emporia

In certi casi, la cosa migliore da fare è rilanciare. Così ha fatto Facebook. Dopo il clamoroso black-out mondiale di sette ore (costato almeno 6 miliardi di dollari) la company di Mark Zuckerberg lancia una nuova sfida. Aumentare la capacità di connessione, attraverso nuovi cavi in fibra ottica, robot che abbattono i costi di installazioni e di una soluzione senza fili che proietta la connessione tramite l’aria. Queste le parole di Dan Rabinovitsj, vicepresident di Facebook Connectivity: “Il nostro impegno per la connettività ha contribuito a fornire a più di 300 milioni di persone una rete Internet più veloce e siamo impazienti di offrire la stessa opportunità a un altro miliardo di utenti”. 

Facebook e i cavi sottomarini

Facebook Connectivity, nata nel 2013, dunque vuole di far arrivare Internet e i suoi servizi in ogni angolo del mondo. La fibra ottica – la miglior soluzione in circolazione per aver accesso a una connessione Internet veloce ed economica – purtroppo ha una diffusione resta ancora troppo poco capillare. Ecco perché Facebook continua a investire nei sistemi di cavi in fibra ottica sottomarini. Così, dopo l’annunciato progetto “2Africa Pearls”, (una rete di cavi che si allungherà sott’acqua per 45.000 chilometri collegando tre continenti – Africa, Asia ed Europa), arriva il primo sistema di cavo sottomarino transatlantico tra Europa e Stati Uniti. In sostanza, è composto da 24 paia di fibre che ha una capacità di mezzo petabit al secondo (mezzo milione di gigabit), una capacità superiore di circa 200 volte a quella dei cavi transatlantici realizzati nei primi anni Duemila. Previste anche migliorie strutturali, tra le quali spicca ad esempio l’utilizzo di conduttori in alluminio (anziché di rame). Quanto poi al posizionamento dei cavi Facebook, si avvale di uno strumento efficace e di modellazione predittiva: si chiama Atlantis. Ad esso è delegato il compito di individuare il percorso ideale dei cavi per far sì che garantiscano maggiore operatività della rete nel caso di avvenimenti inattesi.

Tra Bombyx e Teragraph sulla terraferma

Tornando poi sulla terraferma, il gruppo Menlo Park ha sviluppato Bombyx (in latino vuol dire baco da seta). Si tratta di un robot pensato per l’installazione aerea della fibra che si arrampica sulle linee elettriche di media tensione dislocate in tutto il mondo. Per questo è stato affinato e alleggerito, per privilegiare, agilità e rapidità. Ogni robot sarà in grado di installare più di un chilometro di fibra e superare autonomamente decine di ostacoli in un’ora e mezza circa. Ma non è tutto. Per percorrere l’ultimo tratto sempre sulla terraferma  Facebook ha pensato a una soluzione tecnologica: Terragraph. Permette agli edifici di connettersi a velocità della fibra in modalità wireless a basso costo. Per farlo, il sistema sfrutta i trasmettitori degli impianti stradali e dei tetti per creare una rete distribuita che faccia connettere ad alta velocità abitazioni e aziende. Punto di forza è la velocità di installazione, perché si basa su punti di fibra già esistenti e aumenta la capacità senza fili attraverso nodi montati su impianti stradali, come lampioni e semafori. Vedremo, la sfida è appena stata lanciata.