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La notizia adesso è ufficiale dopo i rumors delle scorse settimane. Siglato un accordo da 43 miliardi di dollari tra Discovery e AT&T per gli asset multimediali dei due colossi. Si ridefinisce così il risiko delle nuove forme di entertainment a fronte di questa intesa che dovrebbe perfezionarsi entro la metà del 2022.

Discovery: i competitor nel mirino

In sostanza, Discovery – player che detiene le reti di lifestyle, tra le quali figurano Food Network e HGTV e che al 31 marzo ha annunciato di aver raggiunto il traguardo di 15 milioni di abbondati- va a unire le attività media a quelle di AT&T. O meglio, a quelle legate alla divisione WarnerMedia – ex Time Warner – che era stata acquisita nel 2018 dalla stessa AT&T per la cifra di 109 miliardi. A WarnerMedia fanno capo alcuni canali televisivi di punta come Cnn e HBO, oltre agli studi Warner Bros. Si tratta di un’operazione di grande cabotaggio, che intende dare vita a un polo media poderoso, con l’obiettivo (anche grazie agli studi cinematografici di Hollywood) di inscenare una competizione ampia e a tutto campo. Nel mirino, dunque, ci sono da un lato Netflix (che vanta 208 milioni di abbonati su scala mondiale) e dall’altro Disney, che con la piattaforma Disney+ ha infranto la soglia di 100 milioni di sottoscrizioni a meno di un anno e mezzo dal lancio del proprio servizio. 

Un gruppo da 150 miliardi di dollari

Stando ad alcune indiscrezioni riportate dal quotidiano Financial Times, la fusione tra Discovery (che ha beneficiato di grande rimbalzo rialzista in borsa) e AT&T potrebbe determinare la nascita di un gruppo del valore di 150 miliardi di dollari, debiti inclusi. A fronte dell’operazione, AT&T riceverà 43 miliardi di dollari in una combinazione di contanti, titoli di debito e il mantenimento di determinati debiti da parte di WarnerMedia. Non solo: gli azionisti di AT&T riceveranno il 71% delle azioni della nuova società e gli azionisti di Discovery possederanno il 29% della nuova società.