese Super League.

L’offerta extra calcistica include gli sport americani – NFL e MLB, gli sport da combattimento come la boxe e le arti marziali miste (UFC e Bellator), i motori con World Rally Championship (WRC), IndyCar, NASCAR e DTM, le principali competizioni europee di rugby (PRO14, Champions Cup e Challenge Cup), la CEV Champions League di pallavolo e i darts.

Inoltre, su Dazn sono disponibili i canali Eurosport 1 HD ed Eurosport 2 HD, che trasmettono alcuni tra i più grandi eventi sportivi al mondo: Giro d’Italia, Tour de France, Vuelta di ciclismo, Australian Open, Roland Garros e US Open di tennis, Formula E, 24 Ore di Le Mans, campionato WTCR di motori, Serie A ed Eurolega di basket, le principali discipline invernali, i Giochi Olimpici.

Senza dimenticare InterTV e Milan Channel che consentono di vivere la vita quotidiana delle due grandi squadre milanesi.

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[LG: il piano di aggiornamenti degli smartphone ad Android 10]]> https://igizmo.it/?p=38366 2020-01-23T18:33:27Z 2020-01-23T16:58:35Z LG ha confermato la disponibilità dell’aggiornamento ad Android 10 per LG V40, V50, G8X, G8S, G7, K50S, K40S, K50 e Q60, così che tutti gli utenti possano usufruire delle più recenti novità del sistema operativo di Google. L’aggiornamento ad Android 10 (oltre alle funzionalità del sistema operativo di Google come le nuove gesture) implementerà la […]

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LG ha confermato la disponibilità dell’aggiornamento ad Android 10 per LG V40, V50, G8X, G8S, G7, K50S, K40S, K50 e Q60, così che tutti gli utenti possano usufruire delle più recenti novità del sistema operativo di Google. L’aggiornamento ad Android 10 (oltre alle funzionalità del sistema operativo di Google come le nuove gesture) implementerà la nuova UX 9.0 vista su G8X, che rinnova completamente la veste grafica dello smartphone, rendendolo al tempo stesso più piacevole da usare grazie all’impostazione a schede e a importanti cambiamenti nell’esperienza d’uso.

Il piano di aggiornamenti di LG per il 2020

Il primo smartphone a implementare il nuovo update ad Android 10 sarà V50 ThinQ già per inizio febbraio, così da enfatizzare ulteriormente la connettività 5G e l’accessorio Dual Screen. A seguire, durante il secondo trimestre 2020, toccherà al G8X ThinQ Dual Screen, il primo smartphone con doppio display incluso, per raddoppiare l’operatività in multitasking. Nel terzo trimestre 2020 l’aggiornamento ad Android 10 sarà disponibile su altri modelli fra cui LG G7, G8S e V40, mentre LG K50S, K40S, K50 e Q60 potranno fruire delle funzionalità aggiornate nell’ultimo trimestre 2020.

“LG da sempre ha a cuore il consumatore finale e le sue esigenze, per questo motivo si impegna a offrire le migliori tecnologie, supportate dai sistemi operativi più performanti”, afferma David Draghi, Sales Director Mobile Communications LG Electronics Italia. “Da quando LG ha istituito il Software Upgrade Center globale l’obiettivo è stato quello di estendere gli aggiornamenti del software a più clienti possibile. Un obiettivo che ci riproponiamo anche con l’implementazione di AndroidTM 10, che arriverà su larga parte dei nostri smartphone, a partire dai flagship fino ai prodotti della serie K”.

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Sara.G <![CDATA[Motorola One Vision: fluidità e concretezza a meno di 300 euro]]> https://igizmo.it/?p=38358 2020-01-23T16:59:07Z 2020-01-23T16:55:57Z Non è un device appena uscito ma un buon telefono di fascia media che oggi si porta a casa con offerte sotto i 250 euro, caratteristica che rende Motorola One Vision uno smartphone da non perdere di vista. A disposizione per la recensione, abbiamo avuto la colorazione in Sapphire Blue, con l’unica dotazione con RAM […]

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Non è un device appena uscito ma un buon telefono di fascia media che oggi si porta a casa con offerte sotto i 250 euro, caratteristica che rende Motorola One Vision uno smartphone da non perdere di vista.

A disposizione per la recensione, abbiamo avuto la colorazione in Sapphire Blue, con l’unica dotazione con RAM da 4GB e memoria da 128GB, per ora ancora con sistema operativo Android 9.

Design e display di Motorola One Vision

Iniziamo dalla nota più evidente: Motorola One Vision sfrutta un aspetto di forma 21:9. Una scelta che, a prima vista, può risultare in qualche modo “stonata” rispetto all’offerta del mercato. Eppure, utilizzandolo, se ne apprezzano velocemente le virtù ergonomiche, tanto da iniziare a reputarlo un ottimo compagno di vita per tutte quelle occasioni che richiedono di essere veloci e prodottivi in mobilità.

I bordi sono arrotondati e questo, insieme a una specifica lavorazione del vetro Corning Gorilla – tra l’altro idrorepellente -, permette di utilizzarlo con una mano sola in modo sicuro, preciso e senza impacci di sorta.

Le dimensioni sono contenute: 160,1 x 71,2 x 8,7 mm per 180 grammi. Caratteristiche che vanno ad avvalorare l’ergonomia come punto di forza di questo device.

A sinistra troviamo il vano ibrido per dual SIM e microSD, a destra i tasti del volume e di accensione/spegnimento. In basso, oltre allo speaker audio e al microfono, c’è l’USB-C mentre sopra segnaliamo la sempre più sporadica – ma molto gradita – presenza di un jack audio da 3,5mm.

La resa generale dello smartphone è quella di un device robusto e solido, ben equilibrato, costruito con buoni materiali che graziano il tatto. Anche la colorazione a disposizione risulta gradevole: più chiara alle estremità del device e con il colore che si va ad intensificare al centro dello stesso e che cangia a seconda della luce.

Il display è un CinemaVision 21:9 da 6,3 pollici Full HD+, 1080*2520 ppi, che occupa l’intera superficie disponibile, da un bordo all’altro. Il pannello è un LCD, ma fa il suo dovere: i colori sono ben calibrati e la profondità dei neri è apprezzabile. Così come la visibilità sotto il sole: occorre impostare la luminosità quasi al massimo per avere una una lettura agevolata, anche se il contrasto si regola automaticamente è un’operazione che abbiamo fatto più volte, ma è uno sforzo che si può fare senza problemi.

Nell’angolo in alto a sinistra trova posto il notch che alloggia la fotocamera anteriore. Le dimensioni sono superiori rispetto a tutti i modelli avuti in prova e infatti intorno alla fotocamera si scorge distintamente una “cornice” scura che sottrae spazio al display.

Posteriormente, come anticipato, il device è curvo e protetto da un vetro Corning Gorilla e presenta le due fotocamere alloggiate in una cornice sporgente. Una scelta che rende il device oscillante se posto su superficie piana privo di cover.

Sempre posteriormente abbiamo il sensore per lo sblocco tramite impronta digitale. Ottimo il posizionamento, facilmente raggiungibile, e anche la velocità di sblocco: durante i test non ci ha mai scontentato, risultando precisa e rapida.

Nota a parte per il tasto di controllo delle gestures che, dopo un primo impatto spiazzante, si conferma un prezioso alleato nella gestione dello smartphone.

Utili anche le Moto Actions, che consentono di accedere alla fotocamera ruotando due volte lo smartphone come fosse una maniglia (nello stesso modo, a fotocamera aperta, si passa dalla posteriore alla frontale), accendere la torcia muovendo due volte One Vision come se fosse um martello e acquisire una schermata toccando lo schermo con tre dita.

La fotocamera secondo Motorola

La fotocamera posteriore è una dual camera composta da una lente con sensore da 48MP e apertura focale f/1.7, affiancato da un sensore secondario da 5 MP adibito al rilevamento della profondità. Presenti inoltre stabilizzazione ottica e autofocus.

Il sensore principale combina quattro pixel in un solo grande pixel da 1,6 µm, permettendo di scattare bene anche con luminosità scarsa, andando a potenziarla e riducendo il disturbo dell’immagine. In questo caso, la stabilizzazione ottica dell’immagine lavora bene e regala buoni scatti anche in notturna, restituendo immagini dettagliate, poco rumorose e brillanti.

L’app per fotocamera risulta semplice e intuitiva. La modalità manuale lascia un ottimo controllo all’utente, che può divertirsi a giocare con gli ISO, il tempo di scatto e la messa a fuoco manuale.

In Auto HDR la fotocamera scatta in modalità predefinita, a 12MP. Anche in questo caso gli scatti sono buoni e poco rumorosi, ma non entusiasmano come nella resa notturna.

La fotocamera anteriore, quella alloggiata nel dotch, è da 25 MP e apertura focale f/2.0. Anche in questo caso la resa è soddisfacente sia in modalità automatica che manuale. In supporto alla creatività dell’utente, la possibilità di applicare filtri ed effetti durante lo scatto.

Per quanto riguarda i video, Motorola One Vision registra video fino al 4K a 30 fps (a 1080p registra invece a a 30fps o a 60fps). In ogni caso, dispone di stabilizzazione ottica. A quella digitale si accede invece solo in modalità 1080p. Anche la qualità dei video non delude senza entusiasmare: i colori e i dettagli risultano ben bilanciati, e la stabilizzazione crea un effetto finale soddisfacente.

Prestazioni e autonomia

Sotto la scocca, Motorola One Vision è alimentato da un processore Exynos 9609, un octa-core con quattro core A73 a 2.2 GHz e quattro A53 che toccano i 1.6GHz. Il processore, la dotazione stock di Android e il lavoro di ottimizzazione operato da Motorola restituiscono un telefono fluido, privo di lag e rallentamenti di sorta, sia per quanto riguarda lo scroll di pagine pesanti, il lancio di app o il multitasking con schermo diviso. Qui la RAM fa bene il suo dovere, e le dimensioni dello schermo vengono in aiuto regalando una buona esperienza d’uso.

La batteria da 3500mAh e l’ottimizzazione di cui sopra consentono di arrivare a sera senza troppe problematiche, garantendo un’autonomia in linea con le tendenze di mercato.

Prezzo e disponibilità

Il sito di Motorola conduce direttamente all’acquisto su Amazon, dove il prezzo della casa produttrice è di 299 euro. Online ci sono altre offerte a disposizione al di sotto di questa cifra, che lo rendono un’idea di smartphone (o di smartphone di supporto) da tenere in considerazione.

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Sara.G <![CDATA[Refurbed insieme a GreenApes per una tecnologia sostenibile]]> https://igizmo.it/?p=38368 2020-01-23T16:22:24Z 2020-01-23T16:22:24Z Promuovere e incentivare stili di vita e comportamenti di acquisto sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Questo lo scopo della partnership appena siglata tra Refurbed, startup green di device tecnologici rigenerati, e GreenApes, benefit corporation che premia chi rispetta l’ambiente, dando spazio e visibilità a idee, progetti e buoni esempi. Sin dalla sua nascita, Refurbed ha sempre manifestato un profondo interesse nei confronti dell’ambiente, […]

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Promuovere e incentivare stili di vita e comportamenti di acquisto sostenibili e rispettosi dell’ambiente. Questo lo scopo della partnership appena siglata tra Refurbed, startup green di device tecnologici rigenerati, e GreenApes, benefit corporation che premia chi rispetta l’ambiente, dando spazio e visibilità a idee, progetti e buoni esempi.

Sin dalla sua nascita, Refurbed ha sempre manifestato un profondo interesse nei confronti dell’ambiente, impegnandosi a piantare un albero per ogni acquisto effettuato sulla sua piattaforma, e proponendo dispositivi tecnologici rigenerati, ma dalle prestazioni equiparabili ai devices nuovi, consentendo così un risparmio di emissioni di CO2 del 70% e una notevole diminuzione dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche), il cui smaltimento è molto costoso in termini economici e ambientali.

GreenApes consente di guadagnare e spendere le cosiddette BankoNuts, una sorta di monete che vengono guadagnate dagli utenti quando ispirano la community con storie e idee eco-friendly, intraprendendo azioni sostenibili o partecipando a eco-sfide. Le BankoNuts possono essere utilizzate per riscattare premi presso una rete di aziende sostenibili.

Adesso, acquistando un prodotto su Refurbed, si potranno guadagnare delle BankoNuts, utilizzabili poi sui siti dei partner GreenApes. Refurbed, inoltre, ha messo a disposizione un premio riscattabile per 10 volte: un vetro protettivo per display Panzerglass a fronte di un acquisto sul sito. Un vetro temperato e protettivo, che consente di prolungare notevolmente la vita dello smartphone, poiché evita che si graffi il display, magari urtando contro le chiavi quando è in borsa o in tasca, o possa danneggiarsi a seguito di un urto o una caduta.

In Europa, il ciclo di vita medio di uno smartphone è di circa 3 anni. Tra i vari motivi principali che spingono i consumatori ad acquistare un nuovo prodotto, c’è anche la rottura dei cristalli del display o graffi, che rendono fastidiosa, se non addirittura difficoltosa, la visualizzazione di immagini e testi. In queste situazioni, quasi la totalità delle persone preferisce sostituire lo smartphone, anche se questo è ancora perfettamente funzionante, gettando in una discarica o, nella migliore delle ipotesi, in un centro di raccolta, un prodotto per la cui realizzazione vengono utilizzati in media una sessantina di elementi chimici, tra i quali oro, cobalto, alluminio, vetro e plastica. Tutti con un notevole impatto per l’ambiente. Preservare l’integrità dello schermo, dunque, contribuisce a ridurre il quantitativo di smartphone gettati via.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Unieuro diventa “public company” a tutti gli effetti]]> https://igizmo.it/?p=38360 2020-01-23T16:01:35Z 2020-01-23T16:01:34Z Unieuro a seguito della positiva conclusione dell’accelerated bookbuilding sul 17,6% del proprio capitale sociale da parte di Italian Electronics Holdings S.r.l., riconducibile a fondi gestiti dall’operatore di private equity Rhône, vedrà il proprio flottante superare la soglia dell’85%, diventando a tutti gli effetti una “public company”. Rhône è stata azionista di maggioranza della società fin […]

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Unieuro a seguito della positiva conclusione dell’accelerated bookbuilding sul 17,6% del proprio capitale sociale da parte di Italian Electronics Holdings S.r.l., riconducibile a fondi gestiti dall’operatore di private equity Rhône, vedrà il proprio flottante superare la soglia dell’85%, diventando a tutti gli effetti una “public company”.

Rhône è stata azionista di maggioranza della società fin dall’ingresso nel capitale dell’allora Sgm Distribuzione S.r.l. (oggi Unieuro S.p.A.), avvenuto nel 2005. A partire dalla quotazione in Borsa del 2017 e attraverso successivi collocamenti di azioni sul mercato, la partecipazione di Rhône si è via via ridotta a vantaggio di investitori istituzionali italiani ed esteri, fino ad azzerarsi a seguito dell’operazione di ieri.

Dice Giancarlo Nicosanti Monterastelli, Amministratore Delegato di Unieuro: “La completa uscita dell’ormai ex-socio di maggioranza Rhône rappresenta per Unieuro un nuovo passaggio storico: nata come impresa familiare oltre ottant’anni fa e per quindici controllata dal private equity, Unieuro diventa oggi una società a capitale diffuso, una delle rare public company italiane. Siamo fortemente grati a Rhône per averci dato fiducia, supportandoci e spronandoci a crescere con metodo e disciplina. Da oggi il mercato è il nostro unico punto di riferimento e guardiamo al futuro con nuovo slancio, forti di un management saldamente alla guida e di una strategia vincente, grazie alla quale abbiamo conseguito traguardi sempre più importanti. Siamo felici di dare il benvenuto ai tanti nuovi investitori istituzionali che sono entrati nel capitale, garantendo una maggior liquidità al titolo a beneficio di tutti gli azionisti. Continueremo a lavorare per tutti i nostri Soci – piccoli e grandi, italiani ed internazionali – al fine di creare valore e favorire un sempre più corretto apprezzamento delle azioni Unieuro in Borsa”.

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Sara.G <![CDATA[Huawei Mate 30 Pro è disponibile su Amazon e retailer]]> https://igizmo.it/?p=38356 2020-01-23T16:33:31Z 2020-01-23T10:19:08Z Qualche giorno fa vi avevamo raccontato le nostre impressioni circa Huawei Mate 30 Pro, il primo smartphone della casa cinese privo dei Google Services. Come avevamo riportato, ciò non penalizza o limita in alcun modo la potenza dell’hardware, ma è necessario adottare alcuni accorgimenti iniziali perché si abbia il grado di soddisfazione che merita questo […]

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Qualche giorno fa vi avevamo raccontato le nostre impressioni circa Huawei Mate 30 Pro, il primo smartphone della casa cinese privo dei Google Services. Come avevamo riportato, ciò non penalizza o limita in alcun modo la potenza dell’hardware, ma è necessario adottare alcuni accorgimenti iniziali perché si abbia il grado di soddisfazione che merita questo smartphone.

Oggi Huawei annuncia di aver ampliato la distribuzione in Italia di Mate 30 Pro. Lo smartphone, già acquistabile dallo scorso novembre presso il Huawei Experience Store di Milano, è da oggi infatti disponibile in Italia anche presso alcuni punti vendita selezionati della grande distribuzione e su Amazon.it, con una promozione esclusiva. 

Infatti, coloro che acquisteranno Mate 30 Pro da oggi al 23 febbraio presso i punti vendita aderenti riceveranno, incluso nel prezzo di 1.099,90€, lo smartwatch Huawei con display OLED e autonomia da record Watch GT 2 46mm nella colorazione Pebble Brown, dal valore commerciale di 249,90€, e Freebuds lite, gli auricolari true wireless dal valore commerciale di 129,90€. 

Per aderire alla promozione sarà sufficiente registrarsi entro l’8 Marzo 2020 sulla pagina dedicata all’operazione a premi su https://www.huaweipromo.it/promo/mate30pro/home, inserendo i propri dati e la prova dell’acquisto.

Mate 30 Pro ha display OLED da 6,53 pollici con curvatura di 88 gradi, che massimizza l’area di visualizzazione e regala un’esperienza immersiva edge-to-edge. Grazie alla batteria da 4.500 mAh e il nuovissimo chipset Kirin 990, HUAWEI Mate 30 Pro promette prestazioni durevoli – fino a 2 giorni di autonomia.

Mate 30 Pro vanta un avanzato sistema fotografico e promette scatti e video di altissima qualità grazie alle quattro fotocamere posteriori realizzate in partnership con Leica: una fotocamera SuperSensing da 40 MP, una fotocamera ultra grandangolare da 16 MP, una fotocamera con teleobiettivo da 8 MP e una fotocamera con rilevamento della profondità 3D. Il device supporta i Huawei Mobile Services. 

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Matteo Borré <![CDATA[Marmolada a misura di smartphone con il sistema Geochip]]> https://igizmo.it/?p=38351 2020-01-23T09:51:51Z 2020-01-23T09:51:50Z Rendere accessibile proprio a tutti il patrimonio culturale e naturalistico della cima più alta delle Dolomiti e delle sue attrazioni. Anche grazie alle più recenti tecnologie. Marmolada – Move To The Top, l’avveniristico complesso funiviario che dalla fine degli anni ‘70 conduce sulla cima più alta delle Dolomiti, tra panorami mozzafiato, cultura e storia, già […]

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Rendere accessibile proprio a tutti il patrimonio culturale e naturalistico della cima più alta delle Dolomiti e delle sue attrazioni. Anche grazie alle più recenti tecnologie. Marmolada – Move To The Top, l’avveniristico complesso funiviario che dalla fine degli anni ‘70 conduce sulla cima più alta delle Dolomiti, tra panorami mozzafiato, cultura e storia, già “senza limiti”, ovvero privo di barriere architettoniche, oggi punta anche all’accessibilità digitale. La funivia, infatti, propone ai suoi ospiti una tecnologia che permette di scoprire e conoscere ancora più facilmente la Marmolada a 360°, attraverso un semplice “bip”.

Geochip: la Marmolada a portata di bip

Grazie ad una semplice app, Geochip consente di scaricare direttamente sul proprio smartphone tutte le informazioni per approfondire la realtà della Marmolada
Grazie ad una semplice app, Geochip consente di scaricare direttamente sul proprio smartphone tutte le informazioni per approfondire la realtà della Marmolada

L’iniziativa Geochip verrà presentata domenica 26 gennaio presso la stazione funiviaria di Serauta (inizio alle 13.30 a Malga Ciapèla) con l’evento intitolato “Marmolada a portata di bip” che svelerà a tutti i segreti di questo nuovo sistema digitale. Grazie ad una semplice app, Geochip consente di scaricare direttamente sul proprio smartphone tutte le informazioni per approfondire la realtà della Marmolada, come la sua storia geologica o le vicende della Grande Guerra. Ogni punto di attrazione è infatti dotato di un adesivo che, semplicemente avvicinando lo smartphone, consente di scaricare una guida digitale e facilmente consultabile con i contenuti informativi utili per conoscere meglio ciò che gli occhi vedono.

Le attrazioni della Regina delle Dolomiti

Tante le attrazioni da scoprire col sistema Geochip: a partire dal Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m
Tante le attrazioni da scoprire col sistema Geochip: a partire dal Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m

Tante le attrazioni da scoprire: dal Museo Marmolada Grande Guerra 3000 m, lo spazio museale più alto d’Europa collocato nella stazione funiviaria di Serauta (2950 m), alla terrazza panoramica di Punta Rocca (3265 m), che offre una delle viste più spettacolari delle Dolomiti. Geochip spiega anche la conformazione delle rocce e l’origine della Regina delle Dolomiti, fin dall’era in cui il territorio era interamente sommerso da acqua e atolli che hanno poi lasciato posto a fossili e roccia. Una narrazione che svela il ritmo vita-morte della natura ripreso anche nel tema della Grande Guerra, dove la vita del soldato viene presentata come una lotta alla sopravvivenza, non direttamente legata al conflitto, ma piuttosto alla difficoltà e ai pericoli connessi alla quotidianità in un ambiente così arduo come quello del ghiacciaio. E ancora, Geochip svela la bellezza della natura, permettendo di ammirare con maggiore consapevolezza le cattedrali di roccia siglate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Non solo Geochip: la Marmolada è anche plastic free

Non solo Geochip. Sono una natura e una bellezza uniche quelle caratterizzano la Regina delle Dolomiti. Due elementi che Marmolada – Move To The Top vuole preservare adottando soluzioni sempre più ecosostenibili. A iniziare dalla scelta di essere plastic free, sostituendo tazzine e bicchieri in plastica con vetro e ceramica, oppure adottando un sistema di trasporto a valle dei rifiuti con speciali botti e a impatto zero. 

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mlaz <![CDATA[Agcom: sanzioni per 2 milioni di euro per le Sim ricaricabili]]> https://igizmo.it/?p=38349 2020-01-23T16:05:33Z 2020-01-23T04:42:20Z Introdotta su contratti prepagati modalità onerosa di prosecuzione del servizio in caso di credito esaurito. Se l’utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile al rinnovo dell’offerta, gli operatori non bloccano più il traffico in uscita ma lo rendono disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall’utente […]

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Introdotta su contratti prepagati modalità onerosa di prosecuzione del servizio in caso di credito esaurito. Se l’utente di un contratto prepagato esaurisce il proprio credito e non effettua una ricarica utile al rinnovo dell’offerta, gli operatori non bloccano più il traffico in uscita ma lo rendono disponibile pur in assenza di una volontà espressa dall’utente medesimo, addebitando un costo aggiuntivo ai clienti che, anche inconsapevolmente o involontariamente, fruiscono dei servizi voce, SMS e dati. Il costo del traffico erogato viene poi detratto dalla successiva ricarica. Questo il contenuto della modifica contrattuale che il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha ritenuto in contrasto con la normativa di settore, comminando 696 mila euro di multa ciascuno alle società TIM, Vodafone e Wind Tre.

L’Agcom ha ritenuto che la condotta degli operatori non possa configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi. Come verificato dall’Autorità nel corso di un’approfondita istruttoria avviata lo scorso mese di luglio, gli operatori non si sono limitati, infatti, a modificare le originarie condizioni del contratto prepagato sottoscritto, ma vi hanno inserito un quid novi che, in quanto tale, doveva essere accettato dagli utenti. La condotta menzionata è risultata inoltre in contrasto con quanto previsto dalla delibera n. 326/10/CONS, che obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti.

L’Agcom ha altresì accertato la violazione da parte dei tre operatori degli obblighi in materia di trasparenza delle informative rese in occasione di alcune variazioni delle condizioni economiche di offerte di rete mobile. Nel caso di WindTre, è stata sanzionata anche l’introduzione di un costo associato alla navigazione internet illimitata a 128Kb allorché sia stato esaurito il bundle dati associato all’offerta sottoscritta. 2
Con la decisione assunta, l’Autorità si pone in sintonia con quanto affermato in relazione allo jus variandi dal Consiglio di Stato nella recente sentenza n. 8024/2019, per il quale: “l’art. 70, comma 4, del Codice, non può applicarsi a qualsivoglia tipo di variazione del contenuto del contratto, dovendosi riconoscere in via ermeneutica due tipologie di limiti: in primo luogo, le modifiche unilaterali possono riguardare soltanto la variazione di condizioni già contemplate nel contratto; in secondo luogo, i mutamenti delle condizioni preesistenti non possono mai raggiungere il livello della novazione del preesistente rapporto obbligatorio”

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Sara.G <![CDATA[Sound Blaster G3: l’amplificatore DAC USB portatile per il gaming]]> https://igizmo.it/?p=38345 2020-01-22T15:47:14Z 2020-01-22T15:47:12Z Creative Technology annuncia l’uscita di Sound Blaster G3, un amplificatore DAC USB portatile per il gaming, l’ultima aggiunta alla rivoluzione di Sound Blaster iniziata 30 anni fa. Progettato e realizzato appositamente per console, è il primo Sound Blaster che funziona direttamente su PS4 e Nintendo Switch tramite un formato plug-and-play senza driver, compatibile anche con PC e […]

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Creative Technology annuncia l’uscita di Sound Blaster G3, un amplificatore DAC USB portatile per il gaming, l’ultima aggiunta alla rivoluzione di Sound Blaster iniziata 30 anni fa. Progettato e realizzato appositamente per console, è il primo Sound Blaster che funziona direttamente su PS4 e Nintendo Switch tramite un formato plug-and-play senza driver, compatibile anche con PC e Mac. Con dimensioni ridotte e un peso di soli 32 grammi, vanta un ottimo equilibrio tra la leggendaria firma audio Sound Blaster, la personalizzazione on-the-go e altre eleganti funzionalità di gioco ad un prezzo interessante.

L’amplificatore offre la combinazione perfetta di qualità audio, forma e funzionalità in un pacchetto tascabile con finitura nera opaca premium.

La garanzia Sound Blaster

Dotata di audio ad alta definizione a 24 bit a 100 dB DNR, gestisce le cuffie professionali fino a 300 ohm di impedenza. Collegato a un PC o Mac gestisce può gestire i canali 7.1, offrendo la virtualizzazione dell’audio surround 7.1 e includendo l’iconico Sound Blaster Acoustic Engine. Ci si può aspettare un’elevata esperienza audio per il gaming che supera di gran lunga lo standard audio predefinito su PC, Mac o console di gioco.

Un boost per il gaming con Sound Blaster G3

È dotato dell’ultima funzionalità GameVoice Mix, appositamente progettata per rendere la chat di gioco fluida e senza problemi. Questa funzione consente di regolare liberamente l’audio del gioco e il volume della chat grazie ad una manopola sapientemente posizionata in modo da raggiungere il perfetto equilibrio senza interrompere la sessione di gioco.

Inoltre, i giocatori sono in vantaggio con il Footsteps Enhancer, un equalizzatore personalizzabile che aiuta a individuare la posizione dell’avversario per conquistare la vittoria: un elemento cruciale nei giochi sparatutto in prima persona. Ci sono anche profili EQ personalizzati per giochi più popolari, tra cui: Fortnite, Call of Duty: Infinite Warfare e Overwatch.

Ottimizzato per funzionalità e convenienza

Regolare l’audio su console con G3 è un gioco da ragazzi tramite il controllo in remoto con l’app mobile Sound Blaster Command disponibile per iOS e Android, senza la necessità di scollegare o uscire dalla schermata del gioco su console. Con il pairing Bluetooth è possibile utilizzare lo smartphone come telecomando e accedere facilmente ai controlli del volume e del microfono, alle impostazioni EQ salvate e persino eseguire aggiornamenti del firmware. Su PC e Mac, l’app desktop Sound Blaster Command offre la suite completa e completamente personalizzabile di opzioni di riproduzione e registrazione alla quale gli utenti Sound Blaster sono abituati.

I controlli audio sono inoltre comodamente posizionati sui rispettivi lati, facilitando le regolazioni con una sola mano. L’amplificatore è alimentato interamente tramite USB-C e viene fornito con un adattatore USB-A per una maggiore comodità.

Prezzi e disponibilità

L’amplificatore è disponibile al prezzo di € 59.99 sul sito Creative.com.

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Sara.G <![CDATA[AirPods Pro, previsioni sui ribassi: quando comprare per risparmiare?]]> https://igizmo.it/?p=38341 2020-01-22T13:59:00Z 2020-01-22T13:46:26Z Proprio ieri vi abbiamo raccontato le nostre impressioni circa gli AirPods Pro di Apple, dopo un mese di utilizzo intenso e test nelle più disparate situazioni. Oggi idealo condivide una stima dell’andamento dei prezzi degli AirPods per i mesi a venire, e tutte le possibilità di risparmio sulla base dei modelli precedenti. Apple Airpods Pro: […]

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Proprio ieri vi abbiamo raccontato le nostre impressioni circa gli AirPods Pro di Apple, dopo un mese di utilizzo intenso e test nelle più disparate situazioni.

Oggi idealo condivide una stima dell’andamento dei prezzi degli AirPods per i mesi a venire, e tutte le possibilità di risparmio sulla base dei modelli precedenti.

Apple Airpods Pro: quando converrà acquistarli secondo idealo?

Per ottenere dati attendibili circa i nuovi Apple AirPods Pro, idealo ha analizzato l’andamento dei prezzi delle precedenti generazioni di AirPods.

Le stime del corso dei prezzi delle nuove cuffie bluetooth della società di Cupertino si riferiscono, per i primi sei mesi, ad un confronto tra tutti i modelli precedenti.

Poiché gli AirPods 2 sono sugli scaffali da meno di 12 mesi, le stime per la seconda metà dell’anno si riferiscono invece a un confronto con l’andamento dei prezzi esclusivamente del modello di prima generazione.

Secondo idealo, gli AirPods Pro non subiranno un calo di prezzo importante nei quattro mesi successivi alla loro uscita. Semmai, al terzo mese, viene registrato un lieve aumento del prezzo, compreso tra il +1,41% e il +0,73%. Quest’oscillazione potrebbe essere riconducibile all’effetto novità, capace di stimolare interesse e curiosità tra i possibili clienti.

Apple Airpods Pro: quando acquistarli?

Una diminuzione più rilevante si attende invece a sei mesi dal lancio, addirittura idealo prevede un calo del -11.2%, che poi scende al -5,5% durante il settimo mese e sale di nuovo nel corso dell’ottavo mese, dove potrebbe arrivare al -18,8%.

Il ribasso più corposo dovrebbe registrarsi al nono mese, con una diminuzione del prezzo  pari al 20% e al 21%.

A fine anno, precisamente all’undicesimo e dodicesimo mese, si potrebbe registrare un ribasso rispettivamente del 17% e del 13% rispetto al prezzo iniziale.

L’identikit dell’acquirente

Analizzando le intenzioni d’acquisto durante il 2019, gli utenti più interessati all’acquisto degli AirPods si collocano nella fascia 25-34 anni (sono il 34%). A seguire poi le fasce 35-44 anni e 18-24 anni, rispettivamente al 21,8% e 20,5%.

Si registra anche una lieve differenza di genere: sono per la maggior parte gli uomini a cercare cuffie AirPods (68,7%) contro un 31,3% di ricerche condotte da donne. Di tutte le ricerche, più della metà viene condotta tramite un dispositivo iOs (51,1%). Ma anche gli utenti Android sono interessati al prodotto: il 19,3% del totale delle ricerche effettuate deriva da dispositivi Android.

Gli AirPods si confermano un prodotto di sicuro interesse, tanto che quest’anno l’intenzione di acquisto è aumentato del +135,1%. A confermarlo è anche la lista dei Top Prodotti ricercati lo scorso 29 novembre durante il Black Friday: gli Apple AirPods 1 figurano al primo posto, mentre il modello Pro occupa il quinto posto.

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RiccardoC <![CDATA[Milan Games Week festeggia dieci anni dal 2 al 4 ottobre 2020]]> https://igizmo.it/?p=38334 2020-01-22T11:45:40Z 2020-01-22T11:45:39Z Mancano poco più di otto mesi. Ma è meglio portarsi avanti. Dunque, segnatevelo in agenda, con un circoletto rosso. Anzi, con tre. Tre come le giornate videoludiche italiane, che vivranno la grande festa in occasione di Milan Games Week 2020. Il più grande consumer show italiano, dedicato al mondo dei videogiochi, degli eSport e dell’home […]

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Mancano poco più di otto mesi. Ma è meglio portarsi avanti. Dunque, segnatevelo in agenda, con un circoletto rosso. Anzi, con tre. Tre come le giornate videoludiche italiane, che vivranno la grande festa in occasione di Milan Games Week 2020. Il più grande consumer show italiano, dedicato al mondo dei videogiochi, degli eSport e dell’home entertainment, si prepara a festeggiare la decima edizione, che andrà in scena da venerdì 2 a domenica 4 ottobre, come sempre nel quartiere espositivo Fieramilano a Rho.

Un percorso di successo

Forte del crescente successo registrato in questi anni, con decine di migliaia di gamer, appassionati e famiglie che hanno invaso stand e padiglioni, l’evento è organizzato e gestito da Fiera Milano (sempre più incubatore ideale di eventi fieristici che guardano alle nuove generazioni) e Fandango Club, (agenzia milanese di live communication). Milan Games Week ha registrato di anno in anno nuovi record di visitatori e ormai rappresenta un appuntamento imperdibile sia per gli appassionati sia per i brand che vogliono alimentare e consolidare la relazione con i target più giovani. I numeri dell’edizione 2019 raccontano che durante l’evento sono stati presentati quasi 60 titoli videogame, di cui 20 in anteprima assoluta. 

Milan Games Week: software, nuove console e tornei di eSport

Per l’edizione 2020, il consumer show videoludico italiano è pronto a rinnovare l’offerta e la proposta dedicata a gamer e appassionati, senza dimenticare ovviamente il ricco palinsesto di appuntamenti che anima le varie aree (Family, Cosplay, Retro, Indie, Art). I numerosi tornei nella sempre più imponente area dedicata agli eSport e la presenza di special guest di spicco provenienti dall’universo gaming, web, musicale, televisivo e cinematografico, rendono Milan Games Week un evento unico nel suo genere. Il cuore pulsante sono state e saranno le novità di software videoludico. Per il prossimo autunno ce ne saranno in abbondanza, visto che per  arriveranno anche le nuove e tanto attese console: dalla PlayStation 5 di Sony e alla  Serie X di Microsoft.

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Sara.G <![CDATA[Bandai Namco annuncia il nuovo videogioco di Captain Tsubasa]]> https://igizmo.it/?p=38329 2020-01-22T10:03:00Z 2020-01-22T10:02:59Z BANDAI NAMCO Entertainment Europe annuncia un nuovo gioco di calcio arcade basato sul franchise di Captain Tsubasa, Captain Tsubasa: Rise of New Champions, che sarà disponibile nel 2020 per PlayStation 4, Nintendo Switch e PC. Finalmente anche i fan occidentali potranno giocare per la prima volta a un videogioco di Captain Tsubasa su PlayStation 4, Nintendo […]

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BANDAI NAMCO Entertainment Europe annuncia un nuovo gioco di calcio arcade basato sul franchise di Captain Tsubasa, Captain Tsubasa: Rise of New Champions, che sarà disponibile nel 2020 per PlayStation 4, Nintendo Switch e PC.

Finalmente anche i fan occidentali potranno giocare per la prima volta a un videogioco di Captain Tsubasa su PlayStation 4, Nintendo Switch e PC, con una nuova esperienza di calcio contraddistinta dalle azioni esaltanti e le inquadrature spettacolari che hanno reso tanto celebre questa licenza. 

Captain Tsubasa: Rise of New Champions offre una grafica in stile anime e un gameplay accessibile, oltre a una serie di modalità che sapranno conquistare tutti i fan del calcio sia in campo che fuori.

Poter portare la licenza di Captain Tsubasa nel mercato occidentale con un nuovo gioco di calcio è un sogno che diventa realtà”, ha dichiarato Hervé Hoerdt, vicepresidente senior Marketing, Digital & Content di BANDAI NAMCO Entertainment Europe. Captain Tsubasa: Rise of New Champions non è stato creato solo per i fan della saga, ma saprà conquistare anche gli appassionati di calcio in tutto il mondo”.

Bandai Namco in Italia

In Italia intanto arriva la nomina di Gianluca Ferrara in qualità di Toys business manager di Bandai Toys. Laureato in Economia e Master in Marketing e Comunicazione in Publitalia ’80, Gianluca Ferrara vanta una lunga esperienza all’interno del settore giocattolo in particolare in Giochi Preziosi, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità nelle funzioni marketing (anche in ambito internazionale) e sales. “Sono onorato di entrare a far parte di un gruppo multinazionale storico e glorioso, e affronto questa nuova sfida con grande entusiasmo e determinazione”, ha dichiarato Gianluca Ferrara. “Ci affacciamo sul mercato italiano con l’umiltà e la serietà necessarie per approcciare una realtà complessa e competitiva, ma anche con il coraggio e con a consapevolezza di una delle più grandi e innovative aziende mondiali di entertainment e toys”.

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Sara.G <![CDATA[SAVE for Seniors, il progetto di Samsung torna a Milano con 9 nuovi corsi]]> https://igizmo.it/?p=38325 2020-01-22T09:48:54Z 2020-01-22T09:48:53Z Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 200 senior da novembre 2018 a febbraio 2019, riprendono a Milano le attività di SAVE for Seniors, il progetto di volontariato aziendale di Samsung, nato per offrire le competenze tecnologiche del team di Samsung a favore dell’educazione digitale degli over 55, grazie a sessioni di training che spaziano dall’uso sicuro […]

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Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 200 senior da novembre 2018 a febbraio 2019, riprendono a Milano le attività di SAVE for Seniors, il progetto di volontariato aziendale di Samsung, nato per offrire le competenze tecnologiche del team di Samsung a favore dell’educazione digitale degli over 55, grazie a sessioni di training che spaziano dall’uso sicuro dello smartphone alla possibilità di sfruttare le potenzialità dei dispositivi connessi per migliorare la propria vita. 

Per la nuova edizione di SAVE for Seniors nel capoluogo lombardo, l’azienda ha previsto l’attivazione di 9 nuovi corsi con cadenza mensile (con una pausa da luglio a settembre), a partire dal 21 gennaio fino al 15 dicembre 2020 (di seguito il calendario completo), presso il Samsung Customer Service di Milano in via Boni 29. 

Per maggiori informazioni su SAVE for Seniors, è possibile visitare la pagina web: www.samsung.it/saveforseniors.

Tutti i senior di Milano e provincia interessati all’iniziativa possono iscriversi inviando un’email con la richiesta di iscrizione a sei.citizenship@samsung.com

Samsung, SAVE for Seniors: il progetto

SAVE for Seniors è l’iniziativa di volontariato aziendale organizzata da Samsung Electronics Italia, che si è posta l’obiettivo di offrire alle persone della terza età, ovvero dai 55 agli 89 anni, alcuni principi di tecnologia che possano facilitare la vita di tutti i giorni. Non solo, l’attività si pone anche l’obiettivo di fare compagnia a quelle persone che in alcuni casi sono sole, insegnare loro come coltivare, anche attraverso la tecnologia, alcune loro passioni: cercare ricette, fare video call con parenti lontani, scrivere messaggi e registrare videomessaggi ai nipoti. 

Il programma si sviluppa con incontri della durata di due ore, ognuno dei quali incentrato su specifiche tematiche organizzate in 3 moduli principali:

  • Utilizzo base di smartphone e tablet – impostare la rete Wi-Fi e attivare una connessione dati; scegliere le modalità dello smartphone (aereo, silenzioso, vibrazione); salvare un sito tra i preferiti; creare un indirizzo email e scaricare le app.
  • Usare lo smartphone in sicurezza – impostare e scegliere la password migliore; impostare un blocco schermo sicuro; riconoscere email spam e maligne (phishing).
  • Dare voce alle proprie passioni – modalità di utilizzo di una Smart TV (impostazioni base, telecomando, connessione a Internet, download di app); fare ricerche online da diversi dispositivi connessi (smartphone, tablet e Smart TV); ricercare video; effettuare una chiamata con Skype; creare un account su Facebook (e gestire le impostazioni della privacy).

SAVE for Seniors rientra in SAVE – SAmsung Volunteer Employee, il programma aziendale, che coinvolge l’intera popolazione dell’azienda e che ha l’obiettivo di consentire ai dipendenti di svolgere un ruolo attivo in progetti concreti per il bene comune. Si tratta dell’ultimo progetto in termini di tempo intrapreso in questo senso, dopo SAVE for Milane SAVE for Roma, progetti in cui i dipendenti Samsung hanno riqualificato rispettivamente il parco milanese Forlanini e il plesso scolastico romano “Aldo Fabrizi”, e SAVE for Kids, l’iniziativa dedicata alla ristrutturazione degli spazi del Centro Benedetta D’Intino a Milano.

La vision di Samsung è di migliorare l’esperienza delle persone e dare vita a un orizzonte di nuove possibilità, attraverso soluzioni d’avanguardia capaci di ispirare il mondo. In quest’ottica si inserisce l’impegno nel fornire il proprio contributo verso le comunità, promuovendo la crescita socio-economica tramite vari progetti di responsabilità sociale. Tra questi rientrano anche le attività di volontariato, che sono comprese nei programmi di sostenibilità dell’azienda.

Il calendario completo di SAVE for Seniors a Milano

  • martedì 21 gennaio 2020
  • martedì 18 febbraio 2020
  • martedì 17 marzo 2020
  • martedì 21 aprile 2020
  • martedì 19 maggio 2020
  • martedì 16 giugno 2020
  • martedì 20 ottobre 2020
  • martedì 17 novembre 2020
  • martedì 15 dicembre 2020

“Da oltre 25 anni, Samsung in Italia si contraddistingue per lo sviluppo di iniziative altamente innovative in diversi ambiti – dall’arte alla scuola, dalla sicurezza alla formazione professionale – tutte volte a valorizzare il digitale a supporto di specifiche esigenze localiE la formazione e la sensibilizzazione ad un utilizzo consapevole della tecnologia è una delle nostre prerogative. Per questo motivo, siamo lieti e orgogliosi di poter dare il nostro contributo con l’annuncio di questa seconda edizione di SAVE for Seniors, un progetto con il quale permetteremo anche ai meno giovani di utilizzare la tecnologia in maniera semplice e sicura, in modo da arricchire di nuove opportunità la vita di ogni giorno” ha commentato Anastasia Buda, Corporate Social Responsibility Manager di Samsung Electronics Italia.

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Sara.G <![CDATA[Facebook ha aiutato le aziende europee a fatturare 208 miliardi di euro]]> https://igizmo.it/?p=38319 2020-01-21T16:21:25Z 2020-01-21T16:21:24Z I social media hanno trasformato molti aspetti della vita quotidiana, da come comunichiamo e creiamo comunità online, a come ci impegniamo nel sociale e nelle raccolte fondi per scopi umanitari. Hanno anche cambiato il modo con il quale le aziende, soprattutto quelle più piccole, fanno crescere il proprio business. Oggi, si stima che più di 25 […]

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I social media hanno trasformato molti aspetti della vita quotidiana, da come comunichiamo e creiamo comunità online, a come ci impegniamo nel sociale e nelle raccolte fondi per scopi umanitari. Hanno anche cambiato il modo con il quale le aziende, soprattutto quelle più piccole, fanno crescere il proprio business. Oggi, si stima che più di 25 milioni di business nell’Unione Europea, per lo più piccole imprese, utilizzino ogni mese i servizi offerti da Facebook. 

Per comprendere la reale portata dell’impatto sull’economia Europea, Facebook ha commissionato un’indagine a Copenhagen Economics, una delle società di consulenza in ambito economico leader in Europa. Lo studio ha coinvolto più di 7.700 aziende di tutti i settori e dimensioni, in 15 paesi.

Le aziende intervistate hanno dichiarato che l’utilizzo delle app di Facebook le ha aiutate a generare, lo scorso anno, un fatturato corrispondente a circa 208 miliardi di euro. Utilizzando le tecniche standard di modellazione economica, questo si traduce in circa 3.1 milioni di posti di lavoro.

Le aziende hanno anche detto che l’utilizzo delle applicazioni di Facebook le ha aiutate lo scorso anno, a generare circa 98 miliardi di euro di tramite le esportazioni. Di questi, 58 miliardi di euro sono stati generati da vendite realizzate all’interno dell’UE e 40 miliardi di euro da vendite nel resto del mondo.

Questo dimostra il ruolo cruciale che i social media svolgono nel supportare i business in tutta Europa. Ciò è particolarmente vero per le piccole e medie imprese, che non solo utilizzano i social media per promuovere la propria azienda e i propri prodotti ma anche come piattaforma di riferimento per comunicare con i clienti, come strumento di analisi e approfondimento e come mezzo pubblicitario a costi vantaggiosi, per aggiungere nuovi clienti a livello locale e all’estero.

È inoltre emerso che sono soprattutto le aziende fondate da donne ad attribuire, ai social media, il merito di averle aiutate ad avviare e a far crescere la propria attività. Il 58% delle aziende fondate da donne ha, infatti, dichiarato che le app di Facebook sono state fondamentali per intraprendere un’attività, mentre il 65% ha dichiarato che hanno contribuito a far crescere il loro business.

Per anni, si è sentito parlare spesso di “digital economy” come se il valore aggiunto delle aziende tecnologiche fosse in qualche modo separato dal resto dell’economia. Questo studio mostra come i social network siano diventati parte integrante dell’economia Europea e contribuiscano in modo significativo alla sua crescita.

Facebook: focus Italia

Anche in Italia Facebook si impegna a fornire alle Piccole e Medie Imprese gli strumenti per far crescere il proprio business, trovare nuovi clienti e connettersi con loro. Lo dimostra un nuovo studio, commissionato da Facebook e realizzato da Ipsos intervistando dipendenti e proprietari di piccole e medie imprese in Italia.

Dallo studio, infatti, emerge che il 44% delle PMI intervistate afferma che le app di Facebook – Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp – favoriscono lo sviluppo del business in Italia e il 40% concorda nel sostenere che hanno contribuito a rafforzare le loro attività.

Entrando nel dettaglio delle singole applicazioni utilizzate, emerge che le PMI danno un valore specifico a ciascuna app e ne valutano l’impatto in relazione diversi aspetti del loro business.

Facebook, ad esempio, ha aiutato le PMI italiane, nel 44% dei casi, ad incrementare le vendite, sia sul mercato sia sul mercato domestico sia su quello internazionale. 

Instagram, invece, oltre che per incrementare le vendite (48%) viene ritenuto molto importante per entrare in contatto con nuovi clienti (55%) e per aver migliorato la propria capacità competitiva. 

Messenger, oltre a dare accesso a nuovi clienti (49%), secondo il 42% delle PMI, ha contribuito in modo importante a incrementare la soddisfazione dei clienti. 

Infine, il 51% delle aziende intervistate ha potuto raggiungere nuovi clienti, in modo più semplice e rapido, grazie all’utilizzo WhatsApp. 

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Sara.G <![CDATA[Super X-Fi Gen2: il nuovo profilo audio per cuffie gaming]]> https://igizmo.it/?p=38315 2020-01-21T16:44:52Z 2020-01-21T16:03:10Z Un anno dopo aver collezionato ben 15 premi “best-of-CES” per Super X-Fi, la rivoluzionaria tecnologia olografia per cuffie, Creative Technology svela il nuovissimo profilo audio Super X-Fi Gen2, che presenta miglioramenti importanti per offrire agli utenti un’esperienza audio per cuffie più naturale che mai. Realismo senza precedenti per cuffie Super X-Fi ricrea l’ambiente sonoro di un sistema di […]

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Un anno dopo aver collezionato ben 15 premi “best-of-CES” per Super X-Fi, la rivoluzionaria tecnologia olografia per cuffie, Creative Technology svela il nuovissimo profilo audio Super X-Fi Gen2, che presenta miglioramenti importanti per offrire agli utenti un’esperienza audio per cuffie più naturale che mai.

Realismo senza precedenti per cuffie

Super X-Fi ricrea l’ambiente sonoro di un sistema di altoparlanti surround di alta qualità in cuffia e lo personalizza con l’intelligenza artificiale (IA) per un’esperienza di ascolto naturale. Sin dal lancio, durante il CES 2019, utenti e critici sono rimasti colpiti dal realismo dell’audio personalizzato, realizzato su misura per i loro profili antropometrici.

Inizialmente, la nostra base di profili utente era compresa di decine di migliaia di persone. Nell’ultimo anno, guidando con successo il lancio di Super X-Fi, ne abbiamo accumulati centinaia di migliaia. Questo salto significativo, grazie ai dati collezionati in tutto il mondo, ci ha dato la possibilità di effettuare ulteriori ricerche e ci ha permesso di migliorare l’engine dell’IA di Super X-Fi per avere una maggiore accuratezza nel personalizzare l’esperienza audio per i nostri utenti. Tutto ciò è stato fondamentale per lo sviluppo del nostro profilo Super X-Fi Gen2“, ha dichiarato Lee Teck Chee, Vicepresidente della Tecnologia presso Creative e inventore di Super X-Fi.

Super X-Fi Gen2 presenta anche altri importanti miglioramenti, tra cui l’aumento del dettaglio del suono nella configurazione surround e una migliore direzionalità dell’audio. La fedeltà audio è migliorata e il suono risulta più chiaro: questo si traduce in un audio più cristallino su una gamma più ampia di contenuti per essere apprezzato da tutti i tipi di ascoltatori. Con i film, i dialoghi sono più chiari e la direzione dei dialoghi è più precisa, grazie ai bassi qualitativamente migliorati. Questo upgrade è evidente anche per l’ascolto della musica: con l’aumento dei dettagli, sembrerà di ascoltare musica in uno studio professionale.

Per il gaming, l’esperienza di Super X-Fi viene migliorata per un’ampia gamma di tipologie di gioco, con una migliore percezione della distanza e della posizione. Durante il CES 2020, Creative ha presentato uno speciale profilo audio di gioco progettato per i videogame sparatutto in prima persona durante l’anteprima delle cuffie SXFI GAMER.

I vantaggi del nuovo profilo Super X-Fi Gen2 non finiscono qui. Con il nuovo approccio nella metodologia di progettazione, il consumo di energia diventa più efficiente: la durata della batteria delle cuffie SXFI AIR, ad esempio, sarà maggiore del 10%.

Il profilo Super X-Fi Gen2 è stato implementato su tutti i profili utente esistenti in tutto il mondo durante il CES 2020, gli utenti devono solo eseguire semplici aggiornamenti del firmware sui loro prodotti e scaricare i nuovi profili tramite l’APP SXFI per sperimentare il nuovissimo audio olografico.

Infine, Lee ha aggiunto: “Super X-Fi Gen2 è il nuovo frutto della nostra continua ricerca dell’eccellenza audio. Inoltre, mentre Gen2 è il miglior profilo audio che abbiamo, siamo costantemente alla ricerca per lo sviluppo del prossimo nuovo standard. La Gen3 è già all’orizzonte”. 

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Sara.G <![CDATA[Disney+ arriva prima: anticipato al 24 marzo l’arrivo in Europa (e in Italia)]]> https://igizmo.it/?p=38307 2020-01-21T15:44:32Z 2020-01-21T15:44:30Z Disney butta benzina sul fuoco che alimenta la guerra tra le piattaforme di streaming annunciando che arriverà in Europa prima di quanto previsto: esattamente il 24 marzo, anche in Italia. Una strategia forse decisa anche per colpire Netflix, che negli ultimi tempi ha visto il fiorire di account condivisi: per gli utenti ciò significa pagare […]

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Disney butta benzina sul fuoco che alimenta la guerra tra le piattaforme di streaming annunciando che arriverà in Europa prima di quanto previsto: esattamente il 24 marzo, anche in Italia.

Una strategia forse decisa anche per colpire Netflix, che negli ultimi tempi ha visto il fiorire di account condivisi: per gli utenti ciò significa pagare meno, per la piattaforma si traduce in un’ingente perdita di fatturato.

Non solo, da molte parti ultimamente si legge di utenti scontenti più per la qualità dei prodotti proposti che per il costo dell’abbonamento in sé. Dover far fronte a una domanda così elevata ha portato, in alcuni casi, a giocare più sulla quantità che sulla qualità. E gli utenti se ne sono accorti.

Disney+ VS Netflix: conti alla mano

Lo streaming dei contenuti è ben lontano dall’essere l’unica fonte di ricavi per Disney, che con i cinema e i parchi a tema può permettersi di sbarcare sul mercato al prezzo concorrenziale di 6,99 euro al mese o 69,99 euro all’anno. L’offerta comprende la possibilità di scaricare tutti i contenuti su 10 dispositivi e guardare 4 diversi spettacoli in streaming su 4 dispositivi differenti in contemporanea, con titoli selezionati anche in risoluzione 4K.

Netflix ha invece tre piani: base a 7,99 euro al mese per uno schermo in definizione standard; standard a 11,99 euro al mese, in HD su due schermi alla volta; Premium, a 15,99 euro al mese, in HD e Ultra HD su 4 schermi alla volta.

Non è presente una scoutistica su abbonamenti annuali, come invece ha scelto di proporre Disney.

Dunque, a fronte dei 69,99 euro all’anno previsti da Disney, Netflix al momento ne addebita 191,88 per l’offerta più simile (il download infatti è presente solo per alcuni titoli).

E gli altri?

Prime Video è il servizio di video on demand di Amazon ed è compreso nell’abbonamento Prime al prezzo di 36 euro l’anno. Amazon Prime è, per intenderci, quel servizio che offre spedizioni gratuite su oltre 2 milioni di prodotti, spazio di archiviazione per le foto illimitato e l’accesso a Prime Video, appunto.

Prime Video è una piattaforma in continua crescita, forse non ancora a livello di Netflix in quanto a contenuti, ma che offre sicuramente alcune chicche sia su titoli passati che su titoli originali.

Apple Tv+ è invece disponibile a 4,99 euro al mese, con un parco contenuti non vastissimo, ma al momento di qualità e in continua crescita. A questo prezzo, a meno che non abbiate uno smart TV Samsung del 2018, 2019 e successive, e su alcuni dispositivi di streaming Roku e Amazon Fire, va aggiunto il costo della Apple TV. In futuro, l’app sarà disponibile anche sulle piattaforme LG, Sony e Vizio.

Gli utenti che acquistano o hanno acquistato un nuovo iPhone, iPad, Apple TV, Mac o iPod touch a partire dal 10 settembre hanno diritto a un anno gratis di Apple Tv+ (un abbonamento per ogni ID Apple).

Uno sguardo al futuro 

E se inizialmente una stima vedeva Disney guadagnare ben 30 milioni di abbonati entro la fine di quest’anno, i dati andranno rivisti al rialzo alla luce del recente anticipo. Il palinsesto, che vedrà titoli Disney, Pixar, quelli dell’Universo Marvel e Star Wars oltre che contenuti di National Geographic, è almeno sulla carta quanto mai competitivo.

Competitive e rapide dovranno quindi anche essere le risposte di Netflix ma anche di Amazon, Apple e degli altri competitor.

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Luca Figini http://igizmo.it <![CDATA[Caricatore universale: idea superflua della Ue. Apple non è coinvolta]]> https://igizmo.it/?p=38305 2020-01-21T16:42:25Z 2020-01-21T14:39:16Z Ci siamo presi qualche giorno per leggere la documentazione relativa all’idea portata in sede alla Plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo che verte sulla necessità di introdurre un caricatore singolo e universale per smartphone, cellulari, tablet e dispositivi portatili. L’obiettivo è sicuramente interessante: ridurre la produzione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e […]

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Ci siamo presi qualche giorno per leggere la documentazione relativa all’idea portata in sede alla Plenaria del Parlamento europeo di Strasburgo che verte sulla necessità di introdurre un caricatore singolo e universale per smartphone, cellulari, tablet e dispositivi portatili. L’obiettivo è sicuramente interessante: ridurre la produzione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) e semplificare la vita dei consumatori. Due obiettivi già raggiunti nel corso del tempo e che non richiedono ulteriori interventi normativi; soprattutto questa proposta è ben lungi dall’imporre ad Apple l’utilizzo della porta Usb. Vediamo perché.

Caricatore universale: stato dell’arte

L’accumulo dei caricabatteria genera oltre 51mila tonnellate di rifiuti elettronici all’anno. Vero, questo è il punto dibattuto alla Plenaria. Peccato che gran parte di questi rifiuti sono generati dall’usura e dall’obsolescenza, quindi l’ammontare non si ridurrebbe in modo così determinante obbligando a un unico caricatore universale. L’impatto marginale è basso perché gli utenti continuerebbero a fare uso del caricatore, a cambiarlo e a comprarne di ulteriori per casa, ufficio, seconda abitazione, casa degli amici e così via. Semmai il Parlamento europeo dovrebbe concentrare le sue attenzioni, per ridurre questa colossale produzione di rifiuti, sulla valanga inarrestabile di caricatori non ufficiali, privi di certificazioni, no brand e pericolosi (se non pericolosissimi per la longevità della batteria del cellulare) che popolano bancarelle, negozi improvvisati e punti vendita “terzi”. La Plenaria dovrebbe discutere sul combattere la diffusione di accessori fuori controllo da regolamentazioni che determinano un abbassamento di prezzo e di prestazioni agli occhi degli utenti e penalizzano i brand specializzati in accessori di qualità, che seguono la filiera di certificazione e si sottopongono alla marcatura di affidabilità. Questa battaglia verte sulla sicurezza, non altre.

Se poi alla Plenaria rimane del tempo utile, potrebbe anche iniziare a combattere la diffusione incontrollata di prodotti falsificati e che sono venduti senza ottemperare alle normative europee e locali. Anche perché una direttiva europea sulle apparecchiature radio ed elettroniche esiste già. Risale al 2014 e ha espresso la necessità di ricondurre la produzione a un unico caricatore; la Commissione europea era stata incaricata di sovraintendere a questo obiettivo con un atto delegato.

L’industria ha avuto la lungimiranza e il coraggio di investire in questa omologazione così negli ultim dieci anni si è passati da oltre 30 soluzioni di ricarica a sostanzialmente tre. Per la verità due, perché l’Usb tradizionale sta rapidamente lasciando il posto al più evoluto Usb-C e, comunque, entrambi sono standard; a questo si aggiunge il Lightning di Apple. A cosa serve dunque un caricatore unico quando c’è uno standard di fatto e la vita degli utenti è già ampiamente semplificata?

Lo standard di fatto esiste già

Dunque, se sul cavo esiste già una universalità, questo non si può dire sui caricatori, stando alla Plenaria. Ma anche questo non è vero. Allo stato attuale si può suddividere la gamma in due sostanziali categorie: tradizionali e ad alto wattaggio per la ricarica veloce. I primi, ossia tutti quelli non superiori a 15 watt di potenza erogata, sono compatibili con qualsiasi dispositivo. Persino con le tecnologie di ricarica veloce più proprietarie usate da Oppo (Vooc) e OnePlus (Warp) che usano una differente disposione dei chip di controllo del flusso e per la ricarica veloce è obbligatorio impiegare il cavo e l’alimentatore fornito di serie oppure originale.

Sui caricatori ad alta potenza per la ricarica veloce, invece, è sempre bene impiegare quello fornito in dotazione, compreso il cavo, oppure acquistare modelli originali o certificati da brand conosciuti e ufficiali, in quanto la potenza erogata, anche di 45 watt e oltre, è tale da non consentire abdicazioni a questa regola per prevenire qualsivoglia problema di funzionamento al dispositivo mobile. Dato che sono molte le combinazioni possibili tra chipset, Soc e batteria, in questa fase di diffusione e consolidamento della ricarica veloce è inevitabile che una normativa non possa essere ancora applicata in modo definitivo. Non servirebbe nemmeno.

Alla resa dei conti, la standardizzazione del cavo, della porta e dell’alimentatore già esiste. In che modo intervenire potrebbe migliorare la situazione in modo sostanziale? Gli eurodeputati hanno parlato di “frammentazione” e a differenze tra i produttori: davvero? Serve una armonizzazione, così dicono, su che fronte esattamente e con quali impatti concreti? Perché, guardando lo scenario suddetto, usando un cavo generico Usb o Usb-C e un caricatore non superiore a 15 watt si ricarica qualsiasi dispositivo mobile.

E, si aggiunga, che sul fronte della ricarica wireless esiste già uno standard decretato dall’industria: il Qi, ampiamente supportato dai modelli dotati di questa tecnologia senza cavi. A proposito, il termine wireless non si riferisce alla batteria, che è collegata con fili alla scheda elettronica del dispositivo altrimenti non ci sarebbe il flusso di energia, bensì al metodo che permette di ricaricare la batteria attraverso un campo elettromagnetico.

La Ue non sta chiedendo ad Apple di passare all’Usb

Anche nei confronti di Apple è bene tornare ai fatti e disinnescare sensazionalismi su ipotesi non esistenti. La Plenaria della Commissione europea ha parlato di alimentatori. La società della Mela morsicata fornisce da sempre alimentatori dotati di porta Usb compatibile per potenza e connettore con qualsiasi altro; il Lightning si trova ormai solo sugli iPhone, iPod e alcuni iPad e serve alla mera interfaccia con il device. Non è in discussione il cavo, ma semplificando l’uscita dell’alimentatore che è, come detto, aderente allo standard Usb.

Ogni altra illazione è del tutto fuorviante. Che poi la speranza sia di avere, almeno nel 2020, un iPhone con porta Usb-C, questa rimane nell’alveo dei desiderata degli utenti (quanti?).

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Sara.G <![CDATA[Garmin presenta tactix Delta, lo sportwatch per attività estreme]]> https://igizmo.it/?p=38301 2020-01-21T11:45:26Z 2020-01-21T11:45:23Z Garmin ha presentato il suo nuovo tactix Delta, caratterizzato da strategia, passione per l’estremo e tecnologia avanzata e progettato secondo gli standard militari per rispondere alle esigenze più elevate. Il nuovo sportwatch tattico di Garmin presenta una lente in vetro zaffiro bombata resistente incastonata in una lunetta rivestita in carbonio; è dotato di un display da 1,4 […]

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Garmin ha presentato il suo nuovo tactix Delta, caratterizzato da strategia, passione per l’estremo e tecnologia avanzata e progettato secondo gli standard militari per rispondere alle esigenze più elevate.

Il nuovo sportwatch tattico di Garmin presenta una lente in vetro zaffiro bombata resistente incastonata in una lunetta rivestita in carbonio; è dotato di un display da 1,4 pollici (36% in più rispetto agli altri modelli della gamma tactix) per il massimo della visibilità in ogni situazione. 

A ridefinire l’esperienza d’uso ci pensa la tecnologia di cui lo sportwatch è dotato, tra cui la modalità Stealth, che consente di seguire una attività disabilitando in automatico qualsiasi condivisione di segnale esterno, e la nuova funzione kill switch per eliminare in modo immediato tutti i dati utente, compresi i percorsi e i waypoint, tramite la semplice pressione di un pulsante. Sono inoltre presenti le mappe TopoActive Europee precaricate e funzionalità di navigazione avanzate tra cui altimetro barometrico, bussola e la compatibilità di più sistemi di navigazione satellitare globale.

Garmin tactix Delta: funzioni tattiche e autonomia incrementata

Garmin tactix Delta nasce per attività estreme e le sue caratteristiche sono state progettate per rispondere alle più alte necessità tattiche e sportive.

La modalità Dual-Position, per esempio, permette la visualizzazione contemporanea di due sistemi di coordinate su un’unica schermata dati; la modalità Jupmaster guida chi effettua lanci in paracadute impostando le modalità HAHO (High Altitude High Open), HALO (High Altitude Low Open) e statico. Tramite questa funzione il dispositivo rileva automaticamente il punto da cui l’utente ha saltato e individua il punto d’impatto desiderato (DIP) attraverso il barometro e la bussola elettronica.

Grazie alla funzione Power Manager, che consente all’utente di tenere monitorato l’impatto che l’attivazione di impostazioni e sensori hanno sulla durata della batteria, è possibile avere un’autonomia fino a 21 giorni in modalità smartwatch e fino a 80 giorni in modalità orologio con risparmio energetico attivato. A supporto di questo, prima di una missione, la carica della batteria può essere rappresentata sul display in ore e giorni per aiutare a determinare la corretta autonomia.

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Allenamento e quotidianità insieme a Garmin Tactix Delta

Tactix Delta include metriche di prestazione ottimali per attività outdoor, supporto per l’allenamento e funzioni dedicate al wellness, tra cui le stime del VO2 Max calcolate anche in virtù di altitudine e temperatura. Infine, in aggiunta alle mappe TopoActive Europa, integra le mappe di oltre 2.000 comprensori sciistici e di oltre 41.000 campi da golf in tutto il mondo.

Nella quotidianità, invece, tactix Delta risulta un elegante accessorio, dotato di memoria interna per il download di oltre 2.000 brani musicali, ascoltabili direttamente senza l’ausilio di un telefono cellulare tramite cuffie Bluetooth acquistabili separatamente. Inoltre, grazie alla funzione Garmin Pay, con il nuovo smartwatch Garmin sarà possibile effettuare pagamenti rapidi e sicuri senza la necessità di avere con sé il proprio portafoglio. Sincronizzato con un telefono cellulare compatibile, gli utenti possono lasciare il proprio smartphone al sicuro dentro uno zaino durante l’attività sportiva perché messaggi, notifiche push, e-mail e telefonate possono essere facilmente lette direttamente dal display del nuovo tactix Delta.
E quando non c’è copertura cellulare, il nuovo tactix Delta è compatibile anche con i dispositivi di sicurezza Garmin della serie inReach.

Prezzo e disponibilità

Il nuovo Garmin tactix Delta è disponibile dal primo trimestre 2020 a un prezzo consigliato al pubblico di 899,99 euro.

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RiccardoC <![CDATA[Wellness e fitness fanno rima con tecnologia a FIBO 2020]]> https://igizmo.it/?p=38298 2020-01-22T11:47:06Z 2020-01-21T11:07:24Z Fitness, wellness e salute: passioni e stili di vita emergenti che, coinvolgendo sempre più persone, richiedono conoscenze e competenze adeguate, ma anche apparecchiature e tecnologie dedicate. Il crocevia e il punto d’incontro imprescindibile per gli operatori di questi settori (proprietari di palestre e personal trainer, in primis), oltre che per i veri fan e appassionati, […]

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Fitness, wellness e salute: passioni e stili di vita emergenti che, coinvolgendo sempre più persone, richiedono conoscenze e competenze adeguate, ma anche apparecchiature e tecnologie dedicate. Il crocevia e il punto d’incontro imprescindibile per gli operatori di questi settori (proprietari di palestre e personal trainer, in primis), oltre che per i veri fan e appassionati, è rappresentato dalla fiera FIBO. Il salone mondiale per fitness, wellness e salute, si conferma in rapida crescita a livello di audience internazionale, oltre che per l’espansione della sua superficie espositiva. Dopo un’edizione 2019 da record, con oltre 1.100 espositori per 145mila visitatori provenienti da 133 paesi, è pronto a tornare sulla ribalta dal 2 al 5 aprile 2020, sempre a Colonia, per offrire una panoramica completa sulle tendenze in materia di fitness, wellness e salute, facendo sfilare in passerella prodotti, progetti, iniziative, strumenti, apparecchiature tecnologiche e dei dispositivi hitech dedicati.


Nuovi padiglioni e nuovi segmenti per il wellness

Per l’edizione 2020, FIBO intende offrire, oltre a una visione più allargata su top trend del mercato, una migliore e più funzionale disposizione dei padiglioni per rendere ancora più incisiva ed efficace il networking e gli incontri. Ad esempio, i new business, l’health e il global trading saranno collocati in una posizione centrale, mentre il padiglione 8 sarà trasformato nell’area della Salute con prodotti per la nutrizione, concetti nell’ambito della terapia e delle attrezzature per l’allenamento, apparecchiature e forniture per la fisioterapia. 

E se nel padiglione 5.2 FIBO riunisce allenamento funzionale, group fitness e combattimento (combinazione ideale di B2B e B2C), modelli di business personalizzati, nuovi prodotti e opportunità di formazione e sviluppo professionale si daranno appuntamento al padiglione 5.1 dove tutto è destinato a ruotare attorno a innovazioni, start-up e tendenze future.  Il padiglione 4.1 sarà dedicato al Global Trading durante FIBO 2020, ponendosi come il punto di riferimento centrale per grossisti e rivenditori. 

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Redazione http://igizmo.it <![CDATA[AirPods Pro: tutti i nostri test in oltre un mese di utilizzo intenso]]> https://igizmo.it/?p=38289 2020-01-21T09:51:06Z 2020-01-21T09:43:12Z Abbiamo utilizzato per un mese in modo continuativo gli AirPods Pro, le nuove cuffie wireless di Apple dotate di cancellazione attiva del rumore, SiP (System in Package) basato sul chip H1 e batteria che garantisce fino a 4,5 ore di ascolto con una sola carica. Apri e indossa AirPods Pro: unboxing e prime impressioni d’uso […]

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Abbiamo utilizzato per un mese in modo continuativo gli AirPods Pro, le nuove cuffie wireless di Apple dotate di cancellazione attiva del rumore, SiP (System in Package) basato sul chip H1 e batteria che garantisce fino a 4,5 ore di ascolto con una sola carica.

Apri e indossa AirPods Pro: unboxing e prime impressioni d’uso

La confezione si presenta in pieno stile Apple e all’interno del pack, oltre ai 2 pods, sono presenti:

  • Il case con ricarica wireless, dotato di led bicolore ambra e verde per indicare il livello delle batterie
  • Cavo da Lightning a USB‑C (senza alimentatore)
  • Tre coppie di cuscinetti copriauricolari in silicone (taglia S, M, L)

Gli AirPods – come prima di loro le originali cuffiette bianche “con il filo” fornite nella confezione dei primi iPpod – hanno conquistato un’aura iconica in breve tempo.

Così come per la mela morsicata sul back di uno smartphone, per molti giovani la loro riconoscibilità li ha resi un vero e proprio status symbol, tanto che ormai sono molti quei produttori che ne stanno imitando il più possibile il form factor.

Rispetto ai due precedenti modelli, identici fra loro sul fronte estetico, i nuovi AirPods Pro sono più corti e vantano una griglia nera sul dorso, adibita a contenere il secondo microfono (quello adibito alla soppressione dei rumori ambientali).

Non ci sono grandi novità per quanto concerne il pairing (l’abbinamento) con il telefono, preciso e immediato anche nei modelli precedenti: è sufficiente avvicinare il proprio iPhone al case delle cuffie, aprire il coperchio e in pochi istanti il pairing è completato.

Non solo verso il proprio smartphone ma, in modo molto comodo, anche con tutti i device della mela morsicata su cui si è effettuato il log in con il proprio Apple ID. La stessa procedura, nelle occasioni successive, fornirà la visualizzazione del livello di carica delle batterie (con il dettaglio di ciascuna: AirPods sinistra, destra e case di ricarica).

Diverso il discorso per terminali non Apple, per i quali il pairing prevede la pressione del tasto di connessione posto sulla custodia di ricarica e il tradizionale ricorso al menu di configurazione del dispositivo da abbinare.

Appena indossati, un sensore di prossimità ne rileva l’inserimento nel cavo auricolare e accende (in modalità stand-by) l’auricolare. Al primo utilizzo è opportuno provare i vari cuscinetti copriauricolari per individuare quello più comodo per il proprio orecchio.

Come supporto nel fitting, è presente una funzione attivabile dal menu bluetooth dell’iPhone che, riproducendo una breve sequenza di suoni, è in grado di determinare se la calzata sia corretta o meno. In quest’ultimo caso, si riceve il suggerimento di provare a cambiare taglia e ripetere il test.

La qualità audio risulta buona e soddisfacente, ma non eccelsa. Si percepisce migliore di quella della precedente generazione, soprattutto nella resa dei bassi. Il volume massimo è discreto, non assordante, anche se talvolta si avverte distorsione oltre il 75% della barra.

Isolamento dal rumore: AirPods Pro alla prova del passante ferroviario

La principale differenza fra gli AirPods Pro e i modelli di precedente generazione riguarda l’isolamento acustico, ottenuto tramite la cancellazione attiva del rumore.

Grazie a questa tecnologia, sacrificando di circa un’ora l’autonomia di riproduzione/conversazione, gli AirPods Pro utilizzano due microfoni combinati a un software avanzato per un adattamento continuo ad ogni orecchio e auricolare.

Il primo microfono è rivolto verso l’esterno e rileva il suono esterno analizzando il rumore ambientale. Gli AirPods Pro producono quindi un suono equivalente opposto che cancella il rumore di fondo prima che raggiunga l’orecchio dell’ascoltatore. Un secondo microfono rivolto verso l’interno percepisce i suoni trasmessi verso l’orecchio, e gli AirPods Pro cancellano il rumore residuo rilevato dal microfono. La cancellazione del rumore adatta in modo continuo il segnale audio 200 volte al secondo.

Per evitare di venire tagliati fuori dal mondo, è possibile attivare la modalità “ambiente” che ripropone in cuffia i suoni esterni captati dal microfono. Questo offre una sicurezza maggiore in caso di attraversamento di una strada o, per esempio, permette di rispondere meglio alle eventuali domande di un passante.

Abbiamo messo gli AirPods a dura prova, precisamente sulla linea S4 del passante ferroviario direzione Milano centro, orario di punta. Attivando la modalità di cancellazione del rumore, da subito si ha l’impressione di isolarsi dal mondo. Le vibrazioni e i cigolii tipici del vagone spariscono, così come il brusio e le voci degli altri passeggeri. 

Ma alcuni suoni esterni restano: come il pianto di un neonato o la musica di un suonatore di violino, che risultano attenuati ma non soppressi. Solo alzando il volume della musica in riproduzione vengono esclusi completamente.

40 minuti di running: ergonomia e feeling nell’uso

La corsa permette di apprezzare particolarmente il nuovo design in-ear. Le precedenti generazioni, prive di cuscinetti copriauricolari in silicone, tendevano a scivolare via nelle sessioni di running. I nuovi AirPods Pro, grazie al silicone che li ricopre, difficilmente modificano la propria posizione e rendono la corsa confortevole.

Abbinandoli a Apple Watch poi, si ha la possibilità di ascoltare Spotify, tenere traccia delle proprie performance con Runkeeper ed essere raggiungibili al telefono lasciando comunque l’iPhone a casa. Passare da una canzone all’altra, mettere in pausa la riproduzione o rispondere a una chiamata è una semplice questione di tap (singolo, multiplo) così come già accadeva, del resto, con le cuffie dotate di filo.

Il weekend sulle piste: Hands-free experience

Abbiamo voluto testare gli AirPods Pro anche sulla neve, durante una sessione di sci intenso.

L’autonomia di 4 ore non permette di godere della riproduzione per l’intera giornata sulla neve, ma alternando una cuffia con l’altra (e riponendo quella non in uso nella custodia di ricarica) è possibile arrivare a un totale di 24 ore di riproduzione monoaurale continua.

Per la propria e altrui sicurezza sulle piste, occorre attivare la modalità di ascolto ambiente, che rende l’utilizzo “trasparente”, forzando la riproduzione dei rumori ambientale in cuffia. È possibile farlo dal centro di controllo del telefono o con una pressione prolungata del tasto sullo stelo, che permette di passare fra le 3 modalità di gestione della soppressione rumore. Il feedback aptico e un suono confermano l’attivazione delle diverse modalità.

Ma l’utilizzo sulle piste da sci mette in luce alcune difficoltà. Problematico comandare gli AirPods con i guanti in quanto risulta troppo piccola l’area sensibile alla pressione. Un’ottima soluzione a questo inconveniente è affidarsi a Siri, l’assistente vocale di Apple: basterà riporre il telefono in tasca per utilizzarlo così da interagire con le cuffie.

Anche rispondere a una chiamata, in questo specifico caso, può risultare difficoltoso. Infatti, è possibile effettuare una chiamata sfruttando l’assistente vocale, ma non rispondere a una chiamata in arrivo. Quindi, con l’arrivo di una telefonata, occorre togliere i guanti e recuperare il telefono dalla tasca.

Conclusioni

Interessante la funzione di soppressione del rumore di fondo e ottimo il miglioramento sul fronte dell’indossabilità, che viene incontro anche alle esigenze di chi sceglie di adoperare AirPods per fare sport.

Il prezzo è quello di un oggetto premium e l’esperienza d’uso lo conferma, così come la qualità audio. Può migliorare invece la gestione di alcune funzioni, su cui però l’azienda dovrà lavorare lato software.   

Simone Mocellin

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Matteo Borré <![CDATA[Con la tecnologia Nfc, il tappo a vite intelligente sbarca in Italia]]> https://igizmo.it/?p=38283 2020-01-20T14:58:59Z 2020-01-20T14:58:57Z Direttamente dai Colli Tortonesi, vocata zona del Piemonte, sono pronte ad andare alla conquista dell’Europa le prime bottiglie firmate Vigneti Massa con chiusure connesse dotate di tecnologia Nfc Něstgate Tm. Lo storico paladino del Timorasso ha scelto di dotare di questa tecnologia i propri vini dell’annata 2018: a partire dal collaudato Derthona, dal 2010 disponibile […]

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Direttamente dai Colli Tortonesi, vocata zona del Piemonte, sono pronte ad andare alla conquista dell’Europa le prime bottiglie firmate Vigneti Massa con chiusure connesse dotate di tecnologia Nfc Něstgate Tm. Lo storico paladino del Timorasso ha scelto di dotare di questa tecnologia i propri vini dell’annata 2018: a partire dal collaudato Derthona, dal 2010 disponibile sul mercato anche col tappo a vite, e per la prima volta i più prestigiosi cru Derthona Costa del Vento, Derthona Montecitorio e Derthona Sterpi. 

Cosa offre la tecnologia Nfc al vino

Walter Massa è il primo vignaiolo ad aver adottato la soluzione della tecnologia Nfc in Italia
Walter Massa

Un tappo a vite intelligente, capace di offrire ai consumatori, grazie alla potenza di un semplice smartphone, contenuti digitali esclusivi. Ecco cosa propone una chiusura con tecnologia Nfc al mondo del vino. Schiudendo nuovi orizzonti: non soltanto a livello esperienziale in chi degusta, ma anche nel servizio e nella condivisione dei valori di un vino per chi lo produce o lo distribuisce. La novità firmata da Guala Closures, soluzione ideata dalla multinazionale leader a livello internazionale nel comparto (4.700 dipendenti, 29 stabilimenti produttivi e 5 continenti serviti, oltre 15 miliardi di chiusure vendute ogni anno per un fatturato 2018 pari a 543 milioni di euro), oggi è stata scelta da Walter Massa, uno dei più acclamati vignaioli piemontesi del momento, per i suoi bianchi da sogno.

Un nuovo modo d’interagire con i clienti

La scelta di Vigneti Massa è tutt’altro che casuale o frutto di una moda. Attraverso la soluzione adottata, infatti, la realtà vitivinicola piemontese sarà in grado di garantire un’ampia interazione online con i propri clienti. A seguito della collaborazione tra Guala Closures e Compellio, azienda di software con sede in Lussemburgo, chi sceglie le etichette firmate da Walter Massa dotate di tecnologia Nfc può, difatti, non soltanto creare la propria cantina virtuale – che viene ospitata sulla piattaforma online Compellio –, ma anche ricevere informazioni su aree di coltivazione, vigne e vitigno, nonché le note di degustazione e le recensioni degli esperti. 

La garanzia della tecnologia Nfc

Il precedente Usa: il marchio vinicolo californiano Böen è il primo ad aver utilizzato la tecnologia Nfc nel vino
Il precedente Usa: il marchio vinicolo californiano Böen

L’innovativa forma di chiusura va, nondimeno, oltre la semplice interazione con il vino su caratteristiche e peculiarità dell’etichetta. Offre, infatti, molto di più al consumatore: prima fa tutte, l’opportunità di verificare la certificazione di autenticità del prodotto grazie alla tecnologia blockchain, che garantisce l’identificazione univoca della singola bottiglia, attraverso un codice dedicato per ciascuna. Questo elemento consente a Vigneti Massa di proteggere i dati sensibili e di monitorarli in tempo reale, fornendo così un supporto efficace per la tracciabilità lungo l’intera filiera.

La rivoluzione arriva in Europa

Le chiusure connesse dotate di tecnologia Nfc Něstgate Tm rappresentano una novità per l’Europa, ma non a livello internazionale. Il paladino del Timorasso, infatti, arriva primo a livello continentale nell’adozione del tappo a vite dotato di sistema Nfc integrato, ma è stato preceduto oltreoceano dal marchio vinicolo californiano Böen, parte della Copper Cane Wines & Provisions di Joseph Wagner.

Scopri di più dell’innovativa scelta compiuta da Walter Massa, dei vantaggi legati all’adozione della tecnologia Nfc nel vino e delle opportunità di marketing che questa soluzione offre alle cantine, nell’approfondimento del nostro sito partner Wine Couture.

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