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Il 10% in meno. Una botta. Stiamo parlando del valore del mercato ‘Entertainment & Media’ italiano 2020. Che paga, rispetto al 2019, un tributo rilevante a causa della pandemia. Il rapporto stilato da PwC rileva che il giro d’affari del settore scenderà a 30,9 miliardi di euro, per un ribasso del 9,5%. Di questo valore complessivo, 24,1 miliardi legati alla spesa dei consumatori e 6,8 miliardi al mercato pubblicitario, che sconta una perdita del 19,7%. In un contesto così in rosso, si deve tuttavia rilevare che alcuni settori hanno registrato crescite importanti. In particolare, si tratta di quelli correlati ai temi di tecnologia e connettività, come nel caso di eSport (+53,5% rispetto al 2019), streaming video e Ott (+45,2%), Realtà Virtuale e Videogame (+21,1%).

Le previsioni del business al 2024

Guardando alla prospettiva (confidando, ovviamente, che non ci sia un nuovo ritorno potente di Covi-19, per capirci una terza ondata) gli indicatori forniscono una tendenza in netto miglioramento. Con la previsione di un rimbalzo significativo: si stima una crescita dell’11,2% nel 2021 e dell’8,3% nel 2022. Se poi si guarda al prossimo quadriennio, l’orizzonte fissato al 2024, secondo le analisi il mercato ‘Entertainment & Media’ italiano dovrebbe toccare la soglia dei 39,5 miliardi rispetto. Il rapporto di PwC allinea i trend sull’andamento dei 16 principali segmenti: Per citarne alcuni: libri, cinema, pubblicità online, Tv tradizionale, videogame, eSport realtà virtuale.

Entertainment & Media: i trend e i consumi

Analizzando in dettaglio quanto accaduto nel 2020, la scena è stata dominata dal tema della digitalizzazione, a seguito del lockdown. La tecnologia ha giocato (e continua a farlo) un ruolo decisivo, contribuendo a migliorare ed arricchire la gamma di servizi e l’esperienza complessiva. Da non dimenticare, poi, che i contenuti si confermano di particolare rilievo nelle scelte. Infatti, la spesa dei consumatori rappresenta oltre tre quarti del mercato E&M italiano. Ha cubato 25,7 miliardi di euro nel 2019, e per quest’anno accuserà una riduzione del 6,2%. Una flessione comunque più sopportabile, mentre come trend le componenti video e digital affermano una volta di più la loro strategicità. Un dato su tutti: tra i contenuti video, il segmento Ott nel 2020 dovrebbe incasellare un rialzo di oltre il 45%, a seguito della chiusura dei cinema e dalla decisione di distribuire film tramite piattaforme Svod.

Crollano i ricavi pubblicitari, bene la raccolta digital

Il crollo vero ha colpito i ricavi pubblicitari: le stime di chiusura 2020 prevedono una contrazione di oltre 1,5 miliardi di euro in termini assoluti. Il mercato ha patito i duri colpi dell’emergenza pandemica, non potendo svolgere la funzione di driver per “influenzare” le scelte dei consumatori e la relativa spesa. In proiezione, dice lo studio PwC, le aziende stanno rivalutando in maniera l’allocazione dei budget di comunicazione sui diversi mezzi. Ad esempio, inserendo quelli orientati al miglioramento della customer experience. L’ambito digitale l’internet advertising registra la crescita più significativa in termini assoluti. Nel 2020 supera i ricavi della pubblicità televisiva con 3 miliardi di euro contro i 2,6 miliardi della prima. La componente trainante del segmento è il mobile. Nel 2024, rappresenterà il 54% dei ricavi totali della pubblicità digitale, anche grazie al contributo abilitante derivante dall’incremento della capacità di banda con la progressiva diffusione del 5G.