Facebook VS fake news: al via la campagna di alfabetizzazione mediatica
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Ieri vi abbiamo raccontato che Coca-Cola si è unita al boicottaggio nei confronti di Facebook e cha ha deciso di sospendere per 30 giorni le proprie attività di pubblicità digital. Ciò che il colosso delle bevande e altre grandi aziende contestano a Facebook è la mancanza di controllo nei confronti tanto delle fake news quanto di profili, pagine e post che incitano all’odio.

Oggi la risposta del social di Zuckerberg che, anche se non nomina direttamente Coca-Cola e le altre aziende o la campagna Stop Hate for Profit, pone l’accento sulle misure messe in campo per combattere le fake news e favorire l’alfabetizzazione mediatica, base indispensabile per un uso consapevole dei social e per tutelarsi da notizie false che troppo spesso annacquano i feed.

Facebook sta lavorando per mettere in contatto le persone con fonti di informazioni affidabili e per far circolare sempre meno disinformazione, soprattutto sul COVID-19. Facebook ha fatto investimenti significativi per rimuovere gli account e i contenuti che violano gli Standard della Comunità o le normative pubblicitarie, ridurre la distribuzione di notizie false e informare le persone dando loro più contesto sui post che vedono, in modo che ciascuno possa scegliere cosa leggere, di cosa fidarsi e cosa condividere. 

Facebook vuole dare alle persone gli strumenti necessari per prendere decisioni informate su ciò che vedono online e per conoscerne la provenienza. Per sostenere questo impegno, nelle prossime settimane lancerà una nuova campagna in Europa, Medio Oriente e Africa per educare e informare gli utenti su come individuare potenziali notizie false. 

Facebook, grazie alla collaborazione con alcuni dei partner per il fact-checking, ha sviluppato la campagna “Le tre domande per aiutare a sradicare le notizie false”, che apparirà su Facebook attraverso una serie di annunci pubblicitari molto creativi e si collegherà a un sito web dedicato, www.stampoutfalsenews.com. Questi annunci chiederanno alle persone di mettere in discussione le informazioni che vedono nei post chiedendosi: 

1. Da dove viene? Se non c’è una fonte, cercala.

2. Cosa manca? Non fermarti al titolo, leggi tutto l’articolo.

3. Come ti fa sentire? Chi costruisce notizie false cerca di manipolare le emozioni. 

La campagna di Facebook inizialmente raggiungerà un numero limitato di persone in tutta l’Unione Europea, oltre che nel Regno Unito e in Medio Oriente, Africa e Turchia. Per valutare l’efficacia di questo tipo di campagne nell’aiutare le persone a capire meglio di cosa possono fidarsi, la campagna verrà analizzata attraverso alcuni sondaggi che chiederanno alle persone cosa hanno imparato. Queste informazioni aiuteranno Facebook a creare altre iniziative di alfabetizzazione mediatica per il futuro. 

Questa campagna arriva sulla scia dell’aggiornamento della scorsa settimana sulle notifiche di contesto, che permettono alle persone di sapere se gli articoli che stanno per condividere sono più vecchi di 90 giorni. Aggiornamenti come questo assicurano che le persone abbiano il contesto di cui hanno bisogno per prendere decisioni informate su cosa condividere con gli altri su Facebook. 

Durante la pandemia del COVID-19 e anche successivamente, Facebook continuerà a lavorare con gli esperti del settore e con le persone presenti sulle piattaforme per assicurarsi di affrontare efficacemente la disinformazione in questo modo e per dare agli utenti le risorse necessarie per individuare e mettere in discussione i contenuti che vedono online.

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