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Huawei ha esposto i risultati finanziari in una conferenza pubblica in Cina, da cui emerge un calo profondo degli utili durante il primo semestre poiché le restrizioni commerciali imposte dagli Stati Uniti hanno continuato a colpire la divisione consumatori. A cui si è aggiunto un ritardo nei contratti per la fornitura delle infrastrutture 5G in Cina, che ha purtroppo generato una contrazione a due cifre delle entrate nella divisione business. In numeri: i ricavi sono diminuiti del 29,4% su base annua a 320,4 miliardi di CNY (circa 42 miliardi di euro). Il margine di profitto netto è salito al 9,8% dal 9,2% nel primo semestre 2020, il più alto da quando sono state imposte le sanzioni statunitensi nel marzo 2019.

In una dichiarazione, il presidente di turno di Huawei Eric Xu ha spiegato che i risultati sono in linea con le previsioni: “Nonostante un calo delle entrate del nostro business consumer causato da fattori esterni, siamo fiduciosi che le nostre attività con gli operatori ed enterprise continueranno a crescere costantemente”. E poi ha chiosato: “Il nostro obiettivo è sopravvivere e farlo in modo sostenibile”.

La spinta digitale di Huawei e il post Honor

Xu ha riconosciuto che Huawei sta affrontando tempi difficili, per la verità non cercati né voluti ma imposti da una condotta discutibile ed esecrabile delle amministrazioni Trump e Biden. Ma ha affermato che continua a “credere profondamente nel potere della tecnologia digitale per fornire nuove soluzioni ai problemi che il mondo sta affrontando in questo momento”.

Secondo le dichiarazioni raccolte da Mobile World Live (legato alla Gsma, che organizza il Mobile World Congress) l’azienda ha confermato di non avere intenzione di ridurre il personale o ridimensionare i mercati esteri, spiegando che Huawei prevede di “continuare a estendere e sviluppare la strategia attuale”. Il brand è in linea per “raggiungere l’obiettivo di business annuale”.

Il brand punta alla crescita dal suo business cloud e su un focus crescente nel fronte software, tra cui HarmonyOS. Sono pienamente nell’orizzonte di espansione anche i veicoli intelligenti.

Huawei ha dichiarato che oltre 50 milioni di utenti sono passati a HarmonyOS 2 dal suo lancio a giugno.

Durante il primo semestre Huawei ha iniziato a offrire veicoli nei suoi negozi cinesi di esperienza, con l’obiettivo di vendere 300mila auto nel 2022, mentre si rivolge al settore per colmare il divario rispetto a un business di smartphone in contrazione.

I ricavi dell’unità Carrier Network Business Group (CNBG) sono scesi del 14,2% a 136,9 miliardi di yuan cinesi (circa 18 miliardi di euro), attribuito a China Mobile che ha ritardato la sua gara 5G a 700MHz a metà luglio. Huawei ha vinto il 60% del contratto e senza il ritardo avrebbe aumentato le entrate della divisione.

I ricavi extra Cina sono aumentati: “Un segnale molto positivo e siamo fiduciosi di raggiungere una crescita costante per l’intero anno”, ha affermato il portavoce di Huawei.

La fase attraversata dalla Consumer Business Group è congiunturale per due dinamiche diverse, ma complementari, che si sono intrecciate. In numeri, il fatturato è diminuito del 47% a 135,7 miliardi di yuan cinesi (meno di 18 miliardi di euro). I motivi sono due. Secondo Mobile World Live in gran parte a causa della cessione del brand Honor. Aggiungiamo noi, anche a causa delle pressioni statunitensi che stanno continuando a mortificare gli sforzi dell’azienda indebitamente penalizzata con attività, parole e interventi anticoncorrenziali e del tutto contrari al mercato libero tanto proclamato da chi pensa di rappresentare la democrazia nel mondo (gli Stati Uniti).

I ricavi delle attività aziendali sono cresciuti del 18,2% a 42,9 miliardi di yuan cinesi (5,6 miliardi di euro) grazie alla maggiore diffusione dei servizi digitali e alla crescita del business legato al cloud. Negli ultimi tre anni, l’azienda ha investito quasi il 15% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo, con un importo che aumenterà senza grandi cambiamenti al suo obiettivo, ha affermato l’azienda.