Facebook ha annunciato la sua criptovaluta: si chiama Libra e permetterà agli utenti di Facebook e Whatsapp di scambiarsi denaro e fare acquisiti online.

Libra non è un progetto unicamente targato Facebook ma ha alle spalle la Libra Association, un’organizzazione non-profit con sede in Svizzera che vanta una lunga lista di membri fondatori che, insieme, prenderanno le decisioni strategiche riguardo tutto ciò che ruota nell’orbita di Libra. Oltre a Facebook la lista include Mastercard, Visa, PayPal, Stripe, eBay, Uber, Lyft, Spotify, Coinbase, Xapo, Andreessen Horowitz, Union Square Ventures, Mercy Corps, e la Women’s World Banking, tra gli altri.

Un consorzio quindi, in cui ogni membro ha diritto di voto sulle decisioni riguardanti la rete di criptovaluta. Per aderirvi, le imprese devono investire almeno dieci milioni di dollari.

Che cos’è Libra

Libra è un tipo di criptovaluta chiamata “stablecoin“, il cui valore rimane piuttosto stabile se comparato con il valore di un’altra valuta del “mondo reale”, come per esempio il dollaro. A differenza della maggior parte delle stablecoin (USDC, TUSD e DAI), il valore di Libra non sarà ancorato al valore di una singola valuta, (come il dollaro), ma il suo valore non dovrebbe mai oscillare di più del 10% quotidianamente, come accade talvolta ai Bitcoin ed Ethereum. 

L’obiettivo di Facebook, che con il suo popolo da 2 miliardi di persone ha un bacino d’utenza potentissimo, è creare una moneta mondiale che andrà a raggiungere anche quel miliardo e 700 mila persone che attualmente non hanno un conto bancario. Gli elementi principali riguardano un basso costo delle transazioni, la facilità d’utilizzo, la sicurezza e il supporto di numerosi e importanti sostenitori che andranno a guidarne l’adozione.

Libra, la blockchain

Libra è basata su una blockchain completamente nuova: simile a Bitcoin ad Ethereum ma più veloce di entrambe e meno decentralizzata, poiché permette solo a partner approvati di condurre un nodo, che è la spina dorsale della rete.

La Blockchain di Libra sarà open-source e, una volta lanciata – si pensa nella prima parte del 2020 – tutti potranno utilizzarla e costruirvi intorno servizi e prodotti.

Libra potrà esser usata anche su eBay, Uber, Lift, Spotify, Booking, Iliad, Vodafone e tutte quelle aziende che stanno aderendo al progetto e che quindi si porteranno a casa anche quella fetta di pubblico che non può o non vuole dotarsi di una carta di credito. Facebook fa sapere che le transazioni costeranno meno rispetto a quelle attuali, anche se dalle multinazionali tutto tace circa ulteriori dettagli.

Calibra: il portafoglio di Facebook per Libra

Una delle prime applicazioni costruita intorno a Libra sarà Calibra, un portafoglio che permetterà agli utenti di inviare e ricevere Libra. Calibra sarà una controllata di Facebook e lo sviluppo del portafoglio sarà interamente sotto il controllo della compagnia di Zuckerberg, a differenza di Libra.

Calibra sarà integrato con Messenger e Whatsapp e permetterà agli utenti di queste app di registrarsi facilmente, aggiungere fondi al portafoglio, pagare e ricevere denaro. Calibra sarà inoltre disponibile come app per iOS e Android. 

Per la registrazione, sarà richiesto un documento d’identità prima di poter usare il servizio. E, fanno sapere da Facebook, Calibra non condividerà informazioni o dati finanziari con Facebook o terze parti senza il consenso dell’utente.

Sul fronte sicurezza si gioca una partita importante, dato che l’aura di Facebook non è immacolata su questo fronte: Calibra avrà sistemi che proteggeranno dalle frodi, che permetteranno di recuperare la password e sistemi di autenticazione multipli, oltre a un customer service attivo 24/7.

La privacy

Facebook non viene da mesi facili. Ecco perché i primi passi sembrano positivi. Dal colosso fanno infatti sapere di aver preso impegni con non meglio specificate autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e all’estero. Di sicuro Facebook spera di poter portare i regolatori globali sul tavolo pubblicizzando così la Libra, ha detto Kevin Weil di Facebook. “Questo lancio ci dà una base per poter avere delle conversazioni produttive con i regolatori di tutto il mondo“, ha spiegato. “Siamo desiderosi di farlo“.