Come sarà la mobilità futura in cinque ipotesi avveniristiche (anche per disabili)

I cinque finalisti della sfida triennale Mobility Unlimited Challenge (sfida per la mobilità senza limiti) sono stati annunciati al Ces a Las Vegas. La Toyota Mobility Foundation ha lanciato il concorso globale da 4 milioni di dollari nel 2017, in partnership con lo Challenge Prize Centre di Nesta, allo scopo di migliorare le vite di milioni di persone colpite da paralisi degli arti inferiori.

Il concorso ha invitato ingegneri, innovatori e designer di tutto il mondo a proporre progetti di tecnologie rivoluzionarie, che comprendano sistemi intelligenti per migliorare la mobilità e l’indipendenza di persone colpite da paralisi agli arti inferiori. Fondamentale per la sfida è l’importanza della collaborazione con gli utenti finali per sviluppare dispositivi che si integrino senza problemi nella vita e nell’ambiente degli utenti, essendo al contempo confortevoli e semplici da utilizzare, consentendo una maggiore indipendenza e partecipazione alla vita quotidiana.

Ciascuno dei cinque finalisti riceverà un finanziamento pari a 500 mila dollari per sviluppare ulteriormente il proprio prototipo, con il vincitore finale della Sfida che riceverà 1 milione di dollari a Tokyo, nel 2020.

I cinque finalisti sono:

  • The Evowalk: Evolution Devices (Stati Uniti) – un manicotto indossabile sopra la gamba che aiuta le persone con una paralisi parziale agli arti inferiori a riconquistare la propria mobilità. Il sistema EvoWalk AI utilizza sensori per predire il movimento di camminata dell’utente e stimola i muscoli corretti nel momento giusto per aiutarlo a camminare meglio.
  • Moby: Italdesign (Italia) – una rete integrata di dispositivi motorizzati su ruote che consente agli utenti di sedie a rotelle manuali di ottenere la comodità e i benefici di una sedia a rotelle motorizzata, accessibile attraverso un sistema di condivisione basato su app.
  • Phoenix AI Ultralight Wheelchair: Phoenix Instinct (Regno Unito) – una sedia a rotelle ultraleggera, auto-bilanciata e intelligente, che elimina vibrazioni dolorose.
  • Qolo (Quality of Life with Locomotion): Team Qolo, Università di Tsukuba (Giappone) – un esoscheletro mobile su ruote che consente agli utenti di sedersi o alzarsi con facilità.
  • Quix: IHMC & MYOLYN (Stati Uniti) – un esoscheletro motorizzato ad elevata mobilità che offre la possibilità di muoversi in posizione eretta, in modo stabile e agile.

Le dichiarazioni dei giudici

Il Dr. Eric Kroktov, Chief Science Officer al Toyota Research Institute e uno dei giudici della Sfida, ha dichiarato: «Ci sono così tante opportunità tecnologiche nell’esplorare approcci per alleviare i problemi che derivano dalla paralisi degli arti inferiori. Una competizione come la Mobility Unlimited Challenge spinge gli innovatori a focalizzarsi sullo stesso problema, per identificare elementi che rivestano un grande interesse comune al servizio della società. Sono lieto di aver incontrato i finalisti di quest’anno, che hanno una grande varietà di approcci tecnici: sedie a rotelle, plantari, braccialetti, esoscheletri. Non vedo l’ora di vedere come porteranno questi dispositivi fuori dallo stadio concettuale per aiutare i nostri utenti finali».

Oltre al finanziamento da 500.000 dollari, i finalisti parteciperanno a workshop dedicati, riceveranno opportunità di mentoring da parte di esperti di ingegneria e collaboreranno con gli utenti finali per proseguire lo sviluppo dei propri dispositivi fino al 2020.

Ryan Klem, direttore dei programmi per Toyota Mobility Foundation ha commentato: «Questi cinque finalisti hanno mostrato reale innovazione, spinta da un progetto human-centered, a misura d’uomo. Pensiamo che la tecnologia inclusa in questi dispositivi potrà cambiare le vite di un gran numero di persone in tutto il mondo, non solo per le persone affette da paralisi agli arti inferiori, ma anche per una gamma più vasta di esigenze di mobilità. Sarà affascinante seguire i percorsi dei vari team e vedere come il finanziamento da 500 mila dollari li aiuterà a sviluppare le loro idee per portarle sul mercato e metterle nelle mani degli utenti».

Per consentire la partecipazione di organizzazioni di qualsiasi dimensione, la Sfida ha offerto anche un finanziamento di base da 50.000 dollari a dieci team nella forma di finanziamenti Discovery Award durante il periodo di avviamento. Dei dieci vincitori del Discovery Award, quattro sono stati scelti come finalisti della Sfida.

Charlotte Macken del Nesta Challenge Prize Center ha affermato: «Gli attuali dispositivi per la mobilità personale spesso non sono in grado di rispondere pienamente alle esigenze degli utenti, a causa di limitazioni delle funzionalità e dell’usabilità. Storicamente, il passo dell’innovazione è lento, poiché ci sono mercati piccoli e frammentati, oltre a difficoltà nell’ottenere finanziamenti per le nuove tecnologie da parte di sistemi di assistenza sanitaria e assicurazioni. Ciò può rendere il settore non interessante proprio per le persone che potrebbero aiutare a cambiare il mondo. Speriamo che sfide come questa possano ispirare l’innovazione e non vediamo l’ora di vedere come i cinque finalisti utilizzeranno questa opportunità per sviluppare ulteriormente le loro idee».

In tutto il mondo, milioni di persone vivono con paralisi agli arti inferiori (le cause più comuni vanno ricercate in ictus, lesioni al midollo spinale e sclerosi multipla). Anche se non ci sono statistiche mondiali sulla paralisi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano tra 250 mila e 500 mila nuovi casi di lesioni alla spina dorsale a livello globale ogni anno.