Euroconsumers avvisa: 2 prodotti ordinati online su 3 non sono sicuri

Negli ultimi dieci anni si è assistito al proliferare degli e-commerce, ormai vera e propria piazza d’elezione per l’acquisto dei prodotti. I motivi di questo successo sono semplici: prezzi competitivi, scelta ampia e variegata, prodotto consegnato a casa, in pochi clic e senza particolari complicazioni logistiche. Eppure, secondo una ricerca di Euroconsumers, anche sulle piattaforme più blasonate talvolta si può incappare in prodotti poco sicuri.

Su 250 prodotti ordinati online, 2 su 3 non sarebbero sicuri secondo Euroconsumers

La ricerca, condotta nel 2019 da Euroconsumers e altre 4 organizzazioni europee, ha analizzato 250 prodotti di 18 categorie merceologiche diverse, e ha portato alla luce come 2 prodotti su 3 non rispettassero gli standard di sicurezza europei. Tali prodotti, in poche parole, non sarebbero legali.

Questo scenario sarebbe comune a diverse piattaforme, peraltro ben conosciute, come AliExpress, Wish, eBay, LightinTheBox e Amazon. Tra le fila di prodotti di tutti questi player sarebbero infatti rintracciabili oggetti irregolari come giocattoli per bambini con elementi chimici tossici, rivelatori di fumo non funzionanti, caricabatterie inclini al fondersi e abbigliamento non conforme alle regole.

Alcuni risultati dello studio firmato Euroconsumers

  • Su 12 caricabatterie USB, 12 powerbank e 12 adattatori (36 prodotti), 26 di questi si sarebbero rivelati infiammabili
  • Su 29 giocattoli per bambini, sono state rintracciate quantità illegali di ftalati in 9 di essi (fino a 200 volte sopra il limite legale)
  • Tutti gli 11 rivelatori di fumo e di monossido di carbonio hanno fallito i test eseguiti
  • 14 dei 16 abiti per bambini presi in esame si sono rivelati non conformi agli standard Europei
  • Su 10 prodotti per lo sbancamento dei denti, 7 hanno mostrato una quantità di perossido di idrogeno superiore al limite europeo (dalle 14 alle 70 volte superiori al limite)

La nostra ricerca non rivela solo la presenza di fin troppi prodotti non sicuri sui marketplace, ma dimostra chiaramente anche che le regolamentazioni correnti non possono proteggere in maniera adeguata i diritti fondamentali dei consumatori nell’era digitale. Euroconsumers riconosce che nessuna entità singola può correggere i disequilibri strutturali dell’ecosistema digitale. Ecco perché lanciamo un appello a tutti gli stakeholder per lavorare insieme e promuovere e-commerce più sani, a favore del benessere dei consumatori“, ha detto Marco Pierani, Director of Public Affairs di Euroconsumers.

Il nodo legale

Pur essendo l’interfaccia principale con il consumatore, per l’attuale legge europea i marketplace sono considerati alla stregua di semplici intermediari. In tale ruolo, non hanno alcun obbligo legale di prevenire che prodotti poco sicuri compaiano sui loro siti web. In questo scenario, a occupare la posizione più vulnerabile sono proprio i consumatori.

Ecco perchè la legislazione dovrebbe orientarsi a rendere i marketplace responsabili per i prodotti che offrono nei propri spazi, così da essere ulteriormente esortati a vigilare sul corretto stato degli oggetti che vendono quotidianamente.

Varie sono le best practice che potrebbero essere introdotte, come la rimozione entro 24 ore di prodotti identificati come poco sicuri. Oppure la creazione di un contatto diretto con il consumatore, che dovrebbe essere informato in materia di sicurezza.

Il tutto può concretamente realizzarsi con il giusto impiego di risorse, legislative ma anche umane, tecnologiche e di competenze, atte a monitorare i marketplace e prevenire situazioni rischiose.

Questione di fiducia

Lasciando per un attimo da parte la sicurezza, la presenza di questi prodotti su marketplace conosciuti conduce anche a una corrosione della fiducia del consumatore verso gli acquisti online, elemento cruciale invece per queste strutture.

Ed è in questo senso che lavora Euroconsumers, in sinergia con gli stakeholder per proteggere gli interessi del consumatore online, promuovendo best practice tanto legislative quanto relazionali.