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Questa mattina è stato inaugurato Spazio Lenovo, il primo concept store di Lenovo in Europa che fa il suo ingresso sulla scena meneghina. Frutto dell’avanzata visione dell’IT che caratterizza il brand, Spazio Lenovo è concepito come un ecosistema culturale dedicato all’innovazione digitale, un ambiente che combina la dimensione esperienziale con la possibilità di conoscere le nuove tendenze della tecnologia.

Per raccontare da dove arriva un progetto di tale portata, com’è stato pensato e come si integra nel tessuto sociale milanese, anche con uno sguardo verso il 2021, non c’è modo migliore che affidare parole e riflessioni a chi ha voluto e disegnato l’ennesimo tassello della strategia retail di Lenovo. Durante l’evento digitale si sono susseguite infatti le alte cariche del brand, che hanno toccato ogni aspetto dell’iniziativa, quasi dalla scintilla iniziale alla messa in posa della prima pietra, fino all’apertura degli spazi al pubblico.

Che cos’è Spazio Lenovo

Emanuele Baldi, country general manager e amministratore delegato di Lenovo

Spazio Lenovo vuole essere un ecosistema multiculturale dove le persone possono fruire dei servizi digitali di Lenovo e scoprire i nuovi prodotti. Un nuovo tassello in quel mosaico caleidoscopico che è la realtà culturale e tecnologica di Milano. E non è un caso che proprio la capitale lombarda sia stata scelta come palcoscenico in cui far prendere vita a questo progetto pilota, primo e unico in Europa. Neanche la data di inaugurazione è un caso, come spiega Emanuele Baldi, country general manager e amministratore delegato di Lenovo: “Apriamo oggi questo spazio, che rappresenta la tecnologia di Lenovo immersa in un luogo bello, proprio perché questa è la settimana in cui si riparte. Ripartono le scuole, ripartono le attività e da domani è disponibile a tutti uno spazio esperienza ed emozionale”.

Lenovo
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala

Uno spazio che è, nelle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Un piccolo atto di fiducia”, dovuto e necessario per una città che è stata e continuerà a essere grande, anche grazie al rapporto virtuoso tra pubblico e privato e alle possibilità di collaborazione che si instaurano nell’ambito della creatività, del business, della tecnologia e del digitale.

Lenovo
Gianfranco Lanci, corporate President e chief operating officer di Lenovo

Tecnologia che, il lockdown ce l’ha ricordato con estrema chiarezza, raggiunge il suo scopo quando è capace di migliorare la vita delle persone. Lo ha ricordato Gianfranco Lanci, corporate president e chief operating officer di Lenovo, che ha sottolineato come in una società modificata, e destinata a rimanere tale, privacy e sicurezza continuano a essere temi fondamentali su cui la tecnologia può peraltro fornire risposte concrete e rassicurare le persone.

Luca Rossi, senior vice president e presidente per Emea e America Latina di Lenovo Group

E se il lockdown ha modificato in modo trasversale alcuni strati della quotidianità, quantomeno ha lasciato intatta quella che era la vision iniziale dietro Spazio Lenovo. Come ha condiviso Luca Rossi, senior vice president e presidente per Emea e America Latina di Lenovo Group, è dal 2018 che l’azienda progetta l’inaugurazione di questo spazio. Le cose hanno subito un brusco rallentamento durante l’emergenza sanitaria – del resto inizialmente il periodo inaugurale era stato fissato tra febbraio e marzo 2020 – la quale ha portato l’azienda a riflettere ulteriormente sull’importanza, finanche sul senso, dell’effettiva necessità di un investimento in un progetto fisico di tale portata. Lenovo ha deciso di andare avanti, con la consapevolezza che, anche se a oggi alcune operazioni restano condotte a distanza, intrinseca nella natura umana è la necessità di rinnovare l’esperienza fisica.

L’idea dietro Spazio Lenovo è proprio quella di creare un canale di contatto con l’utente finale, sinergico alla strategia retail. Un luogo in cui mostrare le più recenti innovazioni tecnologiche del brand, sperimentare nuovi modelli di business e ricevere feedback sugli ultimi trend tecnologici. Già in questa descrizione riecheggia, almeno tra le righe, la parola community, comunità: la necessità che scaturisce fisiologicamente nell’essere umano di vivere gli spazi in modo condiviso, riflettere su presente e futuro insieme e insieme mettere in piedi una vera e propria fucina di idee per il presente e il futuro digitale.

Uno spazio del genere non poteva che collocarsi in Italia dove, a fronte di un vigoroso mercato degli smartphone, manca di spinta quello dei pc, almeno rispetto ad altre realtà virtuose come quella tedesca. L’Italia ha bisogno di colmare un gap digitale, dice Lenovo, dunque rappresenta un mercato importante con ampi di spazi di crescita. In questo Milano è il palcoscenico perfetto con i suoi servizi al cittadino, l’aspirazione culturale internazionale, l’orientamento al business, al design, alla tecnologia e alla creatività.

Informazione e formazione

Spazio Lenovo è l’incrocio di queste vocazioni: un concept store che è più di un negozio, in cui certo si commercializzano prodotti e servizi del brand, ma che si pone anche come hub di informazione e formazione sui nuovi trend della tecnologia (magari appoggiandosi agli spazi di co-working o facendo quattro chiacchiere al bistrot).

Lenovo ha progettato di strutturare questi momenti di informazione con format chiamati “Smart Talk”: i primi tre saranno concentrati sul ruolo della tecnologia nell’educazione, sull’intelligenza artificiale e infine sull’importanza del gaming nella tecnologia. Per i momenti di formazione bisognerà invece attendere il 2021. Spazio Lenovo fungerà infine da teatro per le attività di press meeting, in cui il brand presenterà i suoi nuovi prodotti e i prodotti dei partner, magari anche su scala globale.

Stefano Boeri

Sono obiettivi alti ma forse ora è proprio il momento giusto per concretizzarli. Lo conferma anche l’architetto e urbanista Stefano Boeri, che sottolinea come alla sensazione di fragilità che si è insinuata tra le mura domestiche durante il lockdown abbiano fatto da contraltare nuove consapevolezze, come quelle della necessità di controllare la tecnologia legata al mondo digitale. Consapevolezza che ha contribuito a un’accelerazione – richiesta e necessaria – dell’alfabetizzazione digitale del Paese, pronto ora a impegnarsi in una riflessione condivisa sui temi della mobilità intelligente, della compenetrazione tra natura e città e della produzione di energia pulita.