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Facebook starebbe per introdurre nuovi servizi e funzionalità che di fatto tentano di mettere i bastoni tra le ruote di Clubhouse, dunque funzioni legate al mondo dei contenuti audio.

Tra le nuove funzionalità dovrebbero spiccare una versione solo audio di Rooms, un prodotto di videoconferenza lanciato un anno fa, quando la pandemia ha stimolato l’adozione massiccia di Zoom, un prodotto simile a Clubhouse che consentirà a gruppi di persone di ascoltare e interagire con i relatori su un “palco” virtuale, un prodotto che consentirà agli utenti di Facebook di registrare brevi messaggi vocali e di pubblicarli nei loro feed, un prodotto per la scoperta di podcast che sarà collegato a Spotify, che ha investito molto nel podcast negli ultimi due anni.

Gli annunci hanno lo scopo di mostrare la strada tracciata da Mark Zuckerberg, sulla quale spicca la convinzione che gli utenti siano pronti a utilizzare voce e audio come un nuovo modo per connettersi tra loro. Zuckerberg non è l’unico dirigente di Big Tech che si è interessato a questa idea: Twitter ha già lanciato Spaces, la sua versione di Clubhouse. E Apple sta preparando un nuovo servizio di podcast in abbonamento che potrebbe annunciare già martedì.

Il CEO di Facebook ha espresso chiaramente il suo interesse per Clubhouse, lanciato all’inizio della pandemia e che ha registrato una rapida crescita durante lo scorso anno. Si è prestato per più chat sul servizio, inclusa una con il CEO di Spotify Daniel Ek. Clubhouse, nel frattempo, ha appena annunciato un nuovo round di finanziamento che valuta la società a 4 miliardi di dollari, pochi mesi dopo l’annuncio di un round di finanziamento che l’ha valutata 1 miliardo di dollari.

Allo stesso tempo, gli osservatori hanno ipotizzato che Clubhouse, che presenta chat effimere in tempo reale di fronte a un pubblico di 5.000 persone, potrebbe avere difficoltà a mantenere alto l’interesse quando la vita tornerà ai suoi ritmi regolari. Il ritmo di download dell’app sembra essere rallentato insieme allo scemare della sua aura di novità.

Bisogna però ricordare che Clubhouse al momento è ancora limitato agli utenti Apple (non esiste ancora una versione Android) e quando si aprirà al mondo degli utenti Android, i suoi numeri sono destinati ad aumentare di nuovo. È certamente troppo presto per valutare se il formato che Clubhouse ha introdotto – un mix di podcast dal vivo e conferenze virtuali – resterà interessante, coinvolgente e continuerà a diffondersi.

È anche presto per capire se i servizi messi in campo da Facebook e dagli altri competitor saranno in grado di diminuire la durata delle sessioni degli utenti su Clubhouse in favore di altre piattaforme e dunque di rosicchiare pubblico e attenzione. Resta inoltre da capire se il fenomeno audio è una meteora resa possibile dalla congiuntura di più fattori, posti in essere dalla pandemia, o se sia un formato vincente capace di resistere al mutare dei tempi.