emporia

Gli ingegneri stanno “rifacendo” il modo in cui funzionano gli annunci di Facebook per dare più valore alla privacy degli utenti. Lo conferma, al sito statunitense The Verge, Graham Mudd, uno dei massimi dirigenti pubblicitari e vicepresidente marketing di prodotto di Facebook. Il business di Facebook è stato costruito anche sulla sua capacità di tracciare gli utenti su Internet. Ma ora, in virtù della regolamentazione incombente e ad altre mosse per limitare la raccolta di dati, le cose stanno cambiando. Le mosse del colosso social fanno intendere che la cosiddetta “economia di Internet” alimentata dalla pubblicità sia prossima alla rimodulazione. Unitamente a Google, Facebook sta esaminando diverse tecniche di miglioramento della privacy per fornire annunci personalizzati senza “conoscere” o venire a sapere nulla delle persone specifiche che li visualizzano. Una giravolta autentica rispetto al modo in cui il targeting degli annunci ha funzionato online fino a oggi.

La strategia di Facebook

Del resto, la decisione di Facebook potrebbe sottintendere una reale necessità. Apple ha recentemente introdotto un prompt per gli iPhone che fa chiedere agli sviluppatori l’autorizzazione per tenere traccia degli utenti su altre app per il targeting degli annunci. Facebook ha affermato che il prompt probabilmente danneggerà la sua crescita dei ricavi. Google sta pianificando qualcosa di simile per i telefoni Android. L’Unione Europea sta prendendo in considerazione un divieto di pubblicità microtargeting come parte dell’ampia proposta legislativa chiamata Digital Services Act. Infine, non da ultimo, la Casa Bianca e il presidente Joe Biden ha ribadito la volontà di vigilare sulla sorveglianza degli utenti effettuata dalle piattfaorme dominanti.

La “guerra” (persa) con Apple

Gli analisti ricordano anche su un altro fattore. Facebook lo scorso anno ha lanciato una forte campagna contro la richiesta di tracciamento degli annunci di Apple. Tuttavia, l’iniziativa è sostanzialmente fallita. Dunque, il gruppo di Mark Zuckerberg sta lavorando su alcuni degli stessi approcci alla raccolta dati attenti alla privacy utilizzati da Apple. Un esempio è la “privacy differenziale”, tecnica che interferisce intenzionalmente con i set di dati per offuscare le identità individuali. Inoltre, tra i due colossi c’è in atto una battaglia a tutto campo.  A fronte dello stretto controllo di Apple sull’iPhone, la Casa della Mela e Facebook probabilmente si scontreranno in un’area tecnologica chiamata “apprendimento su dispositivo”. Di cosa si tratta? Invece di inviare dati sugli utenti al cloud, un algoritmo viene eseguito localmente su un telefono per determinare i tipi di annunci che qualcuno potrebbe trovare interessanti e quindi mostrare loro tali annunci. I risultati vengono successivamente inviati al cloud in un formato anonimo e aggregato affinché gli inserzionisti possano esaminarli.