Mentre dall’Europa agli Stati Uniti, a causa del Coronavirus, la serrata dei negozi è globale (eccezione fatta per i grandi supermercati e per i generi di prima necessità) in Cina scatta l’effetto rimbalzo. Con l’emergenza Covid-19 che su quel mercato sta lentamente sfumando, come riportato da un’analisi apparsa su Bloomberg, i consumatori cinesi stanno lentamente tornando a frequentare sfarzosi centri commerciali e le boutique che hanno guidato la crescita dell’industria del lusso globale. Dopo il crollo dell’80% dei mesi scorsi, si comincia a parlare di ripresa, seppur con le debite cautele.

La “spesa della vendetta”

Il dato che sembra emergere è il classico “effetto rimbalzo”, che è stato più propriamente ribattezzato “revenge spending”. A parlare di “spesa della vendetta” è stata Amrita Banta, amministratore delegato di Agility Research. L’espressione aveva descritto la domanda repressa dei consumatori cinesi negli anni ’80, dopo il caos e la povertà della Rivoluzione Culturale di Mao Tse-Tung. Ora viene rispolverata per sancire la voglia di ricominciare e di ripartire. Sul quotidiano China Daily, delineando il mood post quarantena, si è parlato di una “wish list” dei consumatori dopo questa pesante botta: andare al ristorante, viaggiare, festeggiare e fare shopping sono logicamente i desideri che attraggono maggiormente.

Lusso, ma anche voglia di viaggiare

Ma come si diceva in apertura, dopo il down per l’emergenza Coronavirus è il mondo del lusso (ma in molti sostengono che toccherà anche quello dell’hitech) a fungere da traino in qualche modo. Benché non poche difficoltà permangano, un dato emerge: l’85% delle 3.600 gioiellerie della più grande catena cinese, Chow Tai Fook Jewellery Group, (il più grande gruppo del settore al mondo per fatturato), hanno riaperto. Fuori da ogni store si sono formate le code anche per i meccanismi precauzionali attivati. Lo stesso vale per alcune griffe delle maison dell’alta moda.

Il dopo Sars

Ma non solo. Più in generale, gli indicatori della fiducia appaiono in netta crescita. Secondo la società di marketing e strategie China Skinny è prevedibile una ripresa “esplosiva” del settore turismo, (domestico e verso l’estero), come era accaduto dopo la fine dell’emergenza legata alla Sars, nel 2003. Riavvolgendo il nastro durante la Golden Week dell’ottobre 2003, prima occasione festiva proprio dopo la crisi Sars, il numero di voli fece un balzo del 200% rispetto all’anno precedente. Per lo Spring Festival del 2004, l’aumento fu del 201% rispetto allo stesso periodo del 2003, il mese antecedente lo scoppio della suddetta epidemia.

Coronavirus, la lunga notte dell’Occidente

Ora: a guardare lo scenario dell’emergenza Coronavirus dal cosiddetto fronte occidentale, sembra di leggere cronache di fantascienza. L’Europa e gli Stati Uniti sono appena stati travolti dalla maledetta ondata pandemica e dunque tutto appare così lontano nel tempo. Ci sono da considerare, inoltre, contesti di mercato assai differenti. Si dovranno affrontare e gestire le situazioni post emergenza sotto il profilo economico. Ma, forse, mai come in questi giorni vorremmo che la Cina fosse così vicina. Ha superato il picco della crisi, addirittura una parte di essa. Leggerla così proiettata verso la ripresa aiuta. E non poco.