Facebook, sentenza storica del TAR: i nostri dati valgono
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Una sentenza clamorosa e che riconosce ancora una volta la validità della class action di Altroconsumo contro Facebook. 

Il giudice amministrativo ha oggi confermato la condanna di 5 milioni di euro che Antitrust aveva inflitto a Facebook a dicembre 2018 per pratica commerciale scorretta, affermando che l’impero delle piattaforme social ha occultato il valore dei dati personali fornendo agli utenti informazioni generiche, incomplete e poco trasparenti al momento dell’iscrizione circa l’utilizzo dei dati a fini commerciali.

Il Tar Lazio ha, per la prima volta, riconosciuto che i dati personali hanno un valore in senso negoziale e possono essere quindi suscettibili di sfruttamento economico.

“La sentenza di oggi è destinata a fare storia perché crea un precedente importante nella legislazione italiana – commenta Ivo Tarantino, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo – Va avanti la nostra battaglia per rimettere i cittadini al centro della data economy: ora il tribunale ammetta la nostra class action contro Facebook. Sono già oltre 125mila i consumatori italiani che hanno aderito alla battaglia: rimborsi subito”.

Altroconsumo e la class action Facebook: un po’ di storia

Risale a marzo 2018 lo scandalo Cambridge Analytica quando fu rivelato che la società di consulenza britannica aveva raccolto i dati personali di milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica. 

Altroconsumo si era subito attivata inviando a Facebook una richiesta formale di spiegazioni e impegni precisi, insieme alle associazioni di consumatori di Belgio, Spagna e Portogallo.

Il 30 maggio 2018 – di fronte alle risposte insoddisfacenti di Facebook – parte ufficialmente la class action contro il social network.

Tenendo conto dei benefici commerciali che Facebook ha ottenuto abusando dei dati dei suoi utenti e le normative a tutela dei consumatori, l’Organizzazione di consumatori chiede per ogni aderente un risarcimento di 285 euro per ogni anno di iscrizione al social.

Intanto a dicembre del 2018, anche grazie alla segnalazione di Altroconsumo, l’Antitrust multa il social network per pratica commerciale scorretta. Dopo il ricorso del social sei Zuckerberg al TAR del Lazio, oggi arriva conferma da parte del Tribunale della sanzione inflitta.

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