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Questa volta sono i brand protagonisti del monitoraggio settimanale di GfK sui consumatori italiani, i quali iniziano a fare registrare una preoccupazione crescente soprattutto da parte delle donne. Si riduce la mobilità, a favore dell’utilizzo dell’auto privata e di una maggiore fruizione di contenuti multimediali. Cresce l’attenzione per la cura personale e l’alimentazione intesa come strumento di benessere. In questo contesto difficile, torna la fiducia negli esperti, mentre i nrand sono percepiti come poco attivi.

Nelle scorse settimane GfK ha attivato un tracking settimanale per misurare gli effetti del Coronavirus sugli stili di vita, le abitudini e le strategie di consumo degli italiani, con un focus particolare su trasporti e mobilità, viaggi e vacanze, tempo libero e igiene personale. Tematiche che saranno approfondite il prossimo 26 marzo in una Web Conference nella quale verranno presentati gli ultimi aggiornamenti dai monitoraggi di GfK in merito agli effetti del Coronavirus su consumatori e mercati.

I primi risultati (periodo di rilevazione: 2-6 marzo 2020, dati sui comportamenti riferiti alla settimana dal 24 febbraio al 1° marzo) afferiscono a prima dell’entrata in vigore del decreto che ha introdotto in tutto il Paese restrizioni per fermare la diffusione del virus e mettono in luce alcuni trend che, secondo gli esperti GfK, caratterizzeranno abitudini e consumi degli italiani anche per le prossime settimane.

Li elenchiamo qui di seguito:

  • Le donne sono più preoccupate degli uomini: se in generale gli italiani sembrano ancora preoccuparsi soprattutto per la situazione economica, il 47% delle donne intervistate dichiara di essere molto preoccupata per il diffondersi di nuove malattie (il 17% in più rispetto agli uomini). Le donne sembrano essersi rese conto per prime della gravità della situazione, tanto da aver modificato le proprie abitudini di consumo prima dell’entrata in vigore delle misure restrittive alla circolazione: già la scorsa settimana, infatti, oltre il 50% delle donne dichiarava di aver ridotto o smesso di frequentare centri commerciali, insegne e negozi. Nelle prossime settimane possiamo aspettarci una maggiore presenza maschile all’interno dei punti vendita, un fattore di cui la Distribuzione dovrà tenere conto nella propria pianificazione;
  • Mobilità privata: i dati GfK mostrano, a fronte di una riduzione generale della mobilità da parte degli italiani, un incremento dell’utilizzo dell’auto privata. L’abitudine a preferire i mezzi di trasporto privati potrebbe essere difficile da abbandonare anche al termine dell’emergenza: è possibile che ciò abbia delle conseguenze di medio periodo significative anche sulle logiche e le sensibilità di sostenibilità ambientale, un tema centrale nelle strategie di consumo degli italiani fino a poche settimane fa;
  • Voglia di contenuti mediali: negli ultimi giorni gli italiani dichiarano di aver incrementato significativamente la fruizione di contenuti Media & Entertainment, in particolare quelli legati alla ricerca di notizie. Per le prossime settimane, circa 1 italiano su 10 dichiara di voler sottoscrivere un abbonamento a servizi di contenuti, piattaforme e App a pagamento.
  • Salute e benessere, anche in cucina: in questo periodo gli italiani stanno di più in casa e dedicano più tempo del solito all’igiene personale e alla pulizia/sanificazione della casa e dei vestiti. Cresce anche l’attenzione all’alimentazione, intesa come strumento per stare bene, in salute – e non tanto come una concessione o una compensazione.
  • La voglia di vacanze resiste alle preoccupazioni del Coronavirus: gli italiani continuano a guardare alle vacanze estive come possibile “risarcimento” per l’attuale momento di difficoltà. Una prospettiva importante, anche dal punto di vista psicologico. Il dato andrà monitorato nelle prossime settimane, ma sembra indicare che – qualora la situazione dovesse migliorare – gli italiani sono pronti a rimettersi in movimento. In crescita anche l’interesse per le assicurazioni legate agli imprevisti di viaggio.
  • Brand e comunicazione ai tempi del Coronavirus: in questo momento di incertezza, anche la comunicazione si trova ad affrontare nuove e inedite sfide. I Brand sono chiamati a fare la loro parte, adeguando i messaggi e le strategie comunicative al sentiment degli italiani. Anche perché, in questo momento, vengono percepiti dai consumatori come poco attivi, silenziosi. Dovendo valutare l’operato di questi giorni, gli italiani esprimono invece un giudizio molto positivo sul sistema sanitario, ma anche la Protezione civile e il Governo ne escono bene. La fiducia degli italiani è riposta soprattutto nelpersonale sanitario e in generale negli esperti, mentre i media risultano poco credibili.

Le notizie di questi giorni hanno portato ad una situazione in costante evoluzione. Per questo GfK continuerà il proprio monitoraggio settimanale, con l’obiettivo di cogliere in tempi rapidi l’evoluzione degli stili di vita e dei comportamenti di acquisto degli italiani, fornendo alle aziende insight utili per pianificare le proprie attività di marketing e comunicazione.

Si investe nello smart working

La diffusione di Covid-19 nel nostro Paese sta costringendo sempre più persone a rimanere in casa. Ancora prima dei divieti governativi, molti si sono ritrovati a lavorare o studiare da casa, spesso per la prima volta e dovendosi organizzare anche dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche. Secondo GfK, questa nuova esigenza ha portato a un picco di vendite per alcuni prodotti del comparto IT e Office. Nella settimana dal 2 all’8 marzo 2020, GfK ha registrato una crescita a valore del +63% per i PC Portatili, rispetto alla stessa settimana all’anno precedente. Molto significativo anche l’incremento delle vendite di PC Desk (+15%) e Stampanti multifunzione (+53,5%). Gli italiani insomma si stanno attrezzando per ricostruire a casa propria un vero e proprio ufficio in miniatura.

Il Trend dei PC Portatili è molto significativo sia per volumi che per valore e la settimana dal 2 all’8 marzo 2020 è stata la più performante per vendite negli ultimi 6 mesi (escludendo i picchi di come Natale e Black Friday).


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