Come nascono gli esport
emporia

Nati come fenomeno amatoriale, con vincite di poche migliaia di euro, gli eSport sono oggi un vero e proprio settore distinto, che frutta milioni di euro annui, è diffuso a livello globale e i numeri parlano di una tendenza decisamente in crescita, con un +14% medio annuo e un audience totale di 645 milioni di persone entro il 2022 a livello mondiale.

Gli eSport, termine utilizzato per far riferimento agli sport elettronici, sono ormai delle vere e proprie competizioni che coinvolgono squadre e singoli giocatori di vario livello, da quelli amatoriali fino ai professionisti che girano il mondo e hanno i loro sponsor.

Ma come nascono? Come fa un videogame a diventare un eSport? Spesso la comunità dei gamer si chiede se gli sviluppatori creino il gioco con l’obiettivo di renderlo un eSport, oppure se, al contrario, un videogioco diventi tale in un secondo momento, magari sulla base del successo o di determinate caratteristiche intrinseche.

Il dibattito è ancora aperto: nel frattempo, possiamo delineare gli elementi che proprio non possono mancare in un videogioco, e che lo rendono automaticamente eleggibile per diventare eSport.

Le categorie di eSport

Al momento, gli eSport comprendono varie tipologie di gioco:

  • ● Azione e avventura.
  • ● Combattimento.
  • ● Sport.
  • ● Giochi strategici in tempo reale.
  • ● Giochi in prima persona. 
  • ● Corsa.
  • ● Giochi multiplayer.
  • ● MOBA : giochi in tempo reale con mappa e scenari circoscritti.

Il multiplayer

Ecco una caratteristica essenziale. Per quanto possa essere coinvolgente, articolato e immersivo, un videogioco destinato a fare fortuna come eSport è multiplayer. Con la possibilità di far entrare più giocatori, il gioco è potenzialmente infinito: la trama si sviluppa e si aggiorna, e la competizione diventa sempre più avvincente. Nello specifico, la modalità torneo è ciò che rende un videogame qualsiasi un potenziale eSport, in cui i gamer si allenano competendo contro gli altri.

Il freemium

Dall’incrocio di free (gratis) e premium (a pagamento), i giochi freemium sono quelli in cui la versione base è gratis, mentre altre funzionalità aggiuntive vanno acquistate. Ecco un’altra caratteristica essenziale: i giochi freemium coinvolgono rapidamente molti gamer, almeno nella fase iniziale, con grandi possibilità di acquisto delle opzioni aggiuntive e di condivisione. In questo modo, il gioco si diffonde presso un grande pubblico.

I gamers

Chi sono i destinatari degli eSport e principali gamer? I sondaggi indicano che la maggior parte dei fan sono i Millennial. Giocano almeno 8 ore alle settimana. Amano chattare con gli altri gamer e giocare online su piattaforme specializzate come Bingo Bet – un sito che mette in mostra il meglio del gioco del bingo online. Infine, i Millennial seguono gli eventi in streaming e guardano poca TV. Le statistiche indicano inoltre che, di questi Millennial, 3 ragazze su 10 usano i videogiochi.

Il pubblico

Come qualsiasi altro sport, anche l’eSport ha bisogno dei suoi fan, del pubblico e di una tifoseria. I giochi che hanno più possibilità di diventare eSport sono divertenti, popolari, ricchi di azione e con finali aperti, proprio come negli sport tradizionali. Si tratta di un pubblico, però, disposto a spendere: i supporter degli eSport hanno un reddito superiore alla media, lavori a tempo pieno e amano spendere il proprio denaro in prodotti di intrattenimento tecnologici e in abbonamenti digitali.