facebook-sforzi

Durante l’ultimo anno e mezzo, Facebook si è impegnato a combattere le false news attraverso una combinazione di tecnologia e revisione umana, con la rimozione degli account falsi, la collaborazione con i fact-checker e la promozione di campagne di alfabetizzazione mediatica. Questo impegno non terminerà e c’è ancora molto da fare. Come parte integrante di questo lavoro, oggi Facebook annuncia diversi aggiornamenti:

  • l’espansione del programma di fact-checking a nuovi Paesi
  • l’introduzione dell’analisi da parte dei fact-checker anche di foto e video
  • un aumento dell’impatto del fact-checking grazie all’utilizzo di nuove tecniche, tra cui l’individuazione dei duplicati e l’utilizzo di “Claim Review”
  • un’azione mirata contro chi contravviene alle policy di Facebook in modo recidivo e con metodi nuovi
  • il miglioramento della misurazione e della trasparenza grazie alla collaborazione con il mondo accademico

L’espansione del programma di fact-checking a nuovi paesi. Da quando Facebook ha lanciato il programma fact-checking, sono stati inclusi 14 paesi e ora Facebook ha in programma di coinvolgerne altri entro la fine dell’anno. Questi fact-checker indipendenti e autorevoli valutano l’attendibilità delle storie su Facebook, aiutando a ridurre, di circa l’80%, la diffusione delle storie classificate come false.

 

L’introduzione dell’analisi da parte dei fact-checker anche di foto e video

Una sfida nella lotta contro la disinformazione è che questa si manifesta in modi diversi a seconda delle tipologie di contenuto e dei Paesi di riferimento. Per risolvere questo problema, Facebook ha allargato a quattro paesi il test per analizzare l’attendibilità di foto e video. Questo test include anche i contenuti che vengono manipolati (ad esempio un video che viene modificato per mostrare qualcosa che non è realmente accaduto) o quelli fuori contesto (ad esempio una foto di una tragedia passata associata ad uno altro scontro attuale).

 

Un aumento dell’impatto del fact-checking con l’utilizzo di nuove tecniche

Con oltre un miliardo di contenuti pubblicati ogni giorno, Facebook è consapevole che i fact-checker non possono rivedere le storie una ad una. Si stanno quindi cercando nuovi modi per individuare le notizie false e agire su più larga scala.

  • L’apprendimento automatico aiuta a identificare duplicati di storie già smentite. Per esempio, un fact-checker in Francia ha giudicato falsa una notizia secondo cui sarebbe possibile salvare una persona affetta da ictus utilizzando un ago per pungerla sul polpastrello e prelevare sangue. Il machine learning ha permesso di identificare più di 20 domini e oltre 1.400 contenuti che diffondevano la stessa affermazione.
  • Inoltre, Facebook lavorerà con i partner del fact-checking per utilizzare Claim Review di Schema.org, un framework open-source utilizzato da varie aziende tecnologiche e organizzazioni per la verifica dei fatti. Questo renderà più facile per i fact-checker condividere i rating con Facebook e aiuterà a rispondere più rapidamente, soprattutto in tempi di crisi.

 

Un’azione mirata contro chi contravviene alle policy di Facebook in modo continuativo

Storicamente, Facebook ha usato i rating dei fact-checker per identificare Pagine e domini che ripetutamente condividono notizie false. Facebook agisce riducendo la loro diffusione e rimuovendo la loro possibilità di monetizzare. Per contribuire a limitare le interferenze straniere nel dibattito pubblico, ha inoltre iniziato ad utilizzare l’apprendimento automatico per aiutare a identificare e ridurre la visibilità di pagine straniere che potrebbero diffondere, per fini economici, notizie false alle persone in altri paesi.

 

Miglioramento della misurazione e della trasparenza grazie alla collaborazione con il mondo accademico

Facendo seguito all’annuncio di aprile, Facebook ha lanciato una nuova iniziativa per sostenere una ricerca indipendente sul ruolo dei social media nelle elezioni e nella democrazia in generale. La commissione sta assumendo personale e sta stabilendo le procedure legali e organizzative necessarie per diventare completamente indipendente.  Nelle prossime settimane, la commissione lancerà un sito e sarà poi possibile richiedere le proposte per misurare il volume e gli effetti della disinformazione su Facebook.

Facebook sta attualmente lavorando con la commissione per sviluppare set di dati protetti sulla privacy, che includerà un esempio di link con cui le persone interagiscono su Facebook. Gli accademici selezionati dalla commissione saranno in grado di studiare questi link per comprendere meglio quale tipologia di contenuti viene condivisa su Facebook. Nel corso del tempo, questa ricerca riconosciuta aiuterà Facebook a rimanere autorevole e monitorare i progressi.